martedì, 31 ottobre 2006
Che bella giornata, che bella giornata sprecata, sprecata per il cielo azzurro e l'aria fresca che non mi sono goduti, chiuso tra quattro mura a fare altro e ad aspettare la sera che in questi giorni arriva presto, ascoltando musica americana, dopo uno Springrock e uno Springsoft in palestra, dopo pagine inutili lette male, meno male, dopo un Morellino di Scansano stranamente tanninico, dolci di Ognissanti arrivati da un'isola, dopo un caffè che fuma accanto, che bella giornata.
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categoria:sospensioni
martedì, 31 ottobre 2006

Vi furono anzi alcuni che pensarono che un giorno sarebbe forse diventato Presidente degli Stati Uniti, se non finiva, prima, sulla forca.

Mark Twain

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categoria:politica
martedì, 31 ottobre 2006

La politica è una catena composta di un numero infinito di anelli. Tutta l'arte dell'uomo politico consiste nel trovare e afferrare saldissimamente l'anello che più difficilmente può essergli strappato, che è il più importante in quel momento e che meglio gli garantisce il possesso di tutta la catena.

Vladimir Ilic Lenin

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categoria:classifiche
martedì, 31 ottobre 2006

Conoscere l'arte di impressionare l'immaginazione delle folle, vuol dire conoscere l'arte di governare.

Gustave Le Bon

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categoria:politica
lunedì, 30 ottobre 2006

Senza conservatori e senza rivoluzionari, l'Italia è diventata la patria naturale del costume demagogico.

Piero Gobetti

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categoria:politica
lunedì, 30 ottobre 2006

C'è un'unica regola per gli uomini politici di tutto il mondo: quando sei al potere, non dire le stesse cose che dici quando sei all'opposizione. Se ti ci provi, ci guadagni soltanto di dover fare quello che gli altri hanno trovato impossibile.

John Galsworthy

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categoria:politica
lunedì, 30 ottobre 2006

La collettività subisce l'incanto non più del maestro, nel seno delle arti e mestieri, ma d'un istrione millantatore.

Carlo Emilio Gadda

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categoria:politica
domenica, 29 ottobre 2006

Sono i vinti che governano il mondo.

Curzio Malaparte

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categoria:politica
domenica, 29 ottobre 2006

Il suffragio popolare è un mito; ma è un mito necessario ed il migliore che finora sia stato inventato.

Luigi Einaudi

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categoria:politica
domenica, 29 ottobre 2006

Nella politica è come nel teatro. Vi ha gli autori che scrivono le opere da recitarsi e non appajono sul palco; e gli attori che le recitano pubblicamente e non le hanno scritte.

Carlo Dossi

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categoria:politica, teatro
sabato, 28 ottobre 2006

Alcuni episodi degli ultimi giorni hanno rafforzato in me l'idea dell'uso distorto che spesso facciamo (io un po' meno, però) dei blog. La questione è molto semplice: confondiamo i blog con le chat. E' vero che la blogosfera, la Rete, il web e tutto il resto, sono un universo osmotico e quindi stare a mettere i paletti è inutile, pericoloso e fastidioso, però una piccola riflessione va fatta.

Ebbene, i commenti a un post in genere dovrebbero essere attinenti al tema. E' vero che si può scherzare, cazzeggiando su Pamuk (l'ho fatto io per primo) o sui capitoni. Qualche volta è divertente. Ma spesso ci si ingarbuglia. I thread sembrano un mercato dove le voci si sovrappongono e non si capisce nulla, si risponde a tre commneti prima, o si ripetono cose che altri nel frattempo che tu scrivevi hanno scritto loro, smentito, corretto, eluso. Un casino. Un casino che genera equivoci.

Quando si chatta si sta tutti attaccati al computer. C'è la contemporaneità che riduce gli equivoci. O comunque, le chat, che io non frequento e che non mi interessano, sono delle telefonate di gruppo. Puro passatempo. Con i blog anche capita talvolta di stare tutti assieme, ma più spesso i commenti sono dilatati nel tempo. E magari l'interlocutore (o lo stesso postatore) è andato via, non c'è, non risponderà che molto tempo dopo, quando la discussione ha preso strade imperscutabili e imprevedibili.

Con questo post non voglio invocare nessuna moratoria. Continuiano a divertirci come vogliamo, ma non stupiamoci degli equivoci.

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categoria:riflessioni
sabato, 28 ottobre 2006

Ma essere di sinistra, è di destra o di sinistra?

ElleKappa

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categoria:politica
sabato, 28 ottobre 2006

Un uomo politico che non dia qualche segno di rimbambimento mi fa paura.

Emil Cioran

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categoria:politica
sabato, 28 ottobre 2006

La politica non è una scienza esatta.

Otto von Bismark

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categoria:politica
venerdì, 27 ottobre 2006

Ho perso le migliori fighe per colpa della diffusione dell'"Unità". "Vuoi uscire con me oggi?". "Loredana non posso, c'ho la manifestazione per piazza Fontana, poi piazza della Loggia, l'Italicus, Mattarella, La Torre, Chinnici", e va bene che non ho scopato, e va bene che la mia ragazza m'ha lasciato, ma almeno avrei voluto che avessero trovato i colpevoli di una di queste stragi.

Peppe Lanzetta

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categoria:politica
venerdì, 27 ottobre 2006

Gli unici a non sapere cos'è la politica sono i politici: del resto, se chiedi a un pesce che cos'è l'acqua, che diavolo vuoi che risponda.

Beppe Grillo

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categoria:politica
venerdì, 27 ottobre 2006

Le mogli dei politici fanno tutte beneficenza. Per forza! Hanno il senso di colpa per quello che rubano i mariti.

Roberto Benigni

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categoria:politica
giovedì, 26 ottobre 2006

E' un vero peccato che tutte le persone che sanno far funzionare il paese sono troppo occupate a guidare taxi o a tagliare capelli.

George Burns

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categoria:politica
giovedì, 26 ottobre 2006

Vista da oggi (cioè "dopo" Marx), la politica è una purga necessaria; Fourier è il bambino che si sottrae alla purga, che la vomita.

Roland Barthes

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categoria:politica
giovedì, 26 ottobre 2006

Come fare, ci chiedevamo, per usare la politica senza farsi cambiare da essa, come usarla contro chi ammazza il tempo, l'economia pubblica, la vita.

José Maria Arguedas

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categoria:politica
mercoledì, 25 ottobre 2006
Anche gli evasori paghino. E' l'unico modo affinché chi paga le tasse sempre e fino all'ultimo centesimo ora paghi meno. Il governo Prodi ha alzato l'aliquota per i redditi al di sopra dei 150mila euro, quello effettivo e non dichiarato di troppi professionisti. Ha pure annunciato che metterà mani al sistema pensionistico e, qualche giorno fa, un ministro (o un viceministro, non ricordo più bene) ha spiegato che per battere completamente l'evasione fiscale ci vorranno almeno cinque anni, tutta la legislatura, se reggerà.
Intanto, nell'attesa, qualcosa dal basso di potrebbe fare. Qualcosa che riguarda ciascuno di noi e che io da tempo faccio, ma non in modo drastico e continuativo: cominciamo ad esigere, senza se e senza ma, la ricevuta dovunque andiamo, da qualsiasi professionista, artigiano o commerciante. Dal medico, dall'idraulico, dal meccanico, dal parrucchiere e via evadendo. Spesso, a me è capitato, quando chiedo la ricevuta mi fanno pagare di più. O scrivono una cifra molto più bassa di quella che ho effettivamente pagato. E' un ricatto che bisogna prima accettare, e poi smascherare con una risposta secca. Dicendo ad alta voce e davanti a tutti: caro dottore (o caro signore) io ti pago tutto, ma questo è l'ultima volta che mi avvarrò dei tuoi servizi o della tua professionalità. Da domani cambio.
Attorno all'evasore, soprattutto da noi al Sud, c'è una sorta di complicità passiva. Siamo le loro vittime e li aiutiamo. Ci fregano due volte: quando noi paghiamo laute parcelle e quando loro compilano la propria scarna dichiarazione dei redditi. Non dobbiamo perdere una sola occasione. Lo so, è faticoso, a volte imbarazzante perché con alcuni medici, con alcuni artigiani si è stabilito una consuetudine o addirittura un'amicizia. Ma credo che certe amicizie e certe consuetudini vadano messe tra parentesi quando sono solo delle maschere per perpetuare un'ingiustizia.
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categoria:riflessioni
mercoledì, 25 ottobre 2006

La politica è l'arte elegante di ottenere voti dai poveri e fondi dai ricchi, promettendo a entrambi di proteggerli gli uni dagli altri.

Oscar Ameringer

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categoria:politica
mercoledì, 25 ottobre 2006

Il cinematografo sottrae alle arti i migliori ingegni nazionali. I peggiori continuano a occuparsi di politica.

Mino Maccari

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categoria:politica
mercoledì, 25 ottobre 2006

Il partito più numeroso raccoglie necessariamente il maggior numero di idioti, non solo perché è il più numeroso, ma perché gli idioti si attirano incomparabilmente di più dei non-idioti.

Paul Valery

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categoria:politica
martedì, 24 ottobre 2006
Certi giorni ho bisogno di nutrirmi di Napoli. In certi straordinari giorni di sole come oggi, quando l'estate di San Martino è più crudele di agosto. A volte passano settimane intere in cui non esco da un'area di un centinaio di metri scarsi: casa-lavoro-bar-libreria-casa-bar-lavoro-casa. Mi sento uno strùmmolo che gira su se stesso. Poi un giorno libero e varie faccende da sbrigare. Un'occasione per nutrirsi di Napoli, dei suoi casini e della sua luce. Il cerchio dei metri dove strummuléio si allarga di poco. Ma nel pomeriggio spero di fare meglio. L'iPod a pompa, come sempre, e nella borsa un libro da leggere durante due lunghe attese verso le quali mi avvio.
Nell'anticamera del medico della mutua c'è sempre la classica vecchia signora borghese chiaiolina che appena è entrata ci ha guardati uno per uno per capire come fotterci, quale balla inventare per scavalcare qualche posizione della lunga lista d'attesa. Sono squallide. Ma se è solo per una prescrizione perché non manda il cameriere cingalese o la badante ucraina? Vuole uscire, invece, fare una passeggiata, sbacàrsi la capa? Allora aspetti come gli altri. Capìto che non si fa carta, stamattina, la vecchia aìza 'ncuollo e se ne va. Ho portato con me "La Russia di Putin" di Anna Politkovskaja. L'avevo cominciato a leggere ieri sera, continuo ancora per qualche pagina. Ma niente, non mi piace. E' una scrittura fredda. Temo che sia anche un po' colpa della traduzione, ma non so dire. Comunque parla di soldati, processi, con una prosa tutta numeri, codici, nomi russi e ceceni insopportabili. Cinquanta pagine e non ce la faccio più. Abbandono? Sì, abbandono. Devo mettere in pratica la decisione appena presa di difendermi dai libri, foss'anche quello di una martire della libertà di stampa. E poi, dopo aver letto a suo tempo (ero un ragazzo) l'"Arcipelago Gulag" di Solzenicyn cosa si può capire di più dei sovietici e dei sovietici riclicati nella Russia di Putin? Mi aspettavo qualche squarcio che mi facesse ricordare i recenti viaggi a Mosca e a San Pietroburgo. Meglio tornare a Cechov o completare Dostoevskij. Comunque basta con 'sto libro.
La seconda tappa è all'ufficio postale di via A., ma prima ho bisogno di un caffè, del caffè delle 11. Nell'ufficio non c'è fila. Appena sei numeri, sarà la prima volta che mi capita in vita mia. Che bello. Cerco il bollettino della prima rata della tassa più odiosa che ci sia, a Napoli, quella della monnezza che si ammonticchia per le strade. Cerco e ricerco nella borsa. Non c'è. E che cazzo, l'ho perso. Faccio mente locale alle occasioni in cui ho aperto la borsa. L'ho perso nell'anticamera del medico? O per strada? O l'ho lasciato a casa, distratto prima di uscire da qualcosa d'impovviso? Scarto l'idea di arrivare fin dal medico, guardando per terra in cerca di una cartaccia scarpesàta che poco prima era il mio bollettino. Mi sembra stupido e imbarazzante. E' una cosa che odio. Mi sento sempre un po' fesso. Quindi torno a casa, maledicendo la borsa, la monnezza e la Posta. Appena apro la porta lo vedo quel bastardo di bollettino di conto corrente per terra in mezzo al corridorio che ride di me. Maledetto. E benedetto. Lo raccolgo e torno alla Posta, strùmmolo in cento metri, ecco. Il mio numero già l'hanno chiamato. Per forza. E ora quando mi capita un'altra volta una fortuna come questa? Poco male, però, mi tocca aspettare solo una dozzina di numeri, ed è fatta. E' fatta. Ora devo solo convincere mia figlia quindicenne ad accompagnarmi fino da McDonald's a piazza Municipio. Lei, più saggia di me, è incerta. Ma c'è 'sto bel sole. Dai. E' l'atout che mi gioco. Però lei vuole ancora pensarci su. L'alternativa di questo pranzetto tete-à-tete, padre-figlia, sono dei piselli sconditi. Voi cosa fareste?

iPod's list. E non storcete la bocca per gli accostamenti. Uhm.
"For taking the trouble" (Jackson Browne), "Ice Pick" (Tricky), "Le mille bolle blu" (Mina), "Assi" (Ismael Lo), "Get the money" (Iggy Pop), "Light my fire" (The Doors), "1950" (Amedeo Minghi), "Berhueta" (Kepa Junkera), "Malafemmena" (Massimo Ranieri), "Elysium" (Portishead), "E-Bow the Letter" (Rem), "La coppia più bella del mondo" (Adiano Celentano), "Int'o viento" (Enzo Avitabile), "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones" (Gianni Morandi) e "Antonia" (Pat Metheny). E chi vo' capì capisce.
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categoria:napoletana
martedì, 24 ottobre 2006

Meglio essere nemici del popolo che nemici della realtà.

Pier Paolo Pasolini

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categoria:politica
martedì, 24 ottobre 2006

Dagli pure il voto, ma non la mano.

Mino Maccari

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categoria:politica
martedì, 24 ottobre 2006

Il politico è ciò che preclude il desiderio, salvo non vi rientri sotto forma di nevrosi: la nevrosi politica; o più esattamente: la nevrosi di politicizzazione.

Roland Barthes

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categoria:politica
lunedì, 23 ottobre 2006
Solo da poco tempo ho imparato a difendermi dai libri. E sono sempre più soddisfatto (anche se non rimborsato). Ho passato (e passerò) una vita a leggere. E devo aggiungere che amo più leggere che scrivere (dove pure me la cavo: nun te vuttà 'nterra ca niuscino t'aìza). Ho letto sempre in maniera disordinata e bulimica, dedicando tempo e vita a opere indigeste, a schifezze illeggibili che hanno alzato il mio tasso di colesterolo mentale e resteranno sempre al loro posto a inquinare il mio cervello e la mia memoria. Ogni volta che cominciavo un libro continuavo a leggerlo fino alla fine anche se era inutile, brutto. Tempo perso. Mi dicevo: se l'ho cominciato lo devo finire. Lasciarlo a metà o a un terzo o a quello che era mi dava l'impressione, la forte impressione, di aver perso del tempo. Se non lo finisco, mi dicevo, ho buttato via tutto il tempo che gli ho dedicato fin qua. Che stronzata. Per non perdere un'ora o due, perdevo un giorno intero o forse due o anche più, a volte. Allora, mi sono convinto, trent'anni dopo, che è meglio perdere due ore che intere giornate dietro a merdacce o a libri che non mi interessano o scritti male. In passato, per essere coerente, con quest'idea che ora trovo sballata, ho tralasciato libri importanti che mi guardano minacciosi dagli scaffali, ho costruito un percorso sbilenco che non so quanto sia mio o sia imposto da una regola esterna che avevo interiorizzato per un calcolo sbagliato. Da qualche mese ho cambiato. Era ora. Adesso se il libro non mi prende dopo una ventina di pagine (se non si tratta di una cosiddetta lettura servile, imposta per lavoro), se non mi prende subito, lo lascio perdere o lo scaglio via lontano (per citare Dorothy Parker). Mi sento più leggero e credo che sia venuta l'ora di cominciare a difendermi. Il nostro tempo si assottiglia sempre più, con il passare delle ore, dei giorni, dei mesi e degli anni. Bisogna selezionare e puntare sul meglio.
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categoria:letture
lunedì, 23 ottobre 2006

Eppure la letteratura è. Ed è questo il suo più gran paradosso.

Tzvetan Todorov

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categoria:scrittura
lunedì, 23 ottobre 2006

La politica, in mezzo ai voli dell'immaginazione, è un colpo di pistola in mezzo a un concerto: fa un rumore che, senz'essere efficace, è lacerante; non s'accorda col suono di nessun istrumento. Questa politica offenderà mortalmente una metà dei lettori e annoierà l'altra metà, che l'ha trovata, ben altrimenti interessante e palpitante, nel giornale del mattino…

Stendhal

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categoria:scrittura
lunedì, 23 ottobre 2006

Il tempo che passa e lo spazio che separa vanno riconquistati a partire da quel processo lento, perfino anacronistico, che è la letteratura, poiché soltanto la distanza ci permette di avvicinarci alla realtà.

Fabrizio Rondolino

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categoria:scrittura
domenica, 22 ottobre 2006
Sarà perché soffro di hegelismo acuto e tendo, quindi, a credere che il reale sia sempre razionale, alla fine, come il razionale è e resta reale, sarà per questo che non sopporto tutto lo sdegno di chi si rammarica che la Storia la scrivano i vincitori. Ma, scusate, chi la deve scrivere? I vinti? Non sempre chi vince ha ragione, ma il tempo poi gli dà ragione. E chi perde perché dovrebbe sempre avere ragione? Anzi quasi sempre aveva torto.
E poi non sempre la Storia è stata scritta solo dai vincitori. Quante volte i Greci sono stati battuti dai Persiani, eppure le vicende di quelle guerre le abbiamo conosciute dalle parole dei vinti. La storia delle guerre puniche l'hanno scritta i Romani e non i Cartaginesi, è vero. Ma stabilire chi scrivesse le scarne pagine della caduta dell'impero dei Cesari, se fossero dei barbari romanizzati o dei romani imbarbariti, questo è abbastanza difficile. E poi Dante era o no un vinto, un bianco perdente ed esiliato dalla sua Firenze? Vabbé non ha fatto Storia, ma poesia. Meglio. Gli indiani d'America non hanno scritto niente. Ma anche se avessero vinto che avrebbero scritto? Manco sapevano scrivere.
E poi ce l'ha insegnato Marc Bloch, della scuola annalista francese: ogni documento è un monumento. Anche il più innocuo e apparentemente neutro atto ufficiale è resta una rappresentazione di quanto è accaduto, una ricostruzione personale o di parte. Quindi a che cosa ci aggrappiamo? A poco.
Ma veniamo a polemiche più recenti, come quelle revisionistiche su nazismo e fascismo. Ho poco da dire, comunque. Si accusano i vincitori della seconda guerra mondiale di aver scritto loro la Storia. E chi la doveva scrivere? I nazisti, gli aguzzini rifugiati in Sudamerica, i repubblichini di Salò? Non solo hanno perso, ma avevano anche torto. Quale Storia potevano scrivere gli assassini dei lager, i cantori di un'inesistente razza ariana, gli esecutori di un tentato genocidio? Sì, la scrivessero la loro Storia. Certo contro i vinti sono state compiute cose abominevoli. Dalla inutile distruzione di Dresda alle vendette personali contro i fascisti durante la Resistenza. Ma è la guerra che contempla orrori e vigliaccherie. Il quadro generale non cambia per questo. Si può solo compiere qualche risarcimento morale postumo.
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categoria:riflessioni
domenica, 22 ottobre 2006
La Libia, ai tempi di Erodoto, comprendeva quasi tutto il Nordafrica, dall'Egitto fino all'attuale Marocco. Era una terra popolata da gente che viveva su colline di sale e attorno a polle d'acqua, in sostanza quelle che oggi chiamiamo oasi, situate in genere a dieci giorni di distanza l'una dall'altra. Le estreme condizioni climatiche fanno da sfondo e da spiegazione a varie abitudini di questi indigeni, in pratica tribù battezzate da Erodoto con affascinanti nomi ellenizzati. Siamo nelle terre che preludono a quelle che i latini marchiarono con l'esotico "Hic sunt leones".
I Maclui che abitano intorno al lago Tritonide e confinano con i Lotofagi di omerica memoria, "possiedono le loro donne in comune, non convivendo con esse, ma unendosi come le bestie". Però i figli hanno comunque bisogno di un padre e così "quando il bimbo di una donna abbia preso una certa decisione di tratti, gli uomini si radunano tutti in un sol luogo, nel terzo mese, e colui al quale più somiglia il fanciullo, viene considerato suo padre" (Libro IV, 180).
I Garamanti, invece, possiedono buoi che pascolano a ritroso perché hanno le corna ricurve in avanti e camminando come gli altri rischiano di conficcarle nel terreno. I Garamanti vanno a caccia dei velocissimi Etiopi trogloditi con i lori carri tirati da quattro cavalli e mangiano "serpenti, lucertole e simili rettili; usano una lingua che non ha somiglianza con alcun'altra, ma emettono delle strida che ricordano quelle dei pipistrelli" (Libro IV, 183).
Se camminate per altri dieci giorni entrate nelle terre degli Ataranti che "sono gli unici fra gli uomini, che noi conosciamo, che non abbiano nomi propri: tutti insieme, infatti, si chiamano Ataranti, ma non c'è un nome particolare per ciascun individuo" (Libro IV, 184).
Gli Atlanti hanno case costruite con il sale, bianco e rosso. Possono farlo perché in quella parte della Libia non cadono mai piogge, altrimenti i muri delle loro case si scioglierebbero (Libro IV, 185). In giornate come oggi, sarebbero tutti dei senzatetto.
Tutti i Libici, nomadi e sedentari, sono gente sanissima. Erodoto ne riferisce anche la causa: "Quando i loro figli hanno quattro anni, con della lana di pecora ancora grassa, bruciano loro le vene a sommo del capo; alcuni anche quelle delle tempie e ciò perché, per tutta la vita, il siero non abbia più a colare dal capo a recar anno alla loro salute: è questa la ragione, dicono, per cui essi sono sanissimi. Effettivamente è vero che i Libici di tutti gli uomini che conosciamo sono i più sani: se sia per questo, non potrei dirlo con esattezza ma è certo che hanno una salute di ferro. Se poi, mentre bruciano, i fanciulli vengono presi da convulsioni, essi hanno già bell'e trovato il rimedio: li guariscono irrorandoli con orina di capro" (Libro IV, 187). Usanza strana e un po' sozza, tanto che lo stesso Erodoto pare non crederci e ne prende le distanze: "Naturalmente io riferisco quello che raccontano i Libici stessi".
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categoria:letture
domenica, 22 ottobre 2006

La vita vera, la vita finalmente scoperta e tratta alla luce, la sola vita quindi realmente vissuta, è la letteratura.

Marcel Proust

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categoria:scrittura
domenica, 22 ottobre 2006

Una grande parte della letteratura nasce dall'odio, ma quanto ve n'è di sano emerge dalle rovine.

Ezra Pound

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categoria:scrittura
domenica, 22 ottobre 2006

Scriver per fare letteratura, per gioco delle spirito, mi par cosa stranamente vana. Le parole non mi interessano, bensì le cose.

Luigi Pirandello

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categoria:scrittura
sabato, 21 ottobre 2006

Quando la vita è quella che è, il romanzo ha il dovere di essere quello che vuole.

Daniel Pennac

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categoria:scrittura
sabato, 21 ottobre 2006

Questo non è un romanzo da mettere da parte con leggerezza. Bisogna scagliarlo via con grande forza.

Dorothy Parker

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categoria:scrittura
sabato, 21 ottobre 2006

I buoni scrittori hanno in comune due cose: preferiscono l'essere capiti all'essere ammirati; e non scrivono per i lettori aguzzi e troppo sottili.

Friedrich Nietzsche

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categoria:scrittura
venerdì, 20 ottobre 2006

Di notte. Quasi vuota. Le luci del golfo. Di fronte, a guardare il mondo da Mergellina, le luci della costa vesuviana. A destra quelle della penisola sorrentina. Castel dell'Ovo spento come un buco nero. Il mare fermo, immagino. E la radio di sottofondo rende tutta la scena un po' americana, con degli Eagles dolciastri che sono partiti già da piazza Sannazaro.

Il lungomare, dunque. Ma prima ancora gli chalet vuoti, i tavolini fuori. I neon fermi e solidi come marmo. Scene alla Edward Hopper. Sì, un po' troppo Wenders. Devo sparigliare questa mano di tressette. Mi fermo a comprare dei taralli. Niente birra, però. Prenderò, ho preso, del Nero d'Avola dall'oste sotto casa. Tutto finisce a tarallucci e vino. Anche una giornata nervosa come questa che sto archiviando. 

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categoria:piaceri, napoletana
venerdì, 20 ottobre 2006

Già il fatto che un libro sia un romanzo non depone a suo favore, è un connotato lievemente losco, come i berretti dei ladruncoli, i molli feltri dei killers, gli impermeabili delle spie.

Giorgio Manganelli

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categoria:scrittura
venerdì, 20 ottobre 2006

La storia della società degli scrittori è la storia di una lunga servitù che attraversa i secoli.

Luigi Malerba

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categoria:scrittura
venerdì, 20 ottobre 2006

La critica della separatezza della letteratura implicava la critica di ogni separatezza, non già l'affermazione della separatezza della politica o della sua supremazia sulla letteratura.

Romano Luperini

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categoria:scrittura
giovedì, 19 ottobre 2006

Solo la filosofia è in grado di dimostrare che la letteratura è più profonda e la precede. Essa vi giace dentro.

Michel Serres

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categoria:scrittura
giovedì, 19 ottobre 2006

L'autore le cui opere sono morte, non è ancora nato.

Stanislaw Jerzy Lec

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categoria:scrittura
giovedì, 19 ottobre 2006

La perfezione è il peggior genere letterario che esista.

Paul Léautaud

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categoria:scrittura
mercoledì, 18 ottobre 2006

Tutto quello che era letteratura, mi è cascato di dosso. Non ci sono più libri da scrivere, grazie a Dio.

Henry Miller

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categoria:scrittura
mercoledì, 18 ottobre 2006

La caratteristica più diffusa fra gli scrittori sta proprio nel fatto che ognuno ha un suo modo particolare di nascondere ciò che non va.

Franz Kafka

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categoria:scrittura
mercoledì, 18 ottobre 2006

C'è chi crede d'esser un grande scrittore perché tutti lo leggono; e c'è chi crede d'esser un grande scrittore perché non lo legge nessuno.

Roberto Gervaso

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categoria:scrittura
martedì, 17 ottobre 2006
Questo è un post per sbloccare il blog.
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martedì, 17 ottobre 2006
Tra i popoli del Nordafrica censiti da Erodoto nelle sue "Storie" ce ne sono due che meritano di essere estratti dal suo rapido elenco. Sono popoli scomparsi. E uno era scomparso già ai tempi dello storico e viaggiatore greco.
I Nasamoni sono pastori che lasciano i propri greggi in riva al mare per andare a raccogliere datteri all'interno, cacciano cavallette che fanno seccare al sole e che, dopo averle ridotte in polvere, mangiano mescolate con il latte. Sono poligami e "quando uno dei Nasamoni prende moglie per la prima volta, è tradizione che, la prima notte, la sposa passi da uno all'altro fra tutti i convitati, unendosi ad essi: e ciascuno di quelli con cui s'è unita le dà in dono ciò che ha con sé e che ha portato da casa sua" (Libro IV, 172).
I Nasamoni occupano anche le terre di un popolo scomparso, un tempo con loro confinante, il popolo dei Psilli, che fecero una strana fine: andarono in guerra contro il vento del Sud e non fecero più ritorno. Racconta Erodoto: "Il vento del Sud, soffiando contro di loro, aveva inaridito le cisterne di acqua e tutto il paese, che si trova all'interno della Sirte, era riarso dalla siccità. Essi, allora, dopo aver ben deliberato in comune, mossero in guerra contro il vento del Sud (io dico, naturalmente, quello che raccontano i Libici), e quando furono nella regione delle sabbie il vento del Sud, che aveva ripreso a soffiare, li seppellì tutti" (Libro IV, 173). Andare in guerra contro il vento, a voler leggere con occhi contemporanei è una grande metafora dell'inutilità della guerra.
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categoria:letture
martedì, 17 ottobre 2006

Non c'è scrittore, per quanto ridicolo, che non sia stato giudicato eccellente da qualcuno.

Luc de Clapiers de Vauvenargues

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categoria:scrittura
martedì, 17 ottobre 2006

Perché devo morire mentre quella sgualdrina di Emma Bovary vive, e continuerà a vivere?

Gustave Flaubert

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categoria:scrittura
martedì, 17 ottobre 2006

Mi stavo chiedendo chi siamo noi. Noi riteniamo Amleto più vero del nostro portinaio. Ho diritto di giudicare costoro, io che vado in giro cercando Madame Bovary per farle una scenata?

Umberto Eco

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categoria:scrittura
lunedì, 16 ottobre 2006

Certi libri sembrano scritti non perché leggendoli si impari, ma perché si sappia che l'autore sapeva qualche cosa.

Johann Wolfgang Goethe

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categoria:scrittura
lunedì, 16 ottobre 2006

La letteratura non è mai l'espressione dell'epoca, ma il contrario, e, se vogliamo adoperare questa parola, la sua palinodia.

Alexandre Dumas

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categoria:scrittura
lunedì, 16 ottobre 2006

Parecchie qualità di codardia intellettuale si nascondono dietro le formule letterarie.

Joseph Conrad

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categoria:scrittura
domenica, 15 ottobre 2006
Volevo una commedia brillante e anche un po' glamour. Niente di impegnativo, neanche la raffinata intelligenza di "Scoop" di Woody Allen. Niente. Puro disimpegno. Sorrisi per battute semplici e ben azzeccate. Una storia con tutti gli stereotipi al posto giusto, ma con qualche variazioni che stupisce, con un happy end scontato ma non banale, cattivi che fanno i cattivi, ma hanno anche un crollo dal quale si riprendono per essere ancora più diabolici, le mille luci di New York, una Parigi fredda e sfavillante, ambizioni e speranze, perfidie e amore ai fast food, un cameo di Valentino e una Meryl Streep favolosa anche se recita al trenta per cento delle sue infinite possibilità. Tutto questo e molto altro, che ora a caldo non metto a fuoco, l'ho trovato in "Il diavolo veste Prada". Puro disimpegno ma di livello. Due ore che sfilano via e appagano. Quando ci vuole ci vuole.
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categoria:cinema
domenica, 15 ottobre 2006

Il successo di tanti libri si fonda sull'accordo fra la mediocrità delle idee dell'autore e la mediocrità delle idee del pubblico.

Nicholas de Chamfort

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categoria:scrittura
domenica, 15 ottobre 2006

Più i tempi si dilatano, più la letteratura si assottiglia. Ed è da pigmei che ci inabissiamo nell'Inaudito.

Emil Cioran

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categoria:scrittura
domenica, 15 ottobre 2006

Le parole sono morte, dieci su dodici sono inerti. Con loro siamo più morti della morte. E poi la letteratura conta poco davanti alla miseria che ci soffoca.

Louis-Ferdinand Céline

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categoria:scrittura
sabato, 14 ottobre 2006

La letteratura vive solo se si pone degli obiettivi smisurati, anche al di là d'ogni possibilità di realizzazione.

Italo Calvino

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categoria:scrittura
sabato, 14 ottobre 2006

Se in un uomo si esaurisce il gusto della letteratura, quell'uomo è perduto.

Bertold Brecht

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categoria:scrittura
sabato, 14 ottobre 2006

Letteratura. Ai nostri tempi, è spesso un mero esercizio della vanità degli autori, che si propongono solo di sorprendere.

Jorge Luis Borges

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categoria:scrittura
venerdì, 13 ottobre 2006

La nostra patria è un libro, un sogno azzurro in un mare di storie, una finzione svolta in lingue diverse. La nostra patria è una solitudine che depositiamo ogni mattina sulla soglia di una grande casa nella quale non abiteremo mai, perché il nostro posto è fissato in nessun luogo, il nostro territorio è dentro di noi.

Tahar Ben Jelloun

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categoria:scrittura
venerdì, 13 ottobre 2006

... la letteratura, avente una funzione mondana, non è compatibile con la spiritualità: una è tergiversazione, ornamento, velo, l'altra è immedesimazione, nudità: ecco perché non si può essere contemporaneamente santo e scrittore.

Roland Barthes

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categoria:scrittura
venerdì, 13 ottobre 2006

La letteratura si fa con le parole non con i sentimenti.

Giorgio Manganelli

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categoria:scrittura
giovedì, 12 ottobre 2006

Dopo il Nobel a Pamuk, andrebbero riscoperti tanti autori di quel paese, dove non c'è solo Pamuk.

Infatti non bisogna dimenticare Pokane, Pociucc, l'erotico Popuork e il graffiante Payat.

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categoria:puttanate
giovedì, 12 ottobre 2006
Premio Nobel per la letteratura al turco Orhan Pamuk.
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categoria:notizie
giovedì, 12 ottobre 2006

Lo scrittore che va in profondità rimane sempre a galla.

Stanislaw Jerzy Lec

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categoria:scrittura
giovedì, 12 ottobre 2006

La letteratura, per essenza prolissa, vive della pletora dei vocaboli, del cancro della parola.

Emil Cioran

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categoria:scrittura
giovedì, 12 ottobre 2006

Gli scrittori prendono ciò che è nostro e lo travestono per darci poi il piacere di ritrovarlo.

Luc Clapiers de Vauvenargues

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categoria:scrittura
mercoledì, 11 ottobre 2006

Non si può parlare di ciò che fa la letteratura se non facendo letteratura (...). La letteratura enuncia ciò che essa sola può enunciare. Quando il critico avrà detto tutto su un testo letterario, non avrà ancora detto niente, giacché la definizione stessa della letteratura implica che non se ne possa parlare.

Tzvetan Todorov

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categoria:scrittura
mercoledì, 11 ottobre 2006

Un romanzo è uno specchio che uno porta lungo la strada. Ora riflette l'azzurro dei cieli, ora il fango dei pantani. E voi accuserete d'immoralità l'uomo che porta lo specchio nella sua gerla? Il suo specchio mostra il fango, e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto il pantano, e più ancora l'ispettore stradale che lascia stagnare l'acqua e formarsi il pantano.

Stendhal

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categoria:scrittura
mercoledì, 11 ottobre 2006

La vita, o si vive o si scrive.

Luigi Pirandello

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categoria:scrittura
martedì, 10 ottobre 2006
Ebbene, sta ancora qua la maledetta mosca. O forse sono due, o anche tre, ma mosche solitarie. Ognuna ha la sua stanza, il suo territorio di caccia. La prima (ammesso che non sia sempre la stessa che mi segue come la nuvoletta di Fantozzi) è nel bagno, luogo adatto alla sua natura, ed è quella che si è fatta viva subito, questa mattina. La seconda, che credevo scappata o morta, alloggia sempre in camera da letto. Al mio risveglio non c'era. Ma quando, dopo il bagno, mi sono rimesso a letto per leggere qualche pagina di un nuovo giallo di Simenon ("Maigret e i testimoni recalcitranti" per la cronaca), è venuta fuori ronzante come un'ossessa, quella stronza. E si è scatenata proprio quando Maigret cominciava il suo primo succoso interrogatorio di Armand Lachaume, fratello della vittima. Ronza che ti ronza, ho dovuto interrompere.
E ora è qui, nello studio. Ammesso che non sia la terza sorella. Ma come si fa a distinguere una mosca dall'altra?
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categoria:nausea
martedì, 10 ottobre 2006

Finché c'è al mondo un bimbo che muore di fame, fare letteratura è immorale.

Giorgio Manganelli

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categoria:scrittura
martedì, 10 ottobre 2006

Non ogni opera crea un autore.

Stanislaw Jerzy Lec

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categoria:scrittura
martedì, 10 ottobre 2006

Il "talento" è il mezzo più sicuro per falsare tutto, per travisare le cose e ingannarsi su se stessi. L'esistenza vera appartiene soltanto a coloro che la natura non ha gravato di nessun dono. Perciò sarebbe difficile immaginare universo più falso dell'universo letterario o uomo più povero di realtà dell'uomo di lettere.

Emil Cioran

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categoria:scrittura
lunedì, 09 ottobre 2006
Sta ancora qui che ronza, cerca orecchie sulle quali poggiarsi. Ronza, la carogna. Sarà impazzita. Alloggia a casa mia da settimane e non contribuisce alle spese. Anzi è un vero parassita, 'sta mosca del sasiccio. E stamattina l'ha fatta grossa. Ma come, io torno quasi alle tre di notte dal Palamaggiò di Caserta per il concerto di Bruce Springsteen, dopo un'estenuante ma felice coda notturna a un semaforo prima di imboccare il casello dell'autostrada, dopo un panino al prosciutto e una birra pagata come un piatto di Vissani, dopo aver comprato ben tre t-shirt (la più bella va giusta giusta a mio figlio dodicenne), dopo le chiacchiere infinite nella notte campana, e che fa 'sta stronza di mosca? Si mette ad assalirmi già alle sette di mattina, quando potevo dormire fino alle dieci. Niente, non mi ha dato il canzo di riprendere il sonno, dopo che l'integerrima e stakanovista I. se n'è andata a lavorare che era ancora buio, e i bambini erano pure loro a letto, ché a scuola non li ho mandati, poveri. A., tra l'altro, era stata anche lei a godersi la vera notte bianca, springsteeniana e seegeriana, altro che house.
Sta ancora qua 'sta mosca, ma ancora per poco. Se non prende la via della finestra che ho spalancato, facendole annusare l'aria fresca e soleggiata di ottobre, la scamazzo e buonanotte.
E il concerto? Il Concerto? Non siete venuti? Peggio per voi. Non vi dico un cazzo.
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categoria:musica
lunedì, 09 ottobre 2006

La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé.

Oscar Wilde

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categoria:memoria
domenica, 08 ottobre 2006

Ma, quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, soli, più tenui ma più vividi, più immateriali, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, l'immenso edificio del ricordo.

Marcel Proust

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categoria:memoria
domenica, 08 ottobre 2006

La nostra è un'epoca in cui le tradizioni possono decadere, essere conservate in archivio e poi ripristinate.

Robert Schechner

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categoria:memoria
domenica, 08 ottobre 2006

Ciò che logora le nostre anime nel modo più rapido e peggiore possibile è: perdonare senza dimenticare.

Arthur Schnitzler

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categoria:memoria
sabato, 07 ottobre 2006

Sono in silente attesa del concerto di domani di Bruce Springsteen al Palamaggiò di Caserta. Zitto e muto. Vi devono bastare le citazioni che vi ammannisco. Zitto e muto. Concentrato.

Domani è il giorno.

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categoria:attese
sabato, 07 ottobre 2006

Pochi resistono alla tentazione di voltarsi indietro nel desiderio di restituire alle cose una durata che di per sé non hanno.

Luigi Pintor

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categoria:memoria
sabato, 07 ottobre 2006

I ricordi sono figli del caso, solo gli imbroglioni hanno la memoria in ordine.

Daniel Pennac

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categoria:memoria
sabato, 07 ottobre 2006

Lo stupore vero è fatto di memoria, non di novità.

Cesare Pavese

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categoria:memoria
venerdì, 06 ottobre 2006

L'unica prova è qui, dentro la mia testa, e io non sono affatto sicuro che ci sia, oltre a me, qualche altro essere umano che ricordi le stesse cose che ricordo io.

George Orwell

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categoria:memoria
venerdì, 06 ottobre 2006

La vita ci assale come una bestia cieca. Inghiotte il tempo, gli anni della nostra esistenza, passa come un tifone e non lascia nulla. Neppure la memoria, perché la memoria è fatta della stessa sostanza inafferrabile e fulminea con cui si generano i miraggi e poi scompaiono.

Alvaro Mutis

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categoria:memoria
venerdì, 06 ottobre 2006

C'è differenza tra l'aver dimenticato e non ricordare.

Alessandro Morandotti

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categoria:memoria
giovedì, 05 ottobre 2006
CHISTIAN DE BARTILLAT - ... La memoria scritta è una forza straordinaria. E' il tempo ritrovato. Scrivere è ritrovare il tempo.
HENRY MILLER - E' terribilmente vero, che la memoria è più viva di quanto lo sia la realtà. Ancora più forte, ed è una cosa curiosa.
C.B. - E' forse per questo che non si muore: perché la memoria è più forte della vita.
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categoria:memoria
giovedì, 05 ottobre 2006

Saper rivivere con piacere il passato è vivere due volte.

Marziale

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categoria:memoria
giovedì, 05 ottobre 2006

Ricordare è un modo di dissociarsi dai fatti come sono, un modo di "mediazione" che spezza per brevi momenti il potere onnipresente dei fatti dati. La memoria richiama il terrore e la speranza dei tempi passati. Entrambi tornano in vita, ma nella realtà il primo ricorre in forme sempre nuove mentre la seconda rimane speranza. E negli eventi personali che ricompaiono nella memoria dell'individuo si affermano le paure e le aspirazioni dell'umanità - l'universale nel particolare. Quel che la memoria conserva è storia.

Herbert Marcuse

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categoria:memoria
mercoledì, 04 ottobre 2006
Già da stamattina ogni tanto schizzechèava, na strettulella d'acqua, mo' sì e mo' no. Roba che non serviva neanche l'ombrello o in macchina stavi ad attivare o chiudere il tergicristallo una continuazione.
Poi la pioggia l'avevo dimenticata. Chiuso a lavorare. Eppure alle mie spalle c'è una finestra dalla quale, volendo, si vede il mare. Mi sono accorto che era piovuto tanto da bagnare bàsoli e marciapiedi solo sul tardi, quand'era ormai buio.
E tornando a casa, faceva così caldo che sono arrivato a casa sudato. Strani giorni, son strani giorni.
Poi, con la finestra aperta, mentre di sottofondo c'erano quei due minuti scarsi di "Miracolo nella tempesta", dalla "Cantata dei pastori", l'ennesima stretta d'acqua, più forte del solito, mi ha spinto ad affacciarmi e godermi una vrénzola di aria fresca. Miracolo della tempesta.
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categoria:sospensioni
mercoledì, 04 ottobre 2006

Vivere di ricordi s'addice alla vecchiaia, alle ore del riposo, quando è assolto il compito della giornata. Cominciare sin dalla giovinezza significa la morte.

Thomas Mann

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categoria:memoria
mercoledì, 04 ottobre 2006

Questa sorta di celibato logico... non verte tanto sulla disattivazione del senso quanto piuttosto sulla sua evocazione, attraverso lo spoglio del residuo, del detrito, di ciò che si credeva perso.

Valerio Magrelli

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categoria:memoria
mercoledì, 04 ottobre 2006

E il tempo continuerà a fuggire, e i nostri nomi si dimenticheranno - separatamente...

Pierre Loti

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categoria:memoria
martedì, 03 ottobre 2006

Chiunque tu sia, dopo aver letto questa storia cerca di dimenticarla perché nella dimenticanza e non nella memoria sarà la salvezza degli uomini. Troppe sono le storie del mondo e solo quelle che sopravviveranno alla volontà di dimenticarle saranno degne di essere ricordate. Le storie degne di sopravvivere hanno bisogno di spazio nella memoria e di leggerezza nella mente.

Luigi Malerba

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categoria:memoria
martedì, 03 ottobre 2006

I ricordi si interpretano come i sogni.

Leo Longanesi

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categoria:memoria
martedì, 03 ottobre 2006

Le cose che si dimenticano potrebbero ritornare.

Primo Levi

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categoria:memoria
lunedì, 02 ottobre 2006

Esercita l'arte della memoria. Ti servirà ogni tanto a ricordarti che vivi.

Stanislaw Jerzy Lec

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categoria:memoria
lunedì, 02 ottobre 2006

Perché mai dobbiamo avere abbastanza memoria per ricordare fin nei minimi particolari quello che ci è capitato e non per ricordare quante volte l'abbiamo raccontato alla stessa persona?

François de La Rochefoucauld

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categoria:memoria
lunedì, 02 ottobre 2006
So goodbay yellow brick road
where the dogs of society howl,
you can't plant me in hour penthouse,
i'm going back to my plough.
Elton John
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categoria:musica, memoria
domenica, 01 ottobre 2006
Non sono un moralista, ma certe volgarizzazioni patinate della politica, l'omologazione nel nome dell'apparire, di un infinito reality, di un Montecitorio dei famosi, mi sta sulle palle.
Solo oggi vedo la copertina di un nuovo settimanale, "First", allegato a "Panorama" di venerdì scorso. Ci sono, nerovestite e sedute spalla a spalla Giovanna Melandri e Stefania Prestigiacomo. E sorridono. Potrebbero anche essere due veline passatelle. L'impatto è quello. Ma allora se volete fare le sgallettate perché pretendete di essere ministri, perché non andate direttamente a condurre programmi tv trash, come Irene Pivetti? E allora perché ci dobbiamo indignare se una Carfagna entra alla Camera, se sono le parlamentari che si presumono serie a stare al gioco dei nani e delle ballerine?
E' meglio Rosy Bindi, allora. Se resuscitasse Nilde Iotti le prenderebbe a scopate in testa: sciò sciò ciucciué. Ma un po' di dignità, io dico. Dalla Prestigiacomo posso anche aspettarmelo. Ma perché la Melandri sta a questo gioco? Io voglio dei rappresentanti della sinistra seri, che fanno cose diverse da quelli della destra. Che non cercano di conquistare la simpatia di chi vota o voterebbe a destra, copiando i loro comportamenti. Altrimenti voto loro. Preferisco sempre gli originali, diffido dalle imitazioni.
E allora perché ci meravigliamo se la destra per criticare la Finanziaria usa parole che potrebbe usare qualcuno di Rifondazione? Invitano a scendere in piazza. La destra? I moderati? Non si capisce nulla, in questa notte in cui tutte le vacche sono nere. Vacche? Magari.
E poi hanno il coraggio di fare manifesti populisti e massimalisti come quello di "Anche i ricchi piangano". Ma piangessero loro che sicuramente guadagnano più di 74mila euro all'anno. Piangessero, e piangeserso anche di vergogna. Perché, e lo diceva Marx, Karl, non Groucho sui quali invece mi sembrano preparatissimi, diceva Marx che la vergogna è un sentimento rivoluzionario.
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categoria:nausea
domenica, 01 ottobre 2006
Sono stato svegliato da una mosca, stamattina. Era così ronzante e insistente che nel dormiveglia ero convinto che fosse una zanzara. Una zanzara con strane abitudini mattutine, mi dicevo mentro mi arravùgliavo nelle lenzuola, lasciando fuori appena il naso. Non avrai il mio sangue, maledetto insetto. Non volevo passare il mio tempo a grattarmi e a veder crescere un ponfo rosa sul braccio o su un orecchio. Mi sono alzato e mi sono seduto al desk, per smanettare sul Mac, ma la sentivo ancora ronzare nell'aria. 'Sta zanzara mi perseguita. E' che cazzo, è il primo ottobre stanno ancora a vampirizzarci 'ste bestie volanti? Quando, dopo qualche minuto, l'ho raccontato a I., che è più perspicace di me, mi ha risposto che si trattava di una mosca e non di una zanzara. Una mosca? Peggio ancora. Insetti aggressivi, zanzare tigre e mosche pantere. Le mutazioni zoologiche sono in continua evoluzione. Poi ho ricordato che era il primo ottobre, mese di tini e di botti, di vendemmie e di produzione di vino. E' il mese in cui la mosca dà il meglio e il peggio di sé. Stanno morendo, la loro breve stagione è finita e sono in pieno baccanale. Sono ubriache. Che morte, però.
Ma il moto di invidia è svanito sotto la pressione di una nuova domanda: ma come cazzo fa una mosca di città, di una città come Napoli, a impazzire per l'aria di vendemmia? Sarà la vigna sotto la Certosa. Ma è lontano da casa mia. Sarà molto più probabile che la mosca, mi abbia scambiato per una vite di aglianico, dopo la mezza bottiglia che mi sono scolato ieri sera da Umberto per mandar giù una mezza pizza, un cus-cus con melanzane e polipetto, una mezza porzione di parmigiana di melanzana e un assaggio della zuppetta di calamari e cozze, con tocchetti di polenta che aveva ordinato I., sorbetto ai fichidindia e un grappino per mettere il sigillo. Sapevo già che non avrei sbordelliàto per la Notte Bianca, ma rischiavo di passare una notte in bianco. E l'aglianico è meglio di qualsiasi tisana. Ti sana.
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categoria:piaceri, sospensioni
domenica, 01 ottobre 2006

"Com'è che se un uomo medita su un argomento che non conosce inclina il capo in avanti, mentre se pensa ad una cosa che ha saputo e dimenticato, alza la testa?". Risposi: "Quando un uomo medita su una cosa che non conosce, deve portare a contatto il suo potere ragionante, che risiede nella secca centrale del cervello, col potere immaginativo, che risiede nella prima sacca, dietro la fronte. Ma quando un uomo medita su un argomento che ha saputo ed ha dimenticato, deve portare a contatto il suo potere ragionante col suo potere ricordante, che risiede nella sacca posteriore, che si trova nella parte dietro il collo; e quando il potere ragionante e il potere ricordante sono riunite, si ricorda. Questo segreto è ignoto a molti medici che credono di essere sapienti ed intelligenti".

Ibn Zabara

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categoria:memoria
domenica, 01 ottobre 2006

Io mi ricordo significa: penetro nel mio interno, ricordo "me", traggo me fuori della semplice immagine e pongo me in me.

Friedrich Hegel

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categoria:memoria
domenica, 01 ottobre 2006

Le cose che più delle altre si dovrebbero dimenticare sono quelle che si ricordano di più.

Baltasar Graciàn

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categoria:memoria