In questo consiste l'essenza del provincialismo: arrivare alle mode fuori tempo massimo.
Roberto Alajmo
Quando vado in giro per Napoli, più in periferia che in centro, mi sconcerta la nostra incapacità a vergognarci dello stato ambientale in cui viviamo. Troppa parte di Napoli è brutta, 'nzevata, lurida, in questi giorni è piena di monnezza. Credo che ci vorrebbe una rivoluzione estetica. E non lo dico per fare il verso a Sgarbi, che, nonostante tutto, di bellezza ne capisce assai, lo dico perché mi vergogno di vivere in questo squallore.
Hai voglia a fare la cartolina, quella la vendi ai turisti. Noi che qui ci campiano, a Napoli, sappiamo quanto è brutta, oltre che violenta (come tutte le metropoli, è vero) e incasinata (come quasi tutte le metropoli, è vero questo pure). La vergogna è un sentimento rivoluzionario, diceva Marx. E' per questo che a Napoli non si sono mai fatte rivoluzioni. Quella di Masaniello fu una rivolta di capopolo. Quella del 1799 fu un epifenomeno di quella francese, più che altro una forma di collaborazionismo degli aristocratici illuminati con le truppe di occupazione francesi. La maggioranza dei napoletani non si vergogna. Vive nel mito del sole e del mare e nel fatalismo del potere cieco e ladro. Chiacchiere.
Non c'è vergogna. Ecco il guaio. Quando ho letto "Napoli ad occhio nudo", il libello della seconda metà dell'Ottocento, scritto dal toscano Renato Fucini, più di tutte le sue ripugnanze mi colpì un episodio che lo scrittore racconta. Ora a caldo non ricordo più se la scena fosse alle Rampe Brancaccio (zona allora più popolare di quanto sia rimasta a tutt'oggi), ma poca importa. Insomma, Fucini va a vedere come vivono dei veri e propri cavernicoli nel centro di Napoli. Tutta la città è piena di grotte. E' la Napoli sotterranea, che nell'ultima guerra mondiale ha fatto da ricovero durante i bombardamenti. Nelle caverne delle Rampe Brancaccio vivevano stabilmente, in quegli anni, molte famiglie. Erano case vere e proprie. Fucini le va a visitare con una supponenza da filantropo che non ama la puzza del popolo. Attorno a lui, al signore del Nord, si aggruppano, schiamazzanti e vaiasse, le donne e i bambini delle grotte. Fucini descrive la loro allegria. Diremmo noi: è sottoproletariato, sono lazzari, felici pure e inconsapevoli, senza vergogna della loro condizione, perché non ne conoscono altre e seppure le conoscessero non saprebbero che farsene. Le donne mostravano allo scrittore gli antri tufacei dove vivevano come se si trattasse di stanze di Palazzo Reale. E ridevano. Mentre visita queste spelonche, Fucini vede, seduto in un angolo della grotta un uomo, un giovane, vestito con abiti modesti, ma puliti. L'uomo si copre il viso con le mani: non vuole farsi vedere, riconoscere. Le donne spiegano che è un impiegato senza casa e passano oltre. Ma Fucini è colpito da quest'uomo che si vergogna della sua condizione. Non si ribella ancora, ma sa che in quelle condizioni sta perdendo la propria dignità. Quando ce ne accorgeremo anche noi, costretti a vivere in questo centro merdoso del Mediterraneo, quando ci accorgeremo che immersi in questo letamaio di vaiasse ignoranti, petulanti e catodizzate, stiamo perdendo la nostra dignità?
Se un uomo non è disponibile a correre qualche rischio per le proprie idee, o le sue idee non valgano nulla o è lui che non vale nulla.
Ezra Pound
Tutte le idee si equivalgono. Perché tutte le affermazioni e le prese di posizione hanno uguale valore, possono strofinarsi l'una contro l'altro, incrociarsi, accarezzarsi, confondersi, palpeggiarsi, pomiciare, copulare.
Milan Kundera
Quante idee può contenere un cervello? Se è grande, una sola; se è piccolo, molte. Intorno a una sola idea può nascere un'opera letteraria, un teatro, una civiltà.
Eduardo De Filippo
Niente è più pericoloso di una idea quando si ha una idea sola.
Alain
Un'idea: averla!
Stanislaw Jerzy Lec
Vorrei essere felice. Più della fatica di continuare a scavare nel fondo del fiume, mi attira il pugno di sabbia dorata che ho trovato. Vorrei che tutte le persone che amo fossero più felici di quanto non siano.
Banana Yoshimoto
La felicità è inspiegabile, è come un'acqua calma che sale dentro, muovendosi lenta, con un ritmo simile al battito del cuore.
Simona Vinci
Sono una specie di paranoico alla rovescia. Ho il sospetto che tutti stiano complottando per farmi felice.
Jerome David Salinger
Compresi anche ciò che c'è di tragico nella felicità, cioè che non può essere mai innocente.
Emmanuel Roblès
Non c'è mica solo la felicità nella vita, c'è la vita!
Daniel Pennac
È sempre una cosa sola quella per cui la felicità diventa felicità: il poter dimenticare è, con espressione più dotta, la capacità di sentire, mentre essa dura, in modo non storico.
Friedrich Nietzsche
È molto pericoloso discorrere di una felicità che non ha bisogno di parole.
Yukio Mishima
La felicità non è descrivibile, forse è un sentimento troppo volatile e precario per diventare oggetto di rappresentazione.
Luigi Malerba
Nessuno è contento del proprio stato, perché nessuno stato è felice.
Giacomo Leopardi
In questi giorni elettorali sono portato a riflettere anch'io sulla politica. Ma sono riflessioni di risulta, fatte un po' per inerzia e con un pizzico di indolenza (incendiaria, sempre incendiaria, come dice il poeta). Sono riflessioni di sponda e non spontanee. Nascono dall'insofferenza a leggere e a vedere e a sentire chiacchiere, soprattutto dei più giovani che definire qualunquisti è quasi fargli un complimento, ché in troppi neanche sanno che cosa significa qualunquista e manco si offendono se li marchi con una definizione che qualche anno fa faceva scattare tutte le molle dell'incazzatura. Chi qualunquista, io? Ma mo' te scommo 'e sanghe.
Be', in queste giornate (e da molti anni, perlomeno dalla discesa in campo del Cavaliere nero), qualunquista è un termine sconosciuto e un atteggiamento diffusissimo. Qualunquista è la maggioranza degli italiani, in un modo molto molto inconsapevole. Gli effetti dell'impolitica, nella quale un magliaro arricchito com'è il signor Banana è un maestro, si fanno vedere e sentire come una peste che sta guastando tutto e dove diventa sempre più difficile separare il bene dal male.
Ebbene, tra destra e sinistra esiste una differenza di fondo che viene da molto lontano, dalla nascita del pensiero moderno, e che, per semplificare, si è cristallizzata con la rivoluzione francese. L'Ottocento e il Novecento sono stati secoli dove comunismo e fascismo si sono scontrati non solo nella politica, ma anche nelle coscienze private. La convinzione che siano due opposti estremismi è una favola diffusa nei decenni democristiani, per governare. Chi se lo ricorda più Amintore Fanfani? Devi avere più di quarant'anni sennò per te ha lo stesso significato di Depretis o Crispi. Non divaghiamo. In poche parole, il comunismo ha sempre propugnato il bene universale, la solidarietà, l'uguaglianza nell'appagamento dei bisogni. E' quasi una sorta di cristianesimo ateo (con tutti i difetti di un pensiero unico, quasi religioso, anzi peggio che religioso), è l'evoluzione dell'umanesimo portata alle estreme conseguenze. Sto andando per grossolane semplificazioni, ma il nocciolo è questo. Il fascismo propugna l'homo homini lupus, la lotta darwiniana del più forte o del più furbo, il leone e la volpe destinati, in un'interpretazione riduttiva del pensiero di Machiavelli, a governare il mondo. Da Cesare Borgia a Adolf Hitler, passando per Benito Mussolini, la strada è questa. Distruggere l'avversario con ogni mezzo, anche con il genocidio, in una sorta mal digerito neopaganesimo nicciano. Il fascista è individualista e considera i rapporti tra gli uomini in modo diseguale: c'è un capo e ci sono dei seguaci, delle pecore aduse a obbedire.
Ora, mi dico, come si fa a considerare destra e sinistra allo stesso modo? La panna montata e irrancidita del liberalismo che ha conquistato i palati di tutti, da Veltroni a Fini, spinge a buttare alle ortiche qualsiasi rivendicazione di identità. Tutti liberali. Che lo possano diventare degli ex-comunisti mi sembra abbastanza plausibile. Il comunismo è nato come libertà, liberazione del proletariato dalle catene della borghesia. Ma che un fascista diventi liberale, veramente liberale, mi sembra impossibile. Un fascista, ex e non, che entra in una Casa che si dice delle libertà mi sembra una contraddizione in termini. Che c'entra la nipote del Duce con la libertà? Per capire come si viveva nel Ventennio basta parlare con un nonno che non sia ancora completamente rincoglionito e che non scambi la propria giovinezza con la felicità universale.
L'equiparazione tra comunismo e fascismo nasce dall'applicazione che si è fatta del comunismo nei paesi del cosiddetto socialismo reale, quel sistema orribile di tirannia rossa che è crollato alla fine degli anni Ottanta e che già dagli anni Cinquanta molti uomini di sinistra criticavano come una chiara distruzione degli ideali marxisti. I regimi sovietici sono stati in alcune fasi più fascisti dei regimi fascisti. Ma ciò non toglie che la differenza degli ideali di partenza è netta e inconfondibile. Potremmo cavarcela tirando in ballo l'eterogenesi dei fini, ma possono dire, con maggiore semplicità, che la Storia non aiuta la Filosofia. E che i filosofi al potere spesso si trasformano in dittatori, già dai tempi di Platone.
Il resto è propaganda, spot che hanno gli stessi sistemi linguistici e psicologici, sia quando devono farti comprare un'auto sia quando devono farti mettere una scheda nell'urna.
Ad alcuni per essere felici manca davvero soltanto la felicità.
Stanislaw Jerzy Lec
L'uomo è così abituato a non essere felice, e così persuaso che qualsiasi bene deve necessariamente ottenersi a prezzo di mille angustie, che una faccenda di agevole realizzazione gli diventa sospetta.
Jean de La Bruyère
La felicità è fatta da sventure evitate.
Alphonse Karr
La mia sola felicità sta nel fatto che nessuno sa dove sono.
Franz Kafka
La felicità più grave, più solenne che io conosca è l'intimità con un essere il cui corpo e il cui volto mi sono d'improvviso intimamente accessibili.
Marcel Jouhandeau
Ci si accontenta sempre più facilmente. Un giorno, ci si accontenta di tutto. E si crede di aver trovato la felicità.
Jean-Claude Izzo
In fondo è stupido parlare di felicità e infelicità; io ho la sensazione di rimpiangere più i giorni infelici della mia vita che quelli felici.
Hermann Hesse
Più vedo il mondo, meno riesco a sperare che l'umanità possa mai diventare un'unica massa saggia, intelligente, felice.
Johann Wolfgang Goethe
La felicità non m'abbaglia, la sua vampa mi sbigottisce.
Théophile Gautier
L'uomo è infelice, perché non sa di essere infelice.
Fedor Dostoevskij
La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta.
Confucio
Io vengo da un paese che, non avendo conosciuto la felicità, ha prodotto un solo psicoanalista.
Emil Cioran
Capita a volte di sentirsi per un minuto felice. Non fatevi cogliere dal panico: è questione di un attimo e passa.
Gesualdo Bufalino
La cosa da ricordare è che ogni periodo della vita ha la sua felicità mentre quando siete morti è difficile trovare l'interruttore della luce.
Woody Allen
Sceglieremo di essere onesti o felici?
Vittorio Gassman in "C'eravamo tanto amati" di Ettore Scola
da www.repubblica.it
BERGAMO - Facevano l'amore in macchina mentre viaggiavano, lungo la provinciale, ad alta velocità. Se ne sono accorti i vigili urbani di Cologno al Serio, in provincia di Bergamo, quando hanno notato una Fiat Punto che procedeva a zigzag in mezzo alla strada invadendo continuamente la corsia opposta. Ma non potevano mai immaginare di imbattersi in un'arzilla coppia attempata: 59 anni lei, 70 lui.
Gli agenti, bloccata l'auto, si sono trovati davanti i due anziani amanti (perché la signora non era la moglie dell'automobilista, che in quel momento invece era ignara nella loro casa di Seriate) mezzi nudi.
Dopo un primo momento di imbarazzo, gli agenti hanno fatto rivestire la coppia e hanno anche scoperto, grazie al test dell'etilometro, che l'uomo era ubriaco con valori di tre volte superiori alla media.
Il focoso signore è stato denunciato a piede libero per guida in stato di ebrezza, gli è stata ritirata la patente ed è stato spedito a casa a inventarsi una scusa per la moglie.
Verso mattina Zarathustra sorrise al suo cuore e disse motteggiando: "La felicità mi corre dietro. Ciò avviene, perché io non corro dietro alle femmine. Ma la felicità è femmina".
Friedrich Nietzsche
Peccato che non si possa trovare la felicità sulla strada che vi conduce.
Stanislaw Jerzy Lec
Felicità è anche non accorgersi che in realtà si è soli.
Banana Yoshimoto
E la felicità ama la farsa, è la sua maniera di essere discreta. Siamo felici, d'accordo, niente proselitismo, spazio alla burla gratuita.
Daniel Pennac
La formula della mia felicità: un sì, un no, una linea retta, una meta.
Friedrich Nietzsche
Quando ti metti a saltare di gioia, bada che qualcuno non ti tolga la terra da sotto i piedi.
Stanislaw Jerzy Lec
La felicità è come la selvaggina: mirandola troppo da lontano non la si coglie.
Alphonse Karr
Tutto cambia, finanche il nostro modo di vedere, quasi che gli sguardi, raggomitolati su se stessi, disponessero di un universo distinto da quello della materia. In realtà, questo mondo esula dal campo delle nostre percezioni e non è perpetuato dalla nostra memoria. Volti a ciò che non sopporta la parola né vuole accondiscendervi, ci abbandoniamo ad una felicità senza attributi, a un fremito senza aggettivi. Ci appisoliamo in Dio.
Emil Cioran
Due infelicità, sommate, possono fare una felicità.
Gesualdo Bufalino
La vera tragedia dei poveri è che non possono permettersi altro lusso che il sacrificio.
Oscar Wilde
Faccio compassione anche ai topi. Quando guardo nei cassonetti mi danno la precedenza.
Bernardo Quaranta
È difficile essere poveri e non sentirne nessun risentimento.
Ezra Pound
Al povero va sempre male.
Ovidio
Lo sapevo che finiva così: mi sono incartato con i libri. A parte che nelle montagne di carta rilegata che ho a casa non riesco più a trovare niente, è che mi sento assediato da tutte queste voci che mi chiamano: leggimi, leggimi. Mi viene solo voglia di mandarle a fare in culo 'ste voci del tormento, tutte 'mparanza. E mi sono incartato nelle letture. A parte Erodoto che aspetta tranquillo, con la pazienza degli antichi, sulla pila del comodino, che io mi decida a lasciare l'Egitto e addentrarmi avidamente nelle sue Storie, a parte Erodoto sto leggendo contemporaneamente ben sei libri. Non mi succedeva da tempo. Non tutti mi convincono, ma devo finirli. Uno per uno. "Stanza 411" di Simona Vinci mi sta piacendo: è quello che ho cominciato per ultimo. Poche pagine, quindi. Poi mi mancano una cinquantina di pagine di un'antologia di giovani napoletani, "La città difficile": c'è qualcosa, ma sono prove e per me è tempo sprecato. Ho messo mano anche a "Naufragi" di Alvar Nunez Cabeza de Vaca, un viaggiatore-conquistatore del Cinquecento, Bell'avventuta che, per quanto ne so, finirà quasi come un romanzo di Castaneda. L'avevo da anni. L'ho cominciato perché ho letto un libricino dell'Adelphi che riprendeva, sintetizzandolo, l'antico resoconto. Ho lasciato a pagina 180 le "Finestre di Manhattan" di Antonio Munoz Molina. Mi dispiace, perché è un libro molto bello. Incuriosito dal marketing, ho cominciato "Palazzo Yacoubian" di 'Ala al-Aswani. Storie cairote intrecciate: se non lo leggo subito dimentico pure quel poco che ho letto. E per completare il quadro incasinato c'è "The game" di Neil Strauss, la bibbia dell'artista del rimorchio. Mi avevano detto che non era la solita americanata. Sono più di 400 pagine. Dopo quasi 70 ho scoperto che è molto vicino alla boiata. E in tutto questo vorrei leggere il nuovo romanzo di Tahar Ben Jelloun, "Mia madre, la mia bambina", del quale so molto e già ho letto varie recensioni; "Cima delle nobildonne", il secondo romanzo di Stefano D'Arrigo, finalmente riedito; e per non farmi mancare nulla, anche "Un paradiso abitato da diavoli" di Benedetto Croce. Aiuto. Ho bisogno di una settimana di ferie.
C'è qualcosa più giù della povertà: il tentativo non riuscito di sembrar ricco.
Alphonse Karr
Esser poveri è il meno. E' l'esser conosciuti come poveri che fa male. Non è il freddo che fa correre tanto in fretta un uomo senza cappotto.
Jerome K. Jerome
La miseria è una malattia. Inutile ammirarla, parlarne, ed è pericoloso volerla curare. Stare lontani dal contagio è tutto quanto una persona saggia deve fare.
Ennio Flaiano
La miseria, quando è miseria davvero, la intendono tutti: anche i ragazzi.
Carlo Collodi
Coloro che guardano alla miseria con indifferenza sono i più miserabili.
Paulo Coelho
Non è vero che per i poveri il futuro non esiste: solo che non ci credono, lo considerano un nemico, e adattano di conseguenza il loro modo di comportarsi e la loro filosofia di vita.
Thomas Belmonte
Il ridicolo è preferibile alla povertà.
François de Choisy
Solo i poveri conoscono il significato della vita; chi ha soldi e sicurezza può soltanto tirare a indovinare.
Charles Bukowski
I poveri esitano a programmare il futuro perché sono duramente costretti a rimanere a galla nel presente e non certo per la cultura del carpe diem.
Thomas Belmonte
Il fare che alcuno nasca povero e privo di lettere non è segno di disamore, né di durezza nel Creatore, ma piuttosto di alta paterna sollecitudine e provvidenza. E come il medico ad alcuni infermi leva il vino, ad altri le carni, e ad altri vieta l'uso di varie cose, secondoché egli vede esser loro più giovevole; così Iddio prevedendo le male nostre inclinazioni ci tiene scarsi di alcune cose ad oggetto di meglio sanarci e farci bene.
Dalla Lettera pastorale del 1720
Il ricco è solo. I poveri so' ttanti. Se fanno compagnia.
Dal film "C'eravamo tanto amati" di Ettore Scola
Il mondo reale è quello delle famiglie povere. Esse vivono ai livelli più infimi della realtà quotidiana. La rabbia è violenza. L'amore è contatto. Il cibo è sicurezza. Il denaro è sangue.
Thomas Belmonte
Esiste un'unica classe di persone che pensa al denaro più dei ricchi: i poveri. I poveri non riescono a pensare ad altro.
Oscar Wilde
Anche il più miserabile mendicante vuol avere qualcuno da respingere e maltrattare ingiustamente, l'uomo che domanda il pane vuol avere anche lui il suo obbediente parassita, perciò ci sono tanti cani.
Alphonse Karr
Ma i poveri non sono, ahimé, "estranei" all'incivilimento borghese. Scambiano con la sua moneta e ne accettano le condizioni come servi o imbroglioni.
Thomas Belmonte
Dio c'è. Se c'è la fica, c'è.
Cesare Zavattini
Dio si precipita in ogni anima per amare e ammirare attraverso lei la bellezza sensibile della propria creazione.
Simone Weil
Noi dobbiamo essere egualmente virtuosi su un caos ordinato o su un caos creato dal nulla.
Voltaire
Dopo l'atterraggio, pista bagnata, nel piccolo aereo s'è sentita la voce di Bruce Springsteen, "Streets of Philadelphia". Era Napoli e dall'alto m'era sembrata, dopo dieci giorni, una città inquieta, più del solito, ma fredda, riconoscibile dai castelli, dalle architetture di Kenzo Tange, dal mare e dalle navi al largo in un'acqua chiara d'acciaio, come in un insolito romanzo scandinavo di Alvaro Mutis. O forse era solo il porto di Toledo della Ortese, pellerossa e barocco. Poi, le lunghe code di via Marina. Sono a casa. E a largo Ferrandina è planato un enorme gabbiano, solitario. Sbatteva le ali per frenare e si è appoggiato sui cassonetti dell'immondizia, accanto alla Tito Livio. Piovigginava. C'era poca gente. La sua presenza candida e incongrua ne ha svelato la vera natura di animale spazzarifiuti. Si guardava attorno, un gabbiano sulla monnezza.
Michele Zarrillo canta alla tv, l'alfabeto degli amanti, l'assemblea delle stelle. Aridatème Panella. Anche in salsa Oxa. La Venier fa la solita caciara. E' la post-fine. Dopo la fine. Da questo teatro con un nome da elettrodomestico, questo cinema di una città senile, va in onda un processo a se stessi. Senza colpevoli (tutti si credono assolti, ma sono lo stesso coinvolti), senza imputati, senza giudici. Tutti a dare lezioni. Bettarini, l'ex signor Ventura, fa l'opinion leader, con domande ascoltate centinaia di volte. Anna Tatangelo, guagliuncella di Sora, con un look più giovanile non fa la futura pruvàsa che è, come ha provato a fare, interpretando la minigonna, con le inquadratura arrapate di Beldì, di sabato sera. Ha di nuovo la frangetta alla Thurman. Non è una ciliegia. Quanti guai fa Gigi D'Alessio. Ora i giornaletti gossippari la danno come fidanzata di Alex Britti, l'ex garzone di chianchére, ora bluesman de Roma. Essere una donna è essere molto di più. La sua canzone però già la fischiettano tutto. Sanremo è questo. Per quanto riguarda i napoletani che Dio ce ne Scampia e liberi. Per tacere di Povia con il suo inno anti-Pacs.
E' arrivata Dolcenera. Voglio tornare a casa. A Napoli. Luntano 'a Napule nun se po stà.
Fu il timore quello che primo nel mondo creò gli dei.
Stazio
Io non nomino mai Dio invano, lo faccio sempre con uno scopo preciso.
Maurizio Sangalli
Aspetto Dio con ghiotta avidità.
Arthur Rimbaud
Degli anticristi è l'ora! Cristo è rimorto!
Emilio Praga
Dio è un eterno stato di mente.
Ezra Pound
Dobbiamo dire che il potere di Dio ha un limite e non dobbiamo, con il pretesto di onorare Dio, annullare questa limitazione. Poiché, se il potere di Dio fosse infinito, ne conseguirebbe inevitabilmente che esso non conoscerebbe se stesso; l'infinito, infatti, è per natura incomprensibile.
Origene
Colui che può negare Dio davanti a una notte stellata, davanti alla sepoltura de' suoi cari, davanti al martirio, è grandemente infelice o grandemente colpevole.
Giuseppe Mazzini
L'uomo è soltanto un errore di Dio? Oppure Dio è soltanto un errore dell'uomo?
Friedrich Nietzsche
Grandi schermi per raccontare il vuoto. Ci vorrebbe un'abbondante iniezione di postmodernismo e di contemporaneità. Schizzare tutto, come per rifare Pollock, scomporre le facce come Bacon. Fermare i suoni, ridurni a fumetti di Haring. Una visione che diventa poltiglia. E' tutto meglio di questa intronata routine. E' sogno e incubo. E' l'informe.
Non credo che Dio mi si manifesti solo se rimango seduto immobile per cinque ore, o se sono capace di respirare in modo naturale da una sola narice.
Fernando Pessoa
Credete voi che il buon Dio sia cattolico?
Georg Christoph Lichtenberg
L'homme, qui passait, s'arrete devant le Créateur méconuu; et, aux applaudissement du morpion et de la vipère, fienta, pendant tres jours, sur son visage auguste.
Isidore Ducasse de Latréamont
Non chiedere a Dio la strada per il cielo, ti indicherà la più difficile.
Stanislaw Jerzy Lec
Nel mondo le cose vanno così: gli uomini si fabbricano gli dèi e venerano le loro creazioni. Sarebbe invece opportuno che gli dèi venerassero gli uomini.
Vangelo di Filippo
Chi non ha più desideri, non ha più nemmeno esseri soprannaturali.
Ludwig Feuerbach
Dio cova sull'abisso e chioccia ogni mille miliardi di anni o giù di lì.
Philip José Farmer