Sono fatto per le eccezioni, non le regole.Oscar Wilde
Sono fatto per le eccezioni, non le regole.
Mi sembra che i costumi e gli usi delle nazioni che non sono contrari alla morale non possono essere giudicati gli uni migliori degli altri. Perché, secondo quale regola dovrebbero essere giudicati? Non vi è una misura comune, tranne questa: ogni nazione si fa una regola dei suoi propri costumi, e in base ad essa giudica tutti gli altri.
Tutta la vita delle società nelle quali predominano le condizioni moderne di produzione si presenta come un'accumulazione di spettacoli. Tutto ciò che era direttamente vissuto si è allontanato in una rappresentazione.
ll paradosso del rock and roll è che c'è più brava gente tra gli ascoltatori che fra i musicisti.
L'albero sente le sue radici più che non possa vederle; ma questo sentimento misura la grandezza delle radici in base alla grandezza e alla forza dei rami visibili.
Il mondo è una commedia per quelli che pensano, una tragedia per quelli che sentono.
Andrei all'inaugurazione di qualsiasi cosa. Anche di una toilette.
Credono di essere di sinistra perché mangiano il pesce con il coltello.
Quando brucia il tetto, non serve né pregare né lavare il pavimento. Comunque pregare è più pratico.
Molti pensano alle stelle come a blocchi di materia, e non ce la fanno a credere che sono soltanto luce.
L'uovo ha una forma perfetta, benché sia fatto col culo.
Per acquistare stima, bisogna accostarsi ai più eminenti; una volta acquistata, bisogna stare fra i mediocri.
I veri paradisi sono i paradisi perduti.
Dicono: Ci saranno dopo, il Paradiso e le Huri.
La tristezza è come un muro tra due giardini.
Sono i figli di Adamo, dell'uomo cacciato dal Paradiso, e sono i fratelli degli animali, degl'innocenti. Dalla mano del cielo prendono ora per ora ciò che vien loro dato: sole, pioggia, nebbia, neve, caldo e freddo, benessere e indigenza; per loro non esiste il tempo, la storia, non esiste una mira, e neppur quell'idolo dello sviluppo e del progresso, nel quale credono così disperatamente quelli che hanno una casa. Un vagabondo può essere delicato o rozzo, ingegnoso o melenso, coraggioso o pauroso, ma nel cuore è sempre un fanciullo, vive sempre come al primo giorno, avanti l'inizio d'ogni storia universale, e la sua vita sarà sempre guidata da pochi, semplici istinti e bisogni. Può essere intelligente o sciocco; avere coscienza profonda della fragilità e caducità d'ogni vita, della povertà ed ansietà con cui ogni essere porta il suo tantino di sangue caldo attraverso il ghiaccio degli spazi, o solo seguire puerilmente e avidamente i comandi del povero stomaco... sempre egli è il contrapposto e il nemico del possidente e del sedentario, che lo odia, lo disprezza e lo teme, perché non vuole che gli rammenti tutto questo: la fugacità d'ogni esistenza, il continuo avvizzire d'ogni vita, la morte gelida e inesorabile, che riempie intorno a noi l'universo.
Se non sono i vizi di tuo marito a mandarti in bestia, allora saranno le sue virtù.