venerdì, 31 marzo 2006
Sarà, forse, che negli ultimi mesi mi sembra di lavorare in un call center con gente che mi chiama in continuazione al lavoro, a casa, sul telefonino per trovare pezze d'appoggio al proprio narcisismo, sarà per questo che sto notando come sia cambiato il rapporto non solo con il telefono stesso, ma anche con l'interlocutore. Ricevo telefonate di gente che si presenta con un "ciao, devo dirti una cosa", oppure "sono Maria" o "sono Luigi" (dico per esempio), come se io conoscessi una sola Maria o un solo Luigi, o che la sua voce fosse inconfondibile e quella di Sinatra un paradigma dell'anonimato. Ma che cazzo vi costa dire il vostro nome e cognome? Come faccio io.
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categoria:nausea
venerdì, 31 marzo 2006

In questo consiste l'essenza del provincialismo: arrivare alle mode fuori tempo massimo.

Roberto Alajmo

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categoria:citazioni
giovedì, 30 marzo 2006

Quando vado in giro per Napoli, più in periferia che in centro, mi sconcerta la nostra incapacità a vergognarci dello stato ambientale in cui viviamo. Troppa parte di Napoli è brutta, 'nzevata, lurida, in questi giorni è piena di monnezza. Credo che ci vorrebbe una rivoluzione estetica. E non lo dico per fare il verso a Sgarbi, che, nonostante tutto, di bellezza ne capisce assai, lo dico perché mi vergogno di vivere in questo squallore.

Hai voglia a fare la cartolina, quella la vendi ai turisti. Noi che qui ci campiano, a Napoli, sappiamo quanto è brutta, oltre che violenta (come tutte le metropoli, è vero) e incasinata (come quasi tutte le metropoli, è vero questo pure). La vergogna è un sentimento rivoluzionario, diceva Marx. E' per questo che a Napoli non si sono mai fatte rivoluzioni. Quella di Masaniello fu una rivolta di capopolo. Quella del 1799 fu un epifenomeno di quella francese, più che altro una forma di collaborazionismo degli aristocratici illuminati con le truppe di occupazione francesi. La maggioranza dei napoletani non si vergogna. Vive nel mito del sole e del mare e nel fatalismo del potere cieco e ladro. Chiacchiere.

Non c'è vergogna. Ecco il guaio. Quando ho letto "Napoli ad occhio nudo", il libello della seconda metà dell'Ottocento, scritto dal toscano Renato Fucini, più di tutte le sue ripugnanze mi colpì un episodio che lo scrittore racconta. Ora a caldo non ricordo più se la scena fosse alle Rampe Brancaccio (zona allora più popolare di quanto sia rimasta a tutt'oggi), ma poca importa. Insomma, Fucini va a vedere come vivono dei veri e propri cavernicoli nel centro di Napoli. Tutta la città è piena di grotte. E' la Napoli sotterranea, che nell'ultima guerra mondiale ha fatto da ricovero durante i bombardamenti. Nelle caverne delle Rampe Brancaccio vivevano stabilmente, in quegli anni, molte famiglie. Erano case vere e proprie. Fucini le va a visitare con una supponenza da filantropo che non ama la puzza del popolo. Attorno a lui, al signore del Nord, si aggruppano, schiamazzanti e vaiasse, le donne e i bambini delle grotte. Fucini descrive la loro allegria. Diremmo noi: è sottoproletariato, sono lazzari, felici pure e inconsapevoli, senza vergogna della loro condizione, perché non ne conoscono altre e seppure le conoscessero non saprebbero che farsene. Le donne mostravano allo scrittore gli antri tufacei dove vivevano come se si trattasse di stanze di Palazzo Reale. E ridevano. Mentre visita queste spelonche, Fucini vede, seduto in un angolo della grotta un uomo, un giovane, vestito con abiti modesti, ma puliti. L'uomo si copre il viso con le mani: non vuole farsi vedere, riconoscere. Le donne spiegano che è un impiegato senza casa e passano oltre. Ma Fucini è colpito da quest'uomo che si vergogna della sua condizione. Non si ribella ancora, ma sa che in quelle condizioni sta perdendo la propria dignità. Quando ce ne accorgeremo anche noi, costretti a vivere in questo centro merdoso del Mediterraneo, quando ci accorgeremo che immersi in questo letamaio di vaiasse ignoranti, petulanti e catodizzate, stiamo perdendo la nostra dignità?

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categoria:nausea, napoletana
giovedì, 30 marzo 2006

Se un uomo non è disponibile a correre qualche rischio per le proprie idee, o le sue idee non valgano nulla o è lui che non vale nulla.

Ezra Pound

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categoria:citazioni
mercoledì, 29 marzo 2006
Ieri sera ho fatto rottamare la vecchia Ford. Ora sono senza auto e con un posto-macchina. Più libero, ma mi sento un po' handicappato. Dopo vent'anni di vita motorizzata. Prima di trovare un'occasione per comprarne un'altra, vogliamo provare a vivere senza. Una prova.
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categoria:nostalgia
mercoledì, 29 marzo 2006
XI comandamento: "Non desiderare l'idea altrui".
Stanislaw Jerzy Lec
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categoria:citazioni
martedì, 28 marzo 2006

Tutte le idee si equivalgono. Perché tutte le affermazioni e le prese di posizione hanno uguale valore, possono strofinarsi l'una contro l'altro, incrociarsi, accarezzarsi, confondersi, palpeggiarsi, pomiciare, copulare.

Milan Kundera

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categoria:citazioni
lunedì, 27 marzo 2006

Quante idee può contenere un cervello? Se è grande, una sola; se è piccolo, molte. Intorno a una sola idea può nascere un'opera letteraria, un teatro, una civiltà.

Eduardo De Filippo

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categoria:citazioni
domenica, 26 marzo 2006
Volevo andare di qua, volevo andare di là. Ma sulla Napoli-Salerno ho fuso il motore della vecchia Ford. E mica correvo. E' che l'acqua nel radiatore non c'era. E' l'indicatore che o non ha funzionato o non l'abbiamo visto. E chi lo guarda? Le Ford non hanno la lucetta che per noi sbadati è fondamentale. Ha una freccia che manco la noti. Roba che funziona per gli americani, abituati a occuparsi più dell'auto che della moglie. Sia come sia, carro-attrezzi e via da un meccanico amico che, nonostante fosse domenica mattina, si è prestato a un controllo e ha stilato la diagnosi, anzi ha dato l'estrema unzione alla vecchia Ford che in undici anni e mezzo ci ha portato scarrozzando per oltre centotrentamila chilometri. Se l'è guadagnata la sua vita tra Spagna, Francia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro, Grecia (più volte) e l'Italia per sopra e per sotto. Mi ci ero affezionato, con tutte le sue ammaccature e le strusciate che fanno molto Napoli. Se non fossi il Roquentin cinico che sono, se fossi solo quel sentimentale del signor P., potrei anche commuovermi. Vabbè, la vita continua ci sono milioni, anzi miliardi di altre auto al mondo. Ne comprerò una. Ma stare a scegliere per me è una seccatura. In questi casi mi piace il cocco ammunnato e buono. Andare per concessionari, assicuratori, rottamatori e via motorizzando è una rottura di scatole per chi, come me, ha poco tempo a disposizione per tutto. Per tacer dei soldi, che contano, contano e contano.
Volevo parlarvi del "Caimano", ma sarà per un'altra volta.
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categoria:nausea
domenica, 26 marzo 2006

Niente è più pericoloso di una idea quando si ha una idea sola.

Alain

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categoria:citazioni
sabato, 25 marzo 2006

Un'idea: averla!

Stanislaw Jerzy Lec

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categoria:citazioni
venerdì, 24 marzo 2006
E nun leve acqua a terra. Ma ched'è Bled-ranner? E allora datemi qualche replicante, il bancariello giapponese, Orione, i raggi B, i bastioni, Tannhauser e tutto il resto. Accussì almeno levamme 'o capo a terra.
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categoria:lampi
venerdì, 24 marzo 2006
Ho un weekend libero e non mi pare vero. Erano mesi che non accadeva. Domani però lo dedicherò a lavoretti personali, tranne la mattinata in palestra e la serata al cinema, per il "Caimano". Ma domenica vado al mare, tempo permettendo. O forse mi fermerò a Eboli. Anzi a Paestum. Per comprare anche un po' di mozzarella da quelle parti, sebbene, per quanto riguarda l'arte casearia, io sia di scuola casertana. Il vino già l'ho comprato: Montepulciano d'Abruzzo, fatto da Masciarelli. Mentore il mio oste Attilio.
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categoria:desideri
venerdì, 24 marzo 2006

Vorrei essere felice. Più della fatica di continuare a scavare nel fondo del fiume, mi attira il pugno di sabbia dorata che ho trovato. Vorrei che tutte le persone che amo fossero più felici di quanto non siano.

Banana Yoshimoto

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categoria:citazioni
venerdì, 24 marzo 2006

La felicità è inspiegabile, è come un'acqua calma che sale dentro, muovendosi lenta, con un ritmo simile al battito del cuore.

Simona Vinci

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categoria:citazioni
venerdì, 24 marzo 2006

Sono una specie di paranoico alla rovescia. Ho il sospetto che tutti stiano complottando per farmi felice.

Jerome David Salinger

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categoria:citazioni
giovedì, 23 marzo 2006
Per quanto ricordo, sta piovendo dal 3 agosto.
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categoria:lampi
giovedì, 23 marzo 2006

Compresi anche ciò che c'è di tragico nella felicità, cioè che non può essere mai innocente.

Emmanuel Roblès

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categoria:citazioni
giovedì, 23 marzo 2006

Non c'è mica solo la felicità nella vita, c'è la vita!

Daniel Pennac

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categoria:citazioni
giovedì, 23 marzo 2006

È sempre una cosa sola quella per cui la felicità diventa felicità: il poter dimenticare è, con espressione più dotta, la capacità di sentire, mentre essa dura, in modo non storico.

Friedrich Nietzsche

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categoria:citazioni
mercoledì, 22 marzo 2006
Ma per essere politicamente e gastronomicamente corretto, un elettore di centrosinistra napoletano che cosa deve mangiare, una Rosetta con la Mortadella?
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categoria:lampi
mercoledì, 22 marzo 2006
Ho letto, su un settimanale, che un forte astensionismo alle Politiche del 9 aprile favorirebbe il centrosinistra. L'elettorato di centrodestra sarebbe, come si dice spesso (ma io ho i miei dubbi), meno motivato e quindi più propenso a rimanere a casa. Berlusconi starebbe quindi facendo tutto il casino che fa per motivare le sue casalinghe e i suoi teledipendenti, la grande famiglia di Retequattro e Italia Uno. Sarà pure così, ma io vedo e leggo una forte e sbagliata tendenza all'astensionismo anche a sinistra. E' un effetto del disinganno. Quelli che sanno parlare dicono che è la fine delle ideologie. Ma anche in questo non sono d'accordo. Le ideologie sono l'oppio dei popoli ed è stato un bene che siano finite, con tutte le tessere. A proposito di tessere, io ne ho una professionale che è meglio lasciar perdere, e poi credo di aver avuto, quand'ero studente, quella della defunta Atan, azienda dei trasporti di Napoli. Altro non ricordo. Mi sento vergine e sputtanato allo stesso tempo. Ma una tessera non fa ideologia, figuriamoci primavera. Tendo sempre a divagare. Mi aiuta a riflettere. Allora, dove eravamo? C'è un astensionismo di sinistra. Pericolosissimo. Io ho sempre votato, spesso turandomi il naso, la bocca e pure le orecchie. Non votare è sempre peggio. A Montecitorio e Palazzo Madama, dopo ogni elezione, non ci sono scanni vuoti per rappresentare gli astensionisti. Su quelle poltrone qualcuno mette sempre il proprio culo. Quello che spetterebbe ai delusi se lo spartiscono proporzionalmente tutti gli altri. Chi non vota fa solo un piacere ai politici, a tutti, indistintamente. Il computo degli assenti finisce nelle note a pie' di pagina. Basta vedere cosa accade in America? Votano poche persone e vince sempre il peggiore (da un po'). La politica, finite le ideologie, le contrapposizioni da tifo calcistico, le fedi, è sempre più ricerca di alleanze tra diversi, trovando una sintesi, un punto d'equilibrio. Le differenze sono il sale della democrazia, altrimenti ci sono Orwell e il Grande fratello. In un ambito democratico chiaro, aperto, solidaristico si può dialogare. Si tratta, si contratta, si sceglie, si decide e si va avanti. Altrove e in altri tempi basta obbedire. Era più semplice, lo ammetto. Come quando si era bambini e i nostri genitori pensavano a tutto. Si cresce, anche il mondo diventa adulto e complesso. E con la complessità si fanno i conti.
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categoria:riflessioni
mercoledì, 22 marzo 2006

È molto pericoloso discorrere di una felicità che non ha bisogno di parole.

Yukio Mishima

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categoria:citazioni
mercoledì, 22 marzo 2006

La felicità non è descrivibile, forse è un sentimento troppo volatile e precario per diventare oggetto di rappresentazione.

Luigi Malerba

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categoria:citazioni
mercoledì, 22 marzo 2006

Nessuno è contento del proprio stato, perché nessuno stato è felice.

Giacomo Leopardi

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categoria:citazioni
martedì, 21 marzo 2006

In questi giorni elettorali sono portato a riflettere anch'io sulla politica. Ma sono riflessioni di risulta, fatte un po' per inerzia e con un pizzico di indolenza (incendiaria, sempre incendiaria, come dice il poeta). Sono riflessioni di sponda e non spontanee. Nascono dall'insofferenza a leggere e a vedere e a sentire chiacchiere, soprattutto dei più giovani che definire qualunquisti è quasi fargli un complimento, ché in troppi neanche sanno che cosa significa qualunquista e manco si offendono se li marchi con una definizione che qualche anno fa faceva scattare tutte le molle dell'incazzatura. Chi qualunquista, io? Ma mo' te scommo 'e sanghe.

Be', in queste giornate (e da molti anni, perlomeno dalla discesa in campo del Cavaliere nero), qualunquista è un termine sconosciuto e un atteggiamento diffusissimo. Qualunquista è la maggioranza degli italiani, in un modo molto molto inconsapevole. Gli effetti dell'impolitica, nella quale un magliaro arricchito com'è il signor Banana è un maestro, si fanno vedere e sentire come una peste che sta guastando tutto e dove diventa sempre più difficile separare il bene dal male.

Ebbene, tra destra e sinistra esiste una differenza di fondo che viene da molto lontano, dalla nascita del pensiero moderno, e che, per semplificare, si è cristallizzata con la rivoluzione francese. L'Ottocento e il Novecento sono stati secoli dove comunismo e fascismo si sono scontrati non solo nella politica, ma anche nelle coscienze private. La convinzione che siano due opposti estremismi è una favola diffusa nei decenni democristiani, per governare. Chi se lo ricorda più Amintore Fanfani? Devi avere più di quarant'anni sennò per te ha lo stesso significato di Depretis o Crispi. Non divaghiamo. In poche parole, il comunismo ha sempre propugnato il bene universale, la solidarietà, l'uguaglianza nell'appagamento dei bisogni. E' quasi una sorta di cristianesimo ateo (con tutti i difetti di un  pensiero unico, quasi religioso, anzi peggio che religioso), è l'evoluzione dell'umanesimo portata alle estreme conseguenze. Sto andando per grossolane semplificazioni, ma il nocciolo è questo. Il fascismo propugna l'homo homini lupus, la lotta darwiniana del più forte o del più furbo, il leone e la volpe destinati, in un'interpretazione riduttiva del pensiero di Machiavelli, a governare il mondo. Da Cesare Borgia a Adolf Hitler, passando per Benito Mussolini, la strada è questa. Distruggere l'avversario con ogni mezzo, anche con il genocidio, in una sorta mal digerito neopaganesimo nicciano. Il fascista è individualista e considera i rapporti tra gli uomini in modo diseguale: c'è un capo e ci sono dei seguaci, delle pecore aduse a obbedire.

Ora, mi dico, come si fa a considerare destra e sinistra allo stesso modo? La panna montata e irrancidita del liberalismo che ha conquistato i palati di tutti, da Veltroni a Fini, spinge a buttare alle ortiche qualsiasi rivendicazione di identità. Tutti liberali. Che lo possano diventare degli ex-comunisti mi sembra abbastanza plausibile. Il comunismo è nato come libertà, liberazione del proletariato dalle catene della borghesia. Ma che un fascista diventi liberale, veramente liberale, mi sembra impossibile. Un fascista, ex e non, che entra in una Casa che si dice delle libertà mi sembra una contraddizione in termini. Che c'entra la nipote del Duce con la libertà? Per capire come si viveva nel Ventennio basta parlare con un nonno che non sia ancora completamente rincoglionito e che non scambi la propria giovinezza con la felicità universale.

L'equiparazione tra comunismo e fascismo nasce dall'applicazione che si è fatta del comunismo nei paesi del cosiddetto socialismo reale, quel sistema orribile di tirannia rossa che è crollato alla fine degli anni Ottanta e che già dagli anni Cinquanta molti uomini di sinistra criticavano come una chiara distruzione degli ideali marxisti. I regimi sovietici sono stati in alcune fasi più fascisti dei regimi fascisti. Ma ciò non toglie che la differenza degli ideali di partenza è netta e inconfondibile. Potremmo cavarcela tirando in ballo l'eterogenesi dei fini, ma possono dire, con maggiore semplicità, che la Storia non aiuta la Filosofia. E che i filosofi al potere spesso si trasformano in dittatori, già dai tempi di Platone.

Il resto è propaganda, spot che hanno gli stessi sistemi linguistici e psicologici, sia quando devono farti comprare un'auto sia quando devono farti mettere una scheda nell'urna.

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martedì, 21 marzo 2006

Ad alcuni per essere felici manca davvero soltanto la felicità.

Stanislaw Jerzy Lec

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martedì, 21 marzo 2006

L'uomo è così abituato a non essere felice, e così persuaso che qualsiasi bene deve necessariamente ottenersi a prezzo di mille angustie, che una faccenda di agevole realizzazione gli diventa sospetta.

Jean de La Bruyère

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martedì, 21 marzo 2006

La felicità è fatta da sventure evitate.

Alphonse Karr

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categoria:citazioni
lunedì, 20 marzo 2006

La mia sola felicità sta nel fatto che nessuno sa dove sono.

Franz Kafka

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categoria:citazioni
lunedì, 20 marzo 2006

La felicità più grave, più solenne che io conosca è l'intimità con un essere il cui corpo e il cui volto mi sono d'improvviso intimamente accessibili.

Marcel Jouhandeau

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lunedì, 20 marzo 2006

Ci si accontenta sempre più facilmente. Un giorno, ci si accontenta di tutto. E si crede di aver trovato la felicità.

Jean-Claude Izzo

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domenica, 19 marzo 2006
Anche le lombosciatalgie non sono più quelle di una volta.
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domenica, 19 marzo 2006

In fondo è stupido parlare di felicità e infelicità; io ho la sensazione di rimpiangere più i giorni infelici della mia vita che quelli felici.

Hermann Hesse

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domenica, 19 marzo 2006

Più vedo il mondo, meno riesco a sperare che l'umanità possa mai diventare un'unica massa saggia, intelligente, felice.

Johann Wolfgang Goethe

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categoria:citazioni
domenica, 19 marzo 2006

La felicità non m'abbaglia, la sua vampa mi sbigottisce.

Théophile Gautier

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categoria:citazioni
sabato, 18 marzo 2006
Metto tra parentesi tutto, mi sono detto. Via, esco. Non stare a pensare, schiacciati da chiacchiere politiche. Non ce la faccio più. Ogni tanto voglio buttare via le parole. Walkscapes, l'arte di camminare. Disimpegnarsi è giusto, quanto ribellarsi. Mi assolva Sartre. E' che ogni tanto bisogna dimenticare. E la vita deve bastare a se stessa. Esistenza, neanche i dubbi dell'individualista Camus. Manco quelli. Sono vivo. Embé? Perché starsene a chiedere la ragione? Sono vivo e fàtemi una pippa. Così. Fino alla fine della Villa Comunale, a curiosare tra le bancarelle del mercatino delle pulci. Inutile stare a fare l'elenco delle cianfrusaglie e delle carabattole, come un repertorio barock&roll. Cose già viste e già lette. Scritte pure meglio di quanto possa riuscirmi adesso. Dico solo che ero tentato da un piccolo busto d'argento di san Gennaro e dalla vecchia edizione di "Teresa Batista stanca di guerra" di Jorge Amado. Non ho preso niente, comunque. Walkscapes, e penso. E guardo e non ricordo quello che penso. Un gozzo, prima c'era un gozzo blu che andava verso Castel dell'Ovo. Mare d'acciaio con le onde lucenti come zigrinature malriuscite. L'iPod ha fatto il ruffiano. E, per un po', ha infilato una dietro l'altra "'O cielo pe' cuscino" degli Almamegretta, "Perfect day" di Lou Reed e persino "Un mondo d'amore" di Gianni Morandi. Non sto a farvi la playlist, dico solo che non mi ha fatto mancare "Due mondi" di Lucio Battisti ("è una vela la mia mente, prua verso l'altra gente") e "Il tuo stile" con Francesco Di Giacomo che canta Leo Ferré per i Tetes de Bois ("Ombre in occhi di donna che ti vedono passare... e l'amore in ginocchio che non conosce stalloni... i porti della notte... sangue della mia uva, vino della tua vigna... dentro i mondi perduti dell'anno Ottantamila quando non ci saremo o torneremo a nascere... questi trucchi un po' folli... e l'amore che tace quando non ha più voce... chi vuol sapere troppo non conosce più niente... inseguendo nell'aria i controni di un gesto... quando rendo me stesso un altro immaginato... l'amore che spegne i suoi fuochi, e muore... il tuo stile, il tuo cuore").
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categoria:musica, napoletana, sospensioni
sabato, 18 marzo 2006
Sta arrivando la primavera, il cielo è azzurro, ma l'aria è fredda. Potrei cavarmela così e buonanotte ai suonatori. Tanto non ho niente da scrivere, tranne che avrei voglia di uscire. E così esco. Vado a fare due passi sul Lungomare. Ho tante cose da fare, ma non voglio fare niente. Solo pensare alla felicità. Ascoltare chi ne parla.
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categoria:sospensioni
sabato, 18 marzo 2006

L'uomo è infelice, perché non sa di essere infelice.

Fedor Dostoevskij

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categoria:citazioni
sabato, 18 marzo 2006

La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta.

Confucio

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categoria:citazioni
sabato, 18 marzo 2006

Io vengo da un paese che, non avendo conosciuto la felicità, ha prodotto un solo psicoanalista.

Emil Cioran

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categoria:citazioni
venerdì, 17 marzo 2006

Capita a volte di sentirsi per un minuto felice. Non fatevi cogliere dal panico: è questione di un attimo e passa.

Gesualdo Bufalino

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categoria:citazioni
venerdì, 17 marzo 2006

La cosa da ricordare è che ogni periodo della vita ha la sua felicità mentre quando siete morti è difficile trovare l'interruttore della luce.

Woody Allen

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categoria:citazioni
venerdì, 17 marzo 2006

Sceglieremo di essere onesti o felici?

Vittorio Gassman in "C'eravamo tanto amati" di Ettore Scola

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categoria:citazioni
giovedì, 16 marzo 2006

da www.repubblica.it

BERGAMO - Facevano l'amore in macchina mentre viaggiavano, lungo la provinciale, ad alta velocità. Se ne sono accorti i vigili urbani di Cologno al Serio, in provincia di Bergamo, quando hanno notato una Fiat Punto che procedeva a zigzag in mezzo alla strada invadendo continuamente la corsia opposta. Ma non potevano mai immaginare di imbattersi in un'arzilla coppia attempata: 59 anni lei, 70 lui.

Gli agenti, bloccata l'auto, si sono trovati davanti i due anziani amanti (perché la signora non era la moglie dell'automobilista, che in quel momento invece era ignara nella loro casa di Seriate) mezzi nudi.

Dopo un primo momento di imbarazzo, gli agenti hanno fatto rivestire la coppia e hanno anche scoperto, grazie al test dell'etilometro, che l'uomo era ubriaco con valori di tre volte superiori alla media.

Il focoso signore è stato denunciato a piede libero per guida in stato di ebrezza, gli è stata ritirata la patente ed è stato spedito a casa a inventarsi una scusa per la moglie.

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categoria:notizie, sesso
giovedì, 16 marzo 2006

Verso mattina Zarathustra sorrise al suo cuore e disse motteggiando: "La felicità mi corre dietro. Ciò avviene, perché io non corro dietro alle femmine. Ma la felicità è femmina".

Friedrich Nietzsche

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categoria:citazioni
giovedì, 16 marzo 2006

Peccato che non si possa trovare la felicità sulla strada che vi conduce.

Stanislaw Jerzy Lec

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categoria:citazioni
giovedì, 16 marzo 2006

Felicità è anche non accorgersi che in realtà si è soli.

Banana Yoshimoto

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categoria:citazioni
mercoledì, 15 marzo 2006

E la felicità ama la farsa, è la sua maniera di essere discreta. Siamo felici, d'accordo, niente proselitismo, spazio alla burla gratuita.

Daniel Pennac

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categoria:citazioni
mercoledì, 15 marzo 2006

La formula della mia felicità: un sì, un no, una linea retta, una meta.

Friedrich Nietzsche

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categoria:citazioni
mercoledì, 15 marzo 2006

Quando ti metti a saltare di gioia, bada che qualcuno non ti tolga la terra da sotto i piedi.

Stanislaw Jerzy Lec

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categoria:citazioni
martedì, 14 marzo 2006
Stiamo aspettando Godot. Ognuno il suo. Sospesi agli schiamazzi di un Pupo.
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categoria:sospensioni
martedì, 14 marzo 2006

La felicità è come la selvaggina: mirandola troppo da lontano non la si coglie.

Alphonse Karr

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categoria:citazioni
martedì, 14 marzo 2006

Tutto cambia, finanche il nostro modo di vedere, quasi che gli sguardi, raggomitolati su se stessi, disponessero di un universo distinto da quello della materia. In realtà, questo mondo esula dal campo delle nostre percezioni e non è perpetuato dalla nostra memoria. Volti a ciò che non sopporta la parola né vuole accondiscendervi, ci abbandoniamo ad una felicità senza attributi, a un fremito senza aggettivi. Ci appisoliamo in Dio.

Emil Cioran

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martedì, 14 marzo 2006

Due infelicità, sommate, possono fare una felicità.

Gesualdo Bufalino

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lunedì, 13 marzo 2006

La vera tragedia dei poveri è che non possono permettersi altro lusso che il sacrificio.

Oscar Wilde

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categoria:citazioni
lunedì, 13 marzo 2006
Il silenzio è di rue un poco grigie, mute,
sapienti, di città, case,
dentro cui mendicanti
muoiono nella luce orgogliosa dei santi.
Roberto Roversi
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categoria:citazioni, poesia
domenica, 12 marzo 2006
E' davvero una bella campagna elettorale, come non se ne vedevano da tempo. Tutta veleni e polemiche come negli anni Settanta. Tutti a recitare la propria partitella ideologica, di vecchia rancida ideologia e non di politica moderna fatta di idee e analisi, di progetti, di solidarietà. Tutti, tutti, imbarcati in questa merda catodica. E' una magnifica campagna elettorale, nella quale si riscopre che i fascisti sanno usare i servizi segreti (per screditare la nipote del Duce: dicesi nemesi storica) e fanno cortei con tanto di saluto romano. Gli autonomi, poi. Cazzo, esistono ancora? Io pensavo che erano finiti nei musei. Ma quanti sono? Quindici, sedici? Pura archeologia della sinistra. Diceva Lenin che l'estremismo è una malattia infantile del comunismo. A me sembra una malattia senile. Destra e sinistra come in un vecchio cliché, come in un album di foto ingiallite. Il passato che non passa. Ma quanta rabbia inutile. Diliberto che continua con il vecchio gioco del complottismo. Gli autonomi sarebbero degli strumenti della destra per screditare la sinistra. C'era chi diceva, a suo tempo, che le Brigate Rosse erano bianconere, manovrate dai servizi deviati, e che Moro fosse stato rapito dalla Cia. Boom. C'è gente che su 'sta roba ha fatto dei film lunari. E' che non si vuole capire, mettendo la testa nella sabbia come gli struzzi, che gli autonomi, i terroristi e i bombaroli di sinistra sono di sinistra. Una sinistra ribelle e inutile nel suo ribellismo. Gens destruens che quando gli metti in mano qualcosa da costruire non sanno neanche da dove cominciare. Quelli che, detto banalmente, sanno solo criticare e dire che non va bene, magari dopo che si sono fatti una canna. Parolai armati di molotov. Acalàssero la capa e faticassero. Insomma, 'sta gente è di sinistra e con loro non si va da nessuna parte. Diciamocelo francamente. Imbarcare Caruso nelle liste per la Camera è stato un errore. Si è prestato il fianco ad attacchi gratuiti. E' l'acino di sale in più che guasta la minestra. Non è giusto imbarcare tutti pur di vincere. Ma l'avete visti, per le vie di Napoli, i manifesti con Antonio Di Pietro e Sergio De Gregorio? Ma lo conoscete De Gregorio? Lo conosce Di Pietro? Sarebbe bastato ricordare che alle ultime regionali stava con la destra. E non è un semplice voltagabbana come viene accusato di essere Mastella, che è un altro che avrei tranquillamente tenuto fuori. Sarà un mese di colpi di scena, di toni alti, di stronzate che rischieranno di far perdere la sinistra. Non basta dire cose di sinistra, bisognerebbe anche farle. Una per esempio sarebbe stata quella di buttare fuori chi solidarizza con gli autonomi. Fuori. Si rischia di perdere? Non lo so. Meno simme e meglio parimme, si dice a Napoli. Perché poi, quando e se ci sarà il centrosinistra al governo, non so come si riuscirà a tenere le fila di questo circo Barnum. Sarebbe stato meglio un'epurazione preventiva. Per quanto riguarda il teatrino di Berlusconi dall'Annunziata, io che l'ho visto tutto, devo dire che la giornalista se l'è cavata bene, ma si vedeva subito che il Cavaliere nero cercava la provocazione, pur di non rispondere. Martedì sera si vedrà di più. E tutti, a cominciare da Prodi, dovremo tenere i nervi saldi. Lui ce li ha. Almeno lui.
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categoria:nausea
domenica, 12 marzo 2006

Faccio compassione anche ai topi. Quando guardo nei cassonetti mi danno la precedenza.

Bernardo Quaranta

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categoria:citazioni
domenica, 12 marzo 2006

È difficile essere poveri e non sentirne nessun risentimento.

Ezra Pound

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categoria:citazioni
domenica, 12 marzo 2006

Al povero va sempre male.

Ovidio

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categoria:citazioni
sabato, 11 marzo 2006

Lo sapevo che finiva così: mi sono incartato con i libri. A parte che nelle montagne di carta rilegata che ho a casa non riesco più a trovare niente, è che mi sento assediato da tutte queste voci che mi chiamano: leggimi, leggimi. Mi viene solo voglia di mandarle a fare in culo 'ste voci del tormento, tutte 'mparanza. E mi sono incartato nelle letture. A parte Erodoto che aspetta tranquillo, con la pazienza degli antichi, sulla pila del comodino, che io mi decida a lasciare l'Egitto e addentrarmi avidamente nelle sue Storie, a parte Erodoto sto leggendo contemporaneamente ben sei libri. Non mi succedeva da tempo. Non tutti mi convincono, ma devo finirli. Uno per uno. "Stanza 411" di Simona Vinci mi sta piacendo: è quello che ho cominciato per ultimo. Poche pagine, quindi. Poi mi mancano una cinquantina di pagine di un'antologia di giovani napoletani, "La città difficile": c'è qualcosa, ma sono prove e per me è tempo sprecato. Ho messo mano anche a "Naufragi" di Alvar Nunez Cabeza de Vaca, un viaggiatore-conquistatore del Cinquecento, Bell'avventuta che, per quanto ne so, finirà quasi come un romanzo di Castaneda. L'avevo da anni. L'ho cominciato perché ho letto un libricino dell'Adelphi che riprendeva, sintetizzandolo, l'antico resoconto. Ho lasciato a pagina 180 le "Finestre di Manhattan" di Antonio Munoz Molina. Mi dispiace, perché è un libro molto bello. Incuriosito dal marketing, ho cominciato "Palazzo Yacoubian" di 'Ala al-Aswani. Storie cairote intrecciate: se non lo leggo subito dimentico pure quel poco che ho letto. E per completare il quadro incasinato c'è "The game" di Neil Strauss, la bibbia dell'artista del rimorchio. Mi avevano detto che non era la solita americanata. Sono più di 400 pagine. Dopo quasi 70 ho scoperto che è molto vicino alla boiata. E in tutto questo vorrei leggere il nuovo romanzo di Tahar Ben Jelloun, "Mia madre, la mia bambina", del quale so molto e già ho letto varie recensioni; "Cima delle nobildonne", il secondo romanzo di Stefano D'Arrigo, finalmente riedito; e per non farmi mancare nulla, anche "Un paradiso abitato da diavoli" di Benedetto Croce. Aiuto. Ho bisogno di una settimana di ferie.

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categoria:letture
sabato, 11 marzo 2006

C'è qualcosa più giù della povertà: il tentativo non riuscito di sembrar ricco.

Alphonse Karr

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categoria:citazioni
sabato, 11 marzo 2006

Esser poveri è il meno. E' l'esser conosciuti come poveri che fa male. Non è il freddo che fa correre tanto in fretta un uomo senza cappotto.

Jerome K. Jerome

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categoria:citazioni
sabato, 11 marzo 2006

La miseria è una malattia. Inutile ammirarla, parlarne, ed è pericoloso volerla curare. Stare lontani dal contagio è tutto quanto una persona saggia deve fare.

Ennio Flaiano

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categoria:citazioni
venerdì, 10 marzo 2006
Mi è suonato subito come un ossimoro, e io non sfuggo mai al fascino di certe figure retoriche: Lou Reed a Fuorigrotta. Non al Greenwich Village o in qualche angolo della sua New York underground. Ma al Palapartenope. Come tanti altri, del resto. Mica Fuorigrotta è un posto in culo al mondo? Però era un contrasto che mi divertiva cogliere. In primis. E poi c'era la sua musica. Non ho letto niente prima e non leggerò niente dopo. Non mi interessano definizioni musicanti e via etichettando. Io riesco a parlare del rock con un mio linguaggio, forse inesatto. Descrivo quello che sento. Quel muro di chitarra elettrica tirata al massimo, per esempio. Suonata suonata suonata fino a cercare l'ipnosi. Non una tranche meditativa, riempita dal vuoto, dall'assenza. Ma una tranche massiccia, pesante, metallica, che schiacchiava dopo aver bombardato le viscere. E la gente era scatenata. Il servizio d'ordine ha faticato a trattenere chi si spingeva tra le file, nel corridorio centrale per arrivare il più vicino possibile al palco e rubare un'immagine, un ricordo, un instante, un brandello di suono con le videocamerine, le fotocamere, i telefonini. E' una nuova moda. Si è sfiorata la rissa tra chi stava seduto dietro la muraglia umana e non vedeva e chi ormai era schizzato in avanti. Una famiglia con due ragazzi che avranno avuto tra i tredici e sedici anni (spaventati dal marasma, il ragazzino si guardava inquieto attorno, la ragazzina era in lacrime), una famiglia seduta accanto al corridoio centrale invaso dai fotografi dilettanti, vista la mala parata, è andata via a metà serata. Ma perché fare questi concerti costringendo la gente a stare seduta? Dopo la prima mezz'ora non restistevano neanche i cinquantenni e ce n'erano di cinquantenni. Ho visto, però, molti ventenni e trentenni. E Lou Reed? I suoi anni non se li porta come Mick Jagger o Bruce Springsteen. Ha un po' di pancetta e commina come se avesse la flebite, le gambe strette in pantaloni di pelle. Non si concede molto. Punta tutto sulla musica. Non parla. Neanche un grazie. Un solo bis, "Sweet Jane", mentre il pubblico invocava un'altra emozione, canticchiando il ritornello di "Walk in the wild side". Un ora è mezzo di massa energica buttata sulla gente, chitarre e bassi tirati al massimo. Batteria, batteria, batteria. Due contrabbassi e l'apparizione (inutile) nel finale di Laurie Anderson. Per non parlare di un cinese vestito di rosso che ha fatto quattro mossettine. Per fortuna c'era il rock, e che rock. All'uscita ho comprato una t-shirt celeste con la famosa banana di Andy Warhol della copertina del disco dei Velvet Underground. Era quasi l'una quando ci siamo fiondati da Farinella per una birra al banco. C'era solo un'altra coppia. La Miller alla spina, il silenzio, i camerieri che smontavano, la grande vetrata sul vicolo, la notte, il cervello ancora sintonizzato su quella musica, ci hanno trasportato a New York. East Village. Ma sarebbe andato bene qualsiasi altro posto. Anche Brooklyn.
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categoria:musica
venerdì, 10 marzo 2006

La miseria, quando è miseria davvero, la intendono tutti: anche i ragazzi.

Carlo Collodi

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categoria:citazioni
venerdì, 10 marzo 2006

Coloro che guardano alla miseria con indifferenza sono i più miserabili.

Paulo Coelho

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categoria:citazioni
venerdì, 10 marzo 2006

Non è vero che per i poveri il futuro non esiste: solo che non ci credono, lo considerano un nemico, e adattano di conseguenza il loro modo di comportarsi e la loro filosofia di vita.

Thomas Belmonte

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categoria:citazioni
giovedì, 09 marzo 2006

Il ridicolo è preferibile alla povertà.

François de Choisy

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categoria:citazioni
giovedì, 09 marzo 2006

Solo i poveri conoscono il significato della vita; chi ha soldi e sicurezza può soltanto tirare a indovinare.

Charles Bukowski

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categoria:citazioni
giovedì, 09 marzo 2006

I poveri esitano a programmare il futuro perché sono duramente costretti a rimanere a galla nel presente e non certo per la cultura del carpe diem.

Thomas Belmonte

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categoria:citazioni
mercoledì, 08 marzo 2006
La prima o il primo che tira fuori una mimosa gliela faccio mangiare tutt'intera.
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categoria:lampi, nausea
mercoledì, 08 marzo 2006

Il fare che alcuno nasca povero e privo di lettere non è segno di disamore, né di durezza nel Creatore, ma piuttosto di alta paterna sollecitudine e provvidenza. E come il medico ad alcuni infermi leva il vino, ad altri le carni, e ad altri vieta l'uso di varie cose, secondoché egli vede esser loro più giovevole; così Iddio prevedendo le male nostre inclinazioni ci tiene scarsi di alcune cose ad oggetto di meglio sanarci e farci bene.

Dalla Lettera pastorale del 1720

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categoria:citazioni
mercoledì, 08 marzo 2006

Il ricco è solo. I poveri so' ttanti. Se fanno compagnia.

Dal film "C'eravamo tanto amati" di Ettore Scola

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categoria:citazioni, cinema
mercoledì, 08 marzo 2006

Il mondo reale è quello delle famiglie povere. Esse vivono ai livelli più infimi della realtà quotidiana. La rabbia è violenza. L'amore è contatto. Il cibo è sicurezza. Il denaro è sangue.

Thomas Belmonte

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categoria:citazioni
martedì, 07 marzo 2006

Esiste un'unica classe di persone che pensa al denaro più dei ricchi: i poveri. I poveri non riescono a pensare ad altro.

Oscar Wilde

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categoria:citazioni
martedì, 07 marzo 2006

Anche il più miserabile mendicante vuol avere qualcuno da respingere e maltrattare ingiustamente, l'uomo che domanda il pane vuol avere anche lui il suo obbediente parassita, perciò ci sono tanti cani.

Alphonse Karr

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categoria:citazioni
martedì, 07 marzo 2006

Ma i poveri non sono, ahimé, "estranei" all'incivilimento borghese. Scambiano con la sua moneta e ne accettano le condizioni come servi o imbroglioni.

Thomas Belmonte

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categoria:citazioni
lunedì, 06 marzo 2006

Dio c'è. Se c'è la fica, c'è.

Cesare Zavattini

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categoria:citazioni
lunedì, 06 marzo 2006

Dio si precipita in ogni anima per amare e ammirare attraverso lei la bellezza sensibile della propria creazione.

Simone Weil

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categoria:citazioni
lunedì, 06 marzo 2006

Noi dobbiamo essere egualmente virtuosi su un caos ordinato o su un caos creato dal nulla.

Voltaire

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categoria:citazioni
lunedì, 06 marzo 2006

Dopo l'atterraggio, pista bagnata, nel piccolo aereo s'è sentita la voce di Bruce Springsteen, "Streets of Philadelphia". Era Napoli e dall'alto m'era sembrata, dopo dieci giorni, una città inquieta, più del solito, ma fredda, riconoscibile dai castelli, dalle architetture di Kenzo Tange, dal mare e dalle navi al largo in un'acqua chiara d'acciaio, come in un insolito romanzo scandinavo di Alvaro Mutis. O forse era solo il porto di Toledo della Ortese, pellerossa e barocco. Poi, le lunghe code di via Marina. Sono a casa. E a largo Ferrandina è planato un enorme gabbiano, solitario. Sbatteva le ali per frenare e si è appoggiato sui cassonetti dell'immondizia, accanto alla Tito Livio. Piovigginava. C'era poca gente. La sua presenza candida e incongrua ne ha svelato la vera natura di animale spazzarifiuti. Si guardava attorno, un gabbiano sulla monnezza.

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categoria:napoletana
domenica, 05 marzo 2006

Michele Zarrillo canta alla tv, l'alfabeto degli amanti, l'assemblea delle stelle. Aridatème Panella. Anche in salsa Oxa. La Venier fa la solita caciara. E' la post-fine. Dopo la fine. Da questo teatro con un nome da elettrodomestico, questo cinema di una città senile, va in onda un processo a se stessi. Senza colpevoli (tutti si credono assolti, ma sono lo stesso coinvolti), senza imputati, senza giudici. Tutti a dare lezioni. Bettarini, l'ex signor Ventura, fa l'opinion leader, con domande ascoltate centinaia di volte. Anna Tatangelo, guagliuncella di Sora, con un look più giovanile non fa la futura pruvàsa che è, come ha provato a fare, interpretando la minigonna, con le inquadratura arrapate di Beldì, di sabato sera. Ha di nuovo la frangetta alla Thurman. Non è una ciliegia. Quanti guai fa Gigi D'Alessio. Ora i giornaletti gossippari la danno come fidanzata di Alex Britti, l'ex garzone di chianchére, ora bluesman de Roma. Essere una donna è essere  molto di più. La sua canzone però già la fischiettano tutto. Sanremo è questo. Per quanto riguarda i napoletani che Dio ce ne Scampia e liberi. Per tacere di Povia con il suo inno anti-Pacs.

E' arrivata Dolcenera. Voglio tornare a casa. A Napoli. Luntano 'a Napule nun se po stà.

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categoria:musica, nausea
domenica, 05 marzo 2006

Fu il timore quello che primo nel mondo creò gli dei.

Stazio

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categoria:citazioni
domenica, 05 marzo 2006

Io non nomino mai Dio invano, lo faccio sempre con uno scopo preciso.

Maurizio Sangalli

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categoria:citazioni
domenica, 05 marzo 2006

Aspetto Dio con ghiotta avidità.

Arthur Rimbaud

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categoria:citazioni
domenica, 05 marzo 2006

Degli anticristi è l'ora! Cristo è rimorto!

Emilio Praga

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categoria:citazioni
sabato, 04 marzo 2006

Dio è un eterno stato di mente.

Ezra Pound

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categoria:citazioni
sabato, 04 marzo 2006

Dobbiamo dire che il potere di Dio ha un limite e non dobbiamo, con il pretesto di onorare Dio, annullare questa limitazione. Poiché, se il potere di Dio fosse infinito, ne conseguirebbe inevitabilmente che esso non conoscerebbe se stesso; l'infinito, infatti, è per natura incomprensibile.

Origene

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categoria:citazioni
sabato, 04 marzo 2006

Colui che può negare Dio davanti a una notte stellata, davanti alla sepoltura de' suoi cari, davanti al martirio, è grandemente infelice o grandemente colpevole.

Giuseppe Mazzini

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categoria:citazioni
sabato, 04 marzo 2006
Dio si stropiccia le mani.
Dio pensa: vedrai, Vladimir!
Vladimir Majakovskij
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categoria:citazioni, poesia
venerdì, 03 marzo 2006
"Se vivere da queste parti è come tirare a sorte". Anche qui. Un po' dovunque. I Nomadi sono una delle poche cose che vale la pena di ascoltare. Poco altro. Niente di eccelso, ma non indecente.
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categoria:musica
venerdì, 03 marzo 2006
M'hai infranto sul sasso il calice del vino, o Signore!
La porta della delizia m'hai chiuso in faccia, o Signore!
A terra hai versato il vino color di rosa:
Scusami la bestemmia, ma sei ubriaco, o Signore!
Omar Khayyam
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categoria:citazioni, poesia
venerdì, 03 marzo 2006
Nel leggere questi libroni sulla vita di dio,
si dovrebbe osservare che sono stati scritti da uomini.
Bob Kaufman
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categoria:citazioni
venerdì, 03 marzo 2006
Qui giace l'Aretin poeta tosco,
che disse mal d'ognun fuor che di Dio,
scusandosi col dir non lo conosco.
Paolo Giovio
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categoria:citazioni
venerdì, 03 marzo 2006

L'uomo è soltanto un errore di Dio? Oppure Dio è soltanto un errore dell'uomo?

Friedrich Nietzsche

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categoria:citazioni
giovedì, 02 marzo 2006

Grandi schermi per raccontare il vuoto. Ci vorrebbe un'abbondante iniezione di postmodernismo e di contemporaneità. Schizzare tutto, come per rifare Pollock, scomporre le facce come Bacon. Fermare i suoni, ridurni a fumetti di Haring. Una visione che diventa poltiglia. E' tutto meglio di questa intronata routine. E' sogno e incubo. E' l'informe.

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categoria:nausea
giovedì, 02 marzo 2006

Non credo che Dio mi si manifesti solo se rimango seduto immobile per cinque ore, o se sono capace di respirare in modo naturale da una sola narice.

Fernando Pessoa

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categoria:citazioni
giovedì, 02 marzo 2006

Credete voi che il buon Dio sia cattolico?

Georg Christoph Lichtenberg

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categoria:citazioni
giovedì, 02 marzo 2006

L'homme, qui passait, s'arrete devant le Créateur méconuu; et, aux applaudissement du morpion et de la vipère, fienta,  pendant tres jours, sur son visage auguste.

Isidore Ducasse de Latréamont

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categoria:citazioni
giovedì, 02 marzo 2006
"Lei crede in Dio?"
"Credere è una parola grossa... Diciamo che lo stimo".
Walter Fontana
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categoria:citazioni
mercoledì, 01 marzo 2006

Non chiedere a Dio la strada per il cielo, ti indicherà la più difficile.

Stanislaw Jerzy Lec

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mercoledì, 01 marzo 2006

Nel mondo le cose vanno così: gli uomini si fabbricano gli dèi e venerano le loro creazioni. Sarebbe invece opportuno che gli dèi venerassero gli uomini.

Vangelo di Filippo

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categoria:citazioni
mercoledì, 01 marzo 2006

Chi non ha più desideri, non ha più nemmeno esseri soprannaturali.

Ludwig Feuerbach

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mercoledì, 01 marzo 2006

Dio cova sull'abisso e chioccia ogni mille miliardi di anni o giù di lì.

Philip José Farmer

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