lunedì, 31 maggio 2004
E anche oggi sta per finire. Pochi scampoli di lavoro e torno a casa. Avrei voluto andare al cinema, ma non è stato possibile. Mi consolerò con qualcosa d'altro.
postato da: roquentin alle ore 22:22 | Permalink | commenti (3)
categoria:attese
lunedì, 31 maggio 2004
Mi aspetta una bella settimana intensa di lavoro. Fino a venerdì. E poi mi godrò una settimana di ferie. Certo i bambini dovrebbero ancora andare a scuola. Ma potrebbero anche non andare più. Così si potrebbe andare tutti quanti al mare. Primi bagni di giugno. Una goduria che già sento camicia e pantaloni scivolarmi da dosso. E via. Poi cominciano gli Europei di calcio. E si arriva a fine mese. Non ho ancora deciso per le vacanze vere e proprie, ma mi capita sempre così, da molti anni. Vorrei restare in Italia. Mi sarebbe piaciuta la Grecia, per l'ennesima volta. Ma c'è il casino delle Olimpiadi. Meglio cambiare destinazione. Deciderò, magari il giorno stesso. Mi metto in macchina. E via.
postato da: roquentin alle ore 15:47 | Permalink | commenti
categoria:attese
lunedì, 31 maggio 2004
Gli angeli possono volare perché si prendono alla leggera.
Gilbert Keith Chesterton
postato da: roquentin alle ore 15:32 | Permalink | commenti
categoria:angeli
domenica, 30 maggio 2004
Un morto di fame che diventa anarchico è un propagandista della causa piuttosto sospetto. Infatti, se avrà da mangiare, diventerà un sostenitore dell'ordine sociale. E spesso, addirittura un socialista. Al contrario, non c'è nulla di più insensato che ridere di figli di borghesi benestanti che nutrono idee anarchiche: possono pur sempre avere delle convinzioni. In ogni caso, nessun abito lacero riuscirà a rendere sospetta l'autenticità spirituale delle loro tendenze comuniste.
Karl Kraus
postato da: roquentin alle ore 17:44 | Permalink | commenti
categoria:politica
domenica, 30 maggio 2004
Li stupirebbe molto sapere che già da parecchio tempo il caso stava giocando con loro. Non ancora del tutto pronto a mutarsi per loro in destino, li avvicinava, li allontanava, gli tagliava la strada e soffocando una risata si scansava con un salto. Vi furono segni, segnali, che importa se indecifrabili
postato da: vulcanica alle ore 17:04 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 29 maggio 2004
Ed eccolo. Con le sue parole. La pezza del blog di sotto. "Tutto tace, tutto ha paura di bruciare verso i mezzogiorni, ci vuole un niente d'altra parte, erbe, animali, uomini, caldi a puntino. E' l'apoplessia meridiana". (Louis-Ferdinand Céline)
postato da: roquentin alle ore 21:16 | Permalink | commenti
categoria:attese
sabato, 29 maggio 2004
I miei sono sempre e solo demoni meridani. Epifanie del mezzogiorno. Divinità della luce che si manifestano, diafane e trasparenti come bagliori, quando il sole carcareja e non lascia una vrenzola di mbriana per potersi riparare. E' questa forza che arde brucia il cervello e crea i miraggi. Il nostro Mediterraneo è questo sole, questo paganesimo che induce anche all'apoplessìa meridiana evocata dal viaggio al termine della notte di Céline. Perché al termine della notte c'è il giorno. Si rivede la luce. Jesce sole, nun ce fa cchiù spantecà.
postato da: roquentin alle ore 21:04 | Permalink | commenti (4)
categoria:attese
sabato, 29 maggio 2004
Ma che ne pensano le strade, le scale, corridoi dove da tempo potevano incrociarsi? Vorrei chiedere loro se non ricordano -una volta un faccia a faccia in qualche porta girevole? un qualche "scusi" nella calca? l'eco di un "ha sbagliato" al telefono?- ma conosco la risposta. No, non ricordano.
postato da: vulcanica alle ore 20:32 | Permalink | commenti (3)
categoria:
sabato, 29 maggio 2004
Sono entrambi convinti che un sentimento improvviso li unì. È bella una tale certezza, ma l'incertezza è più bella. Non conoscendosi, credono che non sia mai successo nulla fra loro.
postato da: vulcanica alle ore 18:43 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 29 maggio 2004
Tutto si guasta, non solo il tempo.
postato da: roquentin alle ore 17:58 | Permalink | commenti
categoria:nausea
sabato, 29 maggio 2004
Ormai solo attese, nel pomeriggio. E di mattina un caos di cose inutili da fare. Le ignoro tutte. Tranne la più inutile. Accumulo pratiche da evadere. E le lascio inevase. E' la vendetta di un Roquentin che rimanda al giorno dopo quello che potrebbe fare benissimo oggi. Ci sono certi giorni che nascono male. Lo capisci da un piccolo segno. E' l'inizio di una valanga di piccoli guasti quotidiani, di pensieri che scavano senza trovare il fondo. Per risalire dal gorgo, per innescare il circolo virtuoso occorre un piccolo segno positivo. La valanga si riavvolge su se stessa. La roccia di Sisifo lentamente risale da sola per concedere un po' di riposo. Una tranquillità breve e inconsueta. Un'eccezione che sembra stravolgere la realtà. Perché non quella necessaria per scendere giù alla scarpata dove è rotolata la nostra pietra e dare il via alla sofferente risalita. E' un altro riposo, un bagliore di novità. E' ancora poco, però.
postato da: roquentin alle ore 17:57 | Permalink | commenti
categoria:attese
sabato, 29 maggio 2004
E piove sempre, ma che cazzo. Tra pochi giorni è giugno e sto tempo riesce solo a far perdere le staffe. E sempre nei fine settimana. Non è che io me li goda tanto, i fine settimana. Ma sta pioggia maggiolina mette una rabbia in corpo. E non ci sono neanche più le previsioni di Vulcanica.
postato da: roquentin alle ore 15:45 | Permalink | commenti (2)
categoria:nausea
sabato, 29 maggio 2004
L'amore è la capacità di avvertire il simile nel dissimile.
Theodor W. Adorno
postato da: roquentin alle ore 15:32 | Permalink | commenti
categoria:amore
sabato, 29 maggio 2004
La calma è la virtù dei morti; i forti perdono la pazienza e ti picchiano.
postato da: vulcanica alle ore 15:12 | Permalink | commenti (1)
categoria:
venerdì, 28 maggio 2004
Riesco a lavorare anche su delle cose che non mi piacciono. E' quello che chi ti vuole fregare chiama professionismo. E' una trappola nella quale cado spesso. Per inerzia. Vada come vada. E' il lavoro. Il bello è che visto dall'esterno c'è chi apprezza tutto questo. Lo immagina come qualcosa di favoloso e divertente.
postato da: roquentin alle ore 21:59 | Permalink | commenti
categoria:nausea
venerdì, 28 maggio 2004
Noi amiamo sempre quelli che ci ammirano; ma non sempre amiamo quelli che ammiriamo.
François de La Rochefoucauld
postato da: roquentin alle ore 15:43 | Permalink | commenti
categoria:amore
venerdì, 28 maggio 2004
«È la notte più triste perchè sto per andare via e non tornerò indietro.»
(Hanif Kureishi)
postato da: vulcanica alle ore 15:37 | Permalink | commenti (2)
categoria:
giovedì, 27 maggio 2004
«Senza amore, gran parte della vita rimane nascosta. E stanotte, là fuori, in questa vitale città di merda, c'è - ne sono sicuro - qualcuno che mi ama.»
Hanif Kureishi
postato da: tortora alle ore 23:35 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, 26 maggio 2004
LA VALLETTA, 26 MAG - Una pubblicità per barre al cioccolato, secondo cui il prodotto «non è per le ragazze», è stata ritirata dalla radio e dalle pagine dei giornali maltesi dopo una serie di proteste. La commissione nazionale per la parità dei sessi ha giudicato la pubblicità delle barre di cioccolato Yorkie, prodotte dalla Nestlè, «offensive e discriminatorie». Molte donne, ha riferito la commissione, hanno protestato per quel modo di commercializzare il prodotto. La commissione ha chiesto anche che venga soppresso dagli imballaggi delle barre di cioccolato lo slogan «non è per le ragazze». Sina Bugeja, direttrice della commissione, ha detto che «in un ambiente come quello di Malta, dove la parità dei sessi è ancora a uno stadio embrionale, questo genere di pubblicità è dannoso». (ANSA-AFP).
postato da: roquentin alle ore 16:42 | Permalink | commenti
categoria:notizie
mercoledì, 26 maggio 2004
Si può aver conosciuto tre o quattromila persone, si parla sempre di sei o sette.
Elias Canetti
postato da: roquentin alle ore 15:45 | Permalink | commenti
categoria:amicizia
lunedì, 24 maggio 2004
WASHINGTON, 24 MAG - L'artista di New York Andrea Fraser offrirà ad un collezionista, per 20 mila dollari, la sua più recente opera d'arte: se stessa. La Fraser, una artista di 38 anni di fama internazionale, farà l'amore per 60 minuti con il collezionista, davanti ad una videocamera, producendo un film che sarà messo in mostra, col titolo "Senza Titolo", in una galleria di Chelsea (a New York). La Fraser, che ha tenuto corsi alla UCLA, alla Cooper Union e al Bard College, è nota per le sue perfomances, spesso provocatorie, seguendo la filosofia della «appropriazione della cultura popolare da parte dell'artista» e dello «spostamento nel contesto artistico». In una recente occasione ha esposto se stessa, in un museo della California, presentando un video girato durante il Carnevale di Rio de Janeiro dove ballava in abiti da samba. I giornali americani, nel presentare oggi la nuova provocazione della Fraser, paragonano la sua iniziativa a quella di Jeff Koons che nel 1991 mise in mostra una serie di foto dove faceva l'amore con Cicciolina. La trovata della Fraser offre ai collezionisti la possibilità di diventare protagonisti dell'opera d'arte che hanno commissionato non troppo diversamente - viene notato - dai grandi mecenati del Rinascimento che si facevano ritrarre dagli artisti dell'epoca. (ANSA)
postato da: roquentin alle ore 21:47 | Permalink | commenti
categoria:arte
lunedì, 24 maggio 2004
Be', comunque sia, sonno o non sonno, mal di testa o mosca tsé-tsé, mi sono sparato una Corona con la fettina di limone. Ogni occasione è buona. E le occasione bisogna sapersele costruire.
postato da: roquentin alle ore 20:35 | Permalink | commenti
categoria:tentazioni
lunedì, 24 maggio 2004
Il silenzio non è mai unilaterale. E' sempre a due voci.
postato da: roquentin alle ore 20:32 | Permalink | commenti
categoria:nausea
lunedì, 24 maggio 2004
Ho sonno. Che mi ha preso? Dormo di sera, dormo di notte, dormo di pomeriggio, dormo appena posso. Sarà la primavera? Maggio si' tu. Sarà il vino? M'aggio bevuto nu bicchiere 'e vino, ma nu' me so' 'ntussecato. E l'ora non volge nemmanco al disìo. Sto qua a lavorare, costruendo su stronzate.
postato da: roquentin alle ore 20:16 | Permalink | commenti
categoria:nausea
lunedì, 24 maggio 2004
Nessuno si è mai ammazzato perché non riusciva ad amare il prossimo suo.
(Marcello Marchesi)
postato da: roquentin alle ore 17:34 | Permalink | commenti
categoria:amore
lunedì, 24 maggio 2004
Anche sul trono più elevato del mondo si è pur sempre seduti sul proprio culo.
(Michel de Montaigne)
postato da: roquentin alle ore 16:30 | Permalink | commenti
categoria:umiltà
venerdì, 21 maggio 2004
Navigando tra i blog, a tempo perso, scopro molta roba che vuole simulare la poesia. Roba ingenua ma già indigesta. Ma da dove esce? Da quali gorghi? Bisogna pensare prima di scrivere. Le parole sono importanti. Nessuno è autorizzato a fare il maestro. Ma in certi casi se non si riesce a trovare il tono giusto è meglio il banale e gozzaniano quotidiano.
postato da: roquentin alle ore 21:48 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesia
venerdì, 21 maggio 2004
Siamo fatti di tempo. Eppure nel tempo investiamo poco. Lo lasciamo scivolare via, decenni dopo decenni, pomeriggi dopo pomeriggi. Siamo convinti che avremo tempo per tutto. Ma avremo tempo per poco o nulla. Le occasioni perse non le ritroveremo. Pencoliamo, così, tra rimpianti e rimorsi. Eppure dovremmo passare attraverso questo oscillare perverso. O fermare il pendaglio (la nostra forca). Tutto passa, in preda all'ora della sfioritura, noi non saremo più giovani (Esenin). Allora, non dobbiamo investire nel nulla, al quale siamo destinati. Goderci, epicurei, qualche piacere, che si perderà come lacrime nella pioggia. Ma noi ne avremo preso qualcosa.
postato da: roquentin alle ore 20:12 | Permalink | commenti (3)
categoria:attese
venerdì, 21 maggio 2004
Who
Qualcuno nella mia stanza m'impone i Who. Non che mi dispiacciano. Ma li snobbo ora, come ai tempi loro. De gustibus. Non discuto, finché dura poco e non si trasforma in tormento. C'è di peggio.
postato da: roquentin alle ore 18:40 | Permalink | commenti
categoria:musica
venerdì, 21 maggio 2004
... che una volta tanto il suo giornale punta su notizie interessanti (vedi richiamo in prima e articolo pagina 19). Era ora che puntaste alla qualità! Il pezzo sigliato a.s.(chissà chi sarà mai!) invece l'ho trovato troppo "comunicato stampa"... e le veline? davvero interessante!
postato da: vulcanica alle ore 18:03 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 21 maggio 2004
Ah... e c'è pure Jim Croce. Si addice alle granite al limone del venerdì pomeriggio, malinconico e sdolcinato.
postato da: roquentin alle ore 18:02 | Permalink | commenti
categoria:musica
venerdì, 21 maggio 2004
E' il tempo delle granite al limone. E' il tempo in cui è meglio godersi le granite al limone. Le porta Enzo, giù dal bar. La compilation che sto facendo girare è un misto di classici cubani, Springsteen e Van Morrison.
postato da: roquentin alle ore 17:59 | Permalink | commenti (1)
categoria:musica
venerdì, 21 maggio 2004
Per una serie di combinazioni e cambi, mi godrò finalmente un week end senza lavoro. Non potrò fare molto. Domenica ho un canonico impegno familiare, ma la serata si prospetta senza impegni, anche se infiacchita dalla digestione di un pranzo al Borgo Marinari organizzato con i controcazzi. Motivi familiari, appunto. Sabato potrei lasciarlo correre tra dvd, iPod, un po' di lavoro al computer, qualche libro da finire (io non mi smentisco mai). Potrei anche infilarci un passaggio dal barbiere. Oppure potrei anticipare la agognata sfrenesiata del pomeriggio, magari trovare un posto dove prendere un po' di sole in santa pace. Poi in serata mi aspetta un incontro cinematografico, al quale ero stato costretto a rinunciare. Contrordine compagni, molto probabilmente ci saremo.
postato da: roquentin alle ore 17:06 | Permalink | commenti
categoria:attese
venerdì, 21 maggio 2004
L'allegria è conseguenza dell'impegno.
(Josemarìa Escrivà)
postato da: roquentin alle ore 15:24 | Permalink | commenti (12)
categoria:allegria
giovedì, 20 maggio 2004
Separato dalla sua origine, replicato, l'oggetto entra in uno stato "fatale", di non ritorno: non descrivibile, irreversibile. Diviene oggetto puro, non interpretabile in termini soggettivi, secondo la logica del soggetto: l'oggetto "puro" si rimette al destino, in una sorta di stato di grazia, al di là di qualsiasi reificazione o alienazione di tipo dialettico, cioè funzionalizzata alle esigenze del soggetto che osserva, descrive, fa valere dei diritti, discrimina e sceglie.
Jean Baudrillard
postato da: roquentin alle ore 17:44 | Permalink | commenti (2)
categoria:riflessioni
mercoledì, 19 maggio 2004
C'è qualcosa di magnifico in questo caldo di maggio. Bagliori tropicali. Io li esalto ascoltando Cesaria Evora. Immagino Capo Verde (dove prima o poi andrò). Orizzonti blu e terra nera e marrone. Africa stramba. Anche un po' cupa, ma torrida e ventosa, salmastra (forse), atlantica. E poi la morna è così diversa dal fado che è troppo simile alle melodie napoletane (e non è che mi dispiacciano). Ma la morna ha anche un pizzico di saudade brasiliana. Là, a Capo Verde, potrei costruire una casa, un poco coloniale. E' più facile, però, consolarsi con la malinconica "Estate" di Bruno Martino. Odio l'estare, dice lui, che ha dato il suo profumo ad ogni fiore, l'estate che ha creato il nostro amore per farmi poi morire di dolore. Una magnifico standard jazz. Roba notturna. Ora c'è il sole di Cesaria.
postato da: roquentin alle ore 15:27 | Permalink | commenti (2)
categoria:musica
mercoledì, 19 maggio 2004
Talvolta proprio l'alibi è un delitto.
(Stanislaw Jerzy Lec)
postato da: roquentin alle ore 15:18 | Permalink | commenti
categoria:delitti
martedì, 18 maggio 2004
Bisogna imparare a usare la rabbia, incanalarla per renderla produttiva, utile. Altrimenti è sfogo. Fa sempre bene, ma non dà un piacere che dura. Purtroppo siamo sempre bravi a dare buoni consigli, quando non possiamo dare cattivi esempi (questa è di De André).
postato da: roquentin alle ore 20:14 | Permalink | commenti (1)
categoria:nausea
martedì, 18 maggio 2004
Ciò che dice una donna all'amante appassionato, scrivilo nel vento e nell'acqua rapida.
postato da: vulcanica alle ore 18:17 | Permalink | commenti (3)
categoria:
martedì, 18 maggio 2004
Coltivano l'aforisma soltanto coloro che hanno conosciuto la paura in mezzo alle parole, quella paura di crollare con tutte le parole.
Emil Cioran
postato da: roquentin alle ore 15:39 | Permalink | commenti
categoria:citazioni
lunedì, 17 maggio 2004
No, il lacerto no!
postato da: vulcanica alle ore 22:00 | Permalink | commenti (1)
categoria:
lunedì, 17 maggio 2004
Parlate, parlate. Scrivete, scrivete. Leggete, leggete. Qualcosa resterà. Qualche traccia. Qualche lacerto di vita. Magari guizzante, o forse solo nauseabondo. Bleah.
postato da: roquentin alle ore 21:32 | Permalink | commenti
categoria:scrittura
lunedì, 17 maggio 2004
ANNUNCIO IMPORTANTE
Salviamo un amico dall'impietoso decadimento fisico e mentale. Mentre il suo pensiero si aggrappa agli ultimi sfilacciati ricordi letterari - frutto di un lunghissimo periodo introspettivo pre-adolescenziale -, Roquentin dimentica le cose belle della vita. Trascorre le sue giornate rinchiuso in un luogo buio e mal frequentato, dissipando le proprie energie dietro al cibo (vedi Bacoli) e incappando in facili provocazioni da parte degli altri (ormai più nessuno colpisce il suo corazon). Per garantirgli una vecchiaia felice, diventa anche tu socio di "Un'ora per Roquentin". Si tratta di portare R. in alcuni luoghi frequentati da gente felice e sorridente, per ricordargli che c'è anche qualcos'altro oltre al chiatamoon! Teatro (luogo ormai che detesta), cinema (ma ci sono i Dvd!) e sala giochi (ke de?) per sviluppare il "bambino" che è in lui. Sottoscrivere con un commento!
postato da: vulcanica alle ore 21:03 | Permalink | commenti (4)
categoria:
lunedì, 17 maggio 2004
Non darti delle arie con le "parole degli altri".
postato da: vulcanica alle ore 20:55 | Permalink | commenti (1)
categoria:
lunedì, 17 maggio 2004
Maccari, Goethe. Mica mi fermo qui. Ne vedrete delle belle.
postato da: roquentin alle ore 20:22 | Permalink | commenti (1)
categoria:citazioni
lunedì, 17 maggio 2004
Eh, Vulcanica! Che dire?!?
'Sto Roquentin sta "sfrennesianno".
Da Johann Wolfgang Goethe a Mino Maccari!
Che sarà mai? Che cosa sta accadendo al nostro amico?
Sono un po' preoccupato.
Penso dobbiamo fare qualcosa.
Ma che cosa?
postato da: tortora alle ore 18:28 | Permalink | commenti (2)
categoria:
lunedì, 17 maggio 2004
Delizie dell'Adulterio. Fu il primo bacio molto saporito - Trovai fra le sue labbra un dente di suo marito.
Mino Maccari
postato da: roquentin alle ore 15:31 | Permalink | commenti
categoria:tradimento
domenica, 16 maggio 2004
Sono riuscito a strappare alle mie indolenti abitudini domenicali una giornata fuori porta. Prima a Cuma con Beatrice e Reto, amici svizzeri di nascita, molto napoletani nel carattere e nella voglia di vivere. Poi a Torregaveta, come in un racconto di Peppe Lanzetta, infine a Bacoli a goderci uno slow food. Al lavoro sono arrivato più tardi. E ora mi tocca recuperare.
postato da: roquentin alle ore 20:29 | Permalink | commenti
categoria:napoletana
domenica, 16 maggio 2004
Chi parla a lungo da solo davanti agli altri senza adulare gli ascoltatori, suscita avversione.
Johann Wolfgang Goethe
postato da: roquentin alle ore 19:11 | Permalink | commenti
categoria:parole
domenica, 16 maggio 2004
Dogma... danese... ti manca soltanto Amleto! Ho capito... Vacanze a Copenhagen e tappa obbligata al castello di Kronborg!
postato da: vulcanica alle ore 17:00 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 15 maggio 2004
Ci sono stati troppi silenzi, oggi. C'era il sole fuori e il freddo dentro, di noi. Scherzi della primavera. Il sabato non voleva cominciare. Perché si annunciava (come è stato) di lavoro e di noia. Pariamiento a letto, nausea (ah, Roquentin, Roquentin) per il vino e la grappa della sera prima. Poi Imma che praticamente non l'ho vista (tra scuola e palestra, lei; tra lavoro e lavoro, io). Ed è scivolata banale, la giornata. Con tentativo, fuori tempo massimo, di rivedere un vecchio film in cassetta. M'è toccato rimontare il lettore vhs che avevo ormai quasi abolito, perché mi godo solo i dvd. Per la cronaca ho anche comprato in edicola "Italiano per principianti" in danese-italiano e scuola Dogma. Che ne sarà di me?
postato da: roquentin alle ore 22:00 | Permalink | commenti
categoria:nausea
sabato, 15 maggio 2004
Sospirone di sollievo. Già m'immaginavo l'imbarazzo su come scaricarti.
postato da: vulcanica alle ore 21:20 | Permalink | commenti (2)
categoria:
sabato, 15 maggio 2004
Ma per chi mi hai preso? Indosso solo camicie a maniche lunghe rigirate. Con le maniche corte ho solo una serie infinita di t-shirt, che compro dovunque vado.
postato da: roquentin alle ore 18:07 | Permalink | commenti
categoria:look
sabato, 15 maggio 2004
Camicia a maniche corte o lunghe rigirate?? È fondamentale per il proseguimento della nostra amicizia!
postato da: vulcanica alle ore 17:30 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 15 maggio 2004
Finalmente in maniche di camicia. Dopo il diluvio di ieri vuoi vedere che è arrivato il caldo?
postato da: roquentin alle ore 17:23 | Permalink | commenti (1)
categoria:look
sabato, 15 maggio 2004
L'acqua, soltanto l'acqua, sempre e ovunque
resta fedele a se stessa, insensibile
ad ogni metamorfosi, liscia, distesa
là dove non è più terraferma. E tutto il pathos
della vita, l'inizio, il mezzo, il calendario
che si sfoglia, la fine, eccetera, svanisce
in spume lievi, eterne, senza fine.
Iosif Brodskij
postato da: roquentin alle ore 16:16 | Permalink | commenti
categoria:natura, poesia
giovedì, 13 maggio 2004
E certo. Non per la musica ma per la location!!
postato da: vulcanica alle ore 22:42 | Permalink | commenti (2)
categoria:
giovedì, 13 maggio 2004
Ma se uno, alle dieci e mezza di sera, si mette a sentire Peter Frampton è un poco fesso?
postato da: roquentin alle ore 22:33 | Permalink | commenti
categoria:musica
giovedì, 13 maggio 2004
Beatrice è a Napoli. Resta fino a martedì.
postato da: roquentin alle ore 21:18 | Permalink | commenti (2)
categoria:napoletana
giovedì, 13 maggio 2004
Ma funziona o no 'sto Splinder?
postato da: roquentin alle ore 20:34 | Permalink | commenti (2)
categoria:nausea
giovedì, 13 maggio 2004
Il mio blog non funziona! Mi tocca scrivere qui. Come faccio con i miei fan? Aspettano il mio meteo per uscire!!
postato da: vulcanica alle ore 17:20 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 13 maggio 2004
Non ho resistito. Sono passato dalla Feltrinelli e ho comprato cinque romanzi di Simenon (quelli senza Maigret, of course, ma anche i polizieschi non mi dispiacciono). Con questo clima pseudo-tropicale, sole e pioggia, tropee premature, ventecate improvvise, caldo afoso, con questo tempo che fa sbagliare pure Vulcanica, bisogna andare con la mente in qualche nebbioso porto atlantico.
postato da: roquentin alle ore 15:26 | Permalink | commenti
categoria:tentazioni
giovedì, 13 maggio 2004
Oscar WildePer noi che siamo moderni è il fodero a consumare la spada.
Oscar Wilde
postato da: roquentin alle ore 15:23 | Permalink | commenti
categoria:modernità
mercoledì, 12 maggio 2004
Sta venendo giù tanta di quell'acqua. E ched'è Natale?
postato da: roquentin alle ore 22:13 | Permalink | commenti (5)
categoria:nausea
mercoledì, 12 maggio 2004
Ma non riesco ad attaccare bottone.
postato da: roquentin alle ore 21:56 | Permalink | commenti
categoria:nausea
mercoledì, 12 maggio 2004
Tutti zitti. E' la notte. Neanche ci danno un crepuscolo dannunziano, così per sentirsi decadenti. Tanto la notte non è fatta per noi. Non ci appartiene. Dormiamo, ci riesce pure bene. Meglio il risveglio.
postato da: roquentin alle ore 21:35 | Permalink | commenti
categoria:attese
mercoledì, 12 maggio 2004
Poi, ieri sera, preso dalla nostalgia, sono corso in mensa per spararmi un panino con la carne manzotin (o simmenthal). Madelaine pre-consumista, in ricordo dell'autostop, del campeggio libero, delle tasche vuote, degli zaini pesanti. Finalmente potersi togliere le superga o buttare lontano i sandali sbrindellati e mettere i piedi gonfi nell'acqua fresca del mare. Il sapore di quelle vacanze era questo. Però era un cibo che non annozzava. Pregio della gelatina tiepida. Meglio la scatoletta grande, quella con la chiavetta che, gira e rigira, avvolgeva la linguetta metallica. Niente strapp e molti tagli bastardi alle mani.
postato da: roquentin alle ore 18:13 | Permalink | commenti (1)
categoria:nostalgia
mercoledì, 12 maggio 2004
Dicono che chi abiura e sottoscrive
può salvarsi da questo sterminio d'oche;
che chi obiurga se stesso, ma tradisce
e vende carne d'altri, afferra il mestolo
anzi che terminare nel paté
destinato agli Idii pestilenziali
Eugenio Montale
postato da: roquentin alle ore 18:05 | Permalink | commenti
categoria:poesia, tradimento
mercoledì, 12 maggio 2004
Anche oggi il mio blog fa le bizze...
postato da: vulcanica alle ore 14:28 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 11 maggio 2004
Scopro con piacere che Vulcanica sa di Roquentin più di quanto sappia lo stesso falso Roquentin. Trent'anni non sono pochi. Devo rileggere la Nausea. Si dice che certi libri bisogna rileggerli ogni dieci anni. O almeno un'altra volta dopo trent'anni. Per provarne nausea. E guarire.
postato da: roquentin alle ore 20:07 | Permalink | commenti
categoria:attese
martedì, 11 maggio 2004
Non so se sia una cosa corretta. Ma ho copiato un mio post da Inchiostrorosa. Si può fare? Io lo l'ho fatto. Perché? Per vanità.

Bologna 1979.
Ve la stavate cercando. Ed eccovela.

I fatti di marzo avevano già due anni, con la morte di Francesco Lorusso, con i suoi baffi, la camicia bianca (ricordo bene?). Nessuno lo conosceva, allora. Due anni prima. Era uno dei tanti. Era di Lotta Continua, che non c'era più. I giornali di marzo hanno mentito, aveva detto un anno dopo (un anno prima) Lolli. Disoccupate le strade dai sogni. Era questo lo slogan, dopo riprendiamoci la vita. Eravamo zingari senza più felicità. Il sogno si era rotto. Le Br, Moro, la Renault rossa. Buonanotte, giorno. Stavano uccidendo i sogni dei vent'anni (ti volti a guardarli e non li trovi più). Era la scia grigia del '77, in quell'autunno del '79, quando in Italia, a Bologna (e a Firenze) arrivava Patti Smith, con Fredrick, Bicos tu nàit bilong tu lovers, bicos tu nàit bilong tu as. Sesso, canne e rocchenrol. Erano le ultime camicie a fiori, gli ultimi residuali fricchettoni, capelli lunghi, montature a cerchio, jeans consumati, zaini militari. Bologna, piazza Maggiore, le chitarre e i vecchi che ci guardavano con stupore, ma ancora ci sentivano come interlocutori. Ne avevano viste tante. Giovani compagni che non sbagliano. Magari cresceranno, avranno pensato, anche loro brinderanno con l'albana per Togliatti, avranno detto. Ma per noi Renato Zangheri era peggio di chiunque altro. Non avremmo mai immaginato Guazzaloca.
Era il '79. Anno fesso. Anno che verrà. Anno che è venuto e se n'è andato. E noi a cantare Via Paolo Fabbri 43, senza neanche curarci di andarla a cercare, tra quei vicoli e quelle belle case medievali. Il Portico dei Servi? Un verso da cantare. Piazza bella piazza. Eravamo noi le lepri pazze. Anna di Francia. Ma chi è quel coglione di Luigi Nono? Un re, un musicista? Con l'abbronzatura della Grecia che scoloriva. Muccino il giovane manco era nato. Che ne sarà di noi? Noi, noi manco ce lo chiedavamo.
E poi la mensa dell'Università. In via Verdi o piazza Verdi? Lì si andava a mangiare senza essere studenti universitari della dotta Bologna, ma soprattutto senza soldi. Il ricciolino (come si chiamava? Gennaro? Quello che poi cominciò a bucarsi e chissà dov'è un quarto di secolo dopo) scavalcò il bancone. C'era un cuoco con il cappellone bianco e il mestolo intinto nel ragù con la carne tritata (sarà banale, ma era salsa bolognese). Non reagì. Fece un passo indietro e tese il mestolo al ricciolino che riempì i piatti di tutti. A mangiare saremmo stati un centinaio. E gratis. Alla fine trasportammo in piazza Maggiore scatoloni pieni di birra e di succhi di frutta (che schifo ma sono tutti alla pera - sì sì fatti una pera). A brindare tra una canna e l'altra, fino a rifugiarsi sotto i portici per vomitare. Ma non là, stronzo, che stanotte ci devo stendere il mio saccappelo. E i vecchi con i cappelli alla Peppone sorridevano di meno. Il naso rosso per l'albana succhiata come il latte.
Poi il giorno dopo la mensa universtaria fu chiusa. Ci beccammo le maledizioni degli studenti fuorisede. Riprendiamoci la vita, ma aveva solo il sapore di pera.
postato da: roquentin alle ore 20:04 | Permalink | commenti (4)
categoria:viaggi
martedì, 11 maggio 2004
Roquentin si è trasferito in un piccolo centro di provincia per completare un libro di storia. Un giorno si accorge che niente gli appare più come prima e tutto gli provoca una sorta di nausea. Annota le impressioni che gli lascia la vita dove il rapporto con se stesso e con gli altri comincia a manifestarsi sotto il segno della sconfitta. Emerge un sentimento di ripugnanza per le cose di cui non riesce a liberarsi. Eppure, in fondo, traluce qualcosa come uno spiraglio, un momento di riconquista di sé, che si annuncia sulle note di una canzone. Solo la musica riuscirà a mettere fine al suo stato di prostrazione.
Per quel poco che so di te, direi che qualche affinità c'è con il nauseato sartriano!!!
postato da: vulcanica alle ore 19:48 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 11 maggio 2004
Forse nulla. Non ricordo più cosa faceva Roquentin. Ricordo: una città francese, grigia ma non come quelle di Simenon; una biblioteca con un bibliomane che leggeva i libri in ordine alfabetico ed era arrivato alla lettera "f", come farfalle; un bosco ondeggiante di verghe; un libro (o una tesi?) su un personaggio del Seicento; ricordo che quando lo lessi mi entusiasmò, ma avevo 15 anni. Di Morsò (meglio scriverlo così) ricordo qualcosa in più: ma su tutto il leggendario colloquio con il prete nel carcere: voglio una vita ultraterrena dove possa conservare la memoria (e la coscienza) di me stesso. Della serie: perché non possiamo dirci buddisti.
postato da: roquentin alle ore 18:01 | Permalink | commenti
categoria:letture
martedì, 11 maggio 2004
Non riesci ad essere pensoso?? Secondo me riesci perfino a travalicare il concetto di "pensiero" andando oltre... molto oltre. Avrei qualcosa da chiederti Roquentin o Meursault (personaggio cartaceo che adoro, e che ho riportato a galla nella magma caotico del mio cervellino grazie a Marco Baliani, che lo scorso anno mi affascinò con il suo "straniero" a Galleria Toledo)... perché hai scelto un personaggio letterario come nickname? Il mio nick (così come la mia storica mail) è legato a un mio passato professionale e ideologico... ma di roquentin cosa hai? illuminami
postato da: vulcanica alle ore 17:47 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 11 maggio 2004
Provo a essere pensoso, pure io. Comincio (e finisco) da Roquentin. Pseudonimo letterario. Avrei preferito Meursault, lo Straniero di Camus, ma mi spaventava la grafia. Da pronunciare è facile: Morsò (più o meno, i francesisti con storcano il naso), ma da scrivere è un casino. Infatti, credo di non averlo scritto bene. Andare a consultare ogni volta il romanzo sarebbe stato una palla. Ho optato per un altro nome di carta, meno affascinante, secondo me, ma più facile da ricordare. E del quale avevo pure dimenticato quasi tutto. Nausea compresa. Ma volevo un richiamo adelescenziale d'antan. Perlomeno della mia adolescenza. Perché da lì sgorga tutto un magma di umori, fesserie e sangue. Il gesto gratuito, inutile, il riporre la propria causa nel nulla (è una citazione). Scoprire che non vale la pena mai. O sempre. Quell'incandescenza contraddittoria, appunto. Inutile e sublime. I calzini da lavare, l'apriscatole e i Buddenbrook (pure questa è una citazione, corretta però). Inutile e sublime conoscenza di fronte alla vastità dell'essere inconoscibile, alla vanità dell'essere transeunte e che non ritorna. Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno (è la terza citazione: ma è facile). Khayyam e Borges. Barthes, Descartes e gli zingari felici (questo è un delirio e un omaggio per un viaggio e un ritorno). Ma non riesco a essere pensoso. Accontentavi.
postato da: roquentin alle ore 16:54 | Permalink | commenti (3)
categoria:letture
martedì, 11 maggio 2004
"L'uniformità, che presto sazia, fa cascare tante tragedie".

(Aristotele)
postato da: roquentin alle ore 15:40 | Permalink | commenti
categoria:monotonia
martedì, 11 maggio 2004
Un saluto doveroso al fedele roquentin. Noto che il tuo blog è sempre frequentato da "fanciulline". Troppo giovani per sapere come il sartriano roquentin amava trascorrerre il suo tempo, troppo giovani per aver letto libri nauseanti. Però sempre pronte a dirti ciao... sembra una canzone... della tua epoca! Ma loro non la conoscono... vinse un sanremo o sbaglio??
postato da: vulcanica alle ore 00:23 | Permalink | commenti (5)
categoria:
lunedì, 10 maggio 2004
Si abbracciarono così stretti che non rimase spazio per i sentimenti.
(Stanislaw Jerzy Lec)
postato da: roquentin alle ore 15:47 | Permalink | commenti
categoria:amore
domenica, 09 maggio 2004
Vedi inchiostrorosa. No, caroTortora è il lavoro, che come sai mi blocca quando gli altri se la spassano. Ma vi lamentate del buon tempo. Tornerò con la mia cattiveria. Anche tra qualche ora.
postato da: roquentin alle ore 17:36 | Permalink | commenti (1)
categoria:attese
sabato, 08 maggio 2004
Roquentin, dove sei?
Ci mancano le tue osservazioni, le tue segnalazioni, le tue riflessioni, ad anche le tue impennate polemiche. Si tratta pur sempre di ... cose di qualità.
Non voglio credere che dei banalissimi disturbi stagionali ti blocchino a letto.
E allora, caccia la testa dal tuo guscio, se ti stai ritraendo!
postato da: tortora alle ore 18:01 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 06 maggio 2004
E non smette di piovere. E soffia pure il vento. Infuria la bufera. Le scarpe per fortuna non sono rotte. Forse è per questo che non riusciamo a conquistare la rossa primavera. Le mie scarpe, a scanso di equivoci, sono però rosse. Griffate, ma rosse. E' già una cosa.
postato da: roquentin alle ore 20:10 | Permalink | commenti (1)
categoria:look
giovedì, 06 maggio 2004
"Prendimi e poi lasciami, se ci riesci".
Woody Allen
postato da: roquentin alle ore 17:08 | Permalink | commenti
categoria:amore
mercoledì, 05 maggio 2004
Ormai Guccini canta sempre le stesse cose, ma venti e passa anni fa....
postato da: roquentin alle ore 21:23 | Permalink | commenti
categoria:musica
mercoledì, 05 maggio 2004
Guccini... ora mi citi pure Guccini...
postato da: vulcanica alle ore 17:53 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, 05 maggio 2004
Beh, oggi vale la pena di mormorarlo, memori delle antologie delle medie: "Ei fu siccome immobile". E sì.
postato da: roquentin alle ore 15:51 | Permalink | commenti
categoria:poesia
mercoledì, 05 maggio 2004
Avevo dimenticato il verso più bello di tutti. Ma come avevo fatto? Eccolo:"Stanno innaffiando le tue rose, non c'è il leone, chissà dov'è" (Azzurro). Per fare il settebello aggiungo: "La strada dalla Pennsylvania Station sembrava attraversasse il continente come se non tornasse più all'indietro ma andasse sempre avanti ad occidente, fra tombe in ferro-vetro, pianura, pali e gente" (100, Pennsylvania Ave.).
postato da: roquentin alle ore 15:47 | Permalink | commenti
categoria:musica
martedì, 04 maggio 2004
Quindi io ti faccio "sorridere"! Lo terrò presente la prossima volta che avrai bisogno di un "aiutino informatico". La mia risata non la dimenticherai facilmente!
postato da: vulcanica alle ore 21:45 | Permalink | commenti (2)
categoria:
martedì, 04 maggio 2004
Mi diverte essere disumano. E politicamente scorretto.
postato da: roquentin alle ore 21:36 | Permalink | commenti
categoria:tentazioni
martedì, 04 maggio 2004
Fabrizio De André non si tocca
Se a te non piace, non vedo perché devi denigrare le sue magnifiche canzoni. Mi metti in lista "I watussi" e non una di De André? Sei disumano! Ai baci più alti del mondo rispondo con e c'era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli

postato da: vulcanica alle ore 21:11 | Permalink | commenti (2)
categoria:
martedì, 04 maggio 2004
No. Anzi commento. Come puoi soltanto lontanamente dimenticare strofe come
«Quei giorni perduti a rincorrere il vento a chiederci un bacio e volerne altri cento»
«Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma son mille papaveri rossi»
«l'amore che strappa i capelli è perduto ormai, non resta che qualche svogliata carezza e un po' di tenerezza»
Anche se la migliore forse è
«mi sono guardato piangere in uno specchio di neve»
postato da: vulcanica alle ore 20:32 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 04 maggio 2004
non commento
postato da: vulcanica alle ore 20:05 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 04 maggio 2004
Persevero nella malefica sequenza dei top five:
i cinque migliori versi (più o meno) delle canzoni italiane (ma non le più belle canzoni italiane), in ordine casuale:
"partiremo insieme per un viaggio per città che non conosco" (Occhi di ragazza);
"Di andare ai coktails con la pistola non ne posso più" (Panama);
"Avevo pochi anni e vent'anni sembran pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più" (Bufalo Bill);
"Riprendiamoci la vita, la terra, la luna e l'abbondanza" (Ho visto anche degli zingari felici);
"Qui ci scambiamo l'amore profondo dandoci i baci più alti del mondo" (I watussi).
Dall'elenco sono escluse tutte le canzoni dei cinque album di Battisti-Panella. Quelle vanno imparate a memoria. Prima o poi ve le infliggerò.
postato da: roquentin alle ore 17:59 | Permalink | commenti
categoria:musica
martedì, 04 maggio 2004
Sulle fughe sono pienamente d'accordo! Sul Maggio napoletano meno... Troppi turisti, troppo polline, troppo traffico. Napoli ormai riesco ad amarla soltanto verso l'alba. Quando per via Caracciolo intravedi tra la sottile nebbiolina le lampare dei pescatori... quando il silenzio è rotto soltanto da qualche latrato e le luci di Posillipo tremolano per la brezza mattutina. Il mio quartiere poi all'alba è quasi mistico. Ascolto le rondini garrire, il ticchettio delle scarpe di qualche lavoratore mattiniero, e le fusa delle mie gatte che a quell'ora sono sveglie e che mi chiedono di uscire per godersi il respiro lieve del nuovo giorno in arrivo.
postato da: vulcanica alle ore 16:51 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 04 maggio 2004
Non sono scappato. Anche se avrei tanto voluto. Pure da solo. Non fa differenza, qualche volta. E poi, se non ricordo male, l'aspro Kakfa ha detto, in qualche lettera, che la vera felicità è quando gli altri non sanno dove sei. Nascondersi. Non sempre riesce. Io neanche mi ero nascosto. Semplicemente tacevo, non vergavo rapporti. Ero preso da altri casini (pure spiacevoli, ma a buon fine). Non gioco a fare il misterioso. E' che non ve ne fregherebbe nulla. Ora c'è un sole magnifico. E fino a giovedì mi tocca lavorare. Maggio a Napoli è straordinario. Lo dicono pure le canzonette. Beato chi se lo gode. Io non mi farò mancare occasione. E mi basta solo una passeggiata per Toledo. Putesse essere allora cu 'e mmane dint'a sacca, putesse essere allero cu mia figlia mbraccia ca me tocca 'a faccia e nu me fa guardà (ma mia figlia è troppo grande per essere presa in braccio, tra qualche anno prenderà in braccio lei me).
postato da: roquentin alle ore 16:19 | Permalink | commenti (2)
categoria:napoletana