venerdì, 31 ottobre 2008

Roland Barthes1. Tutto dunque può essere mito? Sì, a mio avviso, perché l'universo è infinitamente suggestivo. Ogni oggetto del mondo può passare da un'esistenza chiusa, muta, a uno stato orale, aperto all'approvazione della società, perché non c'è alcuna legge, naturale o no, a impedire che si parli delle cose.

2. L'arma migliore contro il mito è forse mistificarlo a sua volta, è produrre un "mito artificiale": e questo mito ricostruito sarà una vera e propria mitologia. Visto che il mito ruba al linguaggio, perché non rubare al mito?

Roland Barthes

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categoria:cultura
giovedì, 30 ottobre 2008
BoteroCi sono notizie che sono peggio di un big bang. Questa, per esempio. Ma come i gay non possono più diventare preti? E no, e no. Discriminazione a parte, ma va a puttane una storica autotutela invocata dai napoletani. E' a rischio la nostra incolumità. Nei casi di disgrazia ogni napoletano ha un consiglio efficace per i malcapitati: "Fatti benedire da un prete ricchione". E mo', come la mettiamo?
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categoria:religione, sesso, napoletana, cristianesimo
giovedì, 30 ottobre 2008
La casa sul canaleQuando, dopo libri che quasi mi nauseano di cui non val la pena parlare, voglio riconciliarmi con la lettura mi affido a Georges Simenon. L'atmosfera, la storia, i personaggi, il ritmo, i colori, il fumo, le voci, gli sguardi e il non-detto. La letteratura, insomma. Quella che vuole farsi comprendere, che è fatta di mestiere senza supponenza. "La casa sul canale" (edito da Adelphi) è tra i primi romanzi di Simenon senza Maigret. E' stato scritto nel 1933. Ed è molto bello, con tutte le semplicità e semplificazioni di uno scrittore abituato a tracciare una tipologia umana in modo impressionista ed espressionista nello stesso tempo. Un'abilità magica che, agli amanti dei pastoni troppo ricchi, può apparire come un'indecisione, una frettolosità. Ma che invece è proprio il contrario: è la capacità di scrivere suggestionando senza effetti speciali.
"La casa sul canale" è ambientato in Belgio. Nelle sue 161 pagine c'è tanta roba che stare qui a sintetizzarla sarebbe impossibile. Poi mi sono così abituato alle atmosfere, storie, personaggi eccetera eccetera che manco più mi sforzo di cercare espressioni che spingano chi non l'ha letto ad appassionarsi o che restituiscano a me il piacere provato dinanzi a pagine tecnicamente perfette, eppure naturali.
"La casa sul canale" è la storia di Edmée, orfana adolescente di Bruxelles, che va a vivere con i parenti che abitano nella sperduta campagna belga di lingua fiamminga, terra di piogge, canali, pianura piatta. Prima sembra sperduta, quasi una vittima. A poco a poco vengono fuori il suo carattere seducente, la sua malizia e infine la sua cattiveria, la sua attrazione e i suoi fremiti per il sangue, per il delitto minimo, poi sempre più grande. Una serie di piccoli episodi preannunciano la tragedia. Il finale è secco, come uno sparo senza rumore.
Non voglio dirvi di più. Leggetelo, come me vi riconciliate con la scrittura.
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categoria:libri
giovedì, 30 ottobre 2008

Oscar WildeL'unico modo di liberarsi di una tentazione è cedervi.

Oscar Wilde

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categoria:piaceri
mercoledì, 29 ottobre 2008

NietzscheAccordare compassione ha lo stesso significato che disprezzare.

Friedrich Nietzsche

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categoria:compassione
martedì, 28 ottobre 2008

Alessandro ManzoniE' una storia la compassione un poco come la paura: se uno la lascia prender possesso, non è più uomo.

Alessandro Manzoni

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categoria:compassione
lunedì, 27 ottobre 2008

NietzscheLa compassione, in quanto effettivamente crea una sofferenza - e questo sia qui il nostro unico punto di vista -, è una debolezza, come lo è ogni perdersi in una passione dannosa. Essa aumenta la sofferenza nel mondo.

Friedrich Nietzsche

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categoria:compassione
domenica, 26 ottobre 2008

EscrivàNon cercare di essere compatito: molte volte è segno di orgoglio e vanità.

Josemaria Escrivà

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categoria:compassione
sabato, 25 ottobre 2008

NietzscheLe nature compassionevoli, sempre pronte a correr in aiuto nella disgrazia, raramente sono anche quelle che nella gioia si rallegrano: se gli altri son felici esse non hanno niente da fare, sono superflue, non si sentono in possesso della loro superiorità e perciò facilmente mostrano malcontento.

Friedrich Nietzsche

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categoria:compassione
venerdì, 24 ottobre 2008
La scuola è finita"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali.
 
C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito".

 

Piero Calamandrei, Discorso pronunciato al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale, Roma 11 febbraio 1950.
 
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categoria:politica, scuola, coscienza, libertà
venerdì, 24 ottobre 2008

Alessandro ManzoniIl coraggio, uno non se lo può dare.

Alessandro Manzoni

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categoria:coraggio
giovedì, 23 ottobre 2008

LaRochefoucauldIl perfetto coraggio sta nel fare senza testimoni ciò che si sarebbe capaci di fare di fronte a tutti.

François de La Rochefoucauld

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categoria:coraggio
mercoledì, 22 ottobre 2008

GautierEra coraggioso ma fiero e aveva paura più d'un sorriso che d'un fendente.

Théophile Gautier

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categoria:coraggio
martedì, 21 ottobre 2008

Mino MaccariNon far capire a nessuno che sei un uomo onesto.

Mino Maccari

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categoria:morale
lunedì, 20 ottobre 2008
Altro che palestra, con questa panza che mi ritrovo ho solo due possibilità: o la liposuzione o l'Isola dei famosi.
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categoria:piaceri
lunedì, 20 ottobre 2008

Stanislaw Jerzy LecMi chiedo se sono un acrobata con la rete o senza. Con la rete, con la rete, ma sotto nessuna terra in vista.

Stanislaw Jerzy Lec

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categoria:sospensioni
domenica, 19 ottobre 2008

Mark TwainOgni cosa umana è patetica. La fonte segreta dell'humour non è la gioia, ma il dolore. Non c'è humour in cielo.

Mark Twain

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categoria:comico
domenica, 19 ottobre 2008

George C. LichtenbergCon le spiritosaggini è come con la musica: più se ne sente più si diventa esigenti.

Georg Christoph Lichtenberg

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categoria:comico
sabato, 18 ottobre 2008
PiccioneScene di caccia in via Arcoleo. Roba da catena alimentare, il peggio di National Geographic Channel. Insomma, cammino con mia moglie sul marciapiede di via Arcoleo, quartiere Chiaia, Napoli, all'improvviso cade qualcosa dall'alto, qualcosa di pesante e umido, tanto che schizza gocce bianchicce dappertutto, sulla borsa di I., sulla sua giacca e qualcosina sulla mia faccia. E' roba che apparentemente non sporca. Che schifo, però. Guardiamo a terra: è un piccione morto, squartato. E da dove cavolo è caduto? Il palazzo non ha condòmini, solo uffici. Guardiamo in alto e vediamo volteggiare basso un grosso gabbiano. Probabilmente l'ha lasciato cadere proprio il gabbiano. L'avrà ucciso per nutrirsene o per cattiveria, i gabbiani nonostante le apparenze sono dei predatori cattivi. Comunque sia non raccomando a nessuno di beccarsi un cadavere di piccione addosso. Però mi chiedo: ma se una merdina di piccione porta fortuna, un piccione tutto intero può far sbancare il Superenalotto? Ho capito, è meglio giocarselo un euro, almeno un euro.
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categoria:animali, napoletana, fortuna
sabato, 18 ottobre 2008

krausDell'umorista aveva una caratteristica: invidiare gli umoristi.

Karl Kraus

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categoria:comico
sabato, 18 ottobre 2008

IonescoDove non c'è umorismo, non c'è umanità. Dove non c'è umorismo, c'è il campo di concentramento.

Eugène Ionesco

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categoria:comico
venerdì, 17 ottobre 2008

goetheNon esiste nulla di volgare che, espresso in modo spiritoso, non diventi umoristico.

Johann Wolfgang Goethe

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categoria:comico
venerdì, 17 ottobre 2008

GibranSenso d'umorismo vuol dire senso della proporzione.

Gibran K. Gibran

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categoria:comico
giovedì, 16 ottobre 2008

George C. LichtenbergLo spirito e la bizzarria vanno adoperati con cautela, come tutte le sostanze corrosive.

Georg Christoph Lichtenberg

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categoria:comico
giovedì, 16 ottobre 2008

Tahar Ben JellounPer potersi burlare degli altri, bisogna saper ridere di se stessi. Se no, non si ha il senso dell'umorismo. L'umorismo è una forza.

Tahar Ben Jelloun

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categoria:comico
mercoledì, 15 ottobre 2008

George C. LichtenbergLa battuta dell'uomo di spirito appartiene per più della metà all'imbecille che ne è stato bersaglio.

Georg Christoph Lichtenberg

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categoria:
mercoledì, 15 ottobre 2008

Tahar Ben JellounAvere senso dell'umorismo è sapere scherzare senza mai prendersi sul serio. È saper fare venire fuori di ogni cosa l'aspetto che fa ridere o sorridere.

Tahar Ben Jelloun

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categoria:comico
martedì, 14 ottobre 2008

Hermann HesseLe lacrime sono il ghiaccio dell'anima che si scioglie. E a chi piange, tutti gli angeli sono vicini.

Hermann Hesse

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categoria:dolore
lunedì, 13 ottobre 2008

GibranPuoi dimenticare la persona con cui hai riso, mai quella con la quale hai pianto.

Gibran K. Gibran

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categoria:dolore
domenica, 12 ottobre 2008

Gore VidalFarcela non basta: bisogna che non ce la facciano gli altri.

Gore Vidal

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categoria:successo
sabato, 11 ottobre 2008

ShirleyTempleHo smesso di credere a Babbo Natale quando avevo sei anni, mamma mi portò a vederlo ai grandi magazzini e lui mi chiese l'autografo.

Shirley Temple

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categoria:cinema, successo
venerdì, 10 ottobre 2008

Sharon StoneLa cosa più gratificante, della celebrità, è che non devo più fare la coda al ristorante.

Sharon Stone

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categoria:cinema, successo
giovedì, 09 ottobre 2008
Le ClézioEbbene son contento per il Nobel della letteratura al francese Jean-Marie Gustave Le Clézio. Ho letto il suo primo romanzo "Il verbale" nel 1982. E l'anno scorso, dopo molto tempo, ho letto "L'africano", di cui ho anche parlato in un post.
E poi ha una faccia che sembra un attore. Perlomeno quando era giovane. Ora ha quasi settant'anni.
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categoria:libri
giovedì, 09 ottobre 2008

Il successo non prova nulla circa la qualità d'un'opera.

Alessandro Morandotti

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categoria:successo
mercoledì, 08 ottobre 2008

goetheCome merito e successo s'incatenino,
ecco, non viene mai in mente agli sciocchi.
Anche quando la pietra filosofale avessero
mancherebbe il filosofo alla pietra.

Johann Wolfgang Goethe

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categoria:poesia, successo
martedì, 07 ottobre 2008

BorgesCelebrità,  è una scomodità. Esattamente come la vedono gli altri, l'uomo famoso si sente un poco irreale anche per se stesso.

Jorge Luis Borges

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categoria:successo
lunedì, 06 ottobre 2008

Oscar WildeLe domande non sono mai indiscrete. Le risposte, talvolta, lo sono.

Oscar Wilde

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categoria:parole, linguaggio
domenica, 05 ottobre 2008
Se non ora, quando?"Se non ora, quando? (Einaudi) è l'unico vero romanzo di Primo Levi. Un romanzo di guerra e, come lo definì lo stesso Levi, un western. Ed è naturalmente un libro molto bello. Non starò qui a farne il riassunto o una colta e documentata critica di cui non sarei capace e, se anche lo fossi, non ne avrei voglia. Leggetelo, invece di stare a correre dietro a porcherie. E' stato scritto nel 1981, sei anni prima del suicidio dello scrittore.
Voglio dare solo pochissimi cenni della trama, utili a portarmi ai due passi del romanzo (entrambi nella parte finale) che mi hanno colpito, ma ce ne sarebbero tantissimi. Il primo riguarda Levi e il suo suicidio. L'altro riguarda il carattere nazionale degli italiani. "Se non ora, quando?" racconta di una banda di partigiani ebrei (in gran parte russi) che dalla Bielorussia, attraversando la guerra e in parte combattendola, arrivano nella Milano liberata del 1945 per poi partire per la Palestina. Ma il romanzo si ferma a Milano. I protagonisti principali sono Mendel, Leonid e Gedale (il capo). Non tutti arriveranno in Italia. Ovviamente nel libro, sempre nella seconda parte, Levi dà molto spazio al Lager. I partigiani incontrano alcuni sopravvissuti ai campi di sterminio, tra i quali anche la bella francese Francine, dottoressa borghese. A lei è affidato un triste presagio che spiega in anticipo uno dei motivi della morte di Levi.
Queste sono le parole che lo scrittore fa dire al suo personaggio, in risposta a chi, stupito, le chiede perché si vergogna di essere sopravvissuta ad Auschwitz: "Vergogna di non essere morti - disse Francine. - Ce l'ho anch'io: è stupido ma ce l'ho. E' difficile spiegarla. E' l'impressione che gli altri siano morti al tuo posto; di essere vivi gratis, per un privilegio che non hai meritato, per un sopruso che hai fatto ai morti. Essere vivi non è una colpa, ma noi la sentiamo come una colpa". Levi si era sempre ritenuto un sopravvissuto, al quale era stata data una seconda possibilità nella vita. Se non gli fosse stata concessa il mondo sarebbe stato più povero e più ignorante sul male.
L'altro passo del romanzo che riporterò è di una straordinaria attualità e riguarda il rapporto che gli italiani hanno con gli stranieri. Ma, dopo tanti fatti di cronaca degli ultimi anni, dobbiamo usare l'imperfetto: il rapporto che avevano con gli stranieri. Chaìm, un giovane militare della Brigata Palestinese che faceva parte dell'esercito britannico, ferma al Brennero il vagone dove viaggia la banda di partigiani ebrei e prova a convincerli ad abbandonare parte delle loro armi. Non ne hanno bisogno in un paese molto accogliente con gli stranieri e che, durante le leggi razziali e la guerra, ha protetto gli ebrei. Ovviamente nel racconro c'è un espediente retorico abbastanza scoperto (che non intacca il valore di quando detto dallo scrittore), perché Levi affida alla voce di uno straniero, l'ebreo inglese, la descrizione di alcune caratteristiche degli italiani. Noi siamo visti con l'occhio di uno straniero. Però in realtà Chaìm parla e Levi (che sa) scrive.
"L'Italia è un paese strano - disse Chaìm. - Ci vuole molto tempo per capire gli italiani, e neanche noi, che abbiamo risalito tutta l'Italia da Brindisi alle Alpi, siamo ancora riusciti a capirli bene; ma una cosa è certa, in Italia gli stranieri non sono nemici. Si direbbe che gli italiani siano più nemici di se stessi che degli stranieri: è curioso ma è così. Forse questo viene dal fatto che agli italiani non piacciono le leggi, e siccome le leggi di Mussolini, e anche la sua politica e la sua propaganda, condannavano gli stranieri, proprio per questo gli italiani li hanno aiutati. Agli italiani non piacciono le leggi, anzi gli piace disobbedirle: è il loro gioco, come il gioco dei russi sono gli scacchi. Gli piace imbrogliare; essere imbrogliati gli dispiace, ma non tanto: quando qualcuno li inganna, pensano 'vedi che bravo, è stato più furbo di me', e non preparano la vendetta ma tutt'al più la rivincita. Come agli scacchi appunto".
Un'analisi che spiega anche la deriva politica nella quale siamo naufragati.
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categoria:politica, libri, guerra, razzismo
domenica, 05 ottobre 2008

Adam PhillipsLa masturbazione è tabù, non perché faccia male alla salute - dopotutto è sesso sicuro, e persino incesto sicuro - o perché sia contro la legge, ma perché temiamo di scorgervi la verità riguardo al sesso: cioè che il sesso è una cosa che si fa da soli.

Adam Phillips

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categoria:sesso
sabato, 04 ottobre 2008

WellesPiove.

Esco con gli occhiali da sole.

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categoria:formalismo
sabato, 04 ottobre 2008

VauvenarguesI grandi uomini intraprendono le grandi imprese, perché le sanno tali; i pazzi, perché le credono facili.

Luc de Clapiers de Vauvenargues

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categoria:follia
sabato, 04 ottobre 2008

Vincent Van GoghPerché un pazzo è anche un uomo che la società non ha voluto ascoltare e a cui ha voluto impedire di pronunciare delle insopportabili verità.

Vincent Van Gogh

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categoria:arte, follia
venerdì, 03 ottobre 2008

Kennedy TooleI manicomi di questo paese sono pieni di povere anime che semplicemente non sopportano la lanolina, il cellophane, la plastica, la televisione e i lotti edificabili.

John Kennedy Toole

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categoria:follia
venerdì, 03 ottobre 2008

NietzscheLa follia è molto rara nei singoli individui. Nei gruppi, nei partiti, nei popoli, nelle epoche essa è la regola.

Friedrich Nietzsche

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categoria:follia
giovedì, 02 ottobre 2008
CommediaQualche giorno fa ho accompagnato mio figlio a comprare i libri per il quarto ginnasio e ho preso per me un'edizione tascabile della Commedia dantesca. Solo i cento canti, nudi e crudi, senza le sterminate note a pie' pagine, estasi e tormento dei nostri pomeriggi da liceali. E' un'edizione piccolissima della Zanichelli che ora tengo fissa nella mia borsa e quando capita ne leggo un verso, una terzina, un canto, cerco un nome, un luogo, un'idea. Così, sempre qualche giorno fa, m'è capitato di andare in giro per i Decumani con mia moglie e mentre lei stava a misurare pantaloni e camicie, operazioni che fanno precipitare in abissi di noia sgomenta noi mariti, sono rimasto fuori, e ho riletto per intero il primo canto del Purgatorio. Per correr miglior acque alza le vele omai la navicella del mio ingegno. Dolce color d'oriental zaffiro. Questi non vide mai l'ultima sera; ma per sua follia le fu sì presso, che molto poco tempo a volger era. La gente mi passava davanti e io ero immerso in quell'alba lontana e immaginaria di fronte, come l'Alighieri e lo duca suo, a Catone.
Non starò ad azzelliarvi con Dante. Avete a disposizoone secoli e secoli di esegesi e filologia, Dico solo che un suo verso può salvare la vita, tanto è bello. E soprattutto ora che, a differenza dei tempi del liceo e dell'università, posso leggerlo, comprendendolo a fondo, senza più le note. So quel poco che mi basta per collocare i personaggi (piccoli e grandi) nel loro contesto. Ma mi interessa anche poco. Sono suggestionato dalla forza e dalla lucentezza.
Come quasi tutti non riesco a sfuggire al fascino dell'Inferno, dei suoi delitti e delle sue pene, anche se riconosco che Purgatorio e Paradiso sono sicuramente più profondi e maturi, sempre più perfetti. Ci sono terzine o versi dell'Inferno che sono scolpiti nella mia memoria da sempre. Quali colombe dal disio chiamate. Fatti non foste per viver come bruti. S'io fossi pur di tanto ancor  leggero ch'i' potessi in cent'anni andare un'oncia, io sarei messo già per lo sentiero. Ciascuno ha i suoi. Ma nella mia mente risuonano spesso e sempre più le parole di Farinata, nel X canto. I versi della male luce.

farinata
"Noi veggiam, come quei c'ha mala luce,
le cose", disse, "che ne son lontano;
cotato ancor ne splende il sommo duce.
Quando s'appressano o son, tutto è vano
nostro intelletto; e s'altri non ci apporta,
nulla sapem di vostro stato umano.
Però comprender puoi che tutta morta
fia nostra conoscenza da quel punto
che del futuro fia chiusa la porta"


La mala luce è la presbiopia. Malattia della maturità e poi della senilità. Ciò che è vicino scompare. La presbiopia è anche una malattia della memoria. Con gli anni dimentichiamo quanto abbiamo fatto o letto di recente. Io ignoro completamente molti libri letti di recente. Talvolta non ricordo neanche se li ho letti o meno, ma saprei raccontarvi per filo e per segno la trama di romanzi anche complicati letti tanti anni fa. Oggi mi so districare ancora nelle ingarbugliate vicende della politica degli anni Settanta e Ottanta, ma non ricordo il nome di ministri in carica che parlano in continuazione in tv. Gli psicologi sono rassicuranti: fin quando si riesca a ricordare la strada di casa, va bene. Sarà, ma oggi mi tornano alla mente, sempre più spesso, espressioni perdute usate da mia madre, forti, in giuglianese, efficaci, chiarissime. Finirò per chiudermi in un mio lessico familiare, ai limiti dell'idioletto.
Se esiste una presbiopia della memoria che procede come quella dell'occhio, credo che sia un bene, Forse la nostra salvezza. Anche se rischiamo di diventare, precocemente, dei vecchi 'nzallanuti che parlano di vicende della loro gioventù di cui nessuno vuole più sapere nulla. Rischiamo sì, però Dante sette secoli dopo lo riconosciamo ancora come una nostra voce profonda e potente.
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categoria:politica, libri, letture, memoria, bellezza, genialità, inferno
giovedì, 02 ottobre 2008

Giorgio ManganelliGli schizofrenici sono i poeti che abbiamo strangolato, ma si sa che l'impiccagione alla lunga dà sui nervi.

Giorgio Manganelli

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categoria:follia
giovedì, 02 ottobre 2008

Stephen KingLa follia è quando non riesci più a distinguere le cuciture che tengono insieme il mondo.

Stephen King

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categoria:follia
mercoledì, 01 ottobre 2008

goethePazzi e intelligenti sono ugualmente innocui. I mezzi matti e i mezzi saggi, quelli sono i più pericolosi.

Johann Wolfgang Goethe

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categoria:follia
mercoledì, 01 ottobre 2008

Carlo DossiI pazzi aprono le vie che poi percorrono i savi.

Carlo Dossi

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categoria:follia