domenica, 31 dicembre 2006
In piazza. In piazza. Dopo una cura preventiva di Massive Attack e Bruce Spingsteen, posso andare in piazza. C'è Massimo Ranieri. Che a me mi piace. Rose rosse per te. Erba di casa mia. Vent'anni. Se bruciasse la città da te da te, da te io correrei. Prima spaghetti alla vongole, gamberoni e pezzogna all'acqua pazza. Complimenti alla cuoca. Struffoli e un bicchiere di grappa. Thunder road e born to run. E vai, vado al Massimo
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categoria:sospensioni
domenica, 31 dicembre 2006
Eccoci.
Siamo fatti di nebbia e d'inverno
siamo fatti del rosso di foglie e tramonti
e d'azzurro ventato
e di nuvole bianche a ditate additate
nel timore che il grigio le gonfi
e del sole a picco sul capo
che d'ombra c'invade.
Eccoci.
Siamo fatti di soffici passi in colline
che agli occhi son certe per incerta fortuna
e del grido che scende la valle
per un nome qualunque
e del sangue e del vino versato
dell'amore sognato inseguito trovato
e perduto per sempre o mai più.

Potrei giocare a indovinelli e chiedere quale adolescente minimamente alfabetizzato e vagamente addestrato alle poesie liceali abbia scritto questi versi. Ma vi rispondo subito. E' Giorgio Faletti, e sì proprio lui, il più grande scrittore italiano vivente secondo il magazine del più diffuso quotidiano italiano. A me Faletti è molto, ma proprio molto, simpatico. Non ho letto i suoi tre romanzi, ma appena potrò leggerò almeno il primo, che mi hanno detto molti fededegni non è neanche male. Faletti è bravo, spiritoso e fortunato. E' pure un po' furbo, il che non guasta. Ma l'aspetto curioso dei versi che avete letto non è tanto nella loro fragilità, quanto piuttosto lo spazio dove li ho trovati stampati.
Ebbene, ieri sera, assieme al vino bianco per il cenone di questa sera, ho portato su a casa anche un rosso da bere al momento. Ho chiesto un vino piemontese buono, ma non costoso. Il mio oste di fiducia mi ha dato il barbera d'Asti Montebruna, prodotto a Rocchetta Tanaro dalla casa vinicola Braida. E' molto buono. E poi amo molto i rossi piemontesi (più dei toscani e dei campani). Forse era anche un po' sprecato su una semplice fella 'e carne c'a 'nzalata. Ma ve lo consiglio. Quando ho voluto leggere l'etichetta posteriore della bottiglia, quella deputata alla descrizione un po' enfatica del vino, ho pensato di aver bevuto troppo. Al posto delle solite chiacchiere c'era una poesia di Faletti, la poesia di Faletti che avete letto. Ma non è finita, una parte degli stucchevoli versi dello scrittore componeva, nell'etichetta anteriore, il nome del vino, il nome del barbera. Io non ero ubriaco, ma di sicuro lo doveva essere Faletti quando ha accettato di fare il poeta d'occasione. Niente di male, sicuramente l'avranno pagato bene. Io al suo posto mi sarei fatto pagare benissimo. O l'avrà fatto per amicizia, chissà. O sono versi che lui ha già pubblicato da qualche altra parte e poi ha ceduto alla Braida (non conosco tutta la produzione letteraria di Faletti).
Sarai tentato di fare il critico sopracciò e mettermi a sottolineare la natura scontata di certe alliterazioni, quella obsoleta del verso libero, quella fiacca di certe immagini. Ma lascio perdere. E metto tra parentesi tutte le altre considerazioni pubblicitarie e commerciali. Sono l'aspetto meno pericoloso. Metto tra parentesi tutto e alzo il calice per un abbondante sorso. Barbera ora e champagne a mezzanotte.

Auguri a tutti, e pure a Faletti.
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categoria:poesia, piaceri
domenica, 31 dicembre 2006
Ecco i migliori libri che ho letto nel 2006, ma che non sono stati necessariamente pubblicati nel 2006.

1. Antonio Munoz Molina, Finestre di Manhattan (Mondadori).
2. Iréne Nèmirovsky, Suite francese (Adelphi).
3. Wislawa Szymborska, Due punti (Adelphi).

4. 'Ala al-Aswani, Palazzo Yacoubian (Feltrinelli).
5. Edmondo Berselli, Venerati maestri (Mondadori).
6. Ted Botha, Mongo (Isbn).
7. Jean-Claude Izzo, Aglio, menta e basilico (e/o).
8. Alvar Nunez Cabeza de Vaca, Naufragi (Einaudi).
9. Philip Roth, L’orgia di Praga (Einaudi).
10. Roberto Saviano, Gomorra (Mondadori).
11. Georges Simenon, Luci nella notte (Adelphi).
12. Walter Siti, Troppi paradisi (Einaudi).
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categoria:letture, classifiche
domenica, 31 dicembre 2006

Quando potremo dire tutta la verità, non la ricorderemo più.

Leo Longanesi

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categoria:verità
domenica, 31 dicembre 2006

Chi sa ascoltare la verità non è da meno di colui che la sa esprimere.

Gibran K. Gibran

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categoria:verità
domenica, 31 dicembre 2006

La verità, aveva spesso riflettuto, è sopravvalutata come virtù. Nella maggioranza dei casi, una bugia comprensiva ottiene risultati migliori ed è più misericordiosa.

Philip K. Dick

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categoria:verità
sabato, 30 dicembre 2006

da: www.corriere.it

BAGDAD (IRAQ) - La sentenza è stata eseguita: Saddam Hussein, ex dittatore iracheno, è stato impiccato all'alba del 30 dicembre, intorno alle 6 del mattino a Bagdad, quando in Italia erano circa le 4. La televisione di Stato irachena ha confermato l’esecuzione di Saddam Hussein, impiccato insieme al fratellastro Barzan al Tikriti e all’ex presidente del Tribunale Rivoluzionario, Awad al Bandar; tutti gli imputati erano stati condannati il 5 novembre scorso per la strage di Doujail. La radio irachena nel frattempo trasmette preghiere e versetti del Corano.

La pena di morte crea solo martiri. E ora il "martire" Saddam Hussein, il crudele dittatore, diventerà uno spettro che inquieterà ancora di più il mondo occidentale, sarà un nuovo strumento di terrore in mano ai fanatici. E Bush parla di giustizia. Non capisce cosa ci aspetta o forse lo sta evocando.

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categoria:notizie
sabato, 30 dicembre 2006

La "verità": non vogliamo più sopportarne il peso, né esserne vittime o complici. Sogno un mondo dove si morirebbe per una virgola.

Emil Cioran

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sabato, 30 dicembre 2006

Non credere a nessuno che dice sempre la verità.

Elias Canetti

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categoria:verità
sabato, 30 dicembre 2006

La verità è così assolutamente buona che non ferisce mai chi la dice.

Robert Browning

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categoria:verità
venerdì, 29 dicembre 2006

La verità è una variabile.

Arthur Bloch

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categoria:verità
venerdì, 29 dicembre 2006

Verità che offende non è mai tutta la verità.

Ugo Bernasconi

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categoria:verità
venerdì, 29 dicembre 2006

Non essere snob. Non mentire se la verità rende di più.

Stanislaw Jerzy Lec

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categoria:verità
giovedì, 28 dicembre 2006

da www.corriere.it

E’ quasi certo: leggendo questo articolo le probabilità di sbadigliare almeno una volta saranno altissime. Forse non perché troverete queste righe noiose, piuttosto perché è sufficiente pensare a uno sbadiglio, vedere persone che sbadigliano per esserne definitivamente contagiati. E trattenersi non fa bene. Piero Salzarulo, professore ordinario di psicologia generale a Firenze, con un intervento sul numero dei gennaio delmensile Ok Salute si spinge ancora più in là e afferma: «Sbadigliare dà un benessere paragonabile a quello dell’orgasmo» e cita una ricerca di Robert Provine, professore di psicologia all’Università del Maryland, secondo cui lo sbadiglio è a 8,5 punti, su una scala che misura il piacere da 1 a 10. Ma che utilità ha sbadigliare? Chi lo fa, immette nei polmoni una gran quantità di aria: questo fa sì che il sangue venga ossigenato in misura maggiore, quindi aumenta il livello del tono muscolare e dell’attività cerebrale. Un’iniezione di vigore. Un altro beneficio lo si apprezza in volo. Le profonde ispirazioni rappresentano un rimedio contro gli sbalzi della pressione atmosferica che otturano le orecchie quando si è in aereo. L’aria che entra dalla bocca contrasta infatti con quella che preme sui timpani e ci si libera dal senso di oppressione al decollo o all’atterraggio.

Lo sbadiglio è un comportamento presente in molti vertebrati: nei pesci, nei topi, nelle lucertole, ma anche in uccelli e rettili, nelle scimmie e in molti mammiferi. Ma solo per gli esseri umani si è riusciti a dimostrare che sbadigliare è contagioso. Vari studi, tra cui quello dello psicologo Steven Platek, della Drexel University di Philadelphia, hanno dimostrato che la causa per cui ci si lascia contagiare da uno sbadiglio altrui è la stessa che porta a condividere le emozioni con gli altri: dipenderebbe dai neuroni specchio, di recente scoperta. Gli uomini imparano a sbadigliare molto presto: già alla dodicesima settimana prenatale. Non ci sono differenze di sesso, età e razza nel modo in cui si sbadiglia: c’è una lunga inspirazione seguita da una breve espirazione durante la quale è quasi impossibile evitare di aprire la bocca e fare uscire un po’ di aria.
Il consiglio è quindi unanime tra gli psicologi: va bene portare la mano davanti alla bocca, ma evitare di trattenere il riflesso. E quando si sbadiglia? In un individuo sano il gesto si verifica in modo automatico in determinate circostanze, per esempio quando la voglia di riposare contrasta con l’esigenza di restare vigili: la sua funzione sta nel riportare il cervello a uno stato di allerta. Ci sono però anche persone in cui la sequenza di sbadigli è continua. E’ un disturbo che si manifesta in presenza di malattie come anemie, emicranie, cancro. O anche di terapie a base di certi antidepressivi. Per capire se una serie di sbadigli ha caratteristiche patologiche un primo indizio può essere l’incapacità di trattenersi, suggerisce Piero Salzarulo.
Alcune ricerche hanno confermato che si sbadiglia soprattutto nelle prime ore dopo il risveglio e prima di andare a letto: al mattino lo sbadiglio è accompagnato alla distensione dei muscoli e allo stiracchiamento del corpo, la sera invece, stirare i muscoli è un comportamento meno frequente.
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categoria:notizie
giovedì, 28 dicembre 2006

Per distruggere tutti gli argomenti falsi sono buoni, per costruire no. Ciò che non è vero non costruisce.

Johann Wolfgang Goethe

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categoria:verità
giovedì, 28 dicembre 2006

A volte l'uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi si rialzerà e continuerà per la sua strada.

Winston Churchill

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categoria:verità
giovedì, 28 dicembre 2006

Sii realista non dire la verità.

Stanislaw Jerzy Lec

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categoria:verità
mercoledì, 27 dicembre 2006

Se si dice la verità si è sicuri, prima o poi, di essere scoperti.

Oscar Wilde

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categoria:verità
mercoledì, 27 dicembre 2006

La verità viene sempre a galla. Per questo deve subito prendere il largo.

Stanislaw Jerzy Lec

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categoria:verità
mercoledì, 27 dicembre 2006

Sono troppo vecchio per ogni cosa, fuorché per la verità.

Johann Wolfgang Goethe

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categoria:verità
martedì, 26 dicembre 2006

La denuncia anonima è ammissibile solo quando chi la scrive non è davvero nessuno.

Stanislaw Jerzy Lec

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categoria:identità
lunedì, 25 dicembre 2006

Non vi fu piacere che non sperimentai. Gettai la perla della mia anima in una coppa di vino. Scesi per la via del piacere al suono dei flauti. Vissi di miele. Ma continuare la stessa vita sarebbe stato un errore, perché mi avrebbe limitato. Dovevo passare oltre.

Oscar Wilde

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categoria:piaceri
domenica, 24 dicembre 2006
ValvolaProprio ieri mattina mi era capitato di parlarne con I. Un ricordo strano e improvviso. Ci eravamo svegliati da poco. Avevamo bevuto il caffè a letto e ancora a letto stavamo, chiacchierando di inutilità.
Poi oggi pomeriggio le ho viste. Erano tutte in fila su una bancarella a via Santa Chiara. Le valvole del televisore, mammania, le valvole. Un reperto di archeologia tecnologica. Solo chi ha più di quarant'anni le può ricordare. Erano una specie di lampadina a più zampette, sottili sottili, che non si accendevano, ma come le lampadine si fulminavano. Le valvole, mammamia.
I. ed io, tranquilli tranquilli, a letto, svegli, ne parlavamo e ridevamo, soddisfatti di ricordarle e di ricordare tutto il mondo che ruotava attorno alle valvole e ai televisori enormi e ingombranti degli anni Sessanta e Settanta. Quando si fulminava una valvola il televisore non funzionava più. Allora si cercava il tecnico. A casa mia veniva uno che si chiamava Dante. Quando operava indossava un camice bianco e usava cacciavite e cercafase come dei bisturi. Teneva gli occhiali da presbite appoggiati sulla punta del naso e infilava la testa nello scatolone, dopo averne impudicamente scoperchiato il didietro. Noi, bambini curiosi, intravedevamo la coda del tubo catodico, grigio, e tutto mescolìo di fili, tubetti e valvole, appunto. Stavamo là per ficcare il naso un po' pure noi e per impazienza. Chissà, ci chiedevamo, se Dante ce la fa per quando comincia la tv dei ragazzi o forse ci tocca aspettare fino alle nove quando cominciano i programmi della sera. Eravamo là per curiosità, ma anche su incarico dei nostri genitori che ci lasciavano a guardia, mentre erano affaccendati in altre faccende, per vedere se Dante la valvola che ci faceva pagare la cambiava davvero o se invece barava. "Stai attento" dicevano i genitori. "Guarda bene cosa fa". Dante era onestissimo. Aveva la bottega poco lontano da casa e veniva da Napoli. Quando finalmente vedeva che il televisore funzionava di nuovo, dopo aver riavvitato il didietro del cassettone, noi chiamavamo mia madre. Lui le mostrava la valvola fulminata che aveva cambiato, rimetteva nella valigetta cacciavite e cercafase e noi lo pagavamo, chiedendo sempre uno sconto che lui non ci faceva mai.
I guai erano quando Dante non c'era. Dal sabato pomeriggio al lunedì mattina. Oppure quando la valvola che si era fulminata lui non la teneva. Era di un apparecchio strano. Allora bisognava ordinarla e poteva passare anche una settimana. Io avevo il compito di andare, periodicamente, nel negozio di Dante a chiedere se era arrivata la valvola e se lui poteva venire a casa ad aggiustare il televisore.
I. era più fortunata. Aveva un cugino che lavorava in una fabbrica famosa di elettrodomestici e se la cavava con tutto: frigoriferi, lavatrici, forni elettrici e televisori, appunto. Pagava meno e il cugino era più rapido.
Le valvole, mammamia. Avrei voluto comprarne una, così per nostalgia. Ma niente, ho lasciato perdere. Certo se le valvole usate le vendono sarà per una questione di nostalgia. O, nell'epoca della riproducibilità al plasma, esistono ancora cascettoni con le valvole? Non mi stupirei. A Napoli.

Playlist: "Put Your Lights On" (Santana), "Bewildered" (Bim Sherman), "Uomini uomini" (Rettore), "Un'avventura" (Massimo Ranieri), "La metro eccetera" (Lucio Battisti), "Brivido caldo" (Matia Bazar), "Bittersweet Me" (Rem) e "No me queda mas tiempo" (Ruben Rada).
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categoria:nostalgia
domenica, 24 dicembre 2006

Il piacere vuole l'eternità di tutte le cose, vuole profonda, profonda eternità.

Friedrich Nietzsche

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categoria:piaceri
sabato, 23 dicembre 2006

Il piacere è una forma infantile del vizio.

Giorgio Manganelli

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categoria:piaceri
venerdì, 22 dicembre 2006
Era da tempo che non riprendevo le "Storie" di Erodoto. E' che mi ero impantanato in battaglie e discendenze. Poi ho ripreso. Ed ecco che dal groviglio della sollevazione delle colonie ioniche dell'Asia Minore (del 499 avanti Cristo) viene fuori una perla. Mentre è in corso un assedio, Istieo deve mandare un messaggio ad Aristagora. Non state a chiedervi chi fossero questi due. Non è importante. Le strade sono sorvegliate e non sa come fare. Gli viene un'idea. "Egli allora, fatta radere la testa al più fedele dei suoi schiavi, vi impresse delle parole e poi attese che crescessero i capelli. Non appena questi furono cresciuti, lo spedì a Mileto con l'ordine che, non appena arrivato, facesse nient'altro se non dire ad Aristagora di tagliargli i capelli e di osservare attentamente la sua testa: le parole che vi erano impresse, come ho già detto prima, recavano l'ordine di ribellione" (Libro V, 36).

Non ricordo di aver mai letto in qualche spy story o di aver visto in qualche film uno stratagemma del genere. Ma forse ricordo male. Però è originale.
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categoria:letture
venerdì, 22 dicembre 2006
Parlo molto. Penso troppo. Scrivo poco.
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categoria:sospensioni
venerdì, 22 dicembre 2006

Si accede al piacere solo dopo essersi liberati di tutto ciò che non gli è essenziale.

Marcel Jouhandeau

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categoria:piaceri
giovedì, 21 dicembre 2006
Dalla sorgente stessa dei piaceri
sorge alcunché di amaro che tra i fiori stessi ti angoscia.
Lucrezio
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categoria:poesia, piaceri
mercoledì, 20 dicembre 2006
Motel CaliforniaCerta musica non la posso sentire in questi giorni, prima di pioggia ora di freddo. Eagles, America, Neil Young e west coast cantante. Non la posso sentire perché penso a quando la ascoltavo sognando: la Route 66, un'automobile decappottabile, un po' Rain Man, un po' Easy Rider, un po' tutto. Fermarsi a bere una birra. O un caffè lungo. Posti a sedere al banco. Ragazze scollate con un cappellino colorato a servire i clienti. Pin up affisse alle mura. Ma l'America era lontana e là è rimasta. La mia America e la sua,diventate nella via la nostra città tanto triste. Ma no, ma no. La mia America è stata allegra, gioiosa. Motori. Highway. Springsteen. Dopo. 
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categoria:desideri
mercoledì, 20 dicembre 2006

Solo la Donna dà a scegliere due siti d'intromissione: scegliendo l'uno contro l'altro nel campo di uno stesso corpo il libertino produce e assume un senso, quello della trasgressione. Il ragazzo, siccome il suo corpo non offre al libertino nessuna possibilità di parlare di paradigmi di siti (non ne propone che uno), è meno proibito della Donna: è quindi sistematicamente, meno interessante.

Roland Barthes

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categoria:piaceri, sesso
martedì, 19 dicembre 2006

da: www.repubblica.it

ROMA - Oggi a Vivaradio2 c'è poco da ridere. Perché è la puntata della solidarietà e di un inconsueto "sciopero delle gag". Come annunciato nei giorni scorsi, Fiorello, Marco Baldini e compagnia hanno "incrociato le braccia" modificando completamente la natura del loro programma radiofonico. Niente gag, poche battute, niente satira né parodie dei personaggi celebri, ma "una puntata speciale - ha ripetuto spesso, in diretta, il conduttore - per allinearsi alla protesta dei giornalisti". Non è la prima volta che lo showman dedica spazio, nel corso della sua trasmissione, alle ragioni dei giornalisti italiani: nelle scorse settimane aveva già coinvolto telefonicamente, in diretta e a sorpresa, redattori di Repubblica e del Corriere della sera, affinché spiegassero i termini della vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro. Ieri, aveva di nuovo affrontato l'argomento con Bruno Vespa, ospite del programma. Oggi, il gesto più eclatante: lo sciopero della risata.

Molta musica, quasi nessuna battuta. Così la puntata di oggi di Vivaradio2, con Fiorello che, fra una serie di brani e l'altra, si è rivolto direttamente a editori e giornalisti, invitandoli al dialogo: "Basta, parlatevi, dovete smetterla. Non ne possiamo più dei quotidiani senza firme, dei telegiornali in forma ridotta, dei giornali radio in forma ridotta, tutto in forma ridotta... Dateci un taglio, incontratevi!". All'iniziativa va il plauso delle organizzazioni sindacali dei giornalisti. "Viva Fiorello! - dice il segretario generale della Federazione nazionale stampa italiana, Paolo Serventi Longhi - che ha compreso la gravità della vertenza contrattuale dei giornalisti molto meglio di alcuni conduttori di programmi giornalistici televisivi, come Bruno Vespa e altri". E sull'invito al dialogo lanciato dallo showman, "noi della Fnsi lo raccogliamo - aggiunge Serventi Longhi - e ripetiamo agli editori: sediamoci a un tavolo, fermiamo il conflitto, confrontiamoci sulle cose concrete. Se ciò accadrà, non sarà un successo dell'uno o dell'altro, ma dei cittadini italiani che, come Fiorello, vogliono che sia garantita tutti i giorni un'informazione di qualità".

Un "Grazie Fiorello" anche dall'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, che in una nota sottolinea: "Fa grande piacere constatare che un grande uomo di spettacolo riesce a mettere insieme humor, intelligenza e passione civile e a offrire il tutto al pubblico come spunto di riflessione. Lo sciopero delle gag di oggi dice che la strada di sensibilizzazione scelta dalla Fnsi e dall'Usigrai è quella giusta". "Il Paese - continua la nota - sta realizzando quanto pesi la mancanza di un'informazione data in modo completo, con le firme di chi racconta un fatto e con i tempi e gli appuntamenti abituali di ogni singola pagina giornalistica".

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categoria:notizie
martedì, 19 dicembre 2006
Pioggia a NapoliPiove. Aspetto. Tempo sospeso. Ho corso per tre giorni e mezzo. Ora aspetto. Per rifermarmi da giovedì. Stop and go. Poche parole da ascoltare. Molte da dire. Quasi nessuna che meriti di essere scritta. La pioggia continua a cadere. Io mi sono fermato. Qui. A guardare. A vedere. Sottofondo. Mormorii.  Le nuvole nascondono qualsiasi epifania possibile. Non c'è il sole e se ci fosse non darebbe neanche calore. Fermo. Tutto fermo. Immobili siam stati, senza fiatare. Come nave dipinta su oceano dipinto. Ma è inverno, inverno tropicale. Una porta sbatte, piano, senza voglia pure lei. Piove. Aspetto.
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categoria:attese
martedì, 19 dicembre 2006

Il piacere è l'unica cosa degna di essere vissuta: niente fa invecchiare quanto la felicità.

Oscar Wilde

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categoria:piaceri
lunedì, 18 dicembre 2006

Se il piacere fosse solo il piacere, non sarebbe quasi niente. Nella voluttà c'è una sorta di soddisfazione plenaria che talvolta passa, sorpassa, trascende il piacere e ci trasfigura, una epifania, un giubilo, una ebbrezza radiosa che è un inno alla vita, un assenso - attraverso il proprio essere e l'essere di un altro - all'Essere assoluto, essenziale ed eterno.

Marcel Jouhandeau

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categoria:verità
domenica, 17 dicembre 2006

Se compri un melograno, compralo mentre ride, che il suo riso t'informi dei dolci semi! O benedetto riso quel riso che dalla bocca mostra aperto il cuore, come perla nascosta nelle pieghe dell'anima, ma disgraziato il riso che, come quello del tulipano, dalla bocca nostra mostra il negrore del cuore!

Gialal ad-Din Rumi

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categoria:comico
domenica, 17 dicembre 2006

Perciò approvo l'allegria, perché l'uomo non ha altre felicità, sotto il sole, che mangiare e bere e stare allegro. Sia questa la sua compagnia nelle sue fatiche, durante i giorni di vita che Dio gli concede sotto il sole.

Qoelet (VIII, 15)

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categoria:comico
domenica, 17 dicembre 2006

Ridere non è affatto un brutto modo per iniziare un'amicizia, ed è senz'altro il migliore per troncarla.

Oscar Wilde

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categoria:comico
sabato, 16 dicembre 2006

Il riso è l'aldilà della filosofia. Il mondo ha avuto inizio con una risata e termina con un'altra.

Octavio Paz

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categoria:comico
sabato, 16 dicembre 2006

Ridere significa essere maligni con tranquilla coscienza.

Friedrich Nietzsche

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categoria:comico
sabato, 16 dicembre 2006

L'uomo ama ridere. Degli altri.

Stanislaw Jerzy Lec

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categoria:comico
venerdì, 15 dicembre 2006

Non ridere è una dieta rigorosa che il nostro organismo non ci permette.

Alphonse Karr

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categoria:comico
venerdì, 15 dicembre 2006

C'è anche il riso che viene dai piedi. E' quello provocato dal solletico. Un riso meccanico, ma fra tutti il più autonomo perché non richiede motivazioni e stimoli comici esterni, ha in se stesso tutte le proprie ragioni e spiegazioni.

Luigi Malerba

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categoria:comico
venerdì, 15 dicembre 2006

Quando una ballerina di flamenco alza le braccia, verrebbe a tutti voglia di profittare per farle il solletico.

Ramon Gomez de la Serna

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categoria:comico
giovedì, 14 dicembre 2006

Non si può ridere e al tempo stesso essere scortesi.

Gibran K. Gibran

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categoria:comico
giovedì, 14 dicembre 2006

Tutto quello che non mi fa piacere mi fa ridere, e tutto quello che mi fa ridere, mi fa sempre piacere.

Ferdinando Galiani

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categoria:comico
giovedì, 14 dicembre 2006

Si conosce un uomo dal modo in cui ride.

Fedor Dostoevskij

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categoria:comico
mercoledì, 13 dicembre 2006

Ma insomma, perché la morte fa ridere? E' proprio divertente? In talune circostanze lo è. Le storielle vengono sempre raccontate da chi morto non è. E' un po' come vedere qualcuno che dà una gran sederata; la sederata definitiva. Il morto non appartiene al nostro mondo, e dunque lo si può trattare con una certa confidenza; dopo tutto, non è mica un potente dell'aldilà, è un mortaccolo, non può mica vendicarsi. Morire è un po' stupido, ma come è un po' stupido sposarsi, e lo fanno, lo fate, quasi tutti. L'idea è questa: voi morite, eh? Secondo me, non è una cosa furba, ma affari vostri.

Giorgio Manganelli

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categoria:comico
mercoledì, 13 dicembre 2006

Il comico è riso, l'umorismo sorriso.

Carlo Dossi

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categoria:comico
mercoledì, 13 dicembre 2006

Ancora poche generazioni e il riso, riservato agli iniziati, sarà impraticabile quanto l'estasi.

Emil Cioran

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categoria:comico
martedì, 12 dicembre 2006
Santa LuciaNon lo vedevo da molti mesi. E' il mendicante che staziona davanti alla Caffettiera di piazza dei Martiri, a Napoli. E' un uomo sulla quarantina, piccoletto, mite e silenzioso che non fa altro che sorridere e porgere un santino. Non molesta, non insiste. Aspetta. Io l'avevo adottato. La mia tecnica con tutti i mendicanti che a Napoli ci marcano e ci accistano è quella di adottarne un paio, quelli che colpiscono la mia immaginazione, e fare l'elemosina solo a loro, ignorando gli altri. L'aria mite dell'uomo me l'ha reso subito simpatico. E poi è aggiornatissimo. Ti dà il santino del momento. Per esempio, stamattina mi ha dato, in cambio di qualche euro, quello di Santa Lucia che si festeggia domani. E' come un calendario. Tra poco in testa al suo mazzetto ci sarà un santino natalizio, poi, magari, santo Stefano. Io avevo preso l'abitudine di scegliere il santino che non avevo. Lui girava le figurine come se fossero stati i calciatori dell'album Panini. Celo celo celo, manca. Ecco, dammi san Filippo. Da tempo custodisco i santini in una scatola e qualcuno, a dispetto del mio agnosticismo (ma sono così agnostico da diffidare anche dell'agnosticismo, quindi in qualcosa credo), l'ho anche attaccato al muro (san Gennaro, in primis).
Stamattina ho rivisto il mendicante dei santini. Come va, gli ho detto, togliendo gli auricolari dell'iPod. Non la vedevo da tempo, ho aggiunto, cos'è successo? Lui ha fatto una smorfia un po' sbilenca con la bocca. Ho avuto problemi per le sigarette. Ne fumavi troppe? Ma no, dottò, le vendevo.
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martedì, 12 dicembre 2006
Mercado del Puerto 5#260CE1

Mercado del Puerto. Montevideo. Questa sì che è una grigliata. Mo' che si avvicina Natale è il vero sogno di Benino, il pastorello affamato che dorme e nel sonno gli appare la Natività, che per lui è fatta di salsicce, pane, vino, frutta, sarde, alici, quarti 'e puorc'appise. L'abbondanza. In certi casi la carne è forte.
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martedì, 12 dicembre 2006

Il riso è veramente una specie di castigo sociale.

Henri Bergson

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categoria:comico
martedì, 12 dicembre 2006

Il riso accompagna la coscienza in tutte le sue avventure: se il pensiero si pensa, lei ride del riso; se pensa l'impensabile, lei muore dal ridere. Confutazione dell'universo con il riso.

Octavio Paz

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martedì, 12 dicembre 2006

La giornata più perduta è quella in cui non si è riso.

Nicolas de Chamfort

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categoria:comico
lunedì, 11 dicembre 2006

Il riso è misterioso: disubbidiente e conformista, socievole e solitario, inquieto e stupido, razzista e rivelatore. Attenti al Grande Supermercato del Riso, alle Offerte Speciali per tutti. Siate comici di voi stessi. Fatevi da soli il vostro humour quotidiano.

Stefano Benni

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categoria:comico
lunedì, 11 dicembre 2006

Nessuna religione sopporta il riso. E' normale. Ridere è dubitare, è la libertà e l'inizio della deflagrazione.

Tahar Ben Jelloun

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lunedì, 11 dicembre 2006

Il riso è anteriore agli dèi.

Octavio Paz

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categoria:comico
domenica, 10 dicembre 2006

08

 

Questa foto è del 1987.

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domenica, 10 dicembre 2006

Mi sforzo di ridere di tutto, per paura di essere costretto a piangerne.

Pierre Augustin Caron de Beaumarchais

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domenica, 10 dicembre 2006

Il riso è il salto dal possibile nell'impossibile - e dall'impossibile nel possibile.

Georges Bataille

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domenica, 10 dicembre 2006

Il riso è una sospensione e, a volte, una perdita di giudizio. Così, sottrae ogni significato al lavoro e, di conseguenza, al mondo.

Octavio Paz

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sabato, 09 dicembre 2006

La coscienza cristiana espelle il riso dal paradiso e lo trasforma in un attributo satanico. Da allora è segno del mondo sotterraneo e dei suoi poteri. Solo pochi secoli fa occupava un luogo cardinale nei processi di stregoneria, come sintomo di possessione diabolica, confiscato oggi dalla scienza, è isterismo, disordine psichico, anomalia. E nonostante tutto, malattia o marchio del diavolo, l'antico riso non perde il suo potere. Il suo contagio è irresistibile, e perciò occorre isolare coloro che sono "affetti dal riso folle".

Octavio Paz

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sabato, 09 dicembre 2006

Ridere, ovvero godere della sofferenza altrui, ma con la coscienza pura.

Friedrich Nietzsche

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sabato, 09 dicembre 2006

Sono convinto che le strutture del tragico e le strutture del comico sono identiche, con la sola differenza che il comico scaturisce inevitabile da una forte accelerazione impressa a queste strutture. Una tragedia raccontata in quattro battute diventa una barzelletta, un film drammatico proiettato a ritmi accelerati diventa una comica, un discorso funebre riprodotto a doppia velocità su un registratore fa ridere.

Luigi Malerba

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venerdì, 08 dicembre 2006
Mo' faccio 'o presepe. E l'albero 'e Natale. Ma 'o presepe è n'ata cosa. E' il vero spasso dell'Immacolata. Un po' di calma, nu cafè. Tanta pacienza, pecché fin'e mo' stave mmiez'e ccampagne 'e Nola a stafucà sasicce, puparuole, valline, patane, ricotta e sopressate. Comme diceva 'on Rafele Viviani, si voglie fa 'a vita vaco a Acerra. Io ho fatto di più: so ghiuto a Nola, anzi 'nfino a Marzano.
Mo' voglio nu poco 'e pace cu 'o presepe. Me piace 'o presepe.
E ho messo pure la musica giusta.
Anni Settanta. Politica. A mme me piace 'o scarto, fa 'e ccosa a smerza.
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categoria:napoletana
venerdì, 08 dicembre 2006

Per chi sa troppo è difficile non mentire.

Ludwig Wittgenstein

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categoria:bugie
venerdì, 08 dicembre 2006

Il vero oscurantismo non consiste nell'impedire la diffusione di ciò che è vero, chiaro e utile, ma nel mettere in circolazione il falso.

Johann Wolfgang Goethe

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categoria:bugie
giovedì, 07 dicembre 2006
Il Polonio (che secondo Shakespeare era un ciambellano) fa tutti sti danni. Ma se uno è intossicato dallo stronzio che gli succede?
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giovedì, 07 dicembre 2006

La verità è una cosa dolorosa. Essere costretti a mentire è molto peggio.

Oscar Wilde

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categoria:bugie
giovedì, 07 dicembre 2006

Tutti gli uomini nascono sinceri e muoiono bugiardi.

Luc de Clapiers de Vaunerargues

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categoria:bugie
giovedì, 07 dicembre 2006

Se sbaglio lo possono vedere, se mento no.

Johann Wolfgang Goethe

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categoria:bugie
mercoledì, 06 dicembre 2006
Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori. Per una sera, complice un magnifico ed economico Cabernet Sauvignon, posso pure citare De Andrè, che tanto vi affascina, anime prave che non avete assaporato il liquore inebriante del panellismo. E' come l'assenzio. Biologia, pornografia. Chimica e barbarie. Cos'è meglio? L'assenzio e il fastidio della lana sotto il gomito quando l'appoggio sul legno rigido della scrivania. Cosa volete? Non vi bastano i Bronski Beat e il sudore di un dicembre anomalo? Altro che estate di san Martino, questa è l'estate di sant'Ambrogio. Runaway. Fèrmati. Orièntati con le stelle. Fèrmati. Botti d'acciao. E' la modernità, che sfida il rifiuto. I rifiuti. Dici no. E ti fermi. E riparti. Che cosa volete? A me i Depeche Mode non piacciono. Un castello, una certosa, un dente d'oro. Ho fretta. Cammino. Attorno paesaggi pornografici, architetture pornografiche. Il dettaglio che offende l'occhio, come un sesso ridotto a pistone, a meccanica che non eccita più. Io rifiuto tutto.
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categoria:piaceri
mercoledì, 06 dicembre 2006

Una delle principali differenze fra un gatto e una bugia, è che un gatto ha soltanto nove vite.

Mark Twain

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categoria:bugie
mercoledì, 06 dicembre 2006

Il bugiardo deve aver buona memoria.

Quintiliano

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categoria:bugie
mercoledì, 06 dicembre 2006

Una scusa è una bugia in maschera.

Jonathan Swift

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categoria:bugie
martedì, 05 dicembre 2006

C'è bisogno di un interesse per mentire? Basta il piacere.

Amélie Nothomb

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categoria:bugie
martedì, 05 dicembre 2006

C'è un'innocenza nella menzogna che è il segno della buona fede in una cosa.

Friedrich Nietzsche

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categoria:bugie
martedì, 05 dicembre 2006

La bugia ben congegnata crea una libertà snervante: ci dimostra che possiamo fare qualcosa senza che nessuno lo sappia. La bugia patetica - il desiderio di essere scoperti - rivela la nostra paura di quello che possiamo fare con le parole. Mentire, insomma, serve non tanto a tenere aperte tutte le possibilità, quanto a capire quali siano.

Adam Phillips

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categoria:bugie
lunedì, 04 dicembre 2006

"Le mie parole hanno bisogno di essere scritte" disse "perché rappresentano la menzogna, e solamente se è scritta essa ha valore di verità".

Alvaro Mutis

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categoria:bugie
lunedì, 04 dicembre 2006

L'unica maniera per giustificare una bugia è un'altra bugia.

Alessandro Morandotti

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categoria:bugie
lunedì, 04 dicembre 2006

L'uomo è nato bugiardo: la verità è semplice e ingenua; ed egli vuole lo specioso è l'orpello.

Jean de La Bruyère

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categoria:bugie
domenica, 03 dicembre 2006

La menzogna non si differenzia in nulla dalla verità, tranne che per il fatto di non esserlo.

Stanislaw Jerzy Lec

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categoria:bugie
domenica, 03 dicembre 2006

Mentire per necessità è sempre perdonabile. Ma chi dice la verità senza esservi costretto non merita nessuna indulgenza.

Karl Kraus

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categoria:bugie
domenica, 03 dicembre 2006

La menzogna è sempre obbligata a sottomettersi alla cura imbarazzante di esser verosimile, la verità cammina senza quella cura meschina e fastidiosa.

Alphonse Karr

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categoria:bugie
sabato, 02 dicembre 2006
Pontile del Dongwe Club


Quando c'è bassa marea si deve camminare molto. Per arrivare fino in fondo e tuffarsi.

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categoria:immagini
sabato, 02 dicembre 2006
HopperAvrei voglia di una serata così. Tranquilla, con qualcosa da bere. Silenziosa. Con una donna al fianco. Silenziosa. Con un barista ai limiti del mutismo. Con qualche auto che passa lungo la strada, ma senza un rumore. Una traccia nel buio, che appare e si perde. Tutto dorme, attorno. E tu guardi. Diventi sguardo. Occhio che registra. Palpebra che sbatte, come un otturatore vivo e senza rimorsi. E senza paura. Invece, attorno ci sono voci. C'è rumore. E soprattutto non c'è nulla da bere che non sia acqua. L'acqua sarà salutare, ma arrugginisce le navi in mare.
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categoria:sospensioni
sabato, 02 dicembre 2006

Chi si accontenta di pubbliche verità, vive di menzogne private.

Jean Josipovici

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categoria:bugie
sabato, 02 dicembre 2006

Non val la pena chiamare "ideale" quello che è così ben definito dall'espressione "menzogna".

Henrik Ibsen

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categoria:bugie
sabato, 02 dicembre 2006

Una bugia ne rende necessarie molte altre.

Baltasar Graciàn

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categoria:bugie
venerdì, 01 dicembre 2006

Più dici la verità, e più potrai dir bugie.

Mino Maccari

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categoria:bugie
venerdì, 01 dicembre 2006

Le bugie sono per natura così feconde, che una ne suole partorir cento.

Carlo Goldoni

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categoria:bugie
venerdì, 01 dicembre 2006

L'oracolo era un bugiardo la cui originalità consisteva nel dire le bugie in anticipo.

Ramon Gomez de la Serna

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categoria:bugie