martedì, 31 maggio 2005
Non riesco a essere serio. Sono belli i tigli quando giugno arriva, come una poesia di Rimbaud, diciassettenne. Non riesco a fare discorsi seri sul blog. Mi sembra tutto posticcio. Beato chi ci riesce. A me, ultimamente, non riesce. A diciassette anni non si può essere seri, se ci son verdi tigli lungo la passeggiata. Ho sempre preferito A. R. a Baudelaire. E' più giovane, meno cupo, mercante di schiavi in Abissinia e porca nave va, il porto di Marsiglia non arriva mai.

Insomma ho questa mania di improvvisare deliri, senza epopea. E poi voi a leggere e a lasciare commenti e a non lasciare commenti. E' che vi applicate. Fate sul serio. Pensate e scrivete. Non avete un cazzo da fare. Non avete un cazzo da fare? A me, ultimamente, non riesce nulla. Voi fate sul serio. Vi impegnate. Fate lavorare i neuroni a tutte le ore. Io avrei bisogno di una pera di cellule staminali per rimettermi in carreggiata. Ma mica per pensare, per scrivere? Solo per leggere. Ma che ci tenete, voi altri? Sempre a interrogarvi sui massimi sistemi. Sul bene e sul male. Sul tempo e sull'amore. Ho la nausea io. Non riesco neanche a sentire la musica delle sfere. Ho le palle piene. Mi ci vorrebbe un'endovena di Mozart. Sonate e concerti. Clarinetti e madamina il catalogo è questo. I deliri.

Colonna sonora? Indovinatela.
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categoria:nausea
martedì, 31 maggio 2005

Quando due amici si comprendono completamente

le parole sono soavi come profumo di orchidee.

Kung Tse

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categoria:amicizia
lunedì, 30 maggio 2005

Una serata un po' diversa. Per festeggiare un amico che ha raccontato la sua vita in un libro. C'erano facce note e no. C'era del prosciutto e c'erano dei bigné, c'erano dei paccheri al pomodoro fresco ideale per le dieci di sera. Si poteva chiacchiere, tra storici, pittori, architetti, scrittori e mezzibusti, registi e idealisti, con in mano un bicchiere di falanghina o di aglianico. Si sentiva l'odore del mare, se uscivi in terrazza a far compagnia a chi voleva fumare. Tanti saluti, poche chiacchiere. La bolla africana era stata temperata dalla pioggia pomeridiana, una rinfrescata fatta più di tuoni che di acqua che pulisse le strade. E prima, ero lì a rincorrere altri, a cercare di far presto. E anche questo è una voce della mia busta-paga. Ora serve l'acqua. E la palestra.

Colonna sonora: "Amore che fu" degli Showmen,  "Born in the Usa" di Bruce Springsteen e "Ma il cielo è sempre più blu" di Rino Gaetano.

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categoria:amicizia, sospensioni
lunedì, 30 maggio 2005

Al giorno d'oggi l'amicizia, svuotata del suo contenuto originario, si è trasformata in un contratto basato sullo scambio di riguardi, insomma in una sorta di patto di cortesia. Ora, chiedere a un amico una cosa che potrebbe creargli fastidi è un segno di scortesia.

Milan Kundera

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categoria:amicizia
domenica, 29 maggio 2005
(ANSA) - WASHINGTON, 29 maggio - Per la quinta volta si è svolta a San Francisco, in California, la maratona dell'onanismo - maschile e femminile - con l'obiettivo di raccogliere fondi nella lotta contro l'aids oltre a «ridare prestigio ad una pratica solitaria non sempre riconosciuta», come hanno spiegato gli organizzatori. Aderendo allo slogan «Vengo per una causa» un centinaio di persone hanno partecipato ieri sera (questa mattina in Italia) all'evento, parzialmente trasmesso via internet e dotato per la prima volta di speciali stanze, anche se con posti limitati, per i voyeur. L'anno scorso un uomo di Madison, nel Wisconsin, aveva battuto il record maschile di sei ore e mezzo consecutive di masturbazioni (anche se bisogna specificare che i partecipanti hanno diritto a 5 minuti di pausa ogni ora), mentre una sua collega di Las Vegas aveva polverizzato quello del numero di orgasmi, raggiungendone ben 36.
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categoria:notizie, sesso
domenica, 29 maggio 2005
Ma come è possibile? Il trombonismo è un'altra malattia senile del giornalismo. Nel titolo del fondo di prima pagina di "Repubblica" di oggi c'è una puttanata ciclopica. Puttanata nata dal pezzo scritto nientepopodimeno che da Sua Sublimità Eugenio Scalfari, al quale la memoria è inversamente proporzionata all'alterigia. Recita il titolo: "La tartaruga lo scorpione e il tallone di Prodi". Ovviamente il riferimento, come sanno i frequentatori di favole, chi ha visto "Rapporto confidenziale" di Orson Welles, o anche chi ascolta gli 883, è all'apologo della rana e dello scorpione (che troverete in un post più sotto). Ma Scalfari cambia l'animale. A parte che le tartarughe non sono solite attraversare i fiumi, ma hanno una corazza bella dura che uno scorpione non può scalfire con il suo pur acuto pungiglione. Ma qualcuno dei redattori di "Repubblica" l'ha letto il pezzo? Per trovargli un titolo (sbagliato), evidentemente sì. Ma già immagino che chi contesterà l'errore a Barbapapà sarà tacitato con una bella pezza-a-colore. Chissà, in qualche rara versione della favoletta animalesca ci sarà la tartaruga. Dicono sempre così.
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categoria:puttanate
domenica, 29 maggio 2005

Gli amici non sono né molti né pochi ma in numero sufficiente.

Hugo von Hofmannsthal

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categoria:amicizia
sabato, 28 maggio 2005
Sarà il «punto forte» dell’estate, anche per gli uomini
Dalla ginnastica ai jeans, rivincita del sedere
Pantaloni modellanti, bikini anatomici ed esercizi studiati apposta. Fernanda Lessa: per indossare la mini non smetto mai di allenarmi
MILANO - Tutte lo sognano ad albicocca ma spesso devono fare i conti con la melanzana. Tra una e l’altra, la forma ad arancia (non è perfetta ma è già un buon risultato) e a goccia (un incubo). Gli uomini invece questi problemi non li hanno, con il fondoschiena tonico ci nascono (sempre se il peso è in forma), per via di quella proporzione fra massa magra (è maggiore che nelle donne) e grassa (ovviamente minore che nelle signore). Tutt’al più si disperano della forma a pera. Scomodano la frutta gli specialisti in ritocchi e ritocchini quando devono catalogare le natiche dei loro pazienti.
I personal trainer sono meno bucolici, scuotono la testa, e «caricano» la scheda di esercizi, visto che i glutei sono fra i muscoli più forti. Di questi tempi più che mai. La chiamano «natica-mania»: colpisce le donne e gli uomini, in egual misura. Vorrà ben dire qualcosa se una grande azienda di macchine da palestra ne ha messa a punto una specifica per glutei di marmo; se più di una griffe (da Fiorucci a Gilli) ha lanciato sul mercato un jeans che alza e modella il pesante (a volte) fardello. In primavera c’erano pure dei collant «tonificanti e modellanti», ora fa caldo e non restano che le mutande (per lui e per lei, una specie di braghetta) che in più «riducono», come promettono anche una caterva di creme, gel, oli, spray. Poi ci sono i nuovi costumi (meno tanga perché si è capito che donano a poche) e più slip (forme quasi anatomiche).
E poi i massaggi, gli elettrostimolatori, una marca inglese di sneakers. E corsi specifici in palestra. E segreti più o meno antichi come le docce gelate alternate a quelle calde. Con il bisturi la faccenda si fa seria e delicata: c’è la tecnica del filo che tiene su l’impalcatura traballante o la liposuzione con ponteggi qua e là. «Noi però - racconta Alessandro Rodella, patron del concorso per trovare il sedere-testimonial 2006 dell’azienda di intimo Roberta - fra le diecimila concorrenti che abbiamo selezionato ne abbiamo trovata solo una con i glutei "ricostruiti": erano disarmonici rispetto al corpo». L’uomo parla con cognizione di causa: «Ora siamo a 400 ragazze, fra i 18 e i 22 anni...». Solo quattro anni di limite? «La maggiore età è il momento di massima tonicità, almeno così dicono gli esperti».
Che la natica-mania sia una battaglia persa? «Nel mio Paese - si fa seria Fernanda Lessa - su sedere e pancia non si discute: devono essere perfetti. Forse perché viviamo in spiaggia e lì gioielli, vestiti e tacchi non servono. Io faccio un’ora e mezza al giorno di pilates. Non so, se come dicono, noi brasiliane non ne abbiamo bisogno, però certo a 28 anni non smetto di allenarmi per vedere se il mio fondoschiena regge!». La modella spiega anche come smascherare un falso bel sedere: «Con i jeans di oggi (il capo del momento, non a caso ndr ) tutti i fondoschiena hanno dignità, ma alla prova minigonna reggono solo quelli veri».
Piero Piazzi, storico talent scout, sostiene che le modelle si dividono in due categorie: quelle da passerella («e non importa se non hanno un sedere perfetto) e quelle che già vedi faranno fortuna nell’intimo («Prendi Gisele Bundchen o Adriana Lima, sudamericane, naturalmente»). «L’unica fu Carla Bruni, aveva un fondoschiena spettacolare che "curava" con ore di step». La leggenda narra che fu proprio durante un allenamento nella gym del Principe Savoia a Milano che Mike Jagger la vide (o lo vide?) e perse la testa. D’altronde quando è bello, è bello. Senza esagerare nel custodirlo, come ha fatto Jennifer Lopez che il suo (primo nella classifica mondiale 2005 insieme a quello di Brad Pitt) lo ha «assicurato» per un milione di dollari.
Meglio prenderla come fa Tyson Beckford, 33 anni, di New York, padre jamaicano madre cinese, dal ’91 modello fra i più pagati al mondo (è testimonial esclusivo di Ralph Laurent e Pirelli): «Mai, in tanti anni, ho sottovalutato glutei e vita: fondamentali per il mio lavoro. Ti assicurano un portamento perfetto. Cosa faccio? Due ore al giorno di squat con il bilanciere. La tonicità mi serve anche a resistere nell’abitacolo della mia auto quando corro in formula 3». E le donne non resistono: «Beh, è vero le ragazze dei paddock sono sempre lì a commentare. Dicono che guardano le mani, loro, forse per discrezione, però...». Infastidito? «E perché?». Qualche «mano morta» di troppo? «No! Per me, ma credo anche per gli altri uomini, una mano sul sedere non l’associ alla volgarità».
Paola Pollo
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categoria:look, sesso
sabato, 28 maggio 2005

I doveri dell'amicizia ammettono una sola eccezione: quella di non confidare all'amico i propri difetti, che, se fosse possibile, non dovrebbero essere confidati neppure a se stessi.

Baltasar Graciàn

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categoria:amicizia
venerdì, 27 maggio 2005
Vista di giorno, Villa Campolieto a Ercolano è una meraviglia. Una terrazza sul golfo di Napoli. A destra Ischia, Procida (bassa e invisibile quasi), Capo Miseno e i Campi Flegrei. A sinistra, nascosta da alberi, Capri con il suo profilo di vecchio scarpone o di coccodrillo in agguato. Di fronte l'azzurro del mare. Da via Caracciolo, invece, di fronte vedi proprio Capri. E' una prospettiva diversa. E poi la sera calda, ancora dolce, aveva echi dannunziani, sciropposi, un po' da sceneggiato tv. Attorno il fascino di orti, terreni incolti, case vive ma diroccate, con le mura che mostrano il tufo secolare, vecchio, grigio, ma resistente. Tutto ricorda una solida nobiltà, anche sotto l'apparente miseria. E alle spalle il Vesuvio, che senti come un fratello che ti protegge, finché vuole, o può minacciarti e distruggerti con la sua lava. Tutto nero.

Colonna sonora: "Desert rose" di Sting e Cheb Mami e "Senor Blues" di Taj Mahal.
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categoria:napoletana
venerdì, 27 maggio 2005
Dovevo fare quattro passi per Toledo, lasciando sul divano un libro scemo, prendere un caffè al bar. Arrivare fino a Ponte di Tappia. Un po' il solito percorso. Di mattina. Zingarelle con neonato appostate fuori le banche. Facce conosciute e sconosciute. L'iPod a fare da colonna sonora. Insomma, il solito giro, dimezzato pure 'sta volta. Ho saltato la palestra, almeno non sono rimasto seduto a perdere tempo con cretinate. Era piacevole passeggiare, non fa caldo, se si evita il lato assolato.
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categoria:napoletana, sospensioni
venerdì, 27 maggio 2005

Gli amici sono veicoli al piacere e vanno frequentati in quanto tali e abbandonati quando vogliono erigersi a consiglieri.

Ennio Flaiano

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categoria:amicizia
giovedì, 26 maggio 2005

Ritengo che l'amicizia vada perfettamente d'accordo con il sesso. Non vedo perché occorra escludere per principio il corpo amico.

Margriet de Moor

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categoria:amicizia, sesso
mercoledì, 25 maggio 2005

Tutti vogliono avere un amico, nessuno si occupa d'essere un amico.

Alphonse Karr

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categoria:amicizia
martedì, 24 maggio 2005
C'è un venticello fresco che entra dalla finestra. Uno zefiro di maggio, direbbe il cavalier Marino, facitore di meraviglie (e chi non sa stupir vada alla striglia). Una carezza da accompagnare con una poesia di Caproni ("L'ora tra l'ultima rondine e la prima nottola", ma non è questa l'ora, questa è l'ora dei demoni meridiani, peccato che non carcarèa il sole) o con una canzone di Elvis Costello (perché siamo crudeli?), o provando a leggere nel greco che ignoro l'Itaca del bel viaggio di Kavafis (Vangelis la recitò sdraiato sul divano che imita Depero). Un venticello fresco fa svolazzare i pensieri con delicatezza, noi li posiamo dove capita, godendoci il valore e il sapore della superficialità che altri disprezzano, senza essere capaci, loro, di scendere nelle profondità dell'animo. Io non ci provo a inabissarmi. Non ne vale la pena. Bisogna moderare l'apnea. Un venticello fresco e la finestra aperta.
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categoria:sospensioni
martedì, 24 maggio 2005
No, non mi sento vintage. Forever young. E non è il solito trucchetto che l'età anagrafica non conta. Io sono un futurista. Ma un futurista che non spara al chiaro di luna, lo fa diventare l'effetto di una palla di cannone accesa. E noi lo stiamo quasi raggiungendo, il futuro.
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categoria:lampi
martedì, 24 maggio 2005

Non bisogna giudicare gli uomini dalle loro amicizie. Giuda frequentava persone irreprensibili.

Ernest Hemingway

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categoria:amicizia
lunedì, 23 maggio 2005
Quanto mi piace questa canzone di Paolo Conte
"Diavolo Rosso"

Quelle bambine bionde
con quegli anellini alle orecchie
tutte spose che partoriranno
uomini grossi come alberi
che quando cercherai di convincerli
allora lo vedi che, sono proprio di legno

Diavolo rosso dimentica la strada
vieni qui con noi a bere un’aranciata
contro luce tutto il tempo se ne va…

Guarda le notti più alte
di questo nord-ovest bardato si stelle
e le piste dei carri gelate
come gli sguardi dei francesi
un valzer di vento e di paglia
la morte contadine
che risale le risaie
e fa il verso delle rane
e tutto ha
arriva sulle aie bianche
come le falciatrici di raccolto

Voci dal sole altre voci,
da questa campagna altri abissi di luci
e di terra e di anima niente
più che il cavallo e il chinino
e voci e bisbigli d’albergo:
amanti di pianura
regine di corriere e paracarri
la loro, la loro discrezione antica
è acqua e miele…

Diavolo rosso dimentica la strada
viene qui con noi a bere un’aranciata
contro luce tutto il tempo se ne va…

Girano le lucciole
nei cerchi della notte…
questo buio sa di fieno e di lontano
e la canzone forse sa di ratafià…

E forse mi piace più la versione dal vivo, che quella da studio. Stranamente.
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categoria:musica, poesia
lunedì, 23 maggio 2005
Sul balcone, nelle sere di maggio, guardare i tetti e le finestre di Napoli, la massiccia mole rossa della Nunziatella sulla sinistra, uno scorcio aperto tra gli alti palazzi che risalgono verso il Corso e poi il Vomero sulla destra. Nelle orecchie "Adieu l'amour" di Bellemou Messaoud, magico rai registrato a Milano dal vivo, e i ricordi algerini di ormai quindici anni fa. I tetti di Napoli, come in un film in bianco e nero, rafforzato dal buio e dalle luci che escono dalle finestre. Fa tanto De Sica e poco Hitchcock. Più "Giudizio universale" e meno "Finestra sul cortile". Qualche sprazzo di colore, una macchia che pare una pennellata di Domenico Morelli, o di un macchiaiolo qualunque. Mura scrostate. Queste sere napoletane, mediterranee, da passare sui balconi mi ricordano l'infanzia, l'àsteco scaruso. E un vocìo di zie, sedute sulle sedie di paglia, che sale dal basso. Che si raccontavano? Non ridevano mai. Erano serie, la sera. Zitelle o sposate, era lo stesso. I capelli annodati sopra la nuca e fermati da una pettenessa.
Bellemou canta, dura tanto 'sta canzone. La tromba, la voce. Dà calore. E non si ferma. Com'è strano pensare che sono già passati quindici anni dall'Algeria. Sono cresciuto, invecchierò. E, come diceva Borges, non ho ancora scritto il mio romanzo. I figli sono cresciuti. La mia vita si riflette nella loro come un'immagine rovesciata, vasi comunicanti che non tengono in equilibrio il liquido. Loro crescono, io anche. Ma non ringiovanisco. Semmai potrei fermarmi.
Quando poi sento il silenzio, o una nuova canzone che comincia, giro la testa a cercare un odore nell'aria. O anche un'ombra.
Tra quattro anni sarò più vecchio di mio padre.
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categoria:napoletana, sospensioni
lunedì, 23 maggio 2005

L'amicizia è sempre una soave responsabilità, non è mai senso d'opportunità

Gibran K. Gibran

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categoria:amicizia
domenica, 22 maggio 2005
Scrivana mi ha passato il testimone musicale e ora io proseguo il suo gioco perverso (perché perverso, poi?).
L’ultimo cd che ho comprato:
"Magic time" di Van Morrison (dal Music Store di Apple, direttamente nel mio iPod).
Canzone che sta suonando ora:
Ora niente. Qualche ora fa "Putesse essere allero" di Pino Daniele.
Una canzone che ascolto spesso:
Una sola? "Stanze come questa" di Lucio Battisti.
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categoria:musica
domenica, 22 maggio 2005
La tranquillità della domenica mattina, dopo una lunga dormita, rigenerante solo in parte. Conta, alla fine, l'amore che ci circonda. Quello intenso, tenero, che si manifesta con un sorriso, quello un po' infantile.
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categoria:sospensioni
domenica, 22 maggio 2005

Per la maggior parte gli uomini hanno il torto - per non dire l'impudenza - di volere amici migliori di quanto non siano essi stessi, e di pretendere da essi servizi che non sarebbero capaci di dare. Prima di cercare qualcuno che ci assomigli, è meglio intanto essere una persona per bene.

Cicerone

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categoria:amicizia
sabato, 21 maggio 2005
Certi brutti periodi capitano spesso. Quelli pessimi capitano raramente, per fortuna. Questo per me è un periodo pessimo. Sul lavoro, naturalmente. Dove mi sento solo. Anzi, mi sento lasciato solo, a combattere contro i mulini a vento. Ho la mania di trasportare il carico da solo, ma ora il carico è troppo pesante. Mi sento in trappola, con diversi avvoltoi appollaiati che aspettano di vedermi tirare le cuoia. Io da questa trappola voglio uscire. Anche se chi ha la chiave dice che devo restarci ancora. Ma io ne uscirò.
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categoria:nausea
sabato, 21 maggio 2005

Che cosa può fare per te un amico quando si decide di costruire un aeroporto proprio sotto le finestre di casa tua o quando vieni licenziato?

Milan Kundera

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categoria:amicizia
venerdì, 20 maggio 2005

Si hanno un po' meno amici di quanto si supponga, ma un po' più di quanto si sappia.

Hugo von Hofmannsthal

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categoria:america
giovedì, 19 maggio 2005
Ho voluto fidarmi di Sorryso e così ieri pomeriggio, passando per Toledo, ho preso una sfogliatella riccia da Mary in Galleria. I gusti sono gusti, vabbé. Ma certe annotazioni puntigliose vanno fatte. A parte lo scarso fascino del negozietto, poco napoletano, non è possibile neanche pensarla la sfogliatella rustica con i friarielli, ma poi venderla è una barbarie. Continuando, non si mette lo zucchero velato così di default, senza chiedere al cliente se gradisce o non gradisce. Io non gradisco e non gradisce nemmeno la mia camicia. Ma veniamo alla sostanza: la sfoglia era decente, bella croccante, ma l'impasto era modesto, troppo cremoso e poco ricco di "condimenti" e di canditi al punto giusto. Insomma, una riccia come tante. Sorryso, vuoi mettere il gusto retrò di Pintauro? Anche il negozietto è così anni Sessanta, con il lumino elettrico davanti alla foto della mamma morta, le vetrinette d'antan, il forno bello ingombrante. L'occhio vuole la sua parte. L'unico appunto per Pintauro è che la sfogliatella è sempre un po' (ma solo un po') unta, soprattutto quando non è appena sfornata e quando non è completamente raffreddata.
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categoria:piaceri, napoletana
giovedì, 19 maggio 2005

Un uomo viene giudicato secondo gli amici che ha.

Baltasar Graciàn

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categoria:amicizia
mercoledì, 18 maggio 2005

C'è il sole, ma pure uno strano vento che soffia tra i palazzi con un ululato da brughiera scozzese. Stupori di maggio. Quella fetta di golfo che si vede dalla mia finestra mostra qualche nuvola su un mare arricciato.

In giro per la spesa a via Cavallerizza. Le ciliege maggiaiole a 8,90 al chilo. E allora non vale la pena comprare il terzo iPod della casa, un piccolo Shuffle? O prenotare un volo diretto Napoli-New York, andata e ritorno, a meno di 450 euro? Non c'è rapporto.

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categoria:
mercoledì, 18 maggio 2005
Faccio fatica a trovare qualcosa da raccontare che non sia la mia fatica, o anche la mia stanchezza. Anche andare a scavare lontano nel tempo non ha senso. E il presente è fatto di parole. E parole su parole è un tormento. Un giro di vite dentro di noi per non trovare nulla alla fine. Un torchio per spremere solo aceto. Certi giorni, certe settimane, certi mesi. Eppure nessuno conosce Roquentin meglio di me. E' cattivo, ma di una cattiveria allegra. Iroso, ma sorridente, dopo. Eppure non vorrei conoscerlo.
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categoria:nausea
mercoledì, 18 maggio 2005

Ho capito qual è l'unico significato che al giorno d'oggi può avere l'amicizia: è indispensabile all'uomo per il buon funzionamento della sua memoria. Ricordarsi del proprio passato, portarselo sempre dietro, è forse la condizione necessaria per salvaguardare, come si suol dire, l'integrità dell'io. Per fare in modo che l'io non rimpicciolisca, che mantenga immutato il proprio volume, bisogna annaffiare i ricordi come dei fiori in vaso, e tale operazione richiede un contatto regolare con i testimoni del passato - ossia con gli amici, che sono il nostro specchio, la nostra memoria.

Milan Kundera

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categoria:amicizia
mercoledì, 18 maggio 2005
Il tormentone polifonico sulle donne è finito. Così Ariachiara sarà contenta. Ma ne faccio subito cominciare un altro. Più breve.
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categoria:lampi
mercoledì, 18 maggio 2005

Sei donna? E che vuoi di più?

Mino Maccari

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categoria:donne
mercoledì, 18 maggio 2005

Le donne devono fare qualunque cosa due volte meglio degli uomini per essere giudicate brave la metà. Per fortuna non è difficile.

Charlotte Whitton

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categoria:donne
martedì, 17 maggio 2005

Una donna piacevole non costa più di una donna spiacevole; infatti costa infinitamente meno.

Ezra Pound

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categoria:donne
martedì, 17 maggio 2005

Quando la donna che t'ama, ti loda, non t'insuperbire: loda se stessa.

Ugo Ojetti

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categoria:donne
lunedì, 16 maggio 2005

Viene un buon odore dalla cucina.

Stamattina ho deciso che è venuta l'estate. Quindi ai piedi le snipe, pantalone bianco di cotone grezzo, camicia con le maniche arrotolate.

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categoria:look
lunedì, 16 maggio 2005

Gli uomini passano per essere crudeli, le donne invece lo sono. Le donne sembrano sentimentali, gli uomini invece lo sono.

Friedrich Nietzsche

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categoria:donne
lunedì, 16 maggio 2005

L'inferno delle donne è la vecchiaia.

François de La Rochefoucauld

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categoria:donne
domenica, 15 maggio 2005

Molti hanno paura di quella donna: ha mandato più uomini in bianco del colesterolo.

Franco Merafino

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categoria:donne
domenica, 15 maggio 2005

La perfidia femminile ha questo di buono, che guarisce dalla gelosia.

Jean de La Bruyère

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categoria:donne
sabato, 14 maggio 2005
Dovevo andare da Pintauro per una sfogliatella riccia. Ci dovevo andare. Erano quasi due settimane che non tornavo a via Toledo. Non andavo a caccia di pruvàse, no. Piuttosto dei colori e del caos del maggio. Piazza Plebiscito è occupata da una gara di equitazione. Nella tarda mattinata c'era meno bordello di quanto m'aspettassi. Da Pintauro dunque, iPod d'ordinanza a pompa con Springsteen, vestito grigio e camicia rosa, occhiali scuri (quelli del FaceRoll, issi medesimi), sbarbato e brizzolato. Da Pintauro, dunque, mangiavo la mia delizia erotica, che unge le mani come un organo che pulsa di piacere. Da Pintauro, dunque, che faceva pure caldo, è entrata una famiglia: lei cavallona, lui babbo e un figlio adolescente. E che hanno fatto? Hanno ordinato due frolle. Sono uscito indignato, a lanciarmi nella folla. Via verso il Ponte di Tappia, scansando turisti, accattoni vari, vecchiarelle 'mbambalute. Via, perché a sentire solo la parola frolla mi si è scatanata la rinite allergica. 'Sta rinite del cazzo poi, un mese di cortisone e un mese di antistamici e rieccola qua. Beccata a Torino e trasportata qui, a farmi compagnia.
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categoria:napoletana
sabato, 14 maggio 2005

Essere donna non è una professione raccomandabile: è diciamolo pure il primo, inevitabile passo per diventare una puttana.

Giorgio Manganelli

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categoria:donne
sabato, 14 maggio 2005

Ogni uomo ama due donne: una è creazione della sua immaginazione, l'altra non è ancora nata.

Gibran K. Gibran

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categoria:donne
sabato, 14 maggio 2005
Riprendo i viaggi. Lascio incompleto l'Iraq funesto del 1999. Ne ho le scatole piene dell'Iraq che tracima dalla tv e dai giornali. Il mio è stato un Iraq magico e fetòso. Povero e assillante con la sua povertà. Quindi, per seguire gli anni, mi tocca la Grecia del 2000, che per me è stata la quarta Grecia, per la prima volta in quattro, famigliola aggrazziata e ben assortita. Con tanta voglia di sole e mare. Quello che si sogna in questo maggio odoroso che non ho ancora annusato. E allora, e allora era l'inizio dei miei viaggi senza itinerari definiti. Serendipity e così fu. Sbarco a Patrasso di sera tardi, con l'idea di girare il Peloponneso dei laconi e degli spartani, della ruvidezza montanara e delle digradanti colline, che cinque anni dopo immagino (o ricordo) virgiliane. Sia come sia, la prima sera ci fermammo a Nauplia, la prima capitale. Ci arrivammo dove aver scartato mete dai nome magici. Micene? Tirinto? Vedemmo la fortezza sulla montagna illuminata, cercammo un albergo segnalato dalla guida, andando avanti e indietro per un porto vasto e anonimo. Poi ci fermammo in un albergo un po' anonimo pur'isso (ma con un breakfast strepitoso). Nella piazza un po' venezianeggiante di Nauplia ci si poteva perdere, noi trovammo, in un vicoletto, una taberna che fece il moussaka (o la moussaka? Sono anni che vado in Grecia e non lo ricordo mai) della nostra vita. Buonissimo. Anche un po' dolce. Poi la mattina dopo cercavamo un alloggio verso Tolò, vedemmo spiaggie tristi, di rocce piatte, facemmo un bagno indolente, poi si ritornò verso Nauplia, ci fermammo in una spiaggia piccola, con poca sabbia e un estiatorio che cucinava pesce. C'erano i soliti napoletani, sulla spiaggia. Fingevo di non capirli. Poi, dopo la frittura di pesce di rito, via verso sud. L'Arcadia. Ma sbagliammo strada dopo un pieno di benzina. Schermaglie e ricerca di una domatio, parlando con ragazzi che conoscevano benissimo l'inglese. Finimmo in un cul de sac chiamato Poulithra, poco dopo Leonidio, la città che sedusse Henry Miller, meno me. Non riuscivo a immaginarlo come un set di John Ford, tra indiani, rocce rosse e cowboy. A Poulithra c'è una spiaggia di sassi e tanti pesci colorati, greci e un bar sulla spiaggia che prepara uno yogurth al miele, molto costoso, ma buono. La sera si va a Plaka, verso Leonidio. Ristorante sul porticciolo, uno dei tanti, camerieri in costume da bagno, cucina grande. Cuoche chiacchierone. Ho delle foto, per quel che servono.
Da Poulithra via verso una città chiamata Neapolis. Volevo dormire in un'altra Napoli. In fondo alla Laconia. Sosta a Monemvassia. Turismo. Scalate. Bigiotteria. Un gelato. Foto. Cupole bizantine. E poi (o forse prima) strade di collina e una taverna che serviva interiora di capra (ottime) e vecchietti che la domenica (era domenica?) ballano. Tv con il volume a palla per seguire un'incomprensibile e inconcludente soap opera greca, attori sudati con i baffi, segretarie un po' loffie, roba quasi mediorientale. E poi verso Neapolis per dormirci una notte sola e virare verso Elafonissi dei nostri sogni e dei nostri ricordi. Microscopico isolotto con l'azzurro più azzurro della Grecia e Simos, la spiaggia tropicale di fronte a Citera (sabbia dorata, mare-mare-mare voglio annegare, cornice che può farti piangere dalla felicità, perché puoi convincerti che dio esiste se esiste Elafonissi, se esiste Simos, dopo quattro chilometri di strada sterrata e sassosa). E la sera nel micropaesino a mangiare le triglie fritte (la barbounia, parakalò) più buone del mondo e stare sul pontile della chiesetta persa nella cartolina liquida dello Ionio che è ormai Egeo, o quello che vi pare, stare sul pontile a guardare i granchi che vagolano sulle rocce o il traghetto che va e viene dal Peloponneso. Basta, andate a Elafonissi se, cinque anni dopo, è ancora quel che era: un angolo di estate dorata, rifugio, tana, felicità perché nessuno sa dove sei.
Il meltemi ci spinse via. Prima a Sparta, dove, in quel che resta della città antica, un acropoli vuota, raccontai ai bambini di Paride ed Elena, di Menelao e della guerra di Troia. Tutto cominciò qui. Da Sparta all'eternità. E Sparta sembra più una cittadina asiatica che la patria di Leonida. Dormimmo al Cecil, grazioso angolo di un crocevia senza centro. All'albergatore feci assaggiare il caffè fatto con la moka che mi portavo dietro. Luntano 'a Napule nun se po' stà. Quindi Mystras, ruderi franchi in pieno Mediterraeo. Quento è strano il Peloponneso. Vidi solo turisti francesi. Ma poi, discesi a valle, prima di affrontare le curve del Taigeto, pranzo all'ombra di un fico gigantesco. Solite pietanze, ma al fresco, tovaglie di carta, birra Mythos. Birra.
Dove andammo poi? A sì, a Kalamata, ma non ci piacque e marciammo verso Finikoundas, colonia tedesca, in fondo alla Messenia. Trovammo una stanza che erano già le nove di sera. Austriaci. Il proprietario aveva una moto con la scritta Born to be wild. Faccia da Steppenwolf fuori tempo massimo. Conoscemmo dei salernitarni che sono diventati amici e complici di incursioni greche. La sera di andava a Koroni o Methoni. Scoprimmo la spiaggia di Voidokilias, sopra Pilos. Vicino alla grotta di Nestore. Posto magico come tutto in Grecia. Un semicerchio di sabbia, dopo una palude. E nella grotta di Nestore, dove Hermes avrebbe nascosto le mandrie rubate ad Apolo, ci saranno entrate appena una quindicina di vacche. Grandezza della mitologia, abbagli di demoni meridiani. Finikoundas era tranquilla. La sera si andava in un baretto gestito da una giovane napoletana-tedesca. Mojito e io portavo i cd di Pino Daniele. Dei ragazzi napoletani che passavano fuori il bar si meravigliarono. Cazzo, Pino Daniele lo conoscono pure qua. E io zitto. Amore senza fine.
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categoria:viaggi
venerdì, 13 maggio 2005

L'unico modo di trattare una donna alla pari è di desiderarla come uomo.

Ennio Flaiano

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categoria:donne
venerdì, 13 maggio 2005

Un uomo sulla luna non sarà mai interessante come una donna sotto il sole.

Leopold Fecthner

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categoria:donne
giovedì, 12 maggio 2005
Il gossippone su Fini e la Prestigiacomo è una bella conferma del pettegolezzo malattia senile del giornalismo. Non per fare i moralisti, ma che ce ne frega? Peggio per lei. E anche peggio per lui. Berlusconi li fa e poi li accoppia.
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categoria:notizie
giovedì, 12 maggio 2005
Il bafuogno (il caldo opprimente e l'aria ferma) mi schianta e mi mette di malumore. Più del lavoro, di questo lavoro che sto facendo da sei mesi e che non mi diverte più. Ogni giorno devo friggere il pesce con l'acqua. E' dura. Soprattutto perché non resta tempo per nient'altro.
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categoria:nausea
giovedì, 12 maggio 2005

Sapreste immaginare una donna che per mille e una notte lasci che l'amante le racconti le favole?

Stanislaw Jerzy Lec

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categoria:donne
giovedì, 12 maggio 2005

L'uomo che dice male delle donne dice male di sua madre.

Carlo Dossi

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categoria:donne
mercoledì, 11 maggio 2005

Da sedici anni in su, la donna non ha da guadagnare che in dimensioni.

Alphonse Karr

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categoria:donne
mercoledì, 11 maggio 2005

Le donne ricordano solo gli uomini che le hanno fatte ridere; gli uomini solo le donne che li hanno fatti piangere.

Henri de Régnier

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categoria:donne
martedì, 10 maggio 2005
Ascolto di sottofondo il nuovo album di Massimo Ranieri, il terzo della serie napoletana. Qualche classico, qualche Carosone, qualche Modugno. E poi "Era di maggio". Non tutto mi convince di questa trilogia (per ora) fatta con Mauro Pagani. Amo il Ranieri popolare, quel giovanotto di Santa Lucia che cantava "'O surdato nnammurato" a squarciagola e non sussurrato come gli aveva insegnato Anna Magnani, quell'eterno scugnizzo che ancora mi fa commuovere quando sento "Lacreme napulitane" (si 'e figlie vonno 'a mamma, facitela turna' chella signora). Ma adoro, come la mia infanzia inconsapevole ridotta a brandelli eseniniani ora, adoro "Rose rosse", "Vent'anni", "Erba di casa mia", "Via del conservatorio", quella faccia da ragazzo impunito, già bravo e destinato a diventare sempre più bravo.
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categoria:musica, napoletana
martedì, 10 maggio 2005
C'è un bel silenzio stasera. Anche dentro di me. Tutto diventa relativo, lontano, come un fuoco che brucia all'orizzonte di una campagna notturna. Tutto diventa opaco, come visto attraverso il vetro appannato di un auto che viaggia su una strada solitaria. Tutto.
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categoria:sospensioni
martedì, 10 maggio 2005

Per certi uomini la donna ideale è un incrocio tra una lavastoviglie e una prostituta.

Ornella Muti

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categoria:donne
martedì, 10 maggio 2005

La donna ideale deve soddisfare l'anima, lo spirito, i sensi. Non trovando riuniti i tre requisiti nella stessa persona, è consentito il frazionamento.

Alessandro Morandotti

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categoria:donne
martedì, 10 maggio 2005

Ogni donna, quando si prende un amante, dà maggior importanza a come quest'uomo è visto dalle altre donne che da lei stessa.

Nicolas de Chamfort

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categoria:donne
lunedì, 09 maggio 2005
In certi casi, quando la misura è colma, bisogna svuotare il piscituro dalla merda. Scusate l'immagine fedita, ma è la sola che possa rappresentare con efficacia certe situazioni. Bisogna avere il coraggio di fare un passo indietro, con chiarezza, con trasparenza, ma con fermezza. L'avidità altrui va assencondata. Bisogna dargliene finché si strozzino. Io ho sempre preferito il fottere al comandare. Invece si sa, chi non scopa vuol comandare. E' la sua libido. Che comandasse. La ritirata è l'unico atto di coraggio. Non sarà una ritirata strategica, sarà piuttosto la mossa del cavallo, quella che ti fa saltare le torri e tutti i pezzi che marciano dritto, frontali. Che vadano a precipitare nel loro burrone.
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categoria:nausea
lunedì, 09 maggio 2005

Io non cerco più di capirle, le donne. Le chiavo e basta. Si risparmia un bel po' di fatica, così. Una donna a scoparla ci impieghi una ventina di minuti. Ma però non ti basterebbe una vita per rispondere a tutte le domande che ti poni in quei venti minuti.

Henry Miller

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categoria:donne, sesso
lunedì, 09 maggio 2005

Una donna innamorata è capace di tutto. Esattamente come una che non lo è.

Roberto Gervaso

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categoria:donne
lunedì, 09 maggio 2005

La donna che si fa avanti nel mondo in cerca di mete acquista un possesso magnifico, l'assoluto.

Simone de Beauvoir

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categoria:donne
lunedì, 09 maggio 2005

Io non credo che in nessun paese esistano donne più atte delle andaluse a far concepire il disegno d'un rapimento, ma perché davvero paion fatte apposta per essere prese, abballottate e nascoste, tanto sono piccole, leggere, rotondette, elastiche, morbidine.

Edmondo De Amicis

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categoria:donne
domenica, 08 maggio 2005

Finita tra trasferta, odo augelli far festa. A casa. Valigie completamente disfatte. Musica elettronica per accompagnare il rientro. Sacry World Theory. Lali Puna. Le conseguenze dell'umore. Tra poco torneranno le donne, con qualche recupero. Torino? Ho visto poco, attraverso i vetri dei taxi. Lontano dal Lingotto. Strade geometriche. Monumenti nella notte, la prima guerra mondiale. Venaria Reale, la sta restaurando una ditta di Casagiove. Paese che vai, campano che trovi. La prima sera, mentre aspettavo conferme da Vincenzo Cerami ho anche assistito a un concerto di corni. Da cui ho dedotto, anche guardandomi attorno, che i Savoia erano dei francesi un po' burini. Terroni pure loro. C'è sempre qualcuno più a nord di noi. Strade squadrate. Angoli retti per impazzire. Che cosa avete fatto a Nietzsche? E a Salgari? E a Pavese? Geometrie per uscire fuori di testa. Non solo perché non si trova da parcheggiare. E' la città dell'auto, per la miseria. E hanno cominciato a scavare per costruire la metropolitana, hanno dovuto aspettare che morisse Gianni Agnelli. Strade squadrate, di notte. Le tre galline. Il bollito da condire con il bagnetto di rafano o di mostarda o con altri colori. Da bere? Barolo. Purché non sappia di tappo. A tavolo due napoletani della diaspora. E via a parlare di Napoli, loro male, io con ironia. Mi sentivo come un israeliano che vive a Gerusalemme e che subisce gli attentati, mentre a New York gli ebrei che hanno studiato parlano male di Sharon. Le tre galline. Barolo? Vada per il Barolo. In mancanza di Falerno. E giù a discutere di quanto sia piena di polvere la bella giornata. E di come la Storia sia passata più in fretta dello storicismo, nelle teste di molti dottori, li chiamano dottori e professori e senatori. Chiacchiere bollite. Il Po. Torino, tredici anni dopo. Quando sto andando via, scopro che la Juve ha battuto il Milan.

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categoria:viaggi, napoletana
domenica, 08 maggio 2005

A colazione con Tahar e con Larsson, svedese che sembra un divo più che uno scrittore. Parla anche bene l'italiano. Oltre che il francese. Non era scalfito dallo sguardo adorante delle sue lettrici, lo Svedese. Potevo godere un po' della sua luce riflessa. Ma non ho mai letto un suo libro. Lui invece mi parlava di Napoli. Una città che rifiuta il suo porto, ha detto. E' una città che rifiuta il suo mare, ho aggiunto io. Tahar ascoltava e poi ha parlato del suo nuovo libro, dedicato alla madre. Bene, gli ho detto, dopo "Giorno di silenzio a Tanger", dove trasfiguravi tuo padre, era ora che pensassi anche a tua madre.

Finalmente stasera, per me, finisce. Poi controllerò il gran finale da Napoli. Non ho neanche visto che cosa abbiamo fatto gli altri. A quest'ora è tutto a pressione bassa.

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categoria:viaggi
sabato, 07 maggio 2005
Una mattinata tranquilla prima del ritorno. Domani. Tutto passa. Un sabato torinese tranquillo, dopo una serata di micro-mondanità. Una grande casa editrice (tradizione torinese, ormai berlusconizzata, i guai del Divo Giulio) che invita gli amici in una pizzeria pseudo-napoletana. Molto camp. Già dal nome: Fratelli La Cozza. Pizza decente e anche la pastiera. Ma roba da esportazione, solita discussione con il pizzaiolo a spiegargli che non esiste la pizza napoletana. Tutte le pizze sono napoletane. Quella che lui battezzava Napoletana era una Romana con l'aggiunta di capperi. I capperi, mamma mia e che viviamo a Lampedusa o a Salina? Tra una sala e l'altra c'era Piero Chiambretti con una giacca a righe stropicciata. Poi ai murazzi, per la festa di una giovanilistica e giovane rampante casa editrice romana. Discoteca sul Po, popò popò, pieno di giovani marocchini che avrebbero fatto la delizia di Tondelli o di Roland Barthes (andatevi a sciroppare "Incidenti" e capirete). Musica per ballare, a volte decente. Una dentiera luminosa intermittente. Made in China. Per ora vi basti questo. Ah, ho incontrato Tahar, è nel mio albergo. Era a colazione con Larsson. Lo rivedrò alle 14.
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categoria:viaggi
venerdì, 06 maggio 2005

Quanta carta. Quanta gente. Ma quanti leggono? Tutti parlano. Il solito tran tran mediatico. Ognuno a cercarsi una storia che lo emozioni.

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categoria:lampi
giovedì, 05 maggio 2005
Da oggi, tra qualche minuto comincia la bagarre. Sommerso dai libri, comincio a non sopportarli più. Quando il piacere diventa un lavoro può trasformarsi in un tormento.
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categoria:lampi
mercoledì, 04 maggio 2005
E chi se l'aspettava che qui, a pie' del monte, sotto le Alpi, facesse così caldo. Non vi lascio mai soli, un buco lo trovo sempre per ficcare qualche post. Ora aspetto una telefonata e una serata. Tutto deve ancora cominciare. Formiche che lavorano.
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categoria:attese
martedì, 03 maggio 2005
Approfitto di cinque minuti di tranquillità (ma so già che i postulanti telefonici non mi daranno tregua) per annunciare una settimana di contatti a singhiozzo. Sarò lontano da Napoli e dal desk (ringraziann'a maronna) fino a tutta domenica. Potrò collegarmi quando potrò, chiedendo le solite cortesie. Ma se troverò un Internet point potrò lasciare il segno.
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categoria:sospensioni
martedì, 03 maggio 2005

Perché un uomo non riesce a parlare della sensualità femminile senza dire enormi stupidaggini?

Colette

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categoria:donne
martedì, 03 maggio 2005

Nella vita non bisogna essere troppo curiosi né dei segreti di Dio né di quelli della propria moglie.

Geoffrey Chaucer

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categoria:donne
martedì, 03 maggio 2005

Delle donne non vince quella che corre dietro né quella che scappa, vince invece quella che aspetta.

Elias Canetti

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categoria:donne
lunedì, 02 maggio 2005
Ho letto da qualche parte che ci sono più atomi in poche gocce d'acqua che stelle nell'universo. Abissi da Castorp, da "Montagna incantata" di Thomas Mann.
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categoria:lampi
lunedì, 02 maggio 2005

L'età delle donne si calcola sommando quella che dicono di avere a quella che dà la loro amica e poi dividendo per due.

Leo Campion

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categoria:donne
lunedì, 02 maggio 2005

Anche la scienza soddisfa la curiosità femminile. Spinta dalla sete di sapere, non sopporta che l'uomo abbia segreti fuori di casa.

Karl Kraus

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categoria:donne
lunedì, 02 maggio 2005

Gli uomini fanno le leggi, le donne le abrogano.

Alphonse Karr

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categoria:donne
lunedì, 02 maggio 2005

Resta dubbio, dopo tanto discorrere, se le donne preferiscano essere prese, comprese o sorprese.

Gesualdo Bufalino

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categoria:donne
domenica, 01 maggio 2005
E come me lo festeggio 'sto primo maggio del sasiccio? Ascoltando "Primo maggio di festa" di Claudio Lolli. Primo maggio di festa nel Vietnam. E morire senza il sole del Vietnam. Trent'anni fa. The deer hunter. Un colpo solo, un colpo solo. Bang. E addio Nick. E confondo la testa col mondo e col Vietnam. E questo saxino morbido da zingaro felice. Avevo pochi anni e vent'anni (manco quelli avevo) sembran pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più. Lo so che sono vecchio, lo so che ho già vent'anni. E lei rispose ti sposerei lo stesso, anche se ho sempre detto: voglio andare a letto con un uomo. Non sarò il tuo manico di scopa, travestito da amante o da marito, il lampadario che ti toglie il reggiseno, non conterò i giorni alle tue lune per far l'amore senza rimborso spese. Il dentifricio che fa a pugno con il vino. Per questa volta almeno sarò la tua libertà, per questa volta almeno la nostra libertà, e la piazza calda e dolce di questa città. Ma nella nostra piazza non passò mai una lepre pazza. Meglio così.

Nota bibliografica: "Primo maggio di festa" (Claudio Lolli); "Il cacciatore" (Michael Cimino); "Bufalo Bill" (Francesco De Gregori); "Due ragazzi" (Lucio Dalla); "Anna di Francia" (Claudio Lolli); "Piazza bella piazza" (Claudio Lolli).
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categoria:musica, cinema, anniversari
domenica, 01 maggio 2005

C'è qualcosa di peggio di una donna che vive da sola: una donna che dice che le piace vivere da sola.

Thelma Ritter

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categoria:donne
domenica, 01 maggio 2005

Due specie di donne: le une vogliono aver bei vestiti per esser belle; le altre vogliono esser belle per aver bei vestiti.

Alphonse Karr

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categoria:donne
domenica, 01 maggio 2005

La donna anche se piange, si mira nello specchio.

Libero Bovio

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categoria:donne