
Ho letto troppi libri. Ho acquisito il diritto all'oblio.

Ho letto troppi libri. Ho acquisito il diritto all'oblio.
Una civiltà che cominciò con le cattedrali doveva finire con l'ermetismo della schizofrenia.
Emil Cioran
Ma anche la ricerca della salute mentale può essere una forma di pazzia.
Saul Bellow
Gli esseri umani sono, di necessità, attori che non riescono a immedesimarsi in qualcosa se non tramite una prestabilita finzione; e li si potrebbe dividere non in ipocriti e sinceri, ma piuttosto in uomini normali che sanno di recitare e pazzi che non lo sanno.
Wystan Hugo Auden
Un matto è un capolavoro inutile.
Giorgio Manganelli
Werner Herzog s'è infognato in Amazzonia per il suo visionario "Fitzcarraldo". E' il febbraio del 1981. Piove e piove. Lui dorme in letti che deve prima liberare dagli escrementi di ratti. Camisea è un inferno grigio e umido. Nelle pagine del suo taccuino ("La conquista dell'inutile") si succedono impressioni sconsolate e vitalistiche, mescolate nello stesso fango. Ormai è sempre più convinto che l'unico a poter vestire i candidi abiti di Fitzcarraldo non può che essere Klaus Kinski.
A Iquitos, Herzog scrive: "Descrivendo la pioggia si descrive un intero continente".
Il primo svegliarsi, dopo una sciagura, e in un impiccio, è un momento molto amaro. La mente, appena risentita, ricorre all'idee abituali della vita tranquilla antecedente; ma il pensiero del nuovo stato di cose le si affaccia subito sgarbatamente; e il dispiacere ne è più vivo in quel paragone istantaneo.
Alessandro Manzoni
Toccatevi sempre, non ve ne pentirete.
Mino Maccari

È terribile quando un solo padrone ha molti schiavi. Ma è forse anche peggio quando un solo schiavo ha molti padroni.
Stanislaw Jerzy Lec
Be', ho deciso che, invece di darne conto alla fine, de "La conquista dell'inutile" di Werner Herzog vi do qualche cenno in corso di lettura. Letteralmente impantanato tra Iquitos e dintorni, per le riprese (non ancora cominciate) di "Fitzcarraldo", il regista tedesco è affascinato dagli animali, ossessionato dalle tarantole, a caccia di serpenti velenosi, conquistato da tutte le creature dell'Amazzonia, uomini compresi. Così registra, dopo la donna che allattava il maialino, il gesto analogo di una neomanna che "allatta un cucciolo di cane dopo che il suo bambino è morto in seguito a un'infezione di parassiti". E' davvero un mondo circonfuso e annebbiato di realismo magico quello in cui ci si immerge. Si ritrova tanta letteratura sudamericana, molto Alvaro Mutis, per esempio.
Errare è umano. Ma ti fa sentire divino.
Mae West
L'errore è una molla dell'azione potente come e più della verità.
Giuseppe Prezzolini
Durante le riprese e, prima ancora, durante i sopralluoghi in Amazzonia per "Fitzcarraldo", Werner Herzog tenne un diario che ha pubblicato un paio di anni fa con il titolo "La conquista dell'inutile" (Mondadori). Lo sto leggendo. E avrei voluto parlarne alla fine della lettura. Già altre volte ero stato tentato di commentare o riportare alcuni passi, alcune descrizioni della vita degli indios in quei primissimi anni Ottanta. Non l'ho fatto per pigrizia e perché volevo parlare del libro, del film e di Herzog diffusamente a fine lettura.
Ma poi, a furia di imbattermi in immagini forti, ho pensato che qualcuna, almeno questa che mi accingo a ricopiare, valesse la pena di essere proposta già adesso. Poi, magari, anzi sicuramente, farò un post conclusivo sul libro, quando finirò di leggerlo.
Racconta Herzog, in viaggio tra Pucallpa e Yarinacocha: "Un tizio giovane stringeva tra le mani cinque piccoli alligatori e voleva vendermeli. All'inizio avevo creduto che fossero morti, perché li teneva per il collo e le teste ciondolavano flosce, ma di sicuro erano soltanto storditi, infatti il venditore, per dimostrarmi che erano ancora vivi, ha insistito per avvicinare la fiamma del suo accendino alle code, e loro si sono contorti come serpenti. Una giovane donna allattava un maiale appena nato rimasto orfano. Ai maiali, una volta cresciuti, legano sulla schiena delle bisacce per trasportare i carichi, e a quel punto devono marciare. Le donne indigene amano i denti d'oro. Contro la foresta vergine, le potenze del cielo sono impotenti".
Nessuno nota gli errori grossi.
Arthur Bloch
Da quando a Castelvolturno s'è scatenato quell'inferno che i giornali e le tv hanno raccontato (sei africani uccisi da sicari della camorra e, il giorno dopo, la rivolta dei neri con auto distrutte e vetrine infrante), mi è girata per la mente una domanda: ma come mai nessuno dice chiaramente che quasi tutta quella gente venuta dall'Africa e che vive tra Lago Patria e Mondragone, è clandestina e che molti, troppi, vivono di espedienti (se va bene) o alimentano i profitti della criminalità, con spaccio di droga e prostituzione? Perché nessuno, nemmeno la destra più bieca, lo dice chiaramente? Loro, gli immigrati africani, lo ammettono, lo confessano, anzi rivendicano il loro status di clandestini come una medaglia. Ma quale paese civile, umano, rispettoso di diritti, doveri e bisogni può tollerare tutto questo? Lì non abitano solo loro e solo i camorristi. C'è gente normale, che prova a condurre la propria vita onestamente, assediata da questa miseria umana e materiale.
Ci sono persone che non sbagliano mai perché non si propongono mai niente di ragionevole.
Johann Wolfgang Goethe
E allora come si fa a non essere filotoscano. Non c'era modo migliore per festeggiare l'autunno
1. Quando un corpo è immerso nell'acqua, suona il telefono.
2. Il telefono non suona mai quando non hai niente da fare.
3. I numeri sbagliati non sono mai occupati.
Arthur Bloch
Primo Levi pubblica "Lilìt e altri racconti" (Einaudi) nel 1981. E' una raccolta di testi già usciti su riviste e quotidiani, dal 1975 all'anno di pubblicazione. Sono divisi in tre sezioni: "Passato prossimo", Futuro anteriore" e "Presente indicativo". Sono quasi tutti molto belli. Soprattutto quelli della prima sezione, in gran parte dedicata all'integrazione di "Se questo è un uomo" e "La tregua".
Il tempo libero non lo si guadagna semplicemente rimanendo senza lavoro. Tempo libero vuol dire tempo privo di ansietà. Qualsiasi tempo libero non assolutamente ossessionato dalla preoccupazione può diventare un mezzo di "vita migliore".
Ezra Pound

L'ozio è il padre di ogni filosofia. Quindi: è la filosofia un vizio?
Friedrich Nietzsche
Il tempo libero può essere una malattia non meno grave del lavoro.
Henry Miller
E' impossibile godere pienamente dell'ozio se non si hanno tante cose da fare.
Jerome K. Jerome
L'ozio, padre di tutti i vizi, genera anche alcuni piaceri.
Carlos Drummond de Andrade
Uè, nessun moralismo. Però due domande questa notizia me le fa spuntare sulla punta della tastiera. In breve (se non avete voglia di leggere tutto il link), il segretario del Pd, Walter Veltroni ha comprato un appartamentino a Manhattan, NYC. Niente di straordinario, a confronto delle ville faraoniche del Caimano che potrebbe comprare un grattacielo tutt'intero a New York e forse se n'è già accattati da tempo un bel po'. Nella casetta (60 mq) di Uòlter ci abita, per ora, la figliola. Beata lei. Veltroni ha spiegato che ha potuto comprare la casa grazie ai diritti d'autore del suo libro, "La scoperta dell'alba", pubblicato da Rizzoli.
Ma l'otium è un lavoro al quadrato: vi è un lavoro che ti dà da vivere, e che devi o dovresti svolgere con la massima responsabilità - e inoltre il lavoro dell'otium: pensare a te stesso, cercare di conoscerti. E guardare alle stelle. Guai a mettere il primo lavoro contro l'altro. Ma guai anche a non riconoscerne il differente valore.
Massimo Cacciari
Il dire espressamente: non ho paura, è come non dir nulla.
Alessandro Manzoni
L'estate sta finendo. Per molti è già finita. E si pensa all'anno prossimo. Ma a stroncare ogni velleità di vacanze esotiche arrivano gli estratti-conto della carta di credito, le note gentilmente minacciose della banca, le avvilenti notizie dei tg sulla crisi economica prossima ventura (come se non ci fossimo dentro, capo e collo, da un po' di anni).
La paura nasce dall'immaginazione: è una condanna, è il prezzo dell'immaginazione.
Thomas Harris
I sondaggi vannno preso con le molle. Ma quando intercettano un sentire comune, diffuso nell'aria e persino nei gesti e negli sguardi, qualche conferma la danno. Secondo quello pubblicato sul sito del "Corriere del Mezzogiorno", Antonio Bassolino è il presidente regionale meno amato dai suoi governati. Siamo al di sotto di qualsiasi soglia di riscatto. E' l'autunno del patriarca, dell'uomo che ha generato e cavalcato la felice stagione del Rinascimento che poi s'è trasformato in cartapesta, in carta straccia, in monnezza.
La paura può portare a commettere più errori dell'odio o dell'invidia. Se hai paura, non ti butterai mai completamente nelle braccia della vita. La paura ti spinge sempre a frenarti in qualcosa.
Philip K. Dick
Ci hanno avvelenato.
Il fatto che la gelosia tenga in piedi il desiderio - o che almeno lo alimenti - ci fa capire quanto il desiderio sia precario.
Adam Phillips
L'etica del lavoro, di quello manuale soprattutto, si va perdendo. Forse s'è già in gran parte perduta. Ma non era così alla fine degli anni Settanta, quando Primo Levi ha pubblicato "La chiave a stella" (Einaudi). Un altro bel libro dello scrittore piemontese, con al centro non solo Tino Faussone, loquace montatore di derrick, piloni e gru in tutto il mondo, dalla Russia all'India, dall'Africa all'Alaska, ma lo stesso Levi, come accade in quasi tutto quello che l'autore di "Se questo è un uomo" scrive.
La gelosia nasce sempre con l'amore, ma non sempre muore con esso.
François de La Rochefoucauld
La gelosia è un abbaiare di cani che attira i ladri.
Karl Kraus
La gelosia è un misto d'amore, d'odio, d'avarizia e d'orgoglio.
Alphonse Karr
Ma guardatelo, poverino. Si chiama Loki ed è il chihuahua di Mickey Rourke. Pancia da obeso, eterna posizione da riposo, sguardo distrutto. A Venezia la star americana ha voluto per lui una camera tutta sua, con tanto di tata. E nessuno che s'è peritato di chiamare la protezione animali. Lui sogna che il Leone d'oro prima o poi se lo mangi il suo padrone.
La foto è tratta da www.repubblica.it
Essere geloso di qualcuno significa nominare il proprio successore.
Charles-Joseph de Ligne

Nella ricerca del tormento, nell'accanimento alla sofferenza, solo il geloso può competere con il martire. Eppure, si canonizza l'uno e si ridicolizza l'altro.
Emil Cioran
La gelosia si nutre di dubbi, e diventa furore o finisce non appena si passa dal dubbio alla certezza.
François de La Rochefoucauld
La gelosia è una passione così fatta, che viene un momento in cui, sulla traccia di un tradimento, s'intravede, si presenta una gioia tale nella vendetta, che restiamo delusi scoprendo innocente la donna della quale avevamo dubitato.
Alphonse Karr
Conviene amare la moglie di un geloso. Egli serve a farle la guardia anche a vostro vantaggio.
Charles-Joseph de Ligne
Ho letto "Le notti bianche" di Fedor Dostoevskij (Mondadori) spinto dal ricordo del recente viaggio a San Pietroburgo. Cercavo le immagini della città russa che, in alcune zone, non è molto cambiata dall'epoca di Dostoevskij. Ci sono stato (ed era la seconda volta) lo scorso luglio in piena stagione delle notti bianche, quando la sera si prolunga all'infinito. come un'agonia brillante e opaca allo stesso tempo. Cercavo nel libro giovanile del grande scrittore quell'atmosfera. Ho trovato un'opera intensa, in puro stile delirante, introspettivo, ansioso, imperdibile. Ma ho trovato anche la Fontanka, il lungo canale che dalla periferia porta alla Prospettiva Nevskij, anzi la supera e prosegue verso altri canali, fiumi, mari. La Fontanka, con i suoi palazzi signorili, leziosi e colorati, ora restaurati o in restauro dopo la notte sovietica, con i suoi palazzoni zaristi dove ci si inoltra come in vicoli napoletani, da un cortile all'altro, con la paura che dall'ombra esca qualche figuro alla Raskol'nikov, la Fontanka l'ho percorsa spesso. Dal mio albergo portava, con una lunga passeggiata, fino alla Prospettiva. Ma la Fontanka è anche molto vicina ai luoghi dostoevskijani più noti. Piazza Sennaja, per esempio, attorno alla quale è ambientato "Delitto e castigo". C'è anche una casa, una delle tante, dove Dostoevskij è vissuto. Molto più avanti, quasi all'incrocio con la Prospettiva, ma dal lato opposto rispetto a piazza Sennaja, c'è un altro quartiere legato allo scrittore. C'è il suo museo che ho visitato. La sua casa, in pratica, con i mobili e tutto. Sembra di entrare nei suoi romanzi. Di fronte ha un palazzone enorme che lo scrittore doveva avere sempre fisso negli occhi. Lì attorno c'è una sua brutta statua, un albergo che porta il suo nome, una bellissima chiesa e un ricco mercato con caviale e frutta del Caucaso.
Vi sono anime che Dio stesso non potrebbe salvare, dovesse mettersi in ginocchio e pregare per loro.
Emil Cioran
Gli uomini possono salvarsi fra loro. Per questo, Dio si traveste da uomo.
Elias Canetti