venerdì, 30 aprile 2004
Cerco un maestro. Uno che sappia essere paziente e tollerare i miei errori. Uno che abbia la voglia di insegnarmi il suo sapere.
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venerdì, 30 aprile 2004
Allora, roquentin, ecco il mio tributo d'onore al vero/falso Roquentin e soprattutto al suo creatore.

«Qualcosa comincia per finire: l'avventura non si lascia mettere appendici, non acquista significato che con la sua morte. E verso questa morte, che magari sarà anche la mia, io sono trasportato senza ritorno. Ogni istante compare soltanto per condurre quelli che seguono. Ad ogni istante io tengo con tutto il cuore: so che è unico, insostituibile - e tuttavia non farò un gesto per impedirgli d'annullarsi. L'ultimo minuto che trascorro - a Berlino, a Londra - nelle braccia della donna incontrata due giorni prima - minuto che amo appassionatamente, donna che amo quasi - deve aver fine, lo so. Tra poco partirò per un altro paese. Non ritroverò mai più né questa donna né questa notte. Mi chino su ogni secondo, cerco di esaudirlo; nulla avviene ch'io non afferri, ch'io non fissi per sempre in me, nulla, né la fuggevole tenerezza di quei begli occhi, né i rumori della via, né la falsa chiarità dell'alba: e tuttavia il minuto scorre ed io non lo trattengo, mi piace che passi.
E poi, d'un tratto, qualcosa rompe di netto. L'avventura è finita, il tempo riprende la sua mollezza quotidiana. Mi volto; dietro di me, quella bella forma melodiosa affonda tutt'intera nel passato. Rimpicciolisce, declinando si contrae, e ormai la fine fa tutt'uno col principio. Seguendo con gli occhi questo punto d'oro penso che accetterei - anche se fossi stato in pericolo mortale, anche se avessi perduto una fortuna, un amico - penso che accetterei di rivivere tutto, nelle medesime circostanze, dal principio alla fine. Ma un'avventura non si ricomincia né si prolunga».

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giovedì, 29 aprile 2004
Dimenticavo Gli Spietati
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giovedì, 29 aprile 2004
«...Sono William Munny del Missouri... Ho ucciso donne, vecchi, bambini. Creature strisciani e non. E ora sono venuto per uccidere te Little Bill. Perché hai ucciso il mio amico...»
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giovedì, 29 aprile 2004
Capitolo "Annusare":

Il caffé al risveglio;
Il sesso (ognuno come gli pare);
La colla Coccoina;
L'erba tagliata;
Chanel n. 5 (per un omaggio a Marilyn).
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categoria:tentazioni
giovedì, 29 aprile 2004
Capitolo "Assaggiare":
Il caffè al risveglio (Passalacqua, pe' piacere);
la senape francese extraforte, che sa di vernice;
Il ron cubano;
Le pesche gialle nel vino rosso;
Il capicollo di Giugliano (sempre più raro).
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categoria:tentazioni
giovedì, 29 aprile 2004
Capitolo "Ascoltare": ci può essere solo Mozart. E indico solo, con grande rammarico, perché includerei tutte le 626 opere catalogate (per tacer dell'incerto):
La sonata per due pianoforti K. 448.
Il concerto per pianoforte e orchestra K. 503.
Il Don Giovanni.
Il concerto per clarinetto K. 622.
Il Requiem.
postato da: roquentin alle ore 16:08 | Permalink | commenti
categoria:musica
giovedì, 29 aprile 2004
Capitolo "Toccare" (o che non si possono più toccare e che io ho toccato). Ma cambierò, appena ne ricorderò altre:

Il leone di Babilonia, a Babilonia; la mano di Adolfo Bioy Casares, l'amico sodale di Borges; l'acqua della spiaggia di Skorpios, in Grecia, dove avrà fatto il bagno Maria Callas; gli asciugamani di lino; le foglie morte del Central Park, a New York.
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categoria:sensi
mercoledì, 28 aprile 2004
Provo a giocare anch'io alle classifiche. Ma lo farò puntando ogni volta su uno dei cinque sensi. Un po' alla volta e con il diritto di cambiare idea. Capitolo "Vedere". I cinque artisti: Caravaggio, Hyeronimus Bosch, Edward Hopper, Paul Gauguin, Jacovitti.
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categoria:arte
martedì, 27 aprile 2004
E' finita pure oggi. O meglio sta finendo anche questa giornata. Domani non lavoro. Vorrei un po' di sole come oggi. Vorrei essere ricompensato per aver regalato una giornata come questa al signor padrone. Giusto per rendere omaggio a quella poesia di Prevert che non ricordo più.
postato da: roquentin alle ore 21:55 | Permalink | commenti (3)
categoria:nausea
martedì, 27 aprile 2004
Basta 'na jurnata 'e sole. Basta andare a prendere un caffé a via Chiaia e poi giù per Toledo (quell'ascella aperta, per dirla con il papà del mio pseudonimo). I colori, la gente e il sole di aprile. Quali misteri scoprì in te il poeta che ti chiamò crudele (aprile, s'intende). Entrare in un negozio per chiedere il prezzo di una t-shirt e di una felpa, guardare le vetrine, una sfogliatella da Pintauro (per essere local), un Big Mac (per esser global). Nell'orecchie la musica dell'iPod: Can't take my eyes off of you e Nusrat Fateh Alì Khan, Peter Gabriel e Mina, per essere glocal.
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categoria:napoletana
lunedì, 26 aprile 2004
Ho letto "Sandokan" di Nanni Balestrini (Einaudi). "Storia di camorra" è il sottotitolo. E di camorra parla, quella dei casalesi, di Schiavone (Sandokan, appunto). Lascio da parte la scrittura senza punteggiatura (vezzo senile e datato in stile Gruppo 63: ma lui c'era o no? Non ricordo più), ma mi è piaciuta la mimesi sul parlato. La voce narrante è quella di un giovane di Casal di Principe che assiste alla parabola dei clan del suo paese con un occhio assieme partecipe e sofferente, ma anche lontano. Senti nelle sue parole la cappa opprimente della desolata provincia casertana, dei mazzoni, dei giorni passati nelle campagne a raccogliere frutta o sui trattori per portare le pesche al macero. L'inutilità dei pomeriggi interminabili nei bar. Leggi la violenza di una struttura mentale profondamente razzista. Senti la violenza nelle cose, nel modo di trattare gli oggetti, gli animali, gli uomini. Vedi il disprezzo per gli altri, per i figli di nessuno. E' il racconto di cosa sono stati questi ultimi decenni in una parte d'Italia che le cronaca hanno raccontato, ma non stanato, che non hanno capito nel profondo. A tratti Balestrini è scontato. Ma si è immedesimato molto. E' una bella storia cupa. Di bambini, poi giovani, poi adulti che guardano il male e vivono il male nella sua banalità e nella sua straordinarietà. La scena finale all'obitorio, nella sua nudità è toccante, riscatta certe banalità. Tremenda la sorte toccata alle civette e ai piccioni inchiodati ai portoni e lasciati morire, tra i gridi per tutta la notte. Io li ricordo quei resti piumati appesi fuori delle case dei contadini. E mi spaventavano già allora. Poi mi sono assuefatto alla realtà e sono diventato indifferente. E Balestrini non dimentica neanche il caffè che Craxi bevve in un bar di Casale con il fratello del boss Bardellino, sindaco socialista che voleva andare a Montecitorio.
Ora per rimettermi in sesto sono passato a "Zuckerman scatenato". Philip Roth non tradisce mai.
postato da: roquentin alle ore 22:17 | Permalink | commenti
categoria:letture
lunedì, 26 aprile 2004
Legato al computer cominci ad apprezzare delle banalità come il tempo, il clima. Guardi fuori dalla finestra in cerca di un pezzo di cielo che, a quest'ora, è diventato nero. Ritorna nella mente come un soffio anche il tempo, quello che passa. Vorresti essere da un'altra parte, ma sei qui.
postato da: roquentin alle ore 21:38 | Permalink | commenti (3)
categoria:nausea
lunedì, 26 aprile 2004
La giornata non ingrana. Sarà il raffreddore, che qualche effetto sgradevole l'ha avuto: mi ha impedito di andare in palestra, questa mattina.
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categoria:nausea
domenica, 25 aprile 2004
E' davvero uggiosa questa giornata. Le bandiere hanno sventolato, ma in modo molto confuso. Tante chiacchiere, tanti oratori dei quali avremmo fatto a meno. Ma è un rito che non sa diventare una festa. Ma poi, in fondo, dopo tanti anni non frega niente a nessuno. Anche a me. E' già troppo averne scritto per la seconda volta.
postato da: roquentin alle ore 17:59 | Permalink | commenti
categoria:nausea
domenica, 25 aprile 2004
Parlando di film, porti e inganni (i sensi sono un altro discorso, più generale) volevo provare a fare un test, strettamente collegato al nome di questo blog. E' troppo facile, me ne rendo conto. Così l'avete tutti snobbato. Vabbe', verrà anche il tempo per questo. Intanto questo 25 aprile è una giornata che vira verso l'uggioso. Per clima, certo. Ma anche perché le primavere (e i soli dell'avvenire) non sono più le stesse. Ci sarà qualche manifestazione da qualche parte? Una bella botta di vita stile anni Settanta. Meglio di no. E' domenica e io dovrò lavorare. Mi andrà meglio il 1 maggio.
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categoria:cinema
sabato, 24 aprile 2004
I sensi, soprattutto quelli legati alla parola e alle immagini. Purtroppo. E poi un film. Un maestro. Un porto. Un inganno. Si parte.
postato da: roquentin alle ore 21:28 | Permalink | commenti (5)
categoria:cinema