sabato, 31 gennaio 2009

goetheLa cosa più bella dei bambini è il ricordo della notte in cui li abbiamo fatti.

Johann W. Goethe

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categoria:famiglia
venerdì, 30 gennaio 2009

Milan KunderaGrazie alla pubblicità, la vita quotidiana si è messa a cantare.

Milan Kundera

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categoria:consumismo
giovedì, 29 gennaio 2009

krausL'uomo è stato creato libero, è libero; poi gli viene il morbillo, e poi la dignità - e con questa non sa che pesci prendere.

Karl Kraus

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categoria:libertà
mercoledì, 28 gennaio 2009

Wislawa SzymborskaLa saggezza non poteva aspettare i capelli bianchi.

Wislawa Szymborska

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categoria:pensiero
martedì, 27 gennaio 2009

Stanislaw Jerzy LecFilosofi, non trovate la pietra della saggezza, ve la legheranno al collo!

Stanislaw Jerzy Lec

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categoria:pensiero
lunedì, 26 gennaio 2009

GraciànCertuni sarebbero saggi, se non fossero persuasi di esserlo.

Baltasar Graciàn

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categoria:pensiero
domenica, 25 gennaio 2009

YourcenarNel sonno, una cosa ci rassicura, ed è il fatto di uscirne immutati, dato che una proibizione bizzarra c'impedisce di riportare con noi il residuo esatto dei nostri sogni. Ci rassicura altresì il fatto che il sonno ci guarisce dalla stanchezza; ma ce ne guarisce temporaneamente, e mediante il procedimento più radicale riuscendo a fare che non siamo più.

Marguerite Yourcenar

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categoria:sogni
sabato, 24 gennaio 2009

KhayyamIn un cattivo mio sogno udii che un Savio mi disse:
"Dal sonno non fiorì mai ad alcuno il fior della Gioia!
Perché mai fare una cosa così somigliante alla Morte?
Bevi Vino, ché tempo di dormire avrai, lungo, sotterra".

Omar Khayyam

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categoria:poesia, vino
venerdì, 23 gennaio 2009

goetheIl sonno è un involucro; scaglialo via.

Johann W. Goethe

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categoria:sogni
giovedì, 22 gennaio 2009

BaudelaireVoglio dormire! Pur di non vivere, dormire!

Charles Baudelaire

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categoria:poesia, vita, sogni
mercoledì, 21 gennaio 2009

GibranÈ solo quando si è inseguiti che si acquista velocità.

Gibran K. Gibran

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categoria:
martedì, 20 gennaio 2009

Franco BattiatoE per un istante ritorna la voglia di vivere a un'altra velocità
passano ancora lenti i treni per Tozeur.

Franco Battiato

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categoria:tempo
lunedì, 19 gennaio 2009

Gene GnocchiIl barocco è finito quando hanno cominciato a inveire contro il barocco e lui, il barocco, non è stato sufficientemente forte da replicare.

Gene Gnocchi

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categoria:arte, comico
domenica, 18 gennaio 2009
Il libro del riso e dellCi sono libri che si dovrebbe rileggere subito, tanto sembrano complessi. Appena finiti si dovrebbe ricominciare da capo, per capire se c'è altro da capire, oltre la suggestione e l'incanto di alcune pagine memorabili che sembrano tramortirti tanto sono brillanti. Lasciano una scia complessa di pensieri C'è troppa roba. Storie, storie, storie, intuizioni, allusioni, personaggi e intrecci. Una profondità che immagini di non aver sondato davvero con una sola lettura. Con Milan Kundera succede sempre così. Non ho mai capito se è troppo intelligente o è troppo ruffiano. E' certamente  bravo, un grande scrittore. Questo senso di incompletezza dopo la prima lettura (i libri che ho riletto in vita mia si contano sulle dita di una sola mano, quindi è altamente improbabile che lo rilegga) è stato fortissimo per "Il libro del riso e dell'oblio" (Adelphi). Perché è un'opera volutamente complessa. E' un romanzo composto da sette racconti nei quali si ripetono situazioni, raramente qualche personaggio, e c'è un rimando di temi (tutti fortissimi da spezzare le vene a qualsiasi scribacchino). Kundera parla di variazioni nel senso di Beethoven.
Si parla ovviamente del riso e dell'oblio, della comicità e della memoria. Ma anche del potere, degli angeli, della musica, della libertà, del sesso e dell'amore, della morte e dell'esilio, dei confini. C'è molta poesia, se ne parla, la si insegue e la si sbeffeggia. E c'è Praga, l'invasione russa. Kundera riesce costruire situazioni abnormi e naturali allo stesso tempo, come se Goethe liberasse il Gogol che è il lui e se Gogol liberasse il Bukowski che in lui. Insomma è una roba che non riesco a descrivere.
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categoria:libri
domenica, 18 gennaio 2009

Eugenio dIl Barocco è eterna femminilità del mondo.

Eugenio d'Ors

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categoria:arte
sabato, 17 gennaio 2009

Il mondo come gioco e il gioco come mondo, per lo sguardo dello stesso: ecco il principio del "barocco", in un gioco di specchi in cui le forme si scambiano e si rispecchiano, gli ordini si scompaginano, le gerarchie si sovvertono, lo spazio perde le sue trame ordinate e il tempo le sue regolari scansioni. Tutto è metafora, come circolazione illimitata, senza principio né fine, di tutto in tutto. Si determina così una struttura paradossale, che è quella della scena barocca, in cui la metonimia labirintica (concatenazioni con tutti gli ordini e le orientazioni possibili, reversibilità complesse, deambulazioni meandriche, corti circuiti e percorsi senza esito) si concatena con la metafora avventurosa (spostamento del senso da un piano all'altro, trasposizioni dei livelli, specularità simmetriche), in combinazioni e configurazioni imprevedibili.

Alessandro Fontana

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categoria:arte
venerdì, 16 gennaio 2009

Eugenio dIl barocchismo, in tutte le sue forme, essendo vitalista, è libertino, ed esprime uno stato d'abbandono e di venerazione davanti alla forza.

Eugenio d'Ors

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categoria:arte
giovedì, 15 gennaio 2009

Umberto EcoLa forma barocca è dinamica, tende ad una indeterminatezza di effetto e suggerisce una dilatazione progressiva dello spazio; la ricerca del mosso e dell'illusionistico fa sì che le masse plastiche barocche non permettano mai una visione privilegiata, frontale, definita, ma inducano l'osservatore a spostarsi continuamente per vedere l'opera sotto aspetti sempre nuovi, come se essa fosse in continua mutazione. Le poetiche della "meraviglia", dell'"ingegno", della "metafora", tendono in fondo, al di là della loro apparenza bizantina, a stabilire questo compito inventivo dell'uomo nuovo, che vede nell'opera d'arte non un oggetto fondato su rapporti palesi da godere come bello, ma un mistero da investigare, un compito da perseguire, uno stimolo alla vivacità dell'immaginazione.

Umberto Eco

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categoria:arte
mercoledì, 14 gennaio 2009

Eugenio dIl barocco è segretamente animato dalla nostalgia del Paradiso Perduto.

Eugenio d'Ors

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categoria:arte
martedì, 13 gennaio 2009

DickOgnuno di noi è unico come una sinfonia di Beethoven, e quando questo lungo inverno finirà, come dei fiori appena sbocciati sorprendemmo noi stessi e il mondo che ci sta intorno. Ciò che faremo, ciò che molti di noi faranno, sarà gettare via le maschere che abbiamo indossato - maschere che dovevano essere scambiate per la realtà. Maschere che sono riuscite a ingannare tutti, come dovevano.

Philip K. Dick

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categoria:finzioni
lunedì, 12 gennaio 2009

Marc AugéSiamo tutti figli di questo secolo: abbiamo bisogno dell'immagine per credere nel reale e di accumulare le testimonianze per essere sicuri di aver vissuto.

Marc Augé

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categoria:finzioni
domenica, 11 gennaio 2009

ChamfortBisogna saper commettere le sciocchezze che la nostra indole esige.

Nicolas de Chamfort

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categoria:buonsenso
sabato, 10 gennaio 2009

Gesualdo BufalinoSociologo è chi va alla partita di calcio per guardare gli spettatori.

Gesualdo Bufalino

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categoria:sport
venerdì, 09 gennaio 2009
MultiversoQualche tempo fa leggevo questo libro e l'angoscia cosmica mi stringeva alla gola. Ora leggo questo articolo ed è peggio. Abissi borgesiani. Altro che biblioteca di Babele, è l'universo di Babele. Aveva ragione il cieco di Baires, l'universo che altri chiamano biblioteca...
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categoria:scienza
venerdì, 09 gennaio 2009

PopperI nostri sogni e desideri cambiano il mondo.

Karl Popper

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categoria:desideri
giovedì, 08 gennaio 2009

Pasquale PanellaEssi modellarono il desiderio in forma di segreto, di cospirazione, sfiorando la morte e non la vita agiata.

Pasquale Panella

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categoria:desideri
mercoledì, 07 gennaio 2009

HouellebecqLa società erotico-pubblicitaria in cui viviamo si accanisce a organizzare il desiderio, a svilupparlo fino a dimensioni inaudite, al tempo stesso controllandone la soddisfazione nel campo della sfera privata. Affinché la suddetta società funzioni, affinché la competizione continui, occorre che il desiderio cresca, si allarghi e divori la vita degli uomini.

Michel Houellebecq

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categoria:desideri
martedì, 06 gennaio 2009

BorgesNella passione, il ricordo tende all'intemporalità. Raduniamo la felicità di un passato in una sola immagine; i tramonti diversamente rossi che guardo ogni sera, saranno nel ricordo un solo tramonto. Lo stesso accade con la previsione: le più incompatibili speranze possono convivere senza difficoltà. Detto in altre parole: lo stile del desiderio è l'eternità.

Jorge Luis Borges

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categoria:desideri
lunedì, 05 gennaio 2009
Gennaro
Da ieri sono più vecchio di mio padre.
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categoria:identità
lunedì, 05 gennaio 2009

Pasquale PanellaChi desidera crede in un destino, in un esito, magari finale, ma indipendente dalla volontà.

Pasquale Panella

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categoria:desideri
domenica, 04 gennaio 2009
Bound for Glory
Devo rivedere questo film. All'epoca mi piacque molto. Avevo pochi anni e vent'anni sembran pochi.
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categoria:cinema
domenica, 04 gennaio 2009

MurphyL'organizzazione di ogni burocrazia è molto simile a una cloaca: i pezzi più grossi emergono sempre.

Arthur Bloch

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categoria:stupidità
sabato, 03 gennaio 2009
Lo scherzoEsistono pochi scrittori del secondo Novecento capaci di manovrare storie, idee e sentimenti con la stessa capacità di Milan Kundera. Davvero pochi. "Lo scherzo" (l'ho letto nell'edizione Adelphi del 1986) è stato scritto nel 1965. Romanzo giovanile, ma per modo di dire. Ricco, complesso e avvincente. In molte parti regge ottimamente il confronto con "L'insostenibile leggerezza dell'essere", opera più matura, ma (lo confesso a denti stretti) anche più ruffiana.
Lascio perdere la trama, che pure è un elemento forte del romanzo. Metto tra parentesi pure la cornice storica: la Cecoslovacchia (ora dissolta) negli anni dell'imposizione del socialismo reale, tra la fine degli anni Quaranta e la metà dei Sessanta (prima della Primavera di Praga). "Lo scherzo" è soprattutto una storia della giovinezza, della insondabilità della vendetta, ma soprattutto è la storia di una devastazione, prima umana e poi politica.
Dentro c'è tanta roba. Troppa per parlarne qui. Personaggi fortissimi, un incastro narrativo tecnicamente raffinato (anche se poi negli anni è diventato quasi uno standard). Un abile uso dell'umorismo. Una profondità filosofica inusuale per un romanzo, ma tipico di Kundera, seppure i suoi detrattori dicono che è un grande annacquatore di pensieri altrui. Bah, "Lo scherzo" si comincia a leggere e non ci si stacca più.
E' anche un romanzo di formazione. A me, nelle pagine centrali, quelle del servizio militare tra i "neri" a cui, per punizione, è sottomesso il principale protagonista Ludvìk hanno fatto ricordare quelle di "La città e i cani" di Mario Vargas Llosa e anche quelle di alcune opere sui lager e i gulag.
Solo due lunghe citazioni, per finire. Una sulla crudeltà della giovinezza, un'altra sulla inutilità della vendetta.
La prima: "La giovinezza è terribile: è un palcoscenico dove dei bambini si muovono su alti coturni e nei costumi più diversi, pronunciando parole imparate a memoria e capite solo a metà, ma alle quali si abbandonano fanaticamente. E la storia è terribile perché diventa molto spesso campo da gioco per persone immature, campo da gioco per un Nerone fanciullo, per un Napoleone fanciullo, campo da gioco per fanatiche folle di bambini le cui passioni imitate e le cui parti ingenue si trasformano di colpo in una realtà catastroficamente reale".
La seconda: "Il ruolo della riparazione (della vendetta come del perdono) sarà assunto dall'oblio. Nessuno rimedierà alle ingiustizie commesse ma tutte le ingiustizie saranno dimenticate".
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categoria:libri
sabato, 03 gennaio 2009

SenecaIl miglior odore del corpo è nessun odore.

Lucio Anneo Seneca

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categoria:odori
venerdì, 02 gennaio 2009

MarzialeNon ha buon odore chi è sempre profumato.

Marziale

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categoria:odori
giovedì, 01 gennaio 2009
Philippe Delerm

L'odore delle mele è doloroso. È l'odore di una vita più intensa, di una lentezza che non meritiamo più.

Philippe Delerm

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categoria:odori