mercoledì, 30 giugno 2004
Ulysses di Joyce. È una lettura di non facile digestione. C’è perfino qualche purista che lo inserisce nella classifica dei testi “sopravvalutati”. Ma il nostro obiettivo non è quello di catalogarlo, bensì di raggiungere l’ultima pagina. Io utilizzo vari tipi di letture: a step, tutto d’uno fiato e multipla. La lettura a step la utilizzo per testi complicati (per ricerca stilista troppo forbita o per inettitudine dello scrittore), tomi di grosse dimensioni o quelli in lingua straniera (ogni tanto ancora mi capita). È il metodo più immediato anche per capire se un libro è bello oppure no. La lettura tutta d’un fiato invece la utilizzo per racconti e libri di poesie, oppure per quei romanzi di autori la cui scrittura mi è già piaciuta o per i nuovi di alcune casa editrici che mi garantiscono alcune caratteristiche nei contenuti. La lettura multipla sopraggiunge quando sono di fronte a un libro molto complesso e di grande foliazione. Consta nel leggere contemporaneamente due o tre testi: il tomo complicato, un saggio o un racconto. Nel tuo caso ti consiglierei la lettura a step.
La volumetria e il peso sono un impedimento per la lettura a step: autobus, pause pranzo, traffico nel centro, pomeriggio nel parco. Quindi restano le due categorie più deleterie: sul divano e a letto. La stagione concilia un'altra location, la spiaggia. Una volta scelto il luogo, e si è deciso di operare con la tecnica a step, la prima settimana non si devono superare le 15 pagine. Si smette anche se si ha altro tempo a disposizione. Ho constatato che la soglia dell’attenzione è molto più bassa con un libro molto consistente, perché ci chiediamo continuamente: quanto manca alla fine? Un libro breve invece ci fa pensare: oddio, sta per finire!!! Dopo la prima settimana si procede aumentando la dose a 30. Dalla terza settimana si procede così: 40 per tre giorni e finalmente 50. È il tetto minimo per riuscire a leggerlo in tempi che non siano biblici, e ad amarlo e apprezzarlo. Se si ha parecchio tempo a disposizione come una vacanza ad Acciaroli per una settimana, le pagine possono aumentare, ma a fasi: 50 tra mattinata in spiaggia, 50 prima di cena. Poi però si dovrà tornare alle 50 giornaliere. Regolare il numero di pagine significa creare il piacere di un’attesa o allentare la tensione per il protrarsi della tortura (ma in questo caso lo avrei già rimesso sugli scaffali). Sono stata sufficientemente scientifica?
mercoledì, 30 giugno 2004
Vorrei qualche indicazione, da esperti lettori (come Tortora o Vulcanica, ma anche da chiunque possa fornirmi consigli e tecniche), su quale sia il modo migliore per affrontare letture poderosamente impegnative come l'"Ulisse" di Joyce. E sì vi sto rompendo le palle, con questi blog a tormentone. Ma vorrei aprire un piccolo dibattito serio. E' insolito per le mie abitudini. La domanda: l'"Ulisse" è meglio sbocconcellarlo a colpi di venti-trenta pagine quando capita o bisogna tuffarsi dentro e navigare a colpi di cento-centocinquanta pagine alla volta? Ho già dedicato alla domanda un post. Ma voglio insistere. Anche per indagare sulle comuni abitudini di lettura. Sui tempi e sulle tecniche. Sono argomenti di cui raramente si parla. Tutti a chiedersi come, quando, dove scrive uno scrittore. Ma nessuno si chiede come, quando e dove legge un lettore. Diamo il nostro contributo alla costruzione di una fenomelogia della lettura.
mercoledì, 30 giugno 2004
Ma non sentite caldo? E' terribilmnete torrido. Meno male che qui al lavoro ho l'aria condizionata. Ma sono praticamente prigioniero. Votta a venì sabato, vo'.
mercoledì, 30 giugno 2004
Che il nostro mestiere non sia tra i migliori lo sappiano e lo hanno capito tutti! Non credi che dopo trenta (dico trenta) citazioni a riguardo è ora di finirla? Ripetere lo stesso concetto in modi diversi non giova, annoia! Altrimeni inizio a raccogliere firme contro di te. Cambia musica! Prova con un po' di Amalia Rodriguez! Il fado non ha mai fatto male a nessuno! (chi a vo' capì, capisc)
mercoledì, 30 giugno 2004
Quando i giornali non escono i fatti smettono di accadere.
Gene Gnocchi
mercoledì, 30 giugno 2004
Il cane è sempre stato capace di andare a prendere il giornale per il padrone, fino a quando al giornale non state allegate le videoccassette. Da allora il padrone si serve più volentieri della scimmia, che riesce a tenere la cassetta sotto le ascelle.
Gene Gnocchi
mercoledì, 30 giugno 2004
Il libro soltanto ha importanza: il giornale sparisce e si dimentica.
Théophile Gautier
mercoledì, 30 giugno 2004
Qualsiasi giornalista che condensi in tre cartelle il contenuto di trenta, fatalmente non dirà tutto quello che l'intervistato ha detto, nei casi peggiori dirà quello che lui ha inteso, nei migliori renderà apodittiche affermazioni che erano ricche di sfumature e distinguo.
Umberto Eco
mercoledì, 30 giugno 2004
Quando non parla di televisione, la stampa parla di se stessa; ha imparato dalla televisione, che per lo più parla della televisione.
Umberto Eco
mercoledì, 30 giugno 2004
Siamo tutti buoni, finché non ci costa niente.
Franz Fischer
mercoledì, 30 giugno 2004
Quando la beneficenza non nuoce a chi la fa, uccide chi la riceve.
Honoré de Balzac
lunedì, 28 giugno 2004
"Perché tu hai capovolto
i misteri. E i tuoi enigmi,
ciò che mai potrai capire,
sono le cose più chiare:
la sabbia dove ti stendi,
il battito del tuo orologio
e il tenero corpo rosato
che nel tuo specchio ritrovi
ogni giorno al risveglio,
ed è il tuo. I prodigi
che sono già decifrati".
Del tuo "amico" Pedro Salinas
lunedì, 28 giugno 2004
I gabbiani sono venuti a svolazzare e a starnazzare come diomedee smarrite proprio da queste parti. Gabbiani, zoccole volanti. Se penso che Settecainate è diventato il loro bivacco, i miei ricordi diventano un delirio, un film di Anghelopoulos rifatto da Tarantino o da Sergio Citti.
lunedì, 28 giugno 2004
(ANSA) - TEHERAN, 28 GIU - La notizia ha dell'incredibile anche per il lettore iraniano, abituato a notizie, che spesso trovano spazio sui giornali, di pecore nate con due teste o vitelli con sei zampe, o di frequenti avvistamenti di Ufo. Questa volta la protagonista è una donna che, secondo la stampa, avrebbe dato alla luce una rana viva. Il fatto è segnalato a Iranshahr, una città nel sud-est del Paese. Un certo dottor Varasteh, ginecologo della donna, ha detto che la larva dell'anfibio potrebbe essere entrata nell'utero della sua paziente, forse mentre questa nuotava in un bacino d'acqua sporco, e poi essersi sviluppata in animale. Altri specialisti aggiungono un particolare ancor più raccapricciante: l'animale partorito, dicono, presenta alcune similarità genetiche con l'essere umano. La donna, di cui non è stato rivelato il nome, ha subito un arresto del ciclo mestruale per sei mesi. Sembra che solo allora si sia rivolta ai medici, che l'hanno sottoposta ad ecografia. L'esame ha rivelato la presenza di quella che appariva come «una cisti». Successivamente la paziente ha avuto un'emorragia, in seguito alla quale avrebbe partorito una rana di colore grigio. Almeno stando ai testimoni, i quali aggiungono un particolare che rende la notizia ancor più difficilmente credibile: insieme all'animale dall'utero della donna sarebbe uscito del «fango».
Ma la scienza prova a rimettere tutto a posto:
(ANSA) - ROMA, 28 GIU - Incredulità e scetticismo. Così i ginecologi riuniti a Genova per l'80mo Congresso della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) accolgono la notizia diffusa dalla Bbc in merito alla donna iraniana che avrebbe dato alla luce una rana. Una notizia alla quale si fa fatica a credere e che il presidente della SIGO, Emilio Imparato, commenta con ironia: «Questa notizia - ha affermato - mi fa tornare alla mente una novella da 'Le Mille e una notte', in cui si parla di un sultano che aveva prestato fede alla notizia che una delle sue mogli aveva dato alla luce per ben due volte un gatto morto». Categorico il ginecologo Giuseppe Benagiano, dell'Università La Sapienza di Roma: «È una notizia che non sta né in cielo né in terra sul piano biologico». L'ipotesi «meno fantascientifica», ha quindi precisato, potrebbe essere questa: «Un girino che naviga in uno stagno insieme ad un milione di altri girini finisce nella vagina della donna mentre questa fa un bagno. E nella vagina il girino vive a lungo, il tempo necessario per diventare un ranocchio. Non riesco ad immaginare, però - ha aggiunto l'esperto - come la signora abbia potuto vivere con un ranocchio, anche se piccolo, nella vagina». Ma questa, secondo Benagiano, è solo la tesi «meno avveniristica, perché tutte le altre - ha sottolineato - sono veramente fantascientifiche». Un esempio? «Quella che parla di un uovo di ranocchia - ha proseguito il ginecologo - che naviga nello stagno, finisce nella vagina della donna durante il bagno e, poco dopo, viene fecondato da uno spermatozoo di un ranocchio finito casualmente nella stessa vagina». Al di là di tutto, comunque, c'è una legge di natura di cui tener conto, e su questo gli esperti a convegno sono concordi: in natura non può succedere che specie molto diverse possano dare vita a un altro essere vivente. Il discorso cambia, invece, per specie più vicine: «È il caso del somaro e del cavallo - ha spiegato Benagiano - che possono mettere al mondo un mulo. Ma un uomo e una giraffa, ad esempio, per quanto impegno ci possano mettere - ha concluso l'esperto - non potranno mai dare la vita».
lunedì, 28 giugno 2004
Domani non lavoro. Mi godrò una festa doppia, che da sempre mi godo. Riuscì a rovinarmela solo la morte di Vittorio Gassman, qualche anno fa, che mi costrinse a rinunciare al giorno libero. Con Paolo potrò andarmene in giro per tutto il giorno. Napoli in my mind. La mattina la dedicherò in parte alla palestra e in parte a pratiche burocratiche che rinvio da tempo. Il pomeriggio è free. E la serata pure. Troverò qualcosa da fare. Magari di nuovo al mare. Dalla finestra aperta arriva un odore salmastro, impastato con afrori serali. Da qui il mare, vicinissimo, non lo vedo, ma lo annuso.
Da un fatto passo a un altro. Da qualche giorno non mi trovo più bene con le nuove lenti progressive che ormai ho da qualche mese. Sarà una sciocchezza di messa a fuoco. La recente visita oculistica ha fugato tutti i miei dubbi sul rischio cecità. Che resta sempre fascionosa. Accomuna a Omero, Borges, Ray Charles e Steve Wonder. Ahimé, ma pure ad Aleardo Baldi.
lunedì, 28 giugno 2004
ti ci vorrebbe una sana pennichella. Devi farti consigliare da un nostro redattore che ogni pomeriggio si mette in posizione e s'addormenta! non è facile neppure svegliarlo!
sulla casa nuova: l'agenzia non mi ha ancora confermato che la nostra richiesta è stata accettata! quindi non cantiamo vittoria. la festa ci sarà, a fine settembre visto che tornerò dalle vacanze il 20! tu sei invitato. ma sono cose che ho già scritto sul mio blog... ma non leggi che gli sfoghi e le poesie cocenti!
lunedì, 28 giugno 2004
Tortora, con la sua superiore sagacia, mi consigliava di non crogiolarmi nella mia pigrizia e di dare un senso a questo blog. Tra un pensiero e l'altro ci ho riflettuto e ho soprasseduto.
lunedì, 28 giugno 2004
Ma già traslochi? Quindi tutto fatto? Che rapidità. Mamma mia. E la festa? A quando? Dopo l'estate, se vuoi avermi tra i tuoi invitati.
lunedì, 28 giugno 2004
Tutto procede con lentezza. Una velocità che non sempre è piacevole. Oggi, per esempio, mi provoca un terribile abbiocco che non riesco a soddisfare. Ho bevuto un po' di falanghina di troppo, che neanche i caffè a raffica sono riusciti a stroncare. E il lavoro, il lavoro non ingrana. Sempre più tardi. Sempre più in ritardo. Sempre più. Sempre.
lunedì, 28 giugno 2004
C'è peggio, molto peggio. Pensa a me, probabilmente impegnata in un trasloco! Ma intanto l'agenzia non mi chiama!! inizio a preoccuparmi.
lunedì, 28 giugno 2004
E penso a New York, poi. Ma se da due settimane marino con pervicacia il corso di inglese, ma dove voglio andare? Sto dimenticando quel poco che a fatica ho imparato. Recupererò? E che ne so.
lunedì, 28 giugno 2004
Si va sempre di più incasinando il progetto delle lunghe vacanze d'agosto (appena tre settimane, che vi credete). Mentre per quelle corte di luglio è tutto sistemato per Acciaroli (mi porterò da leggere Joyce e molti Simenon e un libro che ho comprato stamattina alla Feltrinelli), non so dove andremo a parare per agosto. La mia idea folle è quella di gironzolare nei dintorni, fino a quando le faccende legate al precariato di Imma non saranno risolte. E poi una settimana a New York (sì nel torrido agosto, embé). Che ve ne pare di un pomeriggio canicolare sul laghetto del Central Park. Le anatre non sono scappate, non c'è ombra, nemmeno dalla parte della statua alata di "Hair". Ma non fa niente. Le delizie del boschetto sono a due passi. E non pensate male. E l'aria condizionata a palla dei negozi (i pochi aperti) della Fifth Avenue? O la solitudine serale di Lower Manhattan. Be', è già bello immaginarlo.
lunedì, 28 giugno 2004
Qualcuno scappa. Accampando saluti. Non sentiti. E' il mio orecchio di Bailey che non sente o è la voce troppo bassa? Criptico? Non per tutti.
lunedì, 28 giugno 2004
La stampa italiana è ormai succube della tv. È la tv che fissa, come si suol dire, l'agenda della stampa.
Umberto Eco
lunedì, 28 giugno 2004
Una volta dimostrata la propria spregiudicatezza autoflagellatoria, la stampa non si sente più interessata a riformarsi.
Umberto Eco
lunedì, 28 giugno 2004
E' nella logica dell'industria della notizia vendere notizie, possibilmente drammatiche.
Umberto Eco
lunedì, 28 giugno 2004
Questo flusso d'informazione svolge la funzione che nelle guerre tradizionali svolgevano i servizi segreti: neutralizza ogni azione di sopresa - e non è possibile guerra in cui non si possa sorprendere l'avversario. La guerra produce una intelligenza col nemico generalizzata. Ma l'informazione fa di più: dà continuamente la parola all'avversario (mentre il fine di ogni politica bellica è bloccare la propaganda avversaria), e demoralizza i cittadini delle singole parti nei confronti del proprio governo (mentre Clausewitz ricordava che condizione della vittoria è la coesione morale di tutti i combattenti).
Umberto Eco
lunedì, 28 giugno 2004
Lo stile del giornalismo odierno è "forbice e colla"
Carlo Dossi
lunedì, 28 giugno 2004
Dio t'assista, senza apostrofo, è una bestemmia?
Marcello Marchesi
domenica, 27 giugno 2004
Per fare il bene, bisogna conoscerlo; e, al pari d'ogni altra cosa, non possiamo conoscerlo che in mezzo alle nostre passioni, per mezzo de' nostri giudizi, con le nostre idee; le quali bene spesso stanno come possono.
Alessandro Manzoni
domenica, 27 giugno 2004
La Cronaca cittadina, tutta sanguinolente di suicidi e glutinosa di stupro, è per l'uomo e la donna moderni dalla pelle incivilita, quello che erano le vive stragi egli anfiteatri, e le pubbliche oscenità, per la gente antica.
Carlo Dossi
domenica, 27 giugno 2004
La libertà di stampa non è stata pensata come tutela corporativa, ma come una garanzia per i cittadini.
Massimo D'Alema
domenica, 27 giugno 2004
I giornalisti sono al penultimo posto nella classifica di credibilità.
Massimo D'Alema
domenica, 27 giugno 2004
Non comprare i giornali è un segno di civiltà. La stampa è inaffidabile.
Massimo D'Alema
domenica, 27 giugno 2004
Numeri e incubi fanno cronaca.
Wystan Hugo Auden
domenica, 27 giugno 2004
E' la mescolanza che genera la bellezza.
Tahar Ben Jelloun
sabato, 26 giugno 2004
Carlotta anche questa volta è salva!!! Ai tentativi di violazione dei vari hacker (già sapevo dei siti) lei risponde da privilegiata di lusso! Con un bicchiere di martini e un'oliva, ancheggia sinuosa verso la piscina per un tuffetto mattutino!!
Accattatavella!!!
venerdì, 25 giugno 2004
Domani non ci sarò. Anche se non andrò al mare, mi guarderò bene dal mettere mano alla tastiera. Qualcuno mi vedrà la sera. Mi appaleserò (in compagnia) per un conviviale appuntamento cinematografico. Ma vorrei essere latitante per tutta la durata del sole. I demoni meridiani lavorano anche di sabato.
Rifletterò però sul senso di questo blog, che trovo (colpa mia, merito mio) troppo cazzeggione, ai limiti dell'inutile. Perché non scrivere cose sensate? mi chiedo. E perché? mi rispondo. Non mi viene voglio neanche di fare lo spiritoso. Sarei ridicolo. E io odio il ridicolo. Rifletterò. Ma credo che non cambierò nulla. Sono un essere accidioso.
venerdì, 25 giugno 2004
(da www.repubblica.it)
ROMA - "Qualunque sito, anche il più fidato, può contenere codice maligno". Con queste parole, assai poco rassicuranti, il dipartimento per la Sicurezza nazionale statunitense ha reso nota l'esistenza di un attacco su larga scala condotto in queste ore da ignoti pirati informatici. L'attività, tenuta sotto stretto controllo da esperti governativi e rappresentanti dell'industria informatica, è volta a rendere veicoli di infezione alcuni tra i siti più noti e frequentati. Quando il navigatore visita una delle pagine coinvolte nell'attacco, sul suo pc si installa automaticamente un codice che permette all'aggressore di guadagnarne il pieno controllo.
Il meccanismo dell'attacco è questo: i pirati entrano nel server che ospita il sito, e modificano alcune pagine inserendo un codice maligno. Quando un visitatore apre le pagine modificate, il suo computer contatta un server remoto, e viene infettato. A quel punto, l'aggressore è in grado di entrare nel computer della vittima e di acquisirne il pieno controllo. Tutto avviene senza che l'utente si accorga di nulla.
L'attacco sembra sfruttare alcune gravi falle di prodotti Microsoft: secondo quanto riferito dal Computer emergency readiness team (Cert), i siti colpiti risiedono tutti su server che utilizzano il sistema Microsoft IIS 5, e l'aggressione va a buon fine soltanto se il navigatore visita il sito attraverso il browser Microsoft Internet Explorer.
"Non riporteremo una lista dei siti infetti, in modo da prevenire ulteriori abusi", dichiara l'Internet storm center (Isc) in un comunicato. "Ma possiamo dire che la lista è lunga e comprende organizzazioni di norma immuni da questo tipo di problemi". Secondo l'Isc, il fine ultimo dell'attacco è trasformare tutti i computer infetti in veicoli di spam. Molti indizi lasciano supporre che dietro l'attacco non ci siano hacker comuni, ma qualche gruppo criminale ben organizzato, probabilmente russo.
Il 13 aprile scorso Microsoft aveva rilasciato due patch per prevenire un attacco di questo tipo, sia sul lato server che su quello client. La società di Redmond fa sapere che i sistemi IIS che hanno installato l'aggiornamento (codice 835732) sono sicuri. Per quanto riguarda Explorer, invece, la sicurezza totale non può essere garantita neanche a chi ha scaricato e installato tutte le patch: "In queste ore, stiamo verificando che non siano state introdotte variazioni per aggirare i nostri rimedi", spiega Marco Agnoli, responsabile del programma sicurezza Microsoft. "Per essere sicuri al cento per cento è necessario eseguire sul browser alcune istruzioni manuali pubblicate nel nostro sito Web".
Finché non saranno ultimati tutti gli accertamenti, il Cert consiglia di disabilitare l'esecuzione di javascript all'interno del browser, anche se questo "può peggiorare notevolmente l'aspetto e la funzionalità di molti siti". Le principali aziende di sicurezza informatica, intanto, stanno rilasciando rimedi antivirus per gli utenti già colpiti dal problema. Un computer può considerarsi infetto, fanno sapere da Microsoft, se al suo interno si trovano i file Kk32. dll e Surf. dat..
venerdì, 25 giugno 2004
Va bene, è deciso per Acciaroli. Sette giorni in un alberghetto sul mare. Per agosto, per la vacanza lunga, vedremo. La Grecia è in pole position. Skyros, forse. Pure lì ci sono ricordi. Questa sarà l'estate dei ritorni. Sette anni dopo ad Acciaroli, due anni dopo a Skyros.
venerdì, 25 giugno 2004
E' terribile il té freddo al limone del bar di Martino. Rimpiango quello dell'Hotel Sheraton di Bagdad. Caldo e appiccicoso, nonostante i quaranta gradi (all'esterno). Il bello dei ricordi di viaggio è che rendono piacevoli pure le zuzzimme. Non ho nessuna nostalgia per l'hummus di ceci. Ma un po' di pesce masguf (non so più come si scrive) non mi dispiacerebbe. Però vorrei mangiarlo in un ristorante fornito di forchette, tovaglioli e pavimento. Anche in riva a un altro fiume. Essendo, per i noti fatti, il Tigri indisponibile per cotante amenità. Chissà se esiste ancora quel bel negozio di antichità a pochi passi dall'albergo. Luogo lussuoso per i poveri iracheni, ma di uno strepitoso fascino lawrenciano e chatwiniano. Forse vagamente occidentale, sebbene pieno zeppo di vasi, collane, fotografie, tappeti, mobili. Quasi un museo. Ci passai una serata intera a curiosare e a chiacchierare con il proprietario, con il nostro comune striminzito francese.
venerdì, 25 giugno 2004
Il lavoro oggi procede molto lentamente. Quindi tutto è noioso. Da leggere, con me, ho il solito "Ulisse". Ma non è adatto a letture a pizzichi e mozzichi. Esige attenzione. Io, poi, ho deciso di leggerlo senza il supporto dell'altrettando voluminoso tomo delle note. Devo portare, con me, opere leggi e fuggi. Magari racconti, cunti.
venerdì, 25 giugno 2004
Caro cagnolino, mi spiace tanto per la tua catena corta. Ma che "corta" sarebbe? Portati Ulysse sulla spiaggia, mi raccomando! Poi ti prego, svelami l'arcano: che sta succedento al chiatamoon per sviscerare 15 (per ora) variazioni sul tema giornalismo??? Vuoi vedere che poi l'amico riformista viene davvero e state un po' sul "chi va là"??? Comunque non voglio più leggere ste cose sul giornalismo e i giornalisti... ho già le mie di elucubrazioni a riguardo.
venerdì, 25 giugno 2004
Nei film, i giornali sono spesso rappresentati dalla frenesia delle rotative, dalle grida degli strilloni nelle strade. Ma il giornale che troviamo al mattino nella cassetta della posta non ha la stessa febbrilità. Dice le notizie di ieri: finto presente che sembra venire da una notte di sonno.
Philippe Delerm
venerdì, 25 giugno 2004
Andrò al mare, spero, domani. Con questo caldo è l'ideale. Temo il casino del sabato. Qualche meta la troverò. Ma devo essere a Napoli per metà pomeriggio. Non posso allontanarmi troppo. Ho la catena corta. Come i cani da cortile.
venerdì, 25 giugno 2004
Esistono due mestieri che si possono fare con poca esperienza. Uno è la prostituzione, l'altro il giornalismo sportivo. Troppo spesso diventano la stessa cosa.
Howard Cosell
venerdì, 25 giugno 2004
Sa sempre in anticipo che cosa ci sarà scritto sul giornale: perciò deve leggerlo con la massima attenzione.
Elias Canetti
venerdì, 25 giugno 2004
Un tempo il giornalismo toglieva uomini alle lettere; oggi, il che è più grave, ne dà.
Achille Campanile
venerdì, 25 giugno 2004
Al vecchio Alex sarebbe piaciuto fare qualcosa tipo il giornalista, poiché fare il giornalista era anche un modo per mettere insieme le due cose più belle, viaggiare e scrivere. "Vorrei fare il cronista", le aveva detto, sommerso in una serietà agghiacciante. "Partire per Cuba, o per il Mozambico, con l'accredito-stampa plastificato che mi penzola sulla maglietta dei Ramones. Giuro che se vado a fare il cronista mi taglio i capelli a spazzola e compro le Clark's". Non male, eh?
Enrico Brizzi
venerdì, 25 giugno 2004
Paradossalmente i dialoghi di uno scrittore con un giornalista assomigliano più a una specie di introspezione che a un interrogatorio. Per chi interroga può essere un compito non esente da fatica e noia; per l'interrogato è come un'avventura in cui sono in agguato il segreto e l'imprevedibile.
Jorge Luis Borges
venerdì, 25 giugno 2004
Ragionando un po' con calma e facendo un po' di conti, forse mi conviene Acciaroli. Ci arrivo comodamente in auto. Il posto lo conosco. La spiaggia è bella. Non è lontano da Napoli. Pesce fresco, sole e sabbia, mare con bamdiera blu. Ombrellone e sedia a sdraio. Passeggiate serali. Be' a dirla così sembra un po' noioso. Forse è quello che voglio.
venerdì, 25 giugno 2004
Ho ripreso in mano Sartre. È il segnale di un malessere. Coraggio o viltà, roquentin?? Tu dovresti saperne qualcosa... Che qualcuno m'insegni a diventare vile... che qualcuno mi spieghi come si fa ad abbassare la testa e belare come una capra. Sono sempre più convinta che sono nata nell'epoca sbagliata! La rivoluzione francese mi calza a pennello. Avrei fatto una bella figura a mostrare la mia felina dialettica, la tenacia e la caparbietà nel mantenere fede a un valore! E invece mi tocca un mondo pieno di pregiudizi, saturo di ipocrisia e in cui vige la regola della vigliaccheria. Un mondo in cui nessuno si batte più per una fede, ma in cui vince chi alza di più la voce. A Napoli si grida molto. Chi ci vive lo sa. Al semaforo, al bar, per strada, nei condomini... tutti urlano. I toni devono essere sempre alti, altrimenti non sei nessuno. Anche se chiedi un caffé lo devi strillare al barista... altrimenti non te lo prepara. A Napoli se stai in silenzio non vali niente e non meriti rispetto! Per sfuggire a questo oceano di rumore, leggo Il muro. Tra queste pagine, lo so, si nascondono tante risposte. Roquentin mi vorrebbe più aperta all'umorismo sagace. Ma io mi sento più adatta alle atmosfere noir o hard-boiled, magari con un soffio di tragico realismo.
venerdì, 25 giugno 2004
Se un laico, somministrando il battesimo, versa l'acqua prima di dire le parole, rimane battezzato il bambino? È valido il battesimo per mezzo di un'acqua minerale?
James Joyce
giovedì, 24 giugno 2004
Un pezzo scritto di corsa. Come capita sempre più spesso. Ma che cazzo di lavoro sto facendo da vent'anni?
giovedì, 24 giugno 2004
E se tornassi a Salina? Bagni a Pollara e granite mandorla e fragola a Lingua. Non male, non male.
giovedì, 24 giugno 2004
Ma non solo la gente parla ininterrottamente al telefono di cose molto inutili, ma quando non c'è nessuno che risponde lo fa squillare fino in fondo, petulantemente. E quando, senza risposta, la linea s'interrompe (pure la Telecom ha una pazienza limitata), richiama. Ma che cosa hanno da dirsi di tanto importante. Stanno ricrollando le Torri Gemelle? O si è bruciato qualcosa nelle loro padelle?
giovedì, 24 giugno 2004
Più lontano accade una catastrofe o un incidente, più alto deve essere il numero dei morti e feriti perché faccia notizia.
Arthur Bloch
(Legge di Fuller sul giornalismo)
giovedì, 24 giugno 2004
I giornalisti dicono cose che sanno false nella speranza che se continuano a dirle abbastanza a lungo finiranno per essere vere.
Arnold Bennett
giovedì, 24 giugno 2004
Il primo esame per conseguire la laurea in scandalismo è: "Tecnica del sospetto".
Dino Basili
giovedì, 24 giugno 2004
Se vuoi un'avventura romantica, scopa un giornalista.
Wystan Hugh Auden
giovedì, 24 giugno 2004
Non sparate. Sono un giornalista.
Anonimo
giovedì, 24 giugno 2004
Giornalista è una persona che lavora più di qualsiasi pigro.
Anonimo
giovedì, 24 giugno 2004
Uno splendido giornale: i pettegolezzi separati dalle insinuazioni.
Altan
giovedì, 24 giugno 2004
La notizia è di fonte certa. Che sia vera è un altro paio di maniche.
Altan
giovedì, 24 giugno 2004
Chi dà fama?
I giornalisti.
Chi diffama?
I giornalisti.
Chi s'infama?
I giornalisti.
Ma chi sfama
i giornalisti?
Gli oziosi, ignoranti, invidi, tristi.
Vittorio Alfieri
giovedì, 24 giugno 2004
Tutti zitti. Che noia. Mi manca un po' di musica. Na bella canzone.
giovedì, 24 giugno 2004
Procede con la dovuta lentezza la lettura dell'"Ulisse" di Joyce. Come si può giudicarlo? Va centellinato e deve esse accompagnato da altre letture (cosa che sto facendo con accuratezza: scelgo scemenze, però). O ci si deve tuffare dentro, e nuotare a grandi bracciate. Naufragare nel suo mare amaro. Me lo porto in vacanza? Non si addice all'ombrellone, fa troppo intellettuale. Ed è un po' pesante, nel senso materiale del termine.
giovedì, 24 giugno 2004
Ma quanto parla a telefono la gente. E' terribile. E dicono solo scemenze. Sono paranoici. Voci perse e inconcludenti. Mannaggia a Meucci o a chi per lui.
giovedì, 24 giugno 2004
Oggi per i napoletani è il solstizio d'estate. Il giorno più lungo. Attenzione ai demoni meridiani. Ma l'ora fatidica è già passata.
giovedì, 24 giugno 2004
La programmazione delle vacanze si complica. Andare in villaggi turistici è costosissimo. Navi per la Grecia affolatissime. Restare a casa? Potrebbe essere un'idea. Alla fine farò come sempre, partenza all'ultimo minuto. Senza prenotazioni. A come viene viene. E quasi sempre mi è andata bene. Serendipity.
giovedì, 24 giugno 2004
Vicino al Barocco, che complica e moltiplica, significandole in un intenso nuovo movimento, le strutture del Rinascimento, c'è un Barocco di nuovi spiriti naturalistici, diretto, veloce, inquietissimo, e anche atroce, che sottintende una medesima situazione di angoscia, la cui soluzione implica una diversa scelta e decisione. Che una disposizione siffatta porti, talvolta, per vie diverse, all'eccessivo, al complicato, al teatrale (al "teatro nel teatro", come dice il Rousset), allo scenografico, è cosa affatto naturale e comprensibile, ma non si ecceda nell'estendere questo aspetto particolare a generale significato del secolo.
Luciano Anceschi
mercoledì, 23 giugno 2004
Confessa! Ammetti che ti annoi senza le mie rotture di scatole durante la giornata di lavoro!!! Niente mail, niente blog, solo come un cane.... anzi come un canarino nella gabbia (mi sembra più adeguato). Sto a casa, mentre una zanzara mi ronza intorno e cerca di mordermi ma non riesco a beccare, sono tornata dall'agenzia immobiliare (leggi il mio blog) e penso che sia fatta! Devo aspettare lunedì per sapere come andrà! Ti sto per inviare una mail... come ai vecchi tempi! ma non turbarti, nulla di provocatorio!!!
mercoledì, 23 giugno 2004
Con la testa sono già in vacanza. E' una forma di autodifesa. Ma vorrei scappare dalle trappole del vacanzismo. Vorrei pure evitare quelle delle maledette vacanze intelligenti, che ormai intruppano tutti gli stupidi in luoghi ritenuti intelligenti. Forse, facendo il filosofo, si potrebbe optare per luoghi molto trash. Com'era quel libro, un'affollata solitudine? Hrabal, sì Hrabal. Ma parlava d'altro. Poverino però, è morto precipitando dalla finestra di un ospedale mentre dava da mangiare a un uccellino.
mercoledì, 23 giugno 2004
Ma non sentite caldo? Io molto. E quando è così caldo divento intollerante. Non sopporto più gli stronzi che mi circondano. Stronzi e paraculi. Ne è pieno il mondo. E li vorrei sempre più lontano da me.
mercoledì, 23 giugno 2004
Ma il nuovo barbaro non è un rozzo
Abitante del deserto: non emerge
Da foreste d'abeti: è un prodotto di fabbrica;
Università, compagnie, società,
Furono madri alla sua mente, e molti giornali
Ne han rafforzato le opinioni. È nato qui.
Le bravate dei revolvers ora in voga
E il culto della morte sono a casa loro
In città.
Wystan Hugo Auden
martedì, 22 giugno 2004
Non ha mai avuto un'idea originale in vita sua, ma è un sensibile e acuto osservatore dell'ovvio.
William Somerset Maugham
lunedì, 21 giugno 2004
Quando tutto fila liscio in una giornata che si prospettava incasinata come quella di oggi, comincio a sospettare che ci sarà una coda velenosa, come insinuavano i latini. Faccio gli scongiuri con il mio Mozart (ognuno si gestisce le scaramanzie come meglio crede).
lunedì, 21 giugno 2004
C'è più sole oggi che sabato, peccato. Stamattina dal dentista. Di solito non soffro. Ma oggi mi sono sentito come Dustin Hoffman tra le mani di sir Laurence Olivier nel "Maratoneta". Mannaggia al dentista. Ed è pure amico mio.
lunedì, 21 giugno 2004
I baci ci rimangono soltanto,
baci così pelosi come l'api,
che muoiono lasciando l'alveare.
Osip Mandel'stam
lunedì, 21 giugno 2004
Occorre agire come uomo di pensiero e pensare come uomo d'azione.
Henry Bergson
lunedì, 21 giugno 2004
Tutto ciò che libera il nostro spirito senza darci il dominio su noi stessi è pernicioso.
Johann Wolfgang Goethe
venerdì, 18 giugno 2004
Ora saremo capaci di farci buggerare pure dai bulgari.
venerdì, 18 giugno 2004
Il guaio. E' fatta. Hanno pareggiato. E mo'? 'Sti trappini non sono capaci di segnare di nuovo. Già lo so.
venerdì, 18 giugno 2004
E' deciso: domani al mare, a Gaeta. Così compreremo anche del pesce, al ritorno. E intanto giocano. Ma abbiamo bisogno di un altro gol.
venerdì, 18 giugno 2004
Che portierone. Fiuuuuuu. Pericolo scampato.
venerdì, 18 giugno 2004
Un bel nome svedese. Mi piace l'intreccio etnico. Pure Larsson di scandinavo ha solo il cognome. Ma il massimo è la bella Francia con tutte le sfumature che fanno incazzare quel bastardo di Le Pen e quella animalista della Bardot. Voglio un africano anche nell'Italia.
venerdì, 18 giugno 2004
Entra Fiore. Standing ovation per Cassano.
venerdì, 18 giugno 2004
Terribile l'insalata di riso ingurgitata in fretta in mensa. E' da tre ore che continua a risalire. La prossima volta devo ripiegare sul solito paninozzo.
venerdì, 18 giugno 2004
Le parole per Pirlo.
venerdì, 18 giugno 2004
Ammonito pure lui. Qui si mette male.
venerdì, 18 giugno 2004
Bene, pure a lui, al biondino (ma sono quasi tutti biondi) un cartellino giallo.
venerdì, 18 giugno 2004
E basta con questi cartellini gialli. Cannavaro con la pelata è pure più simpatico. E poi vedete gli danno pure le spallate. Non rovinatelo, ché è pure napoletano.
venerdì, 18 giugno 2004
Sono arrivate le scarpe buone per Cassano. Ma non gliele potevano portare anche a Totti, l'altra volta.
venerdì, 18 giugno 2004
Gennarino è un bravo ragazzo. Fa solo la faccia brutta. Il cartellino giallo è per gli svedesi. 'Sti simulatori.
venerdì, 18 giugno 2004
E bravo a Cassano.
venerdì, 18 giugno 2004
Finora i trappini attaccano, attaccano, attaccano, ma senza risultati. Toglieteci 'ste cose gialle davanti.
venerdì, 18 giugno 2004
Devi leggere "Redenzione immorale" di Philip K. Dick. Potresti trarne giovamento.
venerdì, 18 giugno 2004
E perché lo vorresti cambiare? Se dovessimo rimboccarci le maniche e iniziare a fare sul serio, resterebbero pochi stimoli al quotidiano. Per farlo diventare come, poi? Meglio un mondo sbagliato e sognare di cambiarlo, che uno solo "nostro" da non condividere con pochi. Non eri tu quello che teorizzava sugli idioti e la loro presenza indispensabile? Vale lo stesso per questa schifezza di mondo che ci è capitato... ma poteva andarci peggio... pensa se fossimo nati in Groenlandia! Sai che bello vivere in un mondo sempre bianco e freddo! Mettiti la cremina domani, e il cappellino... difendi la materia grigia va!!
venerdì, 18 giugno 2004
Il mal di testa è passato, grazie a un'aspirina e a qualche caffé. Facile. Vuoi vedere che è anche possibile cambiare il mondo?
Intanto, domani, tempo permettendo, me ne vado al mare.
venerdì, 18 giugno 2004
Ascolto "Chicago" di CSN&Y: "We can change the world". Per quanto mi riguarda, mi accontenterei che mi passasse il mal di testa.
venerdì, 18 giugno 2004
Con la secolarizzazione dell'arte, l'autenticità si pone al posto del valore culturale.
Walter Benjamin
giovedì, 17 giugno 2004
Che bello ho ritrovato il mio amuleto: un euro austriaco con il ritratto di Mozart. Non è lo stesso euro che avevo smarrito, ma un altro che mi hanno dato di resto poco fa alla mensa. Forse un piccolo segno. Per i puristi della scaramanzia non va bene. Ma a me va bene così.
giovedì, 17 giugno 2004
Non sopporto più molte, troppe, persone. Sto diventando misantropo? Odio soprattutto chi non riesce ad articolare pensieri autonomi. Non tollero i loro balbettii, fatti di paura e superbia, di meschinità e sotterfugi. Temo che a frequentarli potrei diventare come loro. Rischio di farmi contagariare dalla loro querula arroganza. Putroppo assistiamo alla prevalenza del mediocre. Devo difendermi. Le persone intelligenti devono difendersi, altrimenti a che serve la loro intelligenza.
giovedì, 17 giugno 2004
Che ne è di quelle leggi che eprimevano il lusso e il fasto, che prescrivevano non doversi spendere più di cento assi per un pasto, e non servirsi di più di una gallina e non ingrassata, che escludevano dal senato un patrizio che possedesse dieci libbre d'argento, perché considerata una prova manifesta di ambizione; che ordinavano la distruzione dei teatri, origine della corruzione dei costumi.
Tertulliano
mercoledì, 16 giugno 2004
chissà come sarai stato contento quando l'hai trovata questa citazione...
mercoledì, 16 giugno 2004
Amerei il teatro se non esistessero gli attori.
Libero Bovio
martedì, 15 giugno 2004
Ovviamente ho cominciato a leggere l'Ulisse di Joyce, perché racconta (come sapete, e se non lo sapete ora ve lo dico) una sola intera giornata del suo eroe a Dublino. E questa giornata è il 16 giugno 1904. Domani è giusto giusto il centenario. Non vi sembra un buon motivo per tenere il libro nello scaffale per vent'anni e darci dentro solo ora?
martedì, 15 giugno 2004
Mi sono buttato in un'impresa folle. Leggere l'Ulisse di Joyce. Come, direte, non l'avevi ancora letto? Sfido il primo che lo dice a dimostrarmi che l'ha letto. Finora ho macinato solo 50 pagine, un ventesimo del mattone, una scarda, insomma. Tosto è tosto. Siamo al preludio e mi aspetto fuochi d'artificio, degni della sua fama. Finora ne ho sentiti pochi. Lo sto leggendo con lo stato d'animo di un adolescente. Del resto 'sto libro (il libro materiale) l'ho comprato più di vent'anni fa. Ed è rimasto tra gli scaffali a ingialliarsi. Se l'esperimento funziona, può darsi che mi dedichi agli altri classici che non ho ancora letto. E sono tanti. Anche se moltissimi. Negli anni deputati, ne ho fatti fuori molti e di tostissimi. Urge dibattito. Con relative classifiche.
martedì, 15 giugno 2004
E c'è pure troppo silenzio.
A volte mi viene voglia di percorrere strade brutte. Nel senso letterale: prendere la macchina è andare a buttarmi nel traffico di qualche periferia del cazzo, tra erba annerita dalla polvere e assordanti tabelloni pubblicitari, tra bar da quattro soldi e bancarelle di dischi pezzottati. Un Messico napoletano.
martedì, 15 giugno 2004
Cerco più brio che equilibrio, ora. Mi sono anche stancato di troppe cose. Ne ho trascurate altre più divertenti e proficue. Deluso.
martedì, 15 giugno 2004
Se subito non mi trovi non scoraggiarti, se non mi trovi in un posto cercami in un altro, in qualche posto mi sono fermato e attendo.
Walt Whitman
lunedì, 14 giugno 2004
Il lavoro si è tranquillizzato. Si va verso l'assopimento. Aspetterò comunque fino alle tre. Inutilmente.
lunedì, 14 giugno 2004
Bloccato fino a mercoledì a lavorare alle pagine sulle elezioni. Una palla mostruosa. Niente commenti sul voto, please. Ne ho ascoltati troppi. Mi fa solo piacere che l'Ulivo è dieci punti davanti a Berlusconi. Ho dato il mio piccolo contributo affinché accadesse. Poteva andare meglio, ma mi accontento.
lunedì, 14 giugno 2004
L'ateo non dovrebbe possedere l'osso sacro.
Ramon Gomez de la Serna
lunedì, 14 giugno 2004
Panella... il gabinetto... la solitudine... Perchè mai dovrei apprezzare una citazione così?
Ma oggi niente? non è che non sono più on-line tutto il giorno e ti stufi di scrivere perché non potrei discutere con te? Ah... ho intervistato un "pezzo grosso" della musica che sarà al San Paolo il 9 luglio. Uno che pure f. ha difficoltà a sentire... ho provato ed è piaciuta la faccia tosta con cui chiedevo di intervistarlo... fammi sparare le pose che sto tutta emozionata.
domenica, 13 giugno 2004
Ma dovresti apprezzare quella di Panella.
domenica, 13 giugno 2004
Tra le tante citazioni, mi piace molto quella di Bufalino sugli assenti... ogni riferimento è puramente casuale!
domenica, 13 giugno 2004
Giusto per mettersi in pari.
domenica, 13 giugno 2004
Ci sono uomini tanto abili da trasformare in vantaggio altrui quello che torna a loro favore; e così sembra che concedano ad altri una grazia quanto invece sono loro che la ricevono.
Baltasar Graciàn
domenica, 13 giugno 2004
Una dimostrazione grandiosa della miserabile soggettività degli uomini per cui essi riferiscono ogni cosa a se stessi e da ogni pensiero risalgono immediatamente a sé in linea diretta, è offerta dall'astrologia che riferisce la rotta dei grandi corpi celesti al miserabile io e mette in rapporto le comete del cielo con le beghe e le meschinità terrene.
Arthur Schopenhauer
domenica, 13 giugno 2004
Gli assenti hanno una volta torto ma novantanove ragione.
Gesualdo Bufalino
domenica, 13 giugno 2004
L'artista migliore è uno del pubblico che si muove sul palco così come il suo spettatore non riuscirebbe a fare se non nella solitudine del proprio gabinetto.
Pasquale Panella
domenica, 13 giugno 2004
C'è un grandioso mimetismo in fondo a tutta l'arte italiana illustre, e uno stupore di tale mimetismo.
Corrado Alvaro
domenica, 13 giugno 2004
L'applauso è sempre una forma di strepito, e lo è anche quello che tributiamo a noi stessi.
Friedrich Nietzsche
domenica, 13 giugno 2004
Parere non è essere: ma per essere bisogna anche parere. Nulla contribuisce tanto a fare il monaco quanto l'abito.
Ugo Bernasconi
domenica, 13 giugno 2004
Poi vidi qualcosa come un mare di cristallo mescolato con fuoco, e sul mare, con le arpe di Dio, i vincitori della bestia e della sua effigie e del numero del suo nome.
San Giovanni
domenica, 13 giugno 2004
I rimorsi dell'Occidente si chiamano antropologia, scienza che, come ricorda Lévi-Strauss, è nata insieme all'imperialismo europeo e gli è sopravvissuta.
Octavio Paz
domenica, 13 giugno 2004
Bentornato Roquentin! Nove giorni senza le tue citazioni del giorno sono stati proprio difficili. Buone "elezioni".
venerdì, 04 giugno 2004
E' finita. Tra pochi minuti me la filo. Di sicuro per due giorni. Un fine settimana piovoso. Vuol dire che mi dedicherò ai piaceri casalinghi. Ma non è detto.
venerdì, 04 giugno 2004
Il comico e l'umorismo sono il modo in cui l'uomo cerca di rendere accettabile l'idea insopportabile della propria morte - o di architettare l'unica vendetta che gli è possibile contro il destino o gli dèi che lo vogliono mortale. (Umberto Eco)
Dedicata a Nino Manfredi e a Massimo Troisi (dieci anni dopo)
giovedì, 03 giugno 2004
Ancora cielo cupo. Speriamo che si rimetta al più presto. Vorrei cominciare la mia stagione balneare. Ma la pioggia non doveva lasciarci in pace dalla metà di maggio?
giovedì, 03 giugno 2004
Le zanzare sono creature dell'universo. Ammazzatele lo stesso.
(Silvano Ambrogi)
mercoledì, 02 giugno 2004
Alle prese con l'inserto su Massimo Troisi. Grande casino. Come sempre. Da oggi in poi chiedo di ricordare solo i cinquantenari.
mercoledì, 02 giugno 2004
Su Roquentin! Primo o poi ti contattera una maggiorenne!
mercoledì, 02 giugno 2004
Oggi farò tardi. Prima o poi doveva succedere. Il lavoro.
mercoledì, 02 giugno 2004
Ho intervistato Maria Schneider. Avrei voluto farlo trent'anni fa. Ma allora ero un pischello che a vedere l'"Ultimo tango a Parigi" non mi fecero nemmanco entrare.
mercoledì, 02 giugno 2004
Al di fuori della dilatazione dell'io, conseguenza della paralisi generale, non vi è rimedio alle crisi di annientamento, all'asfissia del nulla, all'orrore di non essere altro che un'anima in uno sputo.
Emil Cioran
martedì, 01 giugno 2004
Ancora poco più di un'ora e poi me ne vado. Il casino implode, come sempre. La tecnica buddista funziona. Altro che big bang e sempre un big slurp.
martedì, 01 giugno 2004
Se domani pioverà, a casa, legato a Internet, con l'iPod a pompare musica. Se non pioverà potrei godermi una passeggiata in centro. Ma vivo in centro? E poi finisce che vado per negozi che assorbono tutti i rumori. Mai che piòvano rane, eliche in funzione o baci celebri.
martedì, 01 giugno 2004
Non si può essere seri a 17 anni, cantava Leo Ferré. E a 44? Perché no? (questa la cantava Lucio Battisti, però).
martedì, 01 giugno 2004
Domani è festa. Niente scuola per figli e moglie. Io nel pomeriggio lavoro. Sarebbe bello poter utilizzare la mattinata per divertirsi un po'. Chissà se convenga andare al mare. Urgono previsioni.
martedì, 01 giugno 2004
Non vorrei che tutto questo casino mi costringesse a fare tardi.
martedì, 01 giugno 2004
In pieno casino per il lavoro. Faccio il pesce in barile. Aspetto che si calmi la bufera. Non lasciarsi coinvolgere. Tecnica buddista.
martedì, 01 giugno 2004
Forse tre anni fa
o lo scorso martedi
una fogliolina volò via
da una spalla a un'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valige accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
(Wislawa Szymborska)
martedì, 01 giugno 2004
L'angoscia è la disposizione fondamentale che ci mette di fronte al nulla.
(Martin Heidegger)