1. Le parole dell'iniquo, che è forte, penetrano e sfuggono.
2. L'iniquità non si fonda soltanto sulle sue forze, ma anche sulla credulità e sullo spavento altrui.
Alessandro Manzoni
1. Le parole dell'iniquo, che è forte, penetrano e sfuggono.
2. L'iniquità non si fonda soltanto sulle sue forze, ma anche sulla credulità e sullo spavento altrui.
Alessandro Manzoni
Un'altra buona notizia.
Ci si sente meglio quando si leggono notizie come questa. I pescatori di Lampedusa hanno dato, con un gesto semplice, umano e coraggioso, una lezione di civiltà contro la barbarie del razzismo.
1. Non credere alla iettatura: è roba da paese.
2. Credi alla iettatura, tiene compagnia.
Mino Maccari
L'infelicità altrui dà piacere, qualche volta procura perfino qualche frammento di felicità indotta, o di qualcosa che alla felicità assomiglia.
Luigi Malerba
Vissero infelici perché costava meno.
Leo Longanesi
La censura interiore dell'uomo è spietata, non conosciamo neppure i pensieri che non vogliamo generare.
Stanislaw Jerzy Lec
La censura è detestabile a due livelli: perché è repressiva, perché è stupida; in maniera che si ha sempre voglia, contraddittoriamente, di combatterla e di farle la lezione.
Roland Barthes
Sono già talmente popolare che uno che mi insulta diventa più popolare di me.
Karl Kraus
L'uomo ubriaco è sempre un uomo furbo:
nasconde a tutti e a sé la sua tristezza.
Raffaele Viviani
Quindi pisciava a pieni pitali e si sedeva a tavola. E perché era flemmatico di natura, cominciava il suo pasto con qualche dozzina di prosciutti, di lingue di bue affumicato, di bottarghe, di salsicce e altri simili araldi di vino. Frattanto, quattro inservienti a vicenda gli gettavano in bocca senza mai ristare mostarda a palettate, e lui ci versava sopra sorsate terrificanti di vin bianco per rinfrescarsene i rognoni. Quindi mandava giù secondo la stagione ogni altra cosa che gli andasse a genio, e quando la pancia gli tirava allora smetteva di mangiare. Quanto al vino, non conosceva legge né misura; perché, diceva, l'avviso di fermata nel bere è quando il bevitore si accorge che il sughero delle sue pantofole si è ingrossato di mezzo piede.
François Rabelais
Credo che il vino si chiamasse mavrodafni. Se no, così avrebbe dovuto chiamarsi perché è una bella parola nera e descrive il vino perfettamente. Scivola giù come vetro fuso, infiammando le vene con un denso fluido rosso che allarga il cuore e la mente. Ci si sente pesanti e leggeri al tempo stesso; agili come antilopi e insieme incapaci di movimento. La lingua si scioglie dagli ormeggi, il palato si ispessisce piacevolmente, le mani descrivono gesti densi e laschi quali si amerebbe ottenere com una matita grassa e morbida. Si vorrebbe dipingere ogni cosa in sanguina o in rosso pompeiano con chiazze di carboncino e nerofumo. Gli oggetti diventano più grandi e sfumati, i colori più vividi e veri, come avviene per il miope quando si toglie gli occhiali. Ma soprattutto fa splendere il cuore.
Henri Miller
E a bere tal vino,
svanisce il pensiero,
e ad ogni tramonto
sentiam sibilare
per strada i colombi
e i serpi tubar!
Hermann Melville
Questo effimero mondo è come rovine e deserto,
Viverci con mente fatta deserta dal vino è la cosa migliore.
Omar Khayyam
Il vino mi ama e mi seduce solo fino al punto in cui il suo e il mio spirito si intrattengono in amichevole conversazione.
Hermann Hesse
E quando vedete un uomo ubriaco, dovreste dire in cuor vostro: "Forse cercava di fuggire da qualcosa di ancor più orrendo".
Gibran K. Gibran
Il vino è una specie di riso interiore che per un istante rende bello il volto dei nostri pensieri.
Henri de Régnier
Ignari di tutto qual siamo, che importa esser sobri o ubriachi?
Omar Khayyam
Le cose, per essere apprezzate, debbono costare.
Balthasar Graciàn
Dev'esserci qualcosa di stranamente sacro nel sale. Lo ritroviamo nelle nostre lacrime e nel mare.
Gibran K. Gibran
Edmondo Berselli è divertente. Ha una scrittura brillante. A tratti è più comico di un Guzzanti qualsiasi (padre e figli). E' più feroce di tutti i grilli parlanti. Ed è preparato. Solide basi culturali emiliane, formatesi alla scuola del Mulino. Leggere "Sinistrati" (Mondadori) è stato un vero spasso. Cominci e vai avanti riuscendo a sorridere (amaro, però) dei difetti della sinistra e di noi stessi.
1. Il carattere fondamentalmente tautologico dello spettacolo deriva dal semplice fatto che i suoi mezzi sono al tempo stesso il suo scopo. Esso è il sole che non tramonta mai sull'impero della passività moderna. Esso copre l'intera superficie del mondo e si bagna indefinitivamente alla propria gloria.
2. Nello spettacolo, una parte del mondo si rappresenta davanti al mondo, e gli è superiore. Lo spettacolo non è che il linguaggio comune di questa separazione. Ciò che avvicina gli spettatori non è che un rapporto irreversibile al centro stesso che mantiene il loro isolamento. Lo spettacolo riunisce, ma lo riunisce in quanto separato.
3. Lo spettacolo è il capitale a un tal grado di accumulazione da divenire immagine.
Guy Debord
La meraviglia è il primo passo verso la conoscenza.
Alphonse de Lamartine
Dovremmo meravigliarci soltanto di poterci ancora meravigliare.
François de La Rochefoucauld
La meraviglia è incomunicabile: la luna del Bengala non è uguale alla luna dello Yemen, ma si lascia descrivere con le stesse parole.
Jorge Luis Borges
Dopo aver letto questo, mi domando: ma la carica di senatore a vita può essere revocata? Fino a quando dobbiamo sopportarlo? Poi provo a rasserenarmi pensando: non è così, scherza, ci fa. Ma mi illudo.
I buoni sentimenti promuovono sempre ottimi affari.
Leo Longanesi

I roghi non illuminano le tenebre.
Stanislaw Jerzy Lec
Non scandalizzarti se non di te stesso.
Mino Maccari
Lo scandalo comincia quando la polizia vi mette fine.
Karl Kraus
La mia città natale è rimasta per me il modello, l'archetipo della città, e i vicoli, le case, la gente e le storie di laggiù sono per me modello e archetipo di tutte le patrie e di tutte le storie degli uomini. Se, quando sono lontano, conosco qualcosa di nuovo - una strada, un portale, un giardino, un vecchio signore, una famiglia - quella cosa nuova diventa viva ai miei occhi soltanto nel momento in cui un suo particolare mi rammenta il mio paese e quei tempi, anche se in modo quasi impercettibile.
Hermann Hesse
E la bellezza di questo luogo e di questo paesaggio, di cui tutto il mondo parla incessantemente, e in verità sempre e soltanto nella maniera più dissennata e con un tono davvero inammissibile, è proprio la bellezza l'elemento micidiale su questo suolo di morte; qui tutti gli esseri umani legati per nascita o per un altro motivo radicale di cui sono innocenti a questa città e a questo paesaggio, e ad essi incatenati, alla città e al paesaggio, per violenza della natura, vengono continuamente schiacciati da questa bellezza famosa in tutto il mondo. (...) E io sono di casa proprio qui, in questo ambiente micidiale che mi è connaturato, sono di casa in questa (micidiale) città e in questi (micidiali) paraggi più di altri, e quando oggi cammino per questa città, e credo che questa città non abbia nulla a che fare con me, perché io non voglio averci nulla a che fare, perché da molto tempo non voglio più averci a che fare, ciononostante tutto dentro di me (e anche esteriormente) proviene da lei: io e la città siamo uniti da una relazione per la vita, una relazione inscindibile, benché atroce. Perché in effetti tutto in me va connesso e rapportato a questa città e a questo paesaggio, qualsiasi cosa faccia o pensi, e di questo fatto sono sempre più fortemente consapevole, un giorno ne sarò consapevole al punto tale che per questo fatto, in quanto consapevolezza, andrò in rovina. Perché in me tutto è in balìa di questa città che è la mia origine.
Thomas Bernhard
I pigri hanno sempre voglia di far qualcosa.
Luc de Clapiers de Vauvenargues
Ormai è una riflessione comune. Facciamo due conti. Berlusconi vince le elezioni nella primavera del 2001 e a settembre crollano le Torri gemelle. Nella primavera del 2008 rivince le elezioni e in autunno crollano le borse di tutto il mondo.
Di tutte le calunnie la peggiore è quella che prende di mira la nostra pigrizia, che ne contesta l'autenticità.
Emil Cioran