venerdì, 31 dicembre 2004
Qualche considerazione marginale (ma forse, a ben vedere, sostanziale) sulla catastrofe in Asia. Forse non è l'argomento ideale per un congedo dal 2004, ma fa niente (almeno per me). Ebbene, le cifre sono spaventose. Stamattina alla radio ho sentito che un politico indonesiano diceva che forse il bilancio definitivo sarebbe di quattrocentomila morti (avete letto bene e io ho sentito bene). Non mi stupisco più di niente. Gli italiani dispersi (e a questo punto quasi certamente morti) sarebbero 600. Cifre da capogiro.

Ecco le considerazioni marginali. I corpi di moltissimi morti, tanti di occidentali, turisti e non, saranno bruciati, o sono già stati bruciati, senza neanche un'identificazione. Finiti nel nulla. Sotterrati nel fango di una fossa comune o dissolti tra le fiamme di una pira. Questa ecatombe è, così, anche una grande rivincita dell'anonimato sull'identità. In un'epoca in cui tutti possono sapere tutto di tutti, nel villaggio globale scopriamo che esiste il villaggio di capanne. Scopriamo che migliaia di persone possono scomparire nel nulla: inghiottiti da un'onda gigantesca o sotterrati senza un nome. E noi con i nostri satelliti, i nostri telefonini, il nostro Internet, ci sbattiamo quanto vogliamo ma riusciamo a togliere solo qualche goccia da questo oceano di orrore. E' la rivincita della natura sulla cultura. Andiamo a rileggere il "Dialogo tra la natura e un Islandese" di Giacomo Leopardi. Non è questione di pessimismo cosmico, è una grande lezione che ci dà l'Oriente: inutile aggrapparsi al nostro piccolo io che non vuole morire, che vuole lasciare un segno foscoliano da incidere nella Storia per l'eternità, inutile anche il piccolo gesto quotidiano di una foto che deve immortalare e immortalarci. Possiamo confessare di aver vissuto. Ma tutto viene spazzato via e diventiamo una scheggia senza nome, senza raggiungere il Nirvana, che manco cerchiamo. Come diceva il mio amico Meursault: dopo la morte vorrei una vita in cui ho memoria di me. Ora comprendiamo che la memoria, di noi e degli altri, può essere sommersa. Nessuno si salva.
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categoria:riflessioni
venerdì, 31 dicembre 2004

La masturbazione è la prima attività sessuale del genere umano: nel XIX secolo era una malattia; nel XX secolo una cura.

Thomas Szasz

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categoria:sesso
venerdì, 31 dicembre 2004

Ci sono molti uomini che leggono per non dover pensare.

Georg Christoph Lichtenberg

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categoria:letture
giovedì, 30 dicembre 2004

Per sei giorni non lavoro. Non mi pare vero, dopo un tour de force che è stato solo un test per prendere le misure a me e agli altri. Quando si cambia prospettiva, si cambia ordine mentale, si cambiano abitudini, quando si cambia questo e molto altro, si aprono nuovi orizzonti interiori. La nausea sartriana ci assale improvvisamente e diventa fisica, reale. Conati. I will survive.

Ora mi fermo e metabolizzo questa prima fase. Ho imparato molto e ora bisogna cambiare passo e scegliere ancora. Di nuovo.

L'unico rammarico: perdo qualche mattinata in palestra. E ho quasi abbandonato il corso d'inglese, a un'unità dalla fine. Ho voglia di mare, anche mare d'inverno. Di una lunga giornata in auto, a girare a vuoto, in cerca del nulla, di un cespuglio di erba secca ai margini della strada, di un rudere perso tra i castagni, di qualcosa che brucia nella sera improvvisa, di un faro abbagliante dietro una curva, di stringere le mani a pugno nelle tasche del giaccone e calcare meglio il cappello di lana in testa, di un bar fetente lungo la via per bere un caffè tostato male, di quelle facce dell'infanzia che restano familiari fino alla maturità anche se non hai mai saputo che nome portassero a spasso.

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categoria:sospensioni
giovedì, 30 dicembre 2004

Quando m’incastro in te a perfezione
e ti ho
amante e figlia contenta,
ci sto come il veliero
nella bottiglia.

Alberto Bevilacqua





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categoria:poesia, sesso
giovedì, 30 dicembre 2004

Un libro, un vero libro riceve da noi un'esistenza simbolica. E poiché il "simbolo" non s'accorda con la "critica", s'apre una lotta incessante tra il libro che vuol farsi "verbo" e la nostra diabolica mancanza di fiducia. Arriva il tempo in cui il simbolo viene cancellato. L'opera torna ad essere sottoposta ad una serie di domande. S'inizia così la seconda vita dei libri, che risponde alla seconda categoria dei lettori, i più intolleranti, coloro che abusano del loro calmo sguardo dei posteri (freddo quanto è ardente quello del profeta), e finiscono col rimproverare ai "novateurs de la veille" la loro timidezza.

Giovanni Macchia

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categoria:letture
mercoledì, 29 dicembre 2004
E' morto Eugenio Garin, maestro del Rinascimento italiano.

E sono ritornato indietro.
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categoria:addii
mercoledì, 29 dicembre 2004
I tempi di lavoro si vanno normalizzando. Da circa un'ora ho finito. Ma non so come impiegare la serata. Mi accompagna sempre un filo di preoccupazione. Siamo come i medici, sempre pronti alla chiamata. Domani ultimo giorno (sarà faticosissimo, immagino), poi sei giorni liberi. Ma devo fare un passaggio di consegne con i fiocchi.
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categoria:attese
mercoledì, 29 dicembre 2004

Affrontare il pubblico è come far godere una donna: devi andarci un po' piano e un po' forte, devi darle la tranquillità e la certezza che saprai andare fino in fondo.

Vasco Rossi

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categoria:sesso
mercoledì, 29 dicembre 2004

La lettura, deliziosa assenza della vita e di se stessi!

Alphonse Karr

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categoria:letture
martedì, 28 dicembre 2004
E' morta Susan Sontag.

Onore a una grande donna del Novecento.
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categoria:addii
martedì, 28 dicembre 2004
Due minuti di tempo ritagliati mentre è in corso uno spostamento di scrivanie, cassettiere, computer, telefono (l'unico che ancora non funziona e quanto mi manca per poter lavorare), carte varie, libri, cestino gigante, attaccapanni, sedia, armadietti (ancora pieni di polvere: soffro di allergia, ragazzo pulisci bene, altrimenti non ci metto piede in questa stanza).

Sarà questa la mia trincea. Ma siamo solo all'inizio, nonostante siano passate già più di due settimane. Ci sono già i primi feriti e le mie prime ferite (le farà rimarginare in fretta)

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categoria:sospensioni
martedì, 28 dicembre 2004

Sesso. Insieme al mangiare e al dormire è la cosa più divertente che ci sia.

Leonardo Pieraccioni

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categoria:sesso
martedì, 28 dicembre 2004

Leggere, leggere, leggere: sarò lettura un giorno forse anch'io? Sarò, mio creatore, mia creatura? Sarò quello che posso?

Miguel de Unamuno

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categoria:letture
lunedì, 27 dicembre 2004
Da due giorni soffia un vento terribile a Napoli. Sembra la bora di Trieste. Niente a che vedere con la tragedia asiatica, ma c'è emergenza pure qua. Hanno addirittura chiuso il porto, che non accadeva, credo, dalla seconda guerra mondiale. Una nave si è arenata a Vigliena. Hanno chiuso al traffico (anche pedonale, questo succede solo a Napoli) tutto il Lungomare. Non sono riuscito a dormire, alle 3 ero sveglio come se fosse giorno e mi sono messo a scorrere i blog. Insolito per me e per le mie abitudini.
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categoria:napoletana
lunedì, 27 dicembre 2004

In ogni coppia ci sono due cospiratori in cerca di un crimine; di solito il suo miglior surrogato è il sesso.

Adam Phillips

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categoria:sesso
lunedì, 27 dicembre 2004

Rileggere - Si usa per i classici che si leggono per la prima volta.

Giuseppe Pontiggia

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categoria:letture
domenica, 26 dicembre 2004

Di regali che contano (di quelli che vengono dalle persone che si amano) ne ho ricevuto uno solo: un elefantino di Swarovski con un bel cartoncino, serio e spiritoso, elegante con una foto di Jackie Kennedy. Poi, i regali di rito, vini di cui sapete e un cesto di salumi che ingrassano solo a guardarli (ne ho distribuito ai parenti per condividere i rischi di colesterolo). Ovviamente libri (tra i quali un'edizione dell'Inferno di Dante a cura di Cesare Garboli, da un editore che nonostante tutto amo ancora). Ma è stata brava chi è riuscita a far brillare l'elefante di cristallo. Io ho fatto pochi regali mirati. Ho ricevuto molte mail e sms di auguri. Ma non ho risposto quasi a nessuno. Forse solo qui e là, a caso. Ne approfitto ora per farli, a feste fatte, a tutti quelli che si avventurano coscientemente e incoscientemente su questo blog. Spiriti sopraffini oltre che affini.

E dalle 15 si riprende la marcia.

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categoria:tentazioni
domenica, 26 dicembre 2004

Gli anni ti ruberanno ogni attrattiva
e la tua fica s'allargherà fintanto
che pure i muli la rifiuteranno.
Anche il casino vi rifiuterebbe
la vostra fica ha il pelo grigio e sporco
e odora di... sì, lo capite.
Smettete d'affogarla di profumi
ormai la fica non vi serve a niente
se non a spisciazzare nel pitale.

François de Maynard









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categoria:poesia, sesso
domenica, 26 dicembre 2004

Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come fanno gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.

Gustave Flaubert

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categoria:letture
sabato, 25 dicembre 2004
Un post di Natale ve lo meritate, anche se siete quasi tutti scomparsi. Che fate a quest'ora? Smaltite ancora l'abbuffata del cenone e vi preparate a quella del pranzo? E' così, non fate finta che non vi riguardi, maiali. Be', anche a me non è andata diversamente, non sta andando diversamente. Con lo strascico di mal di testa del riveglio che l'aspirina di rito non riesce a cancellare. C'è un raggio di sole che illumina quella minuscola porzione di mare che questi palazzoni mi concedono di vedere. C'è un po' di mare anche per me, come c'è un po' d'Africa in quella magnifica canzone di Paolo Conte.
Ieri ho peccato di negligenza. Non ho rivisto, come faccio tutte le sacrosante vigilie di Natale, "La vita è meravigliosa". Devo recuperare oggi. E' una tradizione che non posso far cadere. Se gli altri non vogliono, lo vedrò da solo. Magari solo la scena finale. Non è Natale, per me, senza quella botta di ottimismo che mi dà Capra. Mi commuove, come sapete, fino alle lacrime. Ogni volta che lo rivedo. E l'avrò rivisto centinaia di volte. Clarence, caro vecchio Clarence, angelo che devi guadagnarti le ali, ci hai insegnato prima del buon Tonino Guerra che l'ottimismo è il profumo della vita. Vado.
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categoria:cinema
sabato, 25 dicembre 2004

Al cinema il sesso c'è sempre stato. Solo che adesso è anche sullo schermo.

Danny Thomas

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categoria:sesso
sabato, 25 dicembre 2004

Leggo per legittima difesa.

Woody Allen

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categoria:letture
venerdì, 24 dicembre 2004

Una lunga passeggiata fino a via Tribunali per comprare arancini, crocché e frittatine di maccheroni da Di Matteo e mangiarli per strada tra i motorini che quasi t'investono, il puzzo del ventre di Napoli (baccalà, papaccelle e ossido di carbonio) e un piacere bambinesco ritrovato. Il Centro antico per me è legato agli anni Ottanta, all'Università. Sembra un luogo immutato e immutabile. Abitato da quasi tremila anni, è Neapolis il cuore greco della città. Vi abita e vive gente che discende direttamente da quegli eterni commercianti di fondaci e taverne. Non sono lazzari, che erano regnicoli appezzantuti e inurbati. E', invece, il sangue di Napoli, imbastardito contaminato arrichito, che circola per le vene dei tre decumani e per quei budelli stretti e neri che li collegano.

Sta scivolando via, con un leggero velo di abitudine, anche questa Vigilia 2004.

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categoria:napoletana
venerdì, 24 dicembre 2004

Sono contrario ai rapporti prima del matrimonio, perché fanno arrivare tardi alla cerimonia.

Antonio Ricci

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categoria:sesso
venerdì, 24 dicembre 2004

Quanti uomini hanno datato l'inizio d'una nuova era della loro vita dalla lettura di un libro.

Henry David Thoreau

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categoria:letture
giovedì, 23 dicembre 2004

Si ricorda di quella notte in cui ha perso la sua innocenza sul sedile posteriore dell'auto di famiglia? Se non fosse stato da solo sarebbe stato ancora più memorabile.

Red Buttons

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categoria:sesso
giovedì, 23 dicembre 2004
A grande richiesta torna, ma solo per un paio di settimane, il tormentone del sesso. Ma per essere intellettuali l'accoppieremo (è il caso di dirlo) con quello sulla lettura, che è già cominciato. Prendetelo come un regalo per le feste. Gli ultimi botti.
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categoria:sesso
giovedì, 23 dicembre 2004

L'arte sta nel leggere sufficientemente poco.

Elias Canetti

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categoria:letture
mercoledì, 22 dicembre 2004
Ieri, a ora di pranzo, hanno bussato al citofono. C'è un pacco per lei. Càpita in questo periodo natalizio. A prenderlo sono scesi i miei bambini. Era un bel pacco. Vino. Mentre aprivo la confezione, hanno letto il biglietto di accompagnamento: Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, duca di Calabria, Natale 2004. E la madonna, mi sono detto. Meraviglia di tutti. Un principe? Il famigerato Borbone (che per lavoro ho anche incontrato una volta). Ma io sono un acerrimo repubblicano, mi sono detto. Da Platone a Mazzini. Ho pure invocato, nei deliri giovanili, la repubblica popolare maoista. E ora un Borbone mi manda un regalo. A me che ho sempre pubblicamente parlato male di tutte le dinastie che si sono succedute nell'Italia del Sud dopo la tragica decapitazione di Corradino di Svevia, a me che considero usurpatori chi non discende dalla dinastia normanno-sveva. Viva lo Stupor Mundi, il grande Federico II di Svevia. Insomma, questo regalo poteva essere una provocazione. Ma quando ho visto le tre bottiglie mi sono ricreduto. Caspita il principe, o chi per lui, conosce bene le mie origini di nipote di oste, svezzato con rosso di qualità. Erano tre bottiglie di Brunello di Montalcino del 1999 (vi risparmio il nome della casa per non fare pubblicità, ma è di quelle ottime). Be', in fondo i Borbone qualcosa di buono l'hanno fatto, mi sono immediatamente convertito alla monarchia. Basta un calice pieno. E quella di Garibaldi è stata solo propaganda. E' proprio vero. Esistono delle persone incorruttibili, certo, esistono, ma costano di più.
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categoria:napoletana
mercoledì, 22 dicembre 2004
Parliamo di letture. Parlo delle mie letture. Non ho mai letto niente sistematicamente. Tranne quando ho dovuto preparare gli esami universitari e quando l'ho fatto per lavoro. Amo sfarfalleggiare da un argomento all'altro. Spesso approfondire mi annoia. Ma ho i miei autori cult che leggo e rileggo periodicamente. Diciamo che negli ultimi trent'anni non c'è stato giorno che non abbia letto almeno qualche pagina di un libro. Quand'ero ragazzo avevo pochi libri e li leggevo uno dietro l'altro, a mano a mano che ne compravo. Ma già a 20 anni avevo comprato più del bisogno e da allora ci sono libri che mi porto dietro (anche testi molto importanti) che non ho ancora letto, preso da letture per il lavoro e per lo studio. Ho migliaia di arretrati accumulati negli scaffali (migliaia non è un'esagerazione). Già a vent'anni quindi cominciai a incasinarmi e a leggere più di un libro contemporaneamente. E' una situazione che non sopporto. E' andata avanti così per molto tempo. Solo negli ultimi anni (meno di dieci) avevo ritrovato la calma per leggere un libro alla volta: la condizione di lettore che preferisco. Ma da qualche mese (forse da giugno) mi sono incasinato di nuovo. Così sul mio comodino dove c'era un solo libro, al massimo due, si sono moltiplicate le presenze minacciose di volumi che gridano con la loro presenza: leggimi, leggimi, leggimi. Sono a quota otto come ai bei tempi. Ve li elenco, con una breve spiegazione.
1. "La Sacra Bibbia": c'è da anni, mi fa sentire come in un albergo anglosassone. Non l'ho letta tutta, ovviamente. Al mio attivo ho i quattro Vangeli (quello di Luca lo consulto spesso e volentieri), il Cantico dei cantici, Giobbe, Genesi, Esodo e qualcos'altro.
2. "Il profeta" di Gibran: l'ho letto da ragazzo e mi piacque. E' da poco sul comodino, solo da quando ho cominciato il corso d'inglese: volevo provarlo a leggerlo in lingua originale. Non è tra i miei top, ma è un buon esercizio.
3. Il primo volume della "Poesia italiana del Novecento" a cura di Edoardo Sanguinetti. Su 532 pagine ne ho lette 204. Ho sempre un libro di poesia sul comodino. Le poesie hanno la misura giusta per essere finite quando il sonno fa calare le palpebre.
4. L'"Antologia di Spoon River" di Edgar Lee Masters: è un libro che soggiorna spesso accanto al mio letto. Per intero l'ho letto diverse volte, tante altre l'ho riletto saltellando tra i personaggi, cercandone i legami. Ora provo a leggere le poesie in inglese. Sono ancora più belle della traduzione insuperabile della Pivano.
5. "Molvania", la guida umoristica di un paese immaginario dell'Europa dell'Est. E' abbastanza divertente, una parodia delle guide Lonely Planet (che io venero come feticci chatwiniani). Delle 176 pagine ne ho letto solo 52. Per fortuna non c'è una trama o un ragionamento da seguire. Però, l'ho quasi mollato del tutto.
6. L'"Ulisse" di Joyce, cominciato nel centenario del Bloom day. Già sapete tutto. Vi aggiorno solo sui numeri: sono a pagina 592 (su 1048).
7. "I segreti del presepio" di Cesare Biasini Selvaggi. Più che un manualetto sul presepe (ce ne sono di migliori) è una storia dei personaggi e dei luoghi del presepe. Ne leggo poche pagine ogni Natale. Su 215 pagine ne ho fatto fuori 122. Solo ogni tanto è interessante, per il resto è un ripasso noiosetto, per questo la tiro per le lunghe.
8. "Il Codice da Vinci": cominciato per dovere d'ufficio. Davvero sopravvalutato, ma non dannoso. Sono arrivato a pagina 344, quasi senza accorgermene. Devo arrivare a 523 (decisamente troppe per un thriller).







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categoria:letture
mercoledì, 22 dicembre 2004

Lo studio è stato per me il rimedio sovrano contro i guai della vita, non avendo io mai avuto un dolore che un'ora di lettura non abbia dissipato.

Charles-Louis de Montesquieu

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categoria:letture
martedì, 21 dicembre 2004
L'uomo ha imparato prima a leggere e poi a scrivere. E' una delle nozioni essenziali che insegnano gli storici della lingua e della comunicazione. Ma che cosa leggevano gli uomini se non c'era nulla di scritto? Leggevano i segni che non erano ancora diventati un linguaggio complesso e strutturato. La lettura precede la scrittura, quindi. Invece da molti anni ormai la scrittura precede la lettura, a volte esclude la lettura. Tutti scrivono e nessuno legge. Non voglio ammannirvi pistolotti sui blogger (lo facciano altri). Molti pensano di saper scrivere e quindi ritengono che non serva leggere. I risultati sono terribili. Ma se poi tutti scrivono e nessuno legge, perché scrivere?
E' da questo striminzito ragionamento che ho avuto l'idea di passare alle citazioni sulla lettura.
Impariamo a leggere, innanzitutto. Impariamo a capire i livelli di scrittura, i registri narrativi, i fini di un testo. E' complicatissimo e io non sarei capace di spiegarlo (nemmeno a me stesso). Ma questi frammenti di un discorso sulla lettura forse possono aiutarci.
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categoria:letture, scrittura
martedì, 21 dicembre 2004

La gente dice che ciò che conta è vivere, ma io preferisco leggere.

Logan Pearsall Smith

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categoria:letture
lunedì, 20 dicembre 2004

Il miglior metodo per la lettura dei libri è quello di seguir la legge del piacere.

Cesare Beccaria

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categoria:letture
domenica, 19 dicembre 2004
Nella tarda mattinata sono riuscito a fare una passeggiata per via Toledo. Ci mancavo da giorni. E in questa ultima domenica prima di Natale c'era il solito bordello. Non era la grande folla degli anni dell'abbondanza, almeno intorno alle 13. Niente ressa ai negozi. Un velo di malinconia per le ristrettezze economiche, ma c'era tanta gente. Via Chiaia senz'auto è un grande spasso, un grande passeggio. Speriamo che duri. Anche il caldo innaturale di dicembre sembra averci concesso la tregua, che il ciclo delle stagioni impone. Sul Vesuvio c'era una spruzzata di neve e piazza Plebiscito, che aspetta l'inaugurazione dell'installazione di Luciano Fabro, era piena di sole, come una grande vasca di luce, circondata tutt'attorno dai grandi palazzi e protetta dall'alto dalle candide mura di San Martino e da quelle arcigne di Sant'Elmo. Girare così, a vuoto, mangiando un gelato al cioccolato e cercando più per curiosità che per bisogno, è l'essenza del flaneur, l'unico vero abitatore possibile di Napoli, l'unico che alla fine la conoscerà davvero questa città benedetta dalla natura e maledetta dagli uomini, questo paradiso abitato da diavoli, da poveri diavoli. Mo' vene Natale...
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categoria:napoletana
domenica, 19 dicembre 2004
Certe mattine sono così tranquille che vorresti non passassero mai. Sono quelle che precedono pomeriggio intensi, ma già previsti e organizzati nella loro scansione. Sono mattinate che conciliano con la vita. Fai, finalmente, piccole faccende casalinghe, che non avevi mai trovato il tempo di fare. Metti a posto quello che si usura. Realizzi. Accomodi. E non pensi più di tanto.
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categoria:sospensioni
domenica, 19 dicembre 2004

La molteplicità dei codici fonda il plurale del testo, ma ciò che alla fine lo attua è la disinvoltura con cui il lettore "trascura" certe pagine, trascuratezza che è in qualche modo preparata e legalizzata in anticipo dall'autore stesso, che si è prodigato a produrre un testo "bucato" in maniera che chi "salta" la dissertazioni... resta nella verità testo.

Roland Barthes

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categoria:letture
domenica, 19 dicembre 2004

Ce furent des pays noirs, des lacs, des perches,
des colonnades sous la nuit blues, des gares.

Arthur Rimbaud

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categoria:viaggi
sabato, 18 dicembre 2004

Più giro il mondo, e meno mi piace.

Francesco Petrarca

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categoria:viaggi
venerdì, 17 dicembre 2004
La malinconia del vecchio Neil Young, quasi agreste di "Harvest", più cotto come un biscotto che arancione, è quello che mi ci vuole per concludere una giornata nera di pioggia, marchiata pure come venerdì 17. "The Needle & The Damage Done", con finale da applausi. Dopo tante chiacchiere è quello che voglio. Vorrei anche chiudere la serata con un dvd. E' saltata la prima di "Shrek 2". Sarà per domenica. Qualcuna delle gentili frequentatrici di questo blog ha scritto che gli ultimi post sono diventati familiari. Io li trovo troppo personali, forse inutili. Ma li lascio lì a futura memoria. Non riesco a concentrarmi su qualcosa di diverso da me, quando sono qui a parlare con voi. E' che per tutto il giorno sono concentrato su ciò che accade fuori di me.
Oggi, in qualche ritaglio di tempo (che espressione banale, ma è efficace) ho letto qualche altra pagina del "Codice da Vinci". Effettivamente è un libro sopravvalutato, anche nel suo genere di thriller di consumo. Ogni tanto Brown interrompe le lezioncine su templari e vangeli apocrifi per costruire una storiella d'azione fragilina. E' vero che ho letto crica metà del libro, ma più vado avanti e più mi rendo conto che è un fenomeno editoriale di successo, e niente più. In certe pagine, Brown è capace di creare qualche colpo di scena, ma il contesto e i personaggi chiave sono degli stereotipi, o delle macchiette. Non hanno sangue. Figurine di carta.
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categoria:musica, letture
venerdì, 17 dicembre 2004
Finalmente un po' di tregua. Ma non me la godo. Ho una bella tracheite. E ho un casino di seccature da ottemperare. Meglio così, mi distraggono. Anche se passo tutto il tempo al telefonino per concordare il lavoro dei prossimi giorni.
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categoria:sospensioni
venerdì, 17 dicembre 2004

I viaggi sono la parte frivola della vita delle persone serie, e la parte seria della vita delle persone frivole.

Anna Sofia Swetchine

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categoria:viaggi
giovedì, 16 dicembre 2004

Piccolo apologo per capire Roquentin. E' tratto dal film "Rapporto confidenziale". E' usato anche in altri film (se non sbaglio ne "La moglie del soldato") e fa parte della favolistica antica. Lo trascrivo anche per chiarire la mia posizione (apparentemente cattiva) nella discussione che è in corso sul blog di Ariachiara. Basta con le chiacchiere, ecco l'apologo.

Dice Arkhadin-Welles ai convitati della sua festa:

- E ora vi racconterò la storia dello scorpione. Uno scorpione voleva attraversare un fiume, e chiese a una rana di portarlo. "No", disse la rana. "No grazie: se ti lasciassi salire sulla schiena potresti pungermi, e la puntura dello scorpione è la morte". "Ma insomma, ascolta", disse lo scorpione, "dov'è la logica in questo?" perché gli scorpioni cercano sempre di essere logici. "se ti pungessi, tu moriresti, e io affogherei". La rana si convinse, e si lasciò salire lo scorpione sulla schiena. Ma proprio nel bel mezzo del fiume sentì un dolore terribile e capì subito che lo scorpione l'aveva punta. "E la logica?", gridò la rana morente mentre affondava, trascinando con sé lo scorpione. "Non c'è logica in questo". "Lo so", disse lo scorpione, "ma non posso farci nulla: è il mio carattere". Beviamo al carattere.

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categoria:cinema
giovedì, 16 dicembre 2004
E' insolito che a quest'ora io sia davanti al computer a scrivere sul blog. E' il frutto della tensione che il nuovo incarico di lavoro sta provocando in me. Prima o poi dovrò raccontare tutto, per filo e per segno. Ma per ora non me la sento e vedo solo gli effetti che questo cambiamento sta provocando sui miei equilibri. Frenesia per tutta la giornata e la sera una tensione non si scioglie in stanchezza, ma piuttosto mi provoca una certa fatica a prendere sonno. Non è insonnia, sono i pensieri che si concatenano senza trovare una soluzione o un equilibrio. Non sono ancora sicuro di me in questi giorni. E questa insicurezza, per un tipo come me, è insopportabile. So che devo costruirla a poco a poco questa sicurezza. Ma io non riesco a concepire i tempi lunghi. Intanto trascuro il blog, ma trascuro anche il corso d'inglese, dove pure avevo scoperto delle falle nel mio impegno e qualche pesante lacuna nella mia preprarazione. Non mi diverte leggere. Effetto grave. Trovo insopportabile persino il libro più semplice. La banalità mi annichilisce e ho paura di non avere sufficiente concentrazione per le novità interessanti. Non ascolto la musica. O meglio ne ascolto poca. Solo con la palestra riesco a perseverare. E' già qualcosa.
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categoria:nausea
giovedì, 16 dicembre 2004

Mi piace cercare posti nuovi e scoprire quanto li detesti.

David Herbert Lawrence

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categoria:viaggi
mercoledì, 15 dicembre 2004
Sono quasi omonime trance e trincea. Essere in trance in trincea è il peggio che posa esserci. Si può raggiungere l'estasi o essere ammazzato da un cecchino.
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categoria:sospensioni
mercoledì, 15 dicembre 2004

L'estasi dipende in larga parte dalle stelle del Baedeker, e queste sono assegnate più generosamente a opere d'arte nelle città facilmente accessibili che a quelle nelle città difficili da raggiungere. Se la cappella degli Scrovegni sorgesse nelle montagne della Calabria invece che a Padova, avremmo certo sentito parlare molto meno di Giotto.

Aldous Huxley

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categoria:viaggi
martedì, 14 dicembre 2004
Che fatica, ragazzi e ragazze. Da qualche giorno sono in trance. Perdonate i miei lunghi silenzi. Ma vi tengo d'occhio.
postato da: roquentin alle ore 21:33 | Permalink | commenti (3)
categoria:sospensioni
martedì, 14 dicembre 2004

Non è facile avere un po' di tempo per bloggare, in questi giorni. Ho anche poco tempo per pensare, devo impegnarlo a decidere, il mio tempo, e a dare la caccia a cose e persone. Non sento la fatica, sento solo che trascuro piaceri che ormai fanno parte della mia vita. Questa dura battaglia (resistere, resistere, resistere) la vedo come un investimento, comunque, oltre che come una sfida con me stesso. Capisco. E come, scriveva Sartre, capire è cambiare sé stessi.

Ci sono delle frasi, lette tanti anni fa (quella di Sartre ormai mi accompagna da oltre trent'anni) che sono diventate una parte di noi stessi. Noi, in sostanza, siamo quello che leggiamo. Frasi che vengono fuori all'improvviso, in momenti topici. Sono lampi, neuroni che ristabiliscono connessioni arrugginite e ne creano di nuovo, nel complicato meccanismo del nostro hard-disk. Frasi.

postato da: roquentin alle ore 08:13 | Permalink | commenti (9)
categoria:attese, sospensioni
martedì, 14 dicembre 2004

Voliamo alle città chiare dell'Asia.
Il cuore fugge avido di viaggi
i piedi hanno il vigore della voglia.
O dolci compagnie di amici, addio,
partiti insieme da laggiù, da casa,
di ritorno per strade disparate.

Catullo

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categoria:viaggi, poesia
lunedì, 13 dicembre 2004

Sarebbe stato facile per chi, come me, ha viaggiato in terre remote raramente visitate da inglesi e da europei, imbastire descrizioni di animali portentosi marini e terrestri; mentre il mio vero scopo di viaggiatore dovrebbe essere migliorare gli uomini, renderli più saggi e temperarne gli animi con esempi buoni e cattivi, tratti dalla descrizione di terre lontane.

Jonathan Swift

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categoria:viaggi
domenica, 12 dicembre 2004
Sono stati due giorni intensi di lavoro. Solo ora, domenica mattina, riesco a tirare un po' il fiato. Già oggi pomeriggio sono in prima linea, dalle 16. La prossima settimana non sarà diversa. Servirà però a prendere meglio le misure di questo nuovo incarico. Non sono stanco, e non sono neanche tanto preoccupato, ma so che devo dare di più nell'organizzazione. E devo mettere dei paletti attorno al fortino. Per questo ci vuole più tempo. Questa è la vera battaglia di trincea.
Vorrei uscire a fare una passeggiata sul Lungomare, approfittando del sole che finalmente sta illuminando la città. Vorrei, però, anche dedicarmi a quello che in questi giorni ho trascurato. Altri impegni, privati (ma nella mia vita è difficile stabilire che cosa sia pubblico e che cosa sia privato).
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categoria:attese, sospensioni
domenica, 12 dicembre 2004

Quale impresa avevo compiuto in una primavera sulle strade blu? Non avevo attraversato l'Atlantico in una vasca da bagno, né il deserto di Gobi in un carretto trainato da capre; tantomeno avevo raggiunto Capo Horn in bicicletta. Semplicemente ero andato in giro nel mio stesso paese incontrando la gente e scambiando esperienze ed impressioni. Mi ero guardato intorno.

William Least Heat-Moon

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categoria:viaggi
sabato, 11 dicembre 2004
Chi non viaggia, non conosce il valore degli uomini.
Ibn Battuta
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categoria:viaggi
venerdì, 10 dicembre 2004

Viaggiare dovrebbe essere sempre un atto di umiltà.

Guido Piovene

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categoria:viaggi
giovedì, 09 dicembre 2004
Mi sento come la notte prima degli esami. Ma per me, d'ora in poi, ogni giorno sarà un esame. E' sempre stato più o meno così. Fa parte del mio lavoro. Ci sono stati periodi della mia vita in cui lavoravo in condizioni anche peggiori di quelle che potrei affrontare da domani. La verità è che so fare solo questo. E la mia vita si è modellata su queste performance da centrometrista. Ogni giorno è un giorno a sé. Eppure credo di avere la mente del maratoneta. Sono abituato a pensare secondo i tempi lunghi, a storicizzare. Sarà colpa della quantità industriale di storicismo che mi hanno fatto mangiare all'università. Bei tempi quelli, ultimi vagiti di un'epoca in cui era ancora possibile catalogare tutto. Ora tutto è vago e difficle, più difficile. E io mi sento sempre più stretto in questa divisa da centrometrista che gli anni, gli ultimi 23 anni, mi hanno costretto a indossare. Mi renderò conto, a mano a mano che il tempo passerà e il lavoro andrà avanti che dovrò rinunciare a molte delle mie manie. La vita è fatta così. Quando guadagni qualcosa ne perdi sempre un'altra. Per una aperta chiudi cento porte. Al tutto va aggiunto che avrò molte persone che mi remeranno contro, altre che tenteranno di mettermi in un angolo, altri che staranno seduti sul frascone a gufeggiare. Stanotte dormirò, ho anche pensato troppo. C'è sempre un dio, magari piccolo piccolo, che può qualche volta pensare anche a me. Mi rende forte la massima evangelica che fa parte dei miei mantra: "Ecco io vi mando come pecore in mezzo ai lupi. Siate candidi come colombe, astuti come serpenti". Io vorrei essere astuto come una colomba.
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categoria:attese
giovedì, 09 dicembre 2004
Mi sento come Teseo in un labirinto, ma per di più bendato. E devo eliminare il Minotauro prima di domani mattina.
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categoria:attese
giovedì, 09 dicembre 2004

Il turista accorto predilige i viaggi immaginari. Sono i migliori, compiuti senza muoversi dall'angolo del camino, che lasciano intatte le nostre illusioni.

William Somerset Maugham

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categoria:viaggi
mercoledì, 08 dicembre 2004

Per viaggiare non è di denaro che c'è bisogno, ma piuttosto di tempo libero.

Frank Tatchell

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categoria:viaggi
martedì, 07 dicembre 2004
Domani non lavoro. Giorno consacrato a una persona che amo, alla persona che amo. La tranquillità della famiglia, prima del Grande Gioco e delle bufere che affronterò come Achab: ma voglio vincere. Mi aspettano giorni duri, e chissà quando potrò godermi un'altra giornata come mi auguro sia quella di domani. Allora è giusto che l'ultimo giorno che posso godermi prima della battaglia sia un giorno dedicato all'amore.
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categoria:sospensioni
martedì, 07 dicembre 2004
Si parte il 10 dicembre. Il Grande Gioco.
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categoria:attese
martedì, 07 dicembre 2004
Come scriveva quel fetente di dandy irlandese? Come scriveva Wilde? So resistere a tutto, tranne che alle tentazioni. E' così. Ho portato a casa il mio iMac G5. Ora comincia il tormento e l'estasi. L'ho lasciato sul tavolo, e sono al lavoro. Devo ancora fare il collegamento con l'adsl. Provvederò al più presto. Devo prendere il software di Office per Mac (per ora ho quello di prova per un mese). Ma soprattutto devo imparare una nuova manualità e farla convivere con quella di Windows. E devo diversificare l'utilizzo. Mia moglie se n'è già innamorata.
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categoria:tentazioni
martedì, 07 dicembre 2004

Ho fatto un viaggio per vedere cose meravigliose. Un mutamento nel paesaggio. Un mutamento nel cuore.

Susan Sontag

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categoria:viaggi
lunedì, 06 dicembre 2004
Non so se è una rassicurazione o una dannazione. Ma di certo, il tempo passa sempre.
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categoria:riflessioni
lunedì, 06 dicembre 2004
Anch'io, come milioni di persone, ho messo mano al "Codice Da Vinci" di Dan Brown. Prima o poi (in questo caso molto poi) cedo sempre a fenomeni del genere. E' un obbligo del mio lavoro. Avrò letto un centinaio di pagine, né troppo lentamente né troppo velocemente. E' un classico thriller postmoderno, che rispetta tutte le regole di genere che gli americani sanno condire, di volta in volta, con misteri, sette segrete, arte, avventura o, a piacere, serial killer, criminologia, biologia varia e via dicendo. E' ancora presto per dire se mi piace. Che sia bello oggettivamente mi sembra difficile dirlo. Non è iscrivile alla letteratura e manca (per ora) di qualsiasi sofisticatezza letteraria che lontanamente lo passa avvicinare al "Nome della rosa". A parte qualche incertezza nella traduzione (non che abbia letto l'originale o sia in grado di capirne tanto di traduzioni dall'inglese, posso vedere gli esiti di qualche frettolosità da certi inciampi nella lingua italiana), a parte qualche incertezza nella traduzione, quindi, è un'opera giudicabile quasi esclusivamente nell'ambito dei fenomeni editoriali, più che letterari. Si legge bene, anche se per cento pagine (cioé un quinto del libro) l'azione principale non si è quasi mai spostata da una sala del Louvre. La costruzione a storie parallele è così diffusa che non mi sembra nemmeno il caso di parlarne. Vi aggiornerò.
E l'Ulisse di Joyce? Bloccato a quasi 600 pagine. Ma non mollo.
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categoria:letture
lunedì, 06 dicembre 2004

Chi fa un viaggio rischia di arrivare.

Giorgio Manganelli

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categoria:viaggi
domenica, 05 dicembre 2004
Sarebbe pure finita la giornata di oggi. Forse la mia ultima da sportivo. Ma devo aspettare che finisca Roma-Sampdoria. Che palle.
Questi minuti persi ad aspettare sono un limbo che ha due facce: quella noiosa che fa pensare al tempo sprecato e quella rilassante che ci fa vivere questo tempo senza pensieri, tutto affidato a quanto deve accadere e non che non dipende da noi. Ci affidiamo agli eventi, nel godimento della rassegnazione. Esiste anche questo. Però poi ti accorgi che ha ragione Adriano Sofri quando dice che i decenni volano via, sono certi pomeriggi che non passano mai.
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categoria:sospensioni
domenica, 05 dicembre 2004

Ci sono molti modi di arrivare, il migliore è non partire.

Ennio Flaiano

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categoria:viaggi
sabato, 04 dicembre 2004
Non solo non ci sono più le mezze stagioni, ma non c'è più neanche l'inverno. E' un inferno.
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categoria:sospensioni
sabato, 04 dicembre 2004

Per invocare l'inverno ("mo' vene Natale nun tengo denare, 'o meglio pizzo è 'o fuculare") ho appena pranzato con zuppa forte (i napoletani sanno bene di che cosa si tratta) bagnata con Nero d'Avola che più tanninico non si può. Proprio come piace a me, cresciuto nell'osteria di mio nonno omonimo (sì, sì, si chiamava Roquentin pure lui) a bicchieri di Falerno del Massico già dall'età di dieci anni dieci. Meglio andare a lavorare un po' su di giri, oggi. La zuppa forte e il vino rosso, con questo caldo innaturale, sono stati piatti apotropaici. L'abbondanza di tannino mi farà da scorta di antiossidante per i prossimi mesi. Sempre della serie: a me Montalbano (e pure Pepe Carvalho) mi fa una pippa.

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categoria:piaceri
sabato, 04 dicembre 2004

Di sottofondo ascolto il nuovo disco dei Pink Martini, "Hang on a little tomato". Sono veramente glamour e quindi superflui (ma non inutili) da farmeli adorare. Non l'ho ancora ascoltato per intero. Ma hanno una versione di "El negro Zumbon" che già basta da sola. Ve la ricordate Silvana Mangano in "Anna" e poi in "Caro diario" di Moretti? La doppiava Flo Sandon's. Ascoltarlo, prima di cominciare una giornata dura (c'è la prima del San Carlo da cucinare stasera, e farò tardi), è proprio quello che ci vuole per rilassarsi e dare contemporaneamente un po' di friccicore al cervello. Fa un caldo bestiale. Bafuogno a dicembre. Che tempi. Finestra spalancata e la giacca di lana aperta che va e viene dalla sedia alle mie spalle. E' così caldo che ieri mi sono sconfanato uno spaghettino ai pomodorini di Corbara, delle profumatissime triglie fritte affiancate da gamberi croccanti alla perfezione. Il tutto bagnato con Asprinio di Aversa. A me il commissario Montalbano mi fa una pippa.

Mi chiedete notizie della mia personale battaglia. Non è ancora finita. Anzi deve ancora cominciare. Sono cose lunghe, peggio degli assedi medievali. Voi, auspici Shakespeare e Marias, pensate a me. Decifrate laddove è possibile. Qualche spiraglio si aprirà il 10 dicembre, forse. A me in questi casi accade qualcosa di molto strano: ho bisogno di distrarmi. Quando, all'Università, preparavo gli esami, smettevo di studiare due o tre giorni prima dell'appello. Compravo i testi dell'esame successivo e cominciavo a prendere confidenza con il nuovo ostacolo. Tanto quello che avevo imparato avevo imparato. Diciamo che l'ottanta per cento delle volte mi è andata alla grande. Mai ripetuto un esame e laureato con 110 e lode. Così mi accade adesso, mentre l'occasione della mia vita si avvicina con passi da gigante, ho un bisogno inconscio di pensare ad altro. Nella mia mente gira e rigira un desiderio superfluo e glamour: comprare un computer (il quarto di casa, sono un anima persa, lo so), l'iMac G5. Non è ho bisogno, ma penso solo a quello. Non penso a come prepararmi alla nuova vita. Penso a quel computer che non posso comprare, adesso. Ma che, soprattutto, è superfluo, quindi necessario.

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categoria:musica, tentazioni, attese
sabato, 04 dicembre 2004

Non potevo dire di aver imparato nel viaggio ciò che volevo sapere, perché non mi ero mai chiesto ciò che volevo sapere; in compenso avevo imparato ciò che sapevo di voler sapere.

William Least Heat-Moon

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categoria:viaggi
venerdì, 03 dicembre 2004

Viaggiare? Per viaggiare basta esistere. Passo di giorno in giorno come di stazione in stazione, nel treno del mio corpo, o del mio destino, affacciato sulle strade e sulle piazze, sui gesti e sui volti, sempre uguali e sempre diversi, come in fondo sono i paesaggi.

Fernando Pessoa

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categoria:viaggi
giovedì, 02 dicembre 2004
Forse sto giocando bene qualche mia carta. Forse. Certe ambiguità diventano inoffensive, certi nodi si sciolgono. Certe amarezze si addolciscono. Cuori così bianchi e tutte le anime, malanimi e gentiluomini, domani nella battaglia penserò a voi.
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categoria:attese
giovedì, 02 dicembre 2004
Scirocco, vento d'Africa e caldo. Tempo ideale per far suppurare malumori. Soprattutto perché è un clima fuori stagione. In questi giorni ci sono troppi pensieri fastidiosi che mi frullano per il cervello. Devo trovare delle risposte chiare. Dagli altri, purtroppo e non da me. Odio i discorsi volutamente ambigui. Sono il frutto di furbizia e ipocrisia. Ogni discorso, ogni racconto è ambiguo per sua natura. Anche il più chiaro. Ma esiste un'ambiguità del testo che è letteraria o filosofica, è produttiva, crea nuovi sensi e non offende nessuno, non frega nessuno. L'ambiguità che vuole fottere gli altri è invece oggi pane quotidiano. E' la politica che ha successo, a livello istituzionale e a livello privato. Io non ci sto. Preferisco altre ambiguità.
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categoria:nausea
giovedì, 02 dicembre 2004

Celebro, con un giorno di ritardo sul calendario, l'arrivo di dicembre con "December will be magic again" di Kate Bush. Vi sembra scemo? Non ho trovato di meglio.

Take a husky to the ice
While Bing Crosby sings White Christmas. He makes you feel nice.
December will be magic again.
Old Saint Nicholas up the chimney,
Just a-popping up in my memory.

Ooh, dropping down in my parachute,
The white city, she is so beautiful
Upon the black-soot icicled roofs,
Ooh, and see how I fall.
See how I fall
("Fall!") [backwards]
Like the snow.

Come to cover the lovers.
(Cover the lovers,
But don't you wake them up.)
Come to sparkle the dark up.
(Sparkle the dark up,
With just a touch of make-up.)
Come to cover the muck up.
(Cover the muck up,
Ooh, with a little luck.)

December will be magic again.
Light the canDLe-lights
To conjure Mr. Wilde
Into the Silent Night.
Ooh, it's quiet inside,
Here in Oscar's mind.

December will be magic again.
Kiss under mistletoe.
Don't miss the brightest star.

I want to hear you laugh.
Don't let the mystery go now.

Ooh, dropping down in my parachute,
The white city, she is so beautiful
Upon the black-soot icicled roofs,
Ooh, and see how I fall.
See how I fall
("Fall!") [backwards]
Like the snow.

Come to cover the lovers.
(Cover the lovers,
But don't you wake them up.)
Come to sparkle the dark up.
(Sparkle the dark up,
With just a touch of make-up.)
Come to cover the muck up
(Cover the muck up,
Ooh, with a little luck.)

Oh, I'm coming to cover the lovers.
Ooh, and I'm coming to sparkle the dark up.
Ooh, and I'm coming to cover the muck up. December will be magic again.
Take a husky to the ice
While Bing Crosby sings White Christmas. He makes you feel nice.
December will be magic again.
Old Saint Nicholas up the chimney,
Just a-popping up in my memory.

Ooh, dropping down in my parachute,
The white city, she is so beautiful
Upon the black-soot icicled roofs,
Ooh, and see how I fall.
See how I fall
("Fall!") [backwards]
Like the snow.

Come to cover the lovers.
(Cover the lovers,
But don't you wake them up.)
Come to sparkle the dark up.
(Sparkle the dark up,
With just a touch of make-up.)
Come to cover the muck up.
(Cover the muck up,
Ooh, with a little luck.)

December will be magic again.
Light the canDLe-lights
To conjure Mr. Wilde
Into the Silent Night.
Ooh, it's quiet inside,
Here in Oscar's mind.

December will be magic again.
Kiss under mistletoe.
Don't miss the brightest star.

I want to hear you laugh.
Don't let the mystery go now.

Ooh, dropping down in my parachute,
The white city, she is so beautiful
Upon the black-soot icicled roofs,
Ooh, and see how I fall.
See how I fall
("Fall!") [backwards]
Like the snow.

Come to cover the lovers.
(Cover the lovers,
But don't you wake them up.)
Come to sparkle the dark up.
(Sparkle the dark up,
With just a touch of make-up.)
Come to cover the muck up
(Cover the muck up,
Ooh, with a little luck.)

Oh, I'm coming to cover the lovers.
Ooh, and I'm coming to sparkle the dark up.
Ooh, and I'm coming to cover the muck up.






















































































































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categoria:musica
giovedì, 02 dicembre 2004

L'inquieto viaggiare delle persone colte è una prova che esse devono cercarsi e che in un sol luogo vivono poche persone colte.

Friedrich Nietzsche

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categoria:viaggi
mercoledì, 01 dicembre 2004
Questa settimana è decisiva per il mio lavoro. Alcune decisioni sono state già prese. Ma restano dei punti da chiarire. Ruoli e competenze, oneri e onori. Intanto, per oggi, chi doveva giocare sporco l'ha fatto.
Sono ermetico? E' necessario. Vi basti annusare il clima e il mio stato d'animo. Che non è negativo. Ma un po' sospettoso sì.
Dopo la pioggia è uscito un raggio di sole. Sarà un segno?
postato da: roquentin alle ore 12:48 | Permalink | commenti (3)
categoria:sospensioni
mercoledì, 01 dicembre 2004
da www.repubblica.it

Duello sul Dvd del futuro
Toshiba e Sony in lotta
La capacità massima del "mega-dvd" sarà di circa 200 giga
di LUCIO CILLIS

ROMA - Sta per iniziare una nuova guerra tra giganti giapponesi. Sony contro Toshiba, il leader dell'entertainment, delle produzioni cinematografiche, musicali e dei giochi su consolle contro quello di computer e elettronica. In gioco c'è l'erede del Dvd - già pronto per la pensione nonostante l'età - un nuovo formato che conterrà al suo interno una mole di dati, videogame o film a risoluzione da cinema, di qualità oggi inimmaginabile. Questa guerra si gioca sull'altissima capacità di immagazzinamento ma anche sulla sicurezza dei dati, che dovranno resistere agli attacchi degli hacker, impedendo copie pirata dei film. I due sfidanti si chiamano Hd-Dvd (Toshiba e Nec) e disco Blu-Ray (Sony). A partire da fine 2005 si contenderanno un mercato fino ad oggi dominato dal Dvd. Ma per Toshiba la sfida ha il sapore della novità, negli uffici della Sony il nervosismo è palpabile, visto che aleggiano ancora i fantasmi di alcune brutte sconfitte sul fronte hi-tech: la più cocente risale a 30 anni fa, agli albori della videoregistrazione, quando i costruttori, e soprattutto gli acquirenti di videoregistratori dovevano scegliere se seguire lo standard Betamax o il Vhs. E la risposta è custodita in milioni di case e uffici già da molti anni: il Vhs si impose quasi subito a scapito delle cassette Sony. Che oggi non vuole perdere la corsa sul Dvd del futuro. Lo scontro è dunque già iniziato. E se questo sarà l'ultimo Natale con le videocassette (a dicembre molti grandi magazzini, soprattutto in Gran Bretagna svuoteranno i depositi) il confronto Sony-Toshiba porterà alla morte prematura del Dvd nella sua veste attuale che supporta una mole di dati che in media non supera i 9 gigabyte, ovvero un film con contenuti speciali. Toshiba sembrerebbe in pole position: ha dalla sua l'appoggio - che non prevede però l'esclusiva - di alcune case cinematografiche come Paramount, Universal Studios, Warner Bros, New Line. E a partire dall'ultimo trimestre del 2005, Toshiba inizierà a distribuire computer e sistemi Hd-Dvd, idonei a contenere - nella versione a doppio strato - fino a 30 gigabyte di dati video o musicali mentre in casa Sony giurano che la capacità possibile sarà di 50 gigabyte con la possibilità di espansione anche a 200 su un disco a otto strati. Ma ci sono anche altri assi nella manica del Blu-Ray: Sony ha messo le mani sul più grande "deposito" di film del mondo, con l'acquisizione della Mgm. Inoltre entro il 2006 è previsto il lancio della Playstation 3 che supporterà, manco a dirlo, il mega-dvd fatto in casa. Non solo: il Blu-Ray ha fatto breccia nel "cuore" di Hewlett Packard e Dell (e altri 11 marchi), che in due detengono il 30% del mercato dei personal computer. Insomma, guerra dura all'orizzonte anche se i rischi non mancano: come hanno insegnato videocassette e Dvd, i consumatori non si schierano ma aspettano la fine delle ostilità e uno standard vincente.
postato da: roquentin alle ore 12:41 | Permalink | commenti (1)
categoria:notizie
mercoledì, 01 dicembre 2004

Non ho mai avuto una meta
Non sono neanche partito.

Tom Waits

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categoria:viaggi, musica